Il rapper di San Salvario e il signore francese
Il rapper di San Salvario mi ha mandato un altro whatsapp che vorrei condividere.

Ciao, una storia bella.
Stamattina, dopo che ci siamo sentiti, aspettavo che arrivassero le pedane con i pacchi che distribuiremo domani.
Passeggiavo sul marciapiede davanti la parrocchia, oggi il sole scaldava, siamo arrivati a superare i 20°.
Un signore, forse sui 50 anni, aveva osservato lo scarico delle prime pedane, si è avvicinato, parlava solo francese, mi ha mostrato un documento, attestava la sua identità e che era invalido..
Ha portato la mano alla bocca e mi ha fatto intendere che aveva bisogno di qualcosa da mangiare.
Io, in quel momento, avevo tutto chiuso e non potevo dargli nulla.
Gli ho spiegato dove poteva andare lì vicino, poteva chiedere di Sonia.
L’ho avvisata che stava arrivando, non mi ha chiesto chi fosse e perché dargli del cibo, ormai ci fidiamo senza chiederci altro.
Gli ho scritto l’indirizzo su un foglio di carta che aveva in tasca.
Strano, non mi ha chiesto soldi, forse avrei dovuto dargli qualcosa.
Si è allontanato nella direzione che gli avevo indicato, mi ha dato la sensazione che fosse contento, stupito e felice che gli avessi dedicato del tempo, senza fare domande.
Stiamo tornando alla modalità “Lockdown”.
Gli ho chiesto se fosse africano?
Un francese, europeo, faccio fatica a dire bianco, direi autoctono. Anche questo ha reso tutto “strano”
Come era vestito?
Come avrebbe potuto esserlo uno di noi, sembrava di passaggio, casualmente a Torino, a San Salvario, davanti la Parrocchia. Altrettanto casualmente io ero lì.
Michele, casualmente direi di no.






E’ ormai un mese che convivo con una fastidiosa tendinite che mi limita i movimenti e solo adesso comincia ad andare un po’ meglio. Tra cerotti, visite, terapie, pomate ho speso un bel po’ di euri.