Augusto Montaruli

Fabrizio Morri e Tex Willer – Lettera aperta

 

Caro Fabrizio,

sembra proprio che tu stia vincendo il congresso provinciale e sarai eletto segretario senza ballottaggio, ricorsi e controricorsi permettendo. La buona educazione e il fair play (?) prevedrebbero le congratulazioni, ma non te le farò ora. Mi riservo di fartele dopo, fra un po’. Forse. Quando ti vedrò all’opera e ti misurerò su quanto mi dicevi avevi in mente di realizzare incontrandoti per le strade del nostro quartiere. Adesso proprio no, farle, le congratulazioni, vorrebbe dire estenderle a chi ti ha appoggiato, a chi ti sei messo in lista, a chi, sicuramente nel mio circolo, ha portato i tesserati low cost e last minute spacciandoli per “il partito deve aprirsi agli altri”. Starò a vedere cosa farai, se scenderai a patti, se ricambierai a prescindere dal merito (delle cose e delle persone) che mi dicevi voler preferire all’appartenenza. Lo vedremo presto dalla composizione della segreteria. Mi auguro davvero di farti le congratulazioni, ritroverei il Fabrizio Morri che ho conosciuto chiacchierando in uno dei caffè di San Salvario o incontrandoti al mercato, senatore con le borse della spesa.  Senatore che avevo sostenuto alle primarie perché diceva cose sensate, umano, che non se la tirava. Adesso starò a vedere come te la cavi, se te la cavi, perché fare le cose giuste sarà complicato, verranno, se già non l’hanno fatto, con la lista della spesa e la formazione sul foglietto. Cerca di resistere, se sarai in difficoltà ispirati al tuo amato Tex Willer e riporta la legge (e la buona politica) in città che i navajo non ce la fanno più.
Con affetto e in attesa
Augusto

Ps non ti ho votato proprio perché quanto mi dicevi voler realizzare era incompatibile con gli “autorevoli” appoggi alla tua candidatura.

La particella di sodio

particella-di-sodioAvete presente la particella di sodio che si lamenta di essere sola? Slogan efficace, ma solo slogan. In realtà se uno legge le pubblicità comparative scopre che in quell’acqua la particella non è poi così sola. Anzi, è in fondo alla lista delle minerali con poco sodio.

E allora? E allora dico che per chiudere la stagione berlusconiana dovremmo limitare gli slogan e i messaggi che acchiappano. E arrivo al punto. Gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori fedeli e da convincere, del PD e non solo, meritano di essere trattati da cittadini  e non da consumatori, altrimenti non ci libereremo più del berlusconismo. Meglio un bel congresso con tesi confrontabili su temi ben precisi. Elenchiamoli e facciamo la spunta. E poi si decide con chi stare.

E’ una questione di metodo e di rispetto. Serve a svoltare. Perché gli elettori vanno convinti e non assecondati o peggio ancora presi in giro.

Pronti, via?

 

Oggi sembrerebbe iniziato il percorso che dovrebbe (quanto condizionale!) portarci al congresso del PD. Sembrerebbe almeno dal lancio dei siti di Cùperlo e Civati.
Al momento mi limito a dire che il sito di Pippo, dal punto di vista grafico e di leggibilità, mi piace più del sito di Cùperlo (a proposito perché .com, non c’era un .it .eu .org…?).
A Cùperlo un consiglio – per evitare il tormentone: ma Cupèrlo o Cùperlo? – metti l’accento sulla u perché non tutti sanno e poi perché graficamente, se l’accento è del colore giusto e si distingue, magari ti aiuta.
A Pippo, lo slogan un po’ Catalano e un po’ mi fa pensare alle mutande. Mi rendo conto che c’è bisogno di banalità, che di questi tempi è rivoluzionaria, però…
Per il resto staremo a vedere altre candidature e soprattutto i contenuti: ho bisogno di forti motivazioni, e magari anche di emozioni.

 

Elettore e iscritto

 

Avrei diritto almeno a esprimere almeno due voti al prossimo congresso PD, uno da iscritto e l’altro da elettore. Due voti per giustificare in famiglia il tempo (e non solo) che dedico al partito. Potrei cederlo quel voto in più però, anche volentieri e con gioia e con il consenso della famiglia pure, se questo benedetto congresso che deve venire arrivasse a definire una cosa fondamentale: lo scopo del partito e il ruolo della militanza attiva. Per scopo del partito intendo dire quale idea di paese (e di Europa) il partito immagina. Quanto stato, quale cultura, quali lavori, quale industria, l’agricoltura, il consumo di suolo, i diritti, la scuola e la formazione, quali riforme costituzionali… E vorrei che gli aspiranti segretari si confrontassero proponendoci di discutere di questo.  E vorrei che, iscritti o elettori non importa, scegliessero su questo e non su altro. E che discussione e scelta partano dal territorio, dai circoli. E’ una questione di rispetto e di significato di quella cosa che si chiama militanza, partecipazione.

Che il segretario sia anche candidato premier? Che il candidato premier non sia il segretario? Importante discussione, dopo magari, perché il premier, a mio parere, si decide quando ci sono le elezioni non prima. Per non consumarlo.

PS: nonostante Fioroni, che evidentemente vive in un’altra dimensione, il voto meglio senza versamento obbligatorio, chi potrà darà. Nessuno deve essere escluso dalla possibilità di votare alle primarie. Soprattutto ora. 

Semplice, persino banale

esterne211742462104174407_bigPartirà il prossimo ottobre il congresso PD, in realtà è già cominciato con documenti, schermaglie, avvisi, rassicurazioni. Che non capisco, anzi non m’interessa più di tanto capire. A me piacerebbe una cosa un po’ più lineare, semplice, persino banale. Tanto banale da sembrare rivoluzionaria.

Facciamo il congresso, decidiamo il ruolo del partito, la sua struttura, soprattutto nei territori e discutiamo del paese che vogliamo e che vorremmo. Votando. Votando il segretario più adatto a gestire il partito che dovrà, essenzialmente, convincere gli elettori sulla proposta. I leader di un partito questo devono fare, si anche altro, ma questa è la cosa più importante. Poi, quando sarà, si sceglierà l’uomo più adatto a governare il paese e a realizzare, mediando con eventuali alleati, quanto discusso e deciso in fase congressuale.

Banale vero? Forse troppo. In effetti parlavo del PD.

 

Spunti e appunti per il prossimo (congresso del) PD

Spunti e appunti per il prossimo congresso, a prescindere da dimissioni, da primarie aperte semiaperte o socchiuse, da larghe o strette intese.

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300px-NorbertoBobbioPerò non pensa che nella politica ci debba comunque essere anche un dover essere, anche senza chiamarlo ideologia? Che si debba guardare lontano, in prospettiva storica, e non soltanto al dopodomani?

Ci dev’essere l’uno e l’altro: oggi, in una società complessa ci sono molti problemi che devono essere risolti di volta in volta. Io credo che oggi nessuna classe politica può fare a meno di questa politica contingente, di questa politica della congiuntura: però si pone certamente il problema degli scopi ultimi. Soprattutto i partiti che si considerano di sinistra, cioè i partiti riformatori, devono avere delle mete ideali: è solo attraverso questo criterio delle mete ideali che possono esistere la libertà, l’uguaglianza, il benessere ecc…

Quindi possiamo dire che non è corretto parlare di tramonto delle ideologie, ma soltanto di crisi di determinate ideologie, e che non si può fare la politica senza avere dei grandi ideali.

Non si può assolutamente. Soprattutto i partiti di sinistra si distinguono di solito dai partiti di destra e dai partiti conservatori proprio perché vogliono trasformare la società. I conservatori sono quelli che vogliono conservare quello che c’è: i partiti di sinistra vogliono trasformare. Per trasformare bisogna farlo in base a principi, in base a degli ideali che giustifichino la trasformazione…

Questo vuol dire anche che l’uomo politico di sinistra deve avere delle qualità ben superiori a quelle del conservatore, il quale deve semplicemente amministrare ciò che c’è?

Beh! Non stiamo a sottilizzare su queste differenze. Io ritengo che il politico di sinistra deve essere in qualche modo ispirato da ideali, mentre il politico di destra basta che sia ispirato da interessi: ecco la differenza.

Tratto dall’intervista a Norberto Bobbio “Che cos’è la democrazia?” – Torino, Fondazione Einaudi, 28 febbraio 1985 (!!!)