A Diego sulla “movida”
Dice Diego su facebook:
La movida è una questione politica. Ormai lo hanno capito tutti, dal Vescovo di Torino Nosiglia che fa il giro dei locali della movida il sabato notte, alla magistratura che interviene con una sentenza di condanna sul disturbo al riposo. Forse non lo hanno capito i politici…
E questo è il mio commento:
Caro Diego, sicuramente è una questione politica. La magistratura interviene sul caso singolo e sul rispetto delle leggi, il vescovo fa appello alla buona volontà con una predica o con una proposta sull’emergenza. La politica deve fare due cose: lavorare sull’emergenza e sull’urgenza chiedendo maggiori controlli, ma la cosa che deve fare (altrimenti non è politica) è lavorare sul futuro avendo in mente la visione. Il futuro del territorio. A livello territoriale con fatica ci stiamo arrivando. Però non lo diciamo, però non discutiamo di questo. Forse perché due volanti della polizia, una sentenza della magistratura, passeggiare con Nosiglia smuovono i media e sono elettoralmente più efficaci della costruzione del futuro di un quartiere. La politica richiederebbe visione e coraggio. Finalmente si è partiti con il lavorare al PIA (progetto integrato d’ambito) per la prima volta dedicato ad una zona omogenea: arredo urbano, viabilità dovranno essere ridisegnati tenendo conto delle caratteristiche e della visione futura del quartiere. Potrebbe essere un caso replicabile in altre realtà. Con questi strumenti e con una partecipazione dei cittadini e delle imprese si potrà risolvere l’eccesso di movida (o chupida, come la chiamo io) facendo politica.
Aggiungo una cosa un po’ polemica che riguarda il mio partito. Mi delude e mi preoccupa il fatto che a livello territoriale noi siamo lasciati da soli. C’è un rapporto con l’amministrazione, vedi il PIA e altro, ma è inesistente il partito. Credo che una situazione come questa dove il vescovo interviene scrivendo una lettera più da sindaco che da pastore di anime, dove la magistratura emette una sentenza avrebbe dovuto come minimo convocare segreteria del circolo e gruppo consiliare almeno per capire, non dico suggerire. Invece il silenzio. Mi preoccupano anche le molte associazioni presenti sul territorio che a raccogliere firme non le frega nessuno, ma a discutere e proporre il futuro…. Ho come l’impressione che se una cosa non te la puoi intestare non t’interessa. Finisco portano ad esempio positivo Enjoy San Salvario che sta dimostrando come si può fare sinergia tra locali e cultura con proposte alternative. Oltre il chupito, per intenderci.






