Augusto Montaruli

Che noia, che barba, che palle…

 

Massimo D’Alema in una riunione interna di Articolo UNO avrebbe detto che il PD è guarito dalla malattia del renzismo o qualcosa del genere.

Apriti cielo…

In molti si sono risentiti offesi e si è scatenata la polemica… 

Ma dico io…

Un minimo di calma, di comprensione del contesto, di riflessione sul resto dell’intervento di D’Alema… Perché D’Alema ha aggiunto che ora può iniziare un percorso politico (politico) di riavvicinamento, di ri-unione partecipando alle Agorà volute da Letta (segretario del PD). Il famoso campo largo tanto auspicato da Bersani.

Quindi esortava i militanti di Articolo UNO a partecipare a quel percorso: All togheter nowE’ questo è il fatto politico sui cui discutere e commentare. 

Cioè

Dove quel percorso deve portare, quali valori irrinunciabili deve contenere, quali obiettivi vuole raggiungere.

Invece

Si discute su una battuta, una affermazione. Forse pesante, può darsi. Io avrei detto: è passata l’infatuazione o a nuttata alla Eduardo. Più soft ma più o meno la stessa cosa. Ma ci sono quelli che “tu e altri siete usciti mentre noi eravamo qui a lottare dentro.” Onore ai resistenti. 

Però 

Ora c’è Enrico Cincinnato Letta che se ne era andato (anche lui) e poi è tornato. Perché Enrico Cincinnato Letta questa canzone della Piaf chissà quante volte l’avrà sentita:

Non… rien de rien – Non je ne regrette rien – Ni le bien… qu′on m’a fait – Ni le mal, tout ça m′est bien égale – C’est payé, balayé, oublié

(No… niente di niente – No… non rimpiango niente –  È pagato, spazzato, dimenticato – Non mi interessa del passato…)

Pertanto calma e gesso e non fate i permalosi altrimenti vado a spulciare su tutto quanto ci siamo e vi siete detti negli ultimi anni. 

E leggete questa intervista a Fornaro che fa chiarezza.

Il mio voto

Lascio il mio ruolo di consigliere e capogruppo di Articolo Uno alla circoscrizione otto, lascio che non vuol dire smettere di fare politica.

Anzi.

E proprio quel ruolo e anche la trasparenza con la quale ho lavorato (è tutto documentato) mi porta a dichiarare “sulla pubblica piazza” cosa e chi voterò.

Se il voto di lista ad Articolo Uno è scontato, ex capogruppo e iscritto, è invece più difficile fare una scelta sulle persone (e per fortuna c’è la doppia preferenza di genere).

Ma si deve fare.

Chi voterò in comune:

Matteo Cantamessa e Ambra Troiano

Matteo è il segretario metropolitano di Articolo Uno, il mio voto è oltre che alla persona al rispetto per un partito e per il ruolo che i partiti, sono decisamente convinto, debbano tornare a svolgere nella società. Credo importante che in consiglio comunale ci sia la voce del partito. I partiti devono tornare ad essere riferimenti culturali, rappresentativi di classi sociali e di istanze e bisogni. Tornare a svolgere congressi sui temi e non sull’appeal del leader (effimero) di turno. Insomma come prevede al Costituzione.

Ambra è una giovane donna preparata, la sua è una candidatura di appartenenza a valori condivisi. Sono convinto che la sua esperienza in ambito culturale non può che far bene alla città.  Nella sua presentazione sul sito della sezione otto di Articolo Uno scrive:

La pandemia ha messo in seria difficoltà il nostro lavoro come quello di tutti gli esercenti della città: negozianti, ristoratori, baristi, ambulanti… A entrare in crisi non è stata solo l’economia ma anche il nostro modo di stare insieme. La mia speranza è che la crisi possa essere un momento per ripensare la comunità in modo più inclusivo e sostenibile, per questo motivo ho deciso di provare la mia prima esperienza politica con Articolo Uno.

Chi voterò in circoscrizione otto:

Andrea Sferruzzi e Eleonora Asia De Angelis

Andrea lo conosco da un po’ di anni, da lui vado regolarmente a comprare il pane nella sua panetteria bar di largo Saluzzo. Apprezzo la serietà e la disponibilità e l’attenzione verso il contesto sociale. Disponibilità e attenzione che ho avuto modo di condividere quando con suo zio, Pino Tarricone, sono andati al centro di accoglienza profughi di Cavoretto ad insegnare come si fa il pane (ed i grissini). Credo che una presenza in consiglio di circoscrizione di un operatore commerciale di una zona critica come quella del cuore di San Salvario possa essere un valore aggiunto importante nella relazione con residenti e operatori commerciali. Soprattutto se sensibile anche alle istanze dei residenti.

Asia l’ho conosciuta alla Casa del Quartiere dove lavorava. E’ persona seria, direi ostinata quando si prefigge un obiettivo. Abita nel cuore di San Salvario, quartiere che conosce benissimo. In circoscrizione può portare le sue conoscenze delle realtà associative, la capacità professionale e relazionale. E’ una roccia, di quelle difficili da scalfire. Però la sua origine napoletana la porta a dire che “Amo la collaborazione, le reti, la bellezza e la semplicità, infatti amo le cene in compagnia e la buona musica.” E non guasta, anzi.

Qui la parte sofferta.

Le preferenze sono due da dare e questo mi costringe a non esprimerla per candidati che stimo moltissimo, persone come le quali si è condiviso un percorso. Due su tutti: Omar Suad (il ciclone Omar) e Francesco Miacola. Spero capiranno. Ma non solo loro, in lista ci sono anche giovani che si sono avvicinati spontaneamente ad Articolo Uno facendoci un bellissimo regalo: Giovanni Aschieri ed Emanuele Mombrini. Meritano tutto il sostegno possibile. Così come lo meritano tutti i candidati a partire dal segretario della sezione Marco Cetini.

In circoscrizione uno il mio suggerimento di preferenza va a Stefania Cammarata (con lei condivido il ricordo di un concerto del mio amico Hugo Trova) insieme a Giovanni Aschieri o Emanuele Mombrini.

Grazie per aver letto fin qui e speriamo di cavarcela. Andiamo tutti a votare!

PS: disponibile a mettere a disposizione la mia esperienza per dare suggerimenti su preferenze (ed esclusioni) per altri partiti e liste della coalizione che sostiene Stefano Lo Russo.