Augusto Montaruli

Libero è uguale

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“A chi appartieni?”. Te lo chiedono al sud per conoscere i tuoi legami familiari: di chi sei figlio, fratello, nipote. In politica ha un altro significato: a quale corrente, a quale nome e cognome “appartieni”? Dalemiano? Civatiano? Bersaniano? Vattelapeschiano? Io, avrei già dato, e non vorrei essere “ano” di nessuno. Apprezzo lo sforzo e sosterrò Liberi e uguali (anche se avrei preferito un più classico e culturalmente più significativo “Libertà e uguaglianza”, così si stava pure sul femminile…), ma non aderirò a nessuno dei movimenti o partiti che compongono la nuova formazione. Non voglio appartenere, vorrei condividere.
E sarò pronto a farlo, se a qualcuno interessa, quando vedrò più generosità politica (e personale). Anzi consiglio già ora la possibilità di aderire senza schierarsi. Prima lo si fa meglio è. 
Il tempo delle parrocchie e parrocchiette che ha prodotto disastri è finito, riprenda quello delle idee e del mettersi a disposizione. Il cammino sarà (di nuovo) lungo.

Pronti, via?

 

Oggi sembrerebbe iniziato il percorso che dovrebbe (quanto condizionale!) portarci al congresso del PD. Sembrerebbe almeno dal lancio dei siti di Cùperlo e Civati.
Al momento mi limito a dire che il sito di Pippo, dal punto di vista grafico e di leggibilità, mi piace più del sito di Cùperlo (a proposito perché .com, non c’era un .it .eu .org…?).
A Cùperlo un consiglio – per evitare il tormentone: ma Cupèrlo o Cùperlo? – metti l’accento sulla u perché non tutti sanno e poi perché graficamente, se l’accento è del colore giusto e si distingue, magari ti aiuta.
A Pippo, lo slogan un po’ Catalano e un po’ mi fa pensare alle mutande. Mi rendo conto che c’è bisogno di banalità, che di questi tempi è rivoluzionaria, però…
Per il resto staremo a vedere altre candidature e soprattutto i contenuti: ho bisogno di forti motivazioni, e magari anche di emozioni.

 

Moreno o l’autoironia, si spera, del PD

A chiudere la festa nazionale del PD sarà il giovane rapper Moreno, star di Amici che ormai è lo show di riferimento del partito.
Vi passo il testo del suo pezzo forte dove si trovano autocritiche, rimbrotti a analisi sul governo e non solo. In neretto.
E io che sognavo Volare…

Il militante del PD:
Che confusione, intorno a me,
è quasi come, dopo una bomba.
Che confusione, intorno a me,
è quasi come, dopo una bomba.

Bersani dopo il risultato elettorale:
Sono in stato confusionale,
come uno sciocco dopo sei shot.

Renzi:
Non fare quello ultra-molleggiato perchè hai un paio di shots.
Non sputo nel piatto in cui mangio,
ogni rima è un gancio di boxe,
chiuditi in box,
ma se mi ascolti ti lascio il segno, Paolo Fox.

Le correnti dette anche le anime del partito:
pensavi sugli occhi avessi il prosciutto? (No, no, no)
Speravi che non me ne accorgessi?
O rimanessi all’asciutto.

Gli emergenti o Civati: 
Nel gioco del rap, grande debutto.
Moreno alla Ralph, spaccatutto.

La rifondazione del PD:
Da Adamo ed Eva, viene da chiedermi noi chi siamo.
I politici vanno con Eva ma adesso Eva c’ha il pomo d’Adamo.
Che confusione, di due non ne fate uno neanche con la fusione, man.
Super Saiyan di ‘sta scena qua,
intorno a me e Mister Satan.

Le larghe intese:
Crisi fresca, vedi il fondo, non si disinnesca all’ultimo secondo.
Game over, come o cosa.
Ci siamo quasi, la bomba è esplosa.