Ripartire da Rocco?
Sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio alla notizia della scomparsa di Rocco. Tutti ricordavano il suo impegno, la sua serietà, la sua dedizione alla causa.
Impegno e dedizione con generosità, senza secondo fini personali, senza scalate, senza appartenenze di comodo.
Rocco mi ricordava un sindacalista delle Officine Viberti dove ho iniziato al lavorare a fine anni 70.
Io impiegato lui operaio. Io apprendista e lui maestro.
La battaglia più grande che feci come delegato degli impiegati fu l’unificazione della mensa operai con quella impiegati. Una mezza rivoluzione all’epoca.
Rocco e Graziano erano seri e determinati. Pronti però, con la pazienza che serviva, ad ascoltare, ad insegnare senza cattedra ma con autorevolezza innata e con il racconto.
Rocco e Graziano: di quelli che non ce ne sono più si usa dire, tra la nostalgia e un po’ di senso di colpa.
Ma c’era ancora Rocco che forse è davvero l’ultimo di un’altra epoca.
Salvo non ripartire da lui e come diceva il Che, senza perdere la tenerezza.
Condivido qui il ricordo commosso in parlamento che Marco Grimaldi e Federico Fornaro hanno voluto dedicargli.







