Augusto Montaruli

Ripartire da Rocco?

Sono stati tantissimi i messaggi di cordoglio alla notizia della scomparsa di Rocco. Tutti ricordavano il suo impegno, la sua serietà, la sua dedizione alla causa. 

Impegno e dedizione con generosità, senza secondo fini personali, senza scalate, senza appartenenze di comodo.

Rocco mi ricordava un sindacalista delle Officine Viberti dove ho iniziato al lavorare a fine anni 70. 

Io impiegato lui operaio. Io apprendista e lui maestro.

La battaglia più grande che feci come delegato degli impiegati fu l’unificazione della mensa operai con quella impiegati. Una mezza rivoluzione all’epoca.

Rocco e Graziano erano seri e determinati. Pronti però, con la pazienza che serviva, ad ascoltare, ad insegnare senza cattedra ma con autorevolezza innata e con il racconto. 

Rocco e Graziano: di quelli che non ce ne sono più si usa dire, tra la nostalgia e un po’ di senso di colpa.

Ma c’era ancora Rocco che forse è davvero l’ultimo di un’altra epoca. 

Salvo non ripartire da lui e come diceva il Che, senza perdere la tenerezza.


Condivido qui il ricordo commosso in parlamento che Marco Grimaldi e Federico Fornaro hanno voluto dedicargli.

Che noia, che barba, che palle…

 

Massimo D’Alema in una riunione interna di Articolo UNO avrebbe detto che il PD è guarito dalla malattia del renzismo o qualcosa del genere.

Apriti cielo…

In molti si sono risentiti offesi e si è scatenata la polemica… 

Ma dico io…

Un minimo di calma, di comprensione del contesto, di riflessione sul resto dell’intervento di D’Alema… Perché D’Alema ha aggiunto che ora può iniziare un percorso politico (politico) di riavvicinamento, di ri-unione partecipando alle Agorà volute da Letta (segretario del PD). Il famoso campo largo tanto auspicato da Bersani.

Quindi esortava i militanti di Articolo UNO a partecipare a quel percorso: All togheter nowE’ questo è il fatto politico sui cui discutere e commentare. 

Cioè

Dove quel percorso deve portare, quali valori irrinunciabili deve contenere, quali obiettivi vuole raggiungere.

Invece

Si discute su una battuta, una affermazione. Forse pesante, può darsi. Io avrei detto: è passata l’infatuazione o a nuttata alla Eduardo. Più soft ma più o meno la stessa cosa. Ma ci sono quelli che “tu e altri siete usciti mentre noi eravamo qui a lottare dentro.” Onore ai resistenti. 

Però 

Ora c’è Enrico Cincinnato Letta che se ne era andato (anche lui) e poi è tornato. Perché Enrico Cincinnato Letta questa canzone della Piaf chissà quante volte l’avrà sentita:

Non… rien de rien – Non je ne regrette rien – Ni le bien… qu′on m’a fait – Ni le mal, tout ça m′est bien égale – C’est payé, balayé, oublié

(No… niente di niente – No… non rimpiango niente –  È pagato, spazzato, dimenticato – Non mi interessa del passato…)

Pertanto calma e gesso e non fate i permalosi altrimenti vado a spulciare su tutto quanto ci siamo e vi siete detti negli ultimi anni. 

E leggete questa intervista a Fornaro che fa chiarezza.

Irreperibili: una battaglia vinta!

Ne avevo sentite di tutti i colori. L’assessora alle politiche sociali: la sanzione ai senza fissa dimora è educativa!; la consigliera cinque stelle: prima c’era il governo giallo-verde e non si poteva, adesso quello giallo-rosso e forse lo faranno!… 

Hanno respinto una mozione in consiglio comunale perché non era corretto che la carta di identità gravasse sui costi del comune! (5.000 euro mal contati?).

Intanto il giustiziere della notte dei senza fissa dimora continuava a sgomberare chi dormiva sotto i portici.

Nel frattempo si andava avanti a sostenere questa battaglia con i metodi della politica, quelli giusti, rivolgendosi cioè a chi ci rappresenta in parlamento. 

In parlamento Federico Fornaro (capogruppo LeU) interroga la ministra dell’interno Lamorgese sulla questione e riceve la risposta che aspettavamo: nessun costo e nessuna sanzione, partirà circolare.

Oggi è arrivata la circolare (bellissima!) alle prefetture ed ai comuni di tutta Italia.

L’assessora ai servizi sociali la può leggere, leggere è educativo!

La circolare

L’ordine del giorno sul tema

L’intervista a suor Cristina