Augusto Montaruli

Te lo dico tra le righe

sassi-rom

Della serie “Te lo dico tra le righe”, quando le notizie insinuano. Giornalismo che fa schifo. Repubblica, il giornale delle grandi firme. Il giornale che organizza “La Repubblica delle Idee” con ultimo tema di discussione “La libertà di tutti. Culture diverse, un presente comune” scrive questa robaccia suggerendo al lettore i colpevoli. Brutta roba, indegna di un giornalismo serio.

“Lancio di sassi, stamattina, sulla direttissima per Caselle: due auto sono state colpite da alcune pietre scagliate sulla superstrada dalla zona del campo rom di strada dell’Aeroporto.”

Papa Francesco segretario


“risulta chiaro che la fede non è intransigente, ma cresce nella convivenza che rispetta l’altro. Il credente non è arrogante; al contrario, la verità lo fa umile, sapendo che, più che possederla noi, è essa che ci abbraccia e ci possiede. Lungi dall’irrigidirci, la sicurezza della fede ci mette in cammino, e rende possibile la testimonianza e il dialogo con tutti”

da la lettera ad Eugenio Scalfari di Papa Francesco

Call me Silvio

Il consenso elettorale si basa per una buona percentuale sul lavoro dei media e su come gli stessi “trattano” i candidati. Non tanto come li “trattano” negli articoli descrivendo i contenuti (quando e se lo fanno), ma come li piazzano sui titoli, meglio se a tutta colonna. Campioni dell’antiberlusconismo, come l’Huffington Post (quello italiano della signora Annunziata) e Repubblica (per tacer del TG3) ormai considerano, a forza di frequentarlo, un parente prossimo l’ormai ex cavaliere, senatore e prossimo agli arresti domiciliari Silvio Berlusconi. E anche la figlia Maria Elvira detta Marina.
I loro titoli sono un fiorire di SILVIO e CAV, e di Marina quando scrivono di Maria Elvira Berlusconi.
Chapeau! Continuate così e regalerete una fetta consistente di voti al condannato in via definitiva.
Un po’ di sano stile anglosassone non vi farebbe e non ci farebbe male. Oppure chiamateli tutti per nome, astenersi nomi troppo lunghi o proporre nomignoli. Ve ne proponiamo qualcuno: Gianni, Matteo, Pippo… ma anche no.