Se mi chiedessero…

Se mi chiedessero di dare un contributo nella scrittura del programma della coalizione che si candiderà a governare Torino, scriverei dei quartieri.
Scriverei partendo dalla convinzione che una città non è altro che è la somma di tanti quartieri. Una convinzione che è frutto di anni di marciapiedi calpestati, luoghi frequentati e persone, soprattutto persone, incrociate, conosciute e ascoltate. E partirei dal concetto di comunità, perché questo sono i quartieri anche se non c’è la consapevolezza di esserlo e il bisogno non è espresso dome dovrebbe.
Mi porrei l’obiettivo di trasformare i quartieri in comunità autosufficienti dotate di trasporti funzionali, servizi di prossimità, luoghi di aggregazione e di informazione. Doterei i quartieri anche di bellezza, sì di bellezza. Perché una comunità autosufficiente e bella è anche sostenibile e solidale.
Per realizzarlo occorre analizzare cosa serve e cosa manca partendo dalla composizione della popolazione, dai bisogni e dalle potenzialità del territorio.
Per rendere autosufficiente una comunità devi dotarla di servizi di prossimità invece che ridurli o chiuderli.
Per rendere sostenibile un quartiere devi fornire alla comunità una rete di trasporti e una viabilità efficienti.
Per rendere sicura una comunità devi sostenere i luoghi di aggregazione e incoraggiare la nascita di altri.
Per amare il proprio quartiere in modo da rispettarlo devi “implementare la bellezza”. Non è difficile, ci va coraggio e cambio di rotta. Si può partire dall’arredo urbano: dai dehors, dai cestini dei rifiuti, dalle panchine…
Se mi chiedessero un contributo lo darei sui quartieri. Dove vivono le persone.
Dove occorre essere comunità.





