Lettera aperta alla Segretaria del PD Elly Schlein
Lettera aperta alla Segretaria del PD Elly Schlein
Tel Aviv come Budapest
Carissima segretaria,
sono il presidente della sezione ANPI “Nicola Grosa” di Torino e iscritto al circolo PD “Giorgina Arian Levi” . Il quartiere dove vivo è una realtà dove convivono differenti fedi religiose e prima dell’inizio di questa maledetta guerra vedere insieme l’imam ed il rabbino era la quotidianità e il segno di una bellissima e collaborativa convivenza tra loro e con altre fedi religiose ed il mondo laico. Avrei moltissimo da raccontarti.
Ora non succede più.
La guerra ha fermato tutto salvo la nostra ostinazione nel cercare tutte le occasioni possibili per parlare di pace e convivenza. Quel massacro del popolo palestinese, lo si chiami come si vuole, deve finire. Al massacro di un popolo inerme si aggiunge l’odio verso un popolo, indossare la kippah è visto come segno di complicità con l’attuale governo israeliano e suscita in alcuni odiosi comportamenti razzisti.
Cara segretaria, una volta c’era un campo largo, anzi larghissimo, che valicava i confini e gli oceani. Del famoso inno che ha attraversato più generazioni il pezzo più bello è “internazionale futura umanità”. Tre parole che sembrano dimenticate, fuori moda: internazionale, futuro e umanità.
Metteranno i dazi sul futuro e sull’umanità.
Vedi, cara segretaria, la mia generazione, per niente perfetta, la solidarietà internazionale la praticava. La futura umanità l’auspicava. Ricordo l’accoglienza a chi scappava dalle dittature sudamericane e l’imparare a memoria le canzoni degli Inti Illimani. Ricordo la solidarietà verso quei giovani americani che rifiutavano la chiamata alle armi per combattere in Vietnam. Come fanno giovani israeliani ora.
La generazione precedente alla mia anticipò la Resistenza andando a combattere in Spagna.
Adesso stiamo forse vivendo il periodo peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale, soprattutto per la perdita di valori condivisi e il disinteresse dei cittadini unito alla sfiducia nei partiti e nelle istituzioni.
Credo ci sia bisogno di azioni fortemente simboliche e nello stesso tempo concrete.
Arrivo al punto: Gaza ed Israele.
Credo che solo una sconfitta di Netanyahu e un cambio di governo in Israele possa risolvere la drammatica crisi in atto e arrivare finalmente alla pace e alla soluzione due popoli due stati.
Da qualche anno in Israele si scende in piazza per la pace e contro l’attuale governo, autorevoli voci si esprimono contro il governo israeliano.
La mia impressione però è che quelle voci siano lasciate sole, prive di solidarietà e del necessario supporto internazionale delle forze progressiste.
Allora ti chiedo perché non fare come a Budapest?
Sei andata giustamente in Ungheria per partecipare al Pride a supporto del coraggioso sindaco della capitale ungherese.
Fai un altro viaggio democratico e solidale, vai a Tel Aviv e se riesci magari insieme ai leader dei movimenti progressisti e democratici europei. E intanto programma un viaggio a Kyiv.
I cittadini israeliani e palestinesi te(ve) ne saranno grati.
Io anche perchè la mia tessera al PD acquisterà più senso e valore.
Un caro e affettuoso saluto
Augusto M.
PS: prenditi il tempo, se non lo hai già fatto, di leggere Apeirogon di Colum McCain





