Augusto Montaruli

Ci pigliano per il culo…

A proposito di job act, Gianmaria Testa e i Cordiali saluti. Ascoltate l’introduzione. Dopo il video il testo.

Grazie per la collaborazione
lei è stato un preziosissimo
collaborazionista
e non sarà dimenticata mai
la grande abnegazione
e tutto il tempo speso
alla comune causa
e sempre nel futuro
ne può star sicuro
si terranno in conto
gli alti insegnamenti
e poi la serietà, la versatilità
la grande umanità
più che colleghi siamo stati
dei parenti
mi faccia poi sapere
con sua massima comodità
dove versare le spettanze
e tutto quello che rimane
degli emolumenti

noi si voleva fare anche una festa
niente di così particolare
giusto un vino di commiato
però si sa la sua riservatezza
e l’idiosincrasia a qualunque
forma o gesto di saluto
qualcuno l’ha pensata prepotenza
ma è soltanto perché non
l’ha veramente conosciuto
così hanno incaricato me
di tutti quello che
le è stato sempre nel lavoro
il collaboratore
più fidato
e non s’incomodi a passare
che provvederemo noi
a farle avere effetti personali
e tutto quanto quello che ha lasciato

io non ci riesco neanche a immaginare
tutto quel che potrà fare
nel suo tempo senza più padrone
lei tiene di sicuro una passione
un sogno, un desiderio antico
e finalmente si presenta l’occasione
potersi dedicare mani e cuore
a quello che soltanto ieri
era sembrata un’illusione
mi creda forse è vero siamo uguali
però sono le passioni
che ci rendono diversi e un po’ speciali
le allego alla presente, per visione
il conto di liquidazione
unitamente ai miei saluti
più distinti più sinceri
e più cordiali

L’articolo 18 e la discriminazione

28789_1339792187403_4680563_nIl ministro del lavoro Poletti a proposito dell’articolo 18, assicura che per ora l’unica cosa certa è che ci sarà il reintegro nei casi di discriminazione. Giusto per capire quanto è complessa la faccenda riporto sotto la voce discriminazione tratta dal vocabolario Treccani. Sarebbe meglio e più utile archiviare la questione articolo 18 e lavorare sui tempi (certi) delle vertenze, sulla burocrazia, sulle infrastrutture, sulla corruzione… perché questi credo siano i veri ostacoli che devono affrontare le aziende quando valutano la necessità di investire in Italia. Immaginate un’azienda che avrebbe investito in Calabria e pensate alla Salerno Reggio. Poi pensate alla camorra e alla mafia. Poi pensate al sottobosco della politica. Ai funzionari corrotti. Alle caste, gli intoccabili notai inclusi. Ai trasporti. Alla banda larga. Alle poste. Alle gare d’appalto con i loro tempi e le loro procedure. Ai tempi di pagamento della pubblica amministrazione. Continuo?

Allora bisogna fare le cose complicate, perché è buona politica se fa cose difficili. Magari senza hashtag che i 144 caratteri van bene per i battutisti, non per gli apprendisti statisti.

Torniamo comunque alla discriminazione e leggiamo cosa dice il vocabolario Treccani.

Il fatto di discriminare o di essere discriminato;

distinzione, diversificazione o differenziazione operata fra persone, cose, casi o situazioni: fare, non fare discriminazioni;

per me i concorrenti sono tutti uguali, senza discriminazioni d’età, di sesso, di colore o di posizione sociale;

giudicare con imparzialità, senza discriminazioni; più in partic.: d. politica, d. razziale, d. etnica, d. religiosa, diversità di comportamento o di riconoscimento di diritti nei riguardi di determinati gruppi politici, razziali, etnici o religiosi (la legge stabilisce pene precise per i casi in cui la discriminazione assuma carattere delittuoso o induca ad atti di violenza);

d. dei redditi, delle imposte, ai fini di una più equa ripartizione del carico tributario.

Al contrario, adottare, seguire un criterio di non d., applicare uno stesso modo di comportamento o di trattamento per tutti i componenti di un gruppo senza tener conto di eventuali differenze di qualsiasi genere.