Augusto Montaruli

Gaza e Torino: forse pochi lo sanno o lo ricordano

Forse pochi lo sanno o lo ricordano che Torino è gemellata con Gaza, il sindaco era Valentino Castellani. Per dire che oggi per Gaza e la Palestina sfilava tutta la città.
Riporto qui il comunicato:

Gaza City Territori Palestinesi – Gemellaggio (1999)

Il Patto di Gemellaggio tra Torino e Gaza è stato firmato a Torino nel 1999 al termine di un percorso nato nel 1993 per sostenere e appoggiare il processo di pace in Medio Oriente attraverso l’attivazione di un percorso di gemellaggio con una città israeliana e una città palestinese. Su indicazione delle rispettive autorità nazionali, furono individuate le città di Gaza e Haifa. 
Oggi i principali scambi tra Gaza e Torino si realizzano nel campo degli interventi di promozione della pace.

 

La macchina del tempo

Vai su Google Hearth e giri il mondo, lo puoi fare anche con la macchina del tempo. 

Son salito a bordo, ho impostato la data: 15 luglio 2023 e sono andato a Gaza.

Ho scattato un’immagine dall’alto, eccola:

Cambio data: 3 aprile 2024, stesse coordinate.
Ho scattato un’immagine dall’alto, eccola:

Con la macchina del tempo ho cercato Gaza tra i miei post su Facebook.

Perché i terroristi erano vicini alla scuola… Perché i tunnel son vicini agli ospedali… Perché i bambini di Gaza hanno la sfiga di essere nati dall’altra parte del cielo. Perché al governo in Israele ci sono cinici criminali, lo dice anche Ban Ki-moon. Le conseguenze di questa guerra le subiremo anche noi.

3 agosto 2014, esattamente 11 anni fa.

I bambini di Gaza (quel che ne resta) son sempre sfigati, i terroristi son sempre vicini alle scuole, i tunnel son sempre vicini agli ospedali, al governo ci son sempre cinici criminali.

Le conseguenze della guerra, chi più chi molto meno, le stiamo subendo tutti e la macchina del tempo ci dice che abbiamo perso troppo tempo e fintanto che siamo in tempo

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Lettera aperta alla Segretaria del PD Elly Schlein

Lettera aperta alla Segretaria del PD Elly Schlein

Tel Aviv come Budapest

Carissima segretaria,

sono il presidente della sezione ANPI “Nicola Grosa” di Torino e iscritto al circolo PD “Giorgina Arian Levi” . Il quartiere dove vivo è una realtà dove convivono differenti fedi religiose e prima dell’inizio di questa maledetta guerra vedere insieme l’imam ed il rabbino era la quotidianità e il segno di una bellissima e collaborativa convivenza tra loro e con altre fedi religiose ed il mondo laico. Avrei moltissimo da raccontarti. 

Ora non succede più.

La guerra ha fermato tutto salvo la nostra ostinazione nel cercare tutte le occasioni possibili per parlare di pace e convivenza. Quel massacro del popolo palestinese, lo si chiami come si vuole, deve finire. Al massacro di un popolo inerme si aggiunge l’odio verso un popolo, indossare la kippah è visto come segno di complicità con l’attuale governo israeliano e suscita in alcuni odiosi comportamenti razzisti. 

Cara segretaria, una volta c’era un campo largo, anzi larghissimo, che valicava i confini e gli oceani. Del famoso inno che ha attraversato più generazioni il pezzo più bello è “internazionale futura umanità”. Tre parole che sembrano dimenticate, fuori moda: internazionale, futuro e umanità.

Metteranno i dazi sul futuro e sull’umanità.

Vedi, cara segretaria, la mia generazione, per niente perfetta, la solidarietà internazionale la praticava. La futura umanità l’auspicava. Ricordo l’accoglienza a chi scappava dalle dittature sudamericane e l’imparare a memoria le canzoni degli Inti Illimani. Ricordo la solidarietà verso quei giovani americani che rifiutavano la chiamata alle armi per combattere in Vietnam. Come fanno giovani israeliani ora.

La generazione precedente alla mia anticipò la Resistenza andando a combattere in Spagna.

Adesso stiamo forse vivendo il periodo peggiore dalla fine della seconda guerra mondiale, soprattutto per la perdita di valori condivisi e il disinteresse dei cittadini unito alla sfiducia nei partiti e nelle istituzioni. 

Credo ci sia bisogno di azioni fortemente simboliche e  nello stesso tempo concrete.

Arrivo al punto: Gaza ed Israele.

Credo che solo una sconfitta di Netanyahu e un cambio di governo in Israele possa risolvere la drammatica crisi in atto e arrivare finalmente alla pace e alla soluzione due popoli due stati. 

Da qualche anno in Israele si scende in piazza per la pace e contro l’attuale governo, autorevoli voci si esprimono contro il governo israeliano.

La mia impressione però è che quelle voci siano lasciate sole, prive di solidarietà e del necessario supporto internazionale delle forze progressiste.

Allora ti chiedo perché non fare come a Budapest? 

Sei andata giustamente in Ungheria per partecipare al Pride a supporto del coraggioso sindaco della capitale ungherese.

Fai un altro viaggio democratico e solidale, vai a Tel Aviv e se riesci magari insieme ai leader dei movimenti progressisti e democratici europei. E intanto programma un viaggio a Kyiv. 

I cittadini israeliani e palestinesi te(ve) ne saranno grati. 

Io anche perchè la mia tessera al PD acquisterà più senso e valore.

Un caro e affettuoso saluto

Augusto M.

PS: prenditi il tempo, se non lo hai già fatto, di leggere Apeirogon di Colum McCain

 

I penSìeri della domenica

Domenica 8 giugno 2025

Il gracile Diodato

Rannicchiato sulla seggiola di Gramellini il gracile Diodato ha detto che alla manifestazione per Gaza avrebbe voluto vedere solo bandiere per la pace.  Forse per fare pace con se stesso.

Caro Diodato, ma benedetto il cielo 1) la manifestazione è stata indetta da tre partiti: PD, AVS e M5S 2) si basava sulla mozione comune che hanno presentato in parlamento 3) che fastidio ti danno le bandiere dei partiti? 

“In altre parole”, caro Diodato alzati da quella seggiola e prova a rallegrarti dal fatto che i partiti hanno dato un bellissimo segno di vitalità. Avresti dovuto dire finalmente! 

Botteri Botteri…

Sempre dalla seggiola di Gramellini la bravissima Giovanna Botteri inviata alla manifestazione per Gaza ha sottolineato (e che palle!) che molti sono andati via quando hanno parlato i leader di partito. 

La notizia sarebbe stata un’altra da dare, quanti sono rimasti, dei trecento mila ad ascoltare? Io credo tantissimi su trecento mila!

E anche basta!

Sì, anche basta. Questo atteggiamento di critica un po’ qualunquista e un po’ radical chic (Giannini sempre da Gramellini è maestro in questo) nei confronti dei partiti ha un po’ rotto i cabasisi. A fare militanza e distribuire i volantini per il referendum non ci va Diodato, a fare battaglia parlamentare contro il decreto sicurezza non ci va Diodato e nemmeno Botteri. 

Carissimi gramellinisti la notizia sarebbe invece la ripresa di vitalità dei partiti e della militanza. 

Comunque

Comunque una cosa l’avete sottolineata e avete fatto bene: l’assenza di scontri, nessuna bandiera bruciata, sul palco finalmente esponenti israeliani dei movimenti di opposizioni (quelli sì davvero coraggiosi).

 

Infine

Una notizia bellissima, a Torino sono raddoppiati gli studenti fuori sede che hanno chiesto di votare: saranno quasi 10.000! 

Ps: gli studenti fuori sede potranno votare grazie ad una legge voluta dai partiti…. Diodato ti sei alzato dalla seggiola?


Comunque sul balcone, Sì, sta per fiorire il cappero, vedi mai…