Augusto Montaruli

Caro Massimo Giannini

 

Caro Massimo Giannini,

Lei mi è simpatico, condivido molto di ciò che scrive, le ho pure regalato un manifesto che ha apprezzato, ed è per questo che mi permetto di scriverle.

Le scrivo da uomo di sinistra, da ex iscritto al Partito Democratico. 

Le scrivo perché trovo i suoi siparietti con quella “sagoma” di Fazio di cattivo gusto, offensivi direi. Offensivi per i molti militanti e simpatizzanti di quel partito che si stanno adoperando per quel percorso, forse discutibile ma sicuramente democratico, che sono le primarie.

E non c’è niente da ridere. Insomma Piantla lì!, come si dice qui in Piemonte. 

Quel partito, in crisi è vero come è in crisi tutta la politica e come sono in crisi le istituzione ad esclusione di Mattarella e del Papa, forse. Quindi per piacere fate meno sorrisini e battutine. Fatele se proprio volete al bar della RAI.  Anche perché se dalle parti del PD non se la passano bene non è che da dalle sue ve la passiate meglio. Neh? 

Provi ad immaginare Cuperlo, Bonaccini e Schlein (in ordine di età) fare battutine e sorrisini nel corso di un dibattito sulla crisi de La Stampa (in particolare ed in generale) che in un anno ha perso dieci mila copie di vendite. Non da un milione (1.000.000) a novecentonovantamila (990.000) ma da settansettemila (73.000) a sessantasettemila (63.000). Pensi che i bar a Torino sono più o meno 5.000. Per dire. E non mi venga a dire i social, è cambiato il mondo… lo so. 

A Fazio, quando lo incontra, dica che ha bisogno del Papa per alzare l’audience, un miracolo. Quindi non ha niente da ridere nemmeno lui. In una nicchia sta. 

Insomma, caro direttore, non stiamo bene in generale in molti: noi, lei e Fazio e pensi che non fa più ridere nemmeno Berlusconi. 

Con affetto, stima, tanti auguri e un sorriso come da copione.

Augusto Montaruli

PS: comunque, a forza di sorrisi, mi ha quasi convinto ad andare a votare al secondo turno delle primarie. 

I muscoli del capitano, del PD.

La rotta è sempre “perigliosa” e non basta un capitano, servono navigatori, macchinisti, telegrafisti, marinai… passeggeri tanti e un approdo chiaro e condiviso.

 

“Giovanotto, io non vedo niente.
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente”.
http://www.youtube.com/watch?v=FZeuC4oF7rw
Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano.
Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene.
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero,
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita.
E poi il capitano, se vuole, si leva l’ancora dai pantaloni
e la getta nelle onde e chiama forte quando vuole qualcosa,
c’è sempre uno che gli risponde.
Ma capitano non te lo volevo dire,
ma c’è in mezzo al mare una donna bianca,
così enorme, alla luce delle stelle,
che di guardarla uno non si stanca.

Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali,
ed ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali.
La nave è fulmine, torpedine, miccia,
scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d’acciaio,
pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento,
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.
E il capitano disse al mozzo di bordo
“Giovanotto, io non vedo niente.
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente”.

Pronti, via?

 

Oggi sembrerebbe iniziato il percorso che dovrebbe (quanto condizionale!) portarci al congresso del PD. Sembrerebbe almeno dal lancio dei siti di Cùperlo e Civati.
Al momento mi limito a dire che il sito di Pippo, dal punto di vista grafico e di leggibilità, mi piace più del sito di Cùperlo (a proposito perché .com, non c’era un .it .eu .org…?).
A Cùperlo un consiglio – per evitare il tormentone: ma Cupèrlo o Cùperlo? – metti l’accento sulla u perché non tutti sanno e poi perché graficamente, se l’accento è del colore giusto e si distingue, magari ti aiuta.
A Pippo, lo slogan un po’ Catalano e un po’ mi fa pensare alle mutande. Mi rendo conto che c’è bisogno di banalità, che di questi tempi è rivoluzionaria, però…
Per il resto staremo a vedere altre candidature e soprattutto i contenuti: ho bisogno di forti motivazioni, e magari anche di emozioni.