Fabrizio Morri e Tex Willer – Lettera aperta
Caro Fabrizio,
sembra proprio che tu stia vincendo il congresso provinciale e sarai eletto segretario senza ballottaggio, ricorsi e controricorsi permettendo. La buona educazione e il fair play (?) prevedrebbero le congratulazioni, ma non te le farò ora. Mi riservo di fartele dopo, fra un po’. Forse. Quando ti vedrò all’opera e ti misurerò su quanto mi dicevi avevi in mente di realizzare incontrandoti per le strade del nostro quartiere. Adesso proprio no, farle, le congratulazioni, vorrebbe dire estenderle a chi ti ha appoggiato, a chi ti sei messo in lista, a chi, sicuramente nel mio circolo, ha portato i tesserati low cost e last minute spacciandoli per “il partito deve aprirsi agli altri”. Starò a vedere cosa farai, se scenderai a patti, se ricambierai a prescindere dal merito (delle cose e delle persone) che mi dicevi voler preferire all’appartenenza. Lo vedremo presto dalla composizione della segreteria. Mi auguro davvero di farti le congratulazioni, ritroverei il Fabrizio Morri che ho conosciuto chiacchierando in uno dei caffè di San Salvario o incontrandoti al mercato, senatore con le borse della spesa. Senatore che avevo sostenuto alle primarie perché diceva cose sensate, umano, che non se la tirava. Adesso starò a vedere come te la cavi, se te la cavi, perché fare le cose giuste sarà complicato, verranno, se già non l’hanno fatto, con la lista della spesa e la formazione sul foglietto. Cerca di resistere, se sarai in difficoltà ispirati al tuo amato Tex Willer e riporta la legge (e la buona politica) in città che i navajo non ce la fanno più.
Con affetto e in attesa
Augusto
Ps non ti ho votato proprio perché quanto mi dicevi voler realizzare era incompatibile con gli “autorevoli” appoggi alla tua candidatura.








