Sto leggendo, quasi finito, Filosofia minima del pendolare, l’ultimo libro di Bjorn Larsson edito come tutti i suoi libri da Iperborea.
Il libro è un saggio, anzi un racconto della vita da pendolare dell’autore. Larsson è un pendolare discreto ma attento che osserva l’umanità che lo circonda, che annota gli orari, compresi i disservizi. E riflette, soprattutto riflette.
Tra Svezia e Francia lo scrittore docente, tra Svezia e Danimarca il pendolare quotidiano e tra Svezia e Italia il pendolare per affetto.
Sono molti i passaggi del libro che mi hanno portato a riflettere con lui ma uno in particolare è di estrema attualità. Ed è questo:
“…Si sente europeo [l’autore], nel senso che potrebbe vivere e cavarsela senza problemi in molti paesi europei al di fuori della Svezia – è da tempo una perenne fonte di frustrazione che i vari stati d’Europa e i rispettivi cittadini siano così ignoranti gli uni degli altri da non imparare nulla dagli errori e dai successi altrui. La quantità di reciproci fraintendimenti e mitizzazioni è tale da far drizzare i capelli in testa…”
Una riflessione quella dell’autore che la dice lunga su come siamo messi, su come l’idea di Europa sia ancora da attuare. Lo dimostrano le dichiarazioni di valori enunciati sulla carta e non attuati (Orban come fa a conviverci è un mistero) o l’ormai mitico, anzi mitologico, trattato di Lisbona.
Basterebbe attuare il trattato di Lisbona o essere coerenti con i valori della UE per smontare il ReArm… e pure figuri come Orban.
Nel caso a qualcuno interessasse il link sul trattato di Lisbona è qui. Quello sui valori qui.
Bjorn Larsson è l’autore, tra gli altri, di due stupendi romanzi: La vera storia di Long John Silver e Il porto dei sogni incrociati. Sono i miei preferiti.
Ho avuto di incontrarlo due volte ed è una persona squisita e disponibile.
E già che ci sono aggiungo un altro brano del libro dove riflette, il “pendolare”, sulla questione mendicanti:
“…Si permette ai neonazisti di manifestare in tenuta paramilitare, con bandiere e simboli che invocano la svastica. Si consente agli islamofobi di bruciare il Corano in nome della libertà di espressione, ma non a un innocuo mendicante di starsene tranquillamente seduto con un bicchiere di carta e dire ciao…”