Augusto Montaruli

Commissioni di quartiere: proposta di emendamento del regolamento del decentramento

Di seguito la mozione che richiede di emendare gli articoli che si riferiscono alle commissioni di quartiere. La mozione vuole aprire un dibattito in modo da arrivare ad un’azione concreta.

Torino, data del protocollo 

MOZIONE: EMENDAMENTO ARTICOLO 29 BIS DEL REGOLAMENTO DEL DECENTRAMENTO

PREMESSA

E’ convinzione comune che il regolamento del decentramento, riformato sul finire della scorsa consiliatura approvato non senza polemiche e pareri contrari, non sta dando quei risultati attesi. Molto si è dibattuto ma al momento non si intravedono azioni concrete che vadano verso proposte di modifiche sostanziali del regolamento. 

Da qualche parte occorre cominciare per ravvivare in dibattito e, crediamo, lo si debba fare con una proposta  concreta. Concreta che vuol dire emendare il regolamento con una proposta di deliberazione da discutere e approvare in Consiglio di Circoscrizione e da presentare al Consiglio Comunale, così come prevede il comma 1 all’articolo 37 del regolamento del decentramento (vedi a fine del paragrafo).

La proposta di questa mozione invita il Consiglio dell’Ottava Circoscrizione a emendare l’articolo 29 bis del regolamento che disciplina le Commissioni Consiliari di quartiere

Articolo 37 – Proposte di deliberazione

Un Consiglio di Circoscrizione può presentare al Consiglio Comunale una proposta di deliberazione che deve riportare il voto favorevole dei due terzi dei consiglieri assegnati al Consiglio. Il Presidente del Consiglio Comunale la iscrive all’ordine del giorno entro trenta giorni dalla presentazione. I Presidenti delle Circoscrizioni presentatrici devono illustrare la proposta alla Commissione Comunale competente.

CONSTATATO

che è evidente, credo a tutti, che le Commissioni di Quartiere non stanno producendo quella partecipazione che ci si attendeva, o almeno che la precedente amministrazione sperava;

che la contrapposizione tra centro e periferia, mancanza di obiettivi chiari, di supporto tecnico amministrativo e la poca rilevanza della commissione stessa e quindi dei cittadini che ne fanno parte oltre ad una scarsissima partecipazione hanno di fatto decretato il fallimento dello strumento;

che proprio perché crediamo nella partecipazione attiva dei cittadini riteniamo necessaria e urgente una riforma delle commissioni di quartiere;

Il fallimento di questo strumento, le commissioni di quartiere, andrebbe a creare un ulteriore distacco tra istituzione e cittadino.

CHIEDE

al Consiglio Comunale della Città di Torino di deliberare gli emendamenti al regolamento del decentramento come di seguito elencato:

1) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

1.   Le Commissioni di Quartiere sono strumenti primari di coinvolgimento dei cittadini ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del presente regolamento, con ambito territoriale di riferimento nei quartieri cittadini così come descritti nell’allegato al presente regolamento.

a

1.   Le Commissioni di Quartiere sono strumenti primari ed esclusivi di coinvolgimento dei cittadini ai sensi dell’articolo 1, comma 2, del presente regolamento, con ambito territoriale di riferimento nei quartieri cittadini così come descritti nell’allegato al presente regolamento.

2) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

2.   Hanno l’obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali e di coinvolgerli nella realizzazione delle politiche territoriali. A tal fine il Presidente della Commissione di Quartiere è invitato a partecipare ai lavori della Giunta Circoscrizionale quando vengano affrontati temi di interesse del quartiere di riferimento.

a

2. Hanno l’obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali e di coinvolgerli nella elaborazione di proposte deliberative di politiche territoriali da sottoporre al Consiglio Circoscrizionale.

3) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

3.   Le Commissioni elaborano il Piano di Sviluppo Annuale, che deve contenere l’analisi delle caratteristiche sociali economiche e demografiche del quartiere, le criticità presenti sul territorio e le proposte circa le priorità di intervento.

a

3.  Le Commissioni propongono priorità di intervento alla Giunta Circoscrizionale in modo da essere valutate per essere accolte nelle linee guida

4 ) Sostituire il comma 1 dell’Articolo 29 bis – Commissioni Consiliari di quartiere 

da

4. Le Commissioni di Quartiere sono costituite con deliberazione del Consiglio Circoscrizionale, composte da Consiglieri Circoscrizionali ed integrate da cittadini del quartiere. La deliberazione indica il presidente della commissione, scelto tra i Consiglieri Circoscrizionali che non rivestono la carica di coordinatori, ed il nominativo dei cittadini che ne abbiano chiesto l’iscrizione, in un numero massimo stabilito dal Consiglio Circoscrizionale.

a

4. Le Commissioni di Quartiere sono costituite con deliberazione del Consiglio Circoscrizionale, composte da cittadini del quartiere ed integrate dai Consiglieri Circoscrizionali. La deliberazione indica il presidente della commissione, scelto tra i cittadini iscritti ed un referente del Consiglio Circoscrizionale che non rivesta la carica di coordinatore, ed il nominativo dei cittadini che ne abbiano chiesto l’iscrizione, in un numero massimo stabilito dal Consiglio Circoscrizionale. Il referente e i consiglieri possono intervenire nelle Commissioni di quartiere ma non hanno diritto di voto. La commissione di quartiere relaziona con la giunta e con il presidente di circoscrizione attraverso il suo presidente o un suo delegato. Le convocazioni delle commissioni sono indette dal presidente di commissione e controfirmate dal referente. Al presidente viene riservata una postazione di lavoro presso la circoscrizione e un supporto amministrativo;

Le commissioni si svolgono nei locali circoscrizionali. I membri della commissione possono fare accesso agli atti. Alla commissione di quartiere viene assegnato un budget di spesa non superiore al 5% dello stanziato discrezionale relativo. La commissione propone la delibera di spesa che viene discussa e approvata in consiglio.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – Gruppo LeU

Interpellanza sull’organico della circoscrizione otto

tavoloIo credo che il ruolo di un consigliere di circoscrizione, a prescindere da dove sia collocato politicamente, sia quello di fare in modo che l’ente di prossimità sia messo in condizione di lavorare nel rispetto delle funzioni che ad esso sono attribuite e che devono essere al servizio del cittadino. Per regolamento e per legge.

La chiusura di due anagrafi decentrate, le scarse risorse all’URP, i trasferimenti senza rimpiazzo, la difficoltà nel supportare gli atti che la giunta e il consiglio deliberano stanno dimostrando che quelle condizioni non sono garantite.

Questo il motivo per cui rivolgo un’interpellanza al presidente sullo stato dell’organico della circoscrizione ottava. Lo faccio non per rivolgere una domanda retorica ma perché ci sia trasparenza sulla situazione. Perché i cittadini sappiano in quali condizioni si lavora.

Lo faccio perché finalmente si apra un dibattito sul decentramento.

Lo faccio perché credo che una città, per giunta metropolitana, non possa non affrontare la questione.

Non farlo vuol dire non fare il nostro dovere.

Di seguito l’interpellanza


LiberiEUGUALI_noPG_web-150x150Torino, data del protocollo

Interpellanza: stato organico circoscrizione

PREMESSA

E’ nota la situazione delle anagrafi così come è nota, a seguito di un’interpellanza, la situazione dell’URP. Sappiamo anche che alcuni trasferimenti di personale non hanno avuto rimpiazzi. I tempi amministrativi relativi a preparazione di delibere, bandi si stanno allungando mettendo a rischio l’attività politica. Inoltre la circoscrizione otto nonostante l’accorpamento avrebbe dovuto vedere maggiore supporto amministrativo e inoltre è diretta part time dal dirigente che ha anche la responsabilità dei servizi sociali della circoscrizione otto e della uno.

RITENIAMO

Che al fine di conoscere le dimensioni del problema e quindi mettere in atto azioni politiche per riportare l’organico alla sua giusta dimensione sia necessario conoscere l’organigramma ottimale e quello reale dettagliando le posizioni amministrative e tecniche vacanti, compresi funzionari e posizioni organizzative.

PERTANTO

Si interpella il Presidente della Circoscrizione Otto sullo stato dell’organico chiedendo l’organigramma completo per ufficio e per ruolo indicando anche i ruoli vacanti e/o trasferiti e non rimpiazzati.
Si chiede anche al presidente se non ritiene che che la situazione dell’organico per trasparenza non debba essere resa pubblica.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – Capogruppo LeU

Jovanotti e la circoscrizione otto

Lorenzo_Cherubini_5 Io penso positivo cantava Jovanotti perché “Io credo che a questo mondo esista solo una grande chiesa che passa da Che Guevara e arriva fino a madre Teresa”. E fin qui va bene, in quella grande chiesa una buona percentuale di valori sono condivisi: la giustizia sociale, lo stare con gli ultimi, l’accoglienza. Quei valori che sono la base del fare le cose insieme. Le alleanze per esempio.

Ora succede che in circoscrizione Otto c’è un tentativo di allargare quella chiesa aggiungendo altri valori. Non è chiara la motivazione che spinge all’allargamento: un più uno in maggioranza? L’inizio di una crociata anti grillina? L’esperimento di una lista civica in chiave elezioni regionali? Il (ri)grande partito del 40%? Ambizioni personali?

Non lo so, forse un po’ di tutte queste cose. Tutte lecite per carità. Io però credo ancora che la politica si basi su valori e sulla proposta di quei valori. Sui patti, sui programmi. Per inciso credo anche che la crisi della sinistra sia dovuta proprio alla perdita dei valori di riferimento, quelli che si scrivono quando nasce un partito e poi rimangono sul sito web a futura (e scarsa) memoria.

La collaborazione con forze politiche che si basano su “altri” valori ci può stare, anzi è auspicabile su progetti e iniziative puntuali legate al territorio, ma è evidente che ci sono temi che dividono che, almeno per me, non sono superabili. E credo giusto così per onestà e chiarezza soprattuto verso gli elettori.

Sono anche convinto che gli allargamenti di maggioranza non si possono basare sulla base di una crociata anti grillina o di opposizione all’attuale giunta. Siamo un’istituzione e tra istituzioni si collabora, si discute e ci si confronta anche duramente, ma nel rispetto dei ruoli. Lo si pretende e quindi si deve essere coerenti e ricambiare. Penso anche che utilizzare l’ente di prossimità come laboratorio di futuri scenari a carattere nazionale per favorire allargamenti (o allagamenti) di coalizione sia sbagliato e finisca con il confondere i cittadini. Soprattutto quando questo tentativo di allargamento avviene come una “carrambata” e non da una verifica franca e approfondita.

Staremo a vedere cosa succederà. Al momento la delega sulla questione è in mano alle segreterie dei partiti. Per quanto mi riguarda, a prescindere da come andrà a finire questa storia, il mio lavoro sul territorio in questa circoscrizione continuerà fino a fine mandato, poi avrò l’età giusta per favorire il ricambio e passare il testimone.

Questo post è stato pubblicato da Nuova Società 

Mozione: Piscina Mattia Aversa

15439971_10209724620064787_8251275914062890964_nPubblico la mozione che presenterò in consiglio che chiede l’intitolazione della piscina del complesso sportivo Parri a Mattia Aversa.

Confesso che qui c’è un conflitto di interessi, anzi di affetti. Con Mattia eravamo diventati amici, non perché nel mio ex ruolo di coordinatore allo sport facessi favoritismi, ma per lunghe chiacchierate su Napoli. Mattia era diventato torinese a tutti gli effetti ed era riconoscente alla nostra città, ma tanto del suo cuore era su quel golfo dove aveva iniziato a nuotare.

Mi auguro davvero che la mia richiesta si concretizzi e si prosegua con la sua idea di sport. Glielo dobbiamo.

Di seguito il testo della mozione


Torino, data del protocollo

MOZIONE: INTITOLAZIONE PISCINA DEL COMPLESSO SPORTIVO PARRI A MATTIA AVERSA

PREMESSA

Mattia Aversa, uomo di sport, era un residente della circoscrizione Otto. Arrivò a Torino nel 1963 quando dal Posillipo si trasferì nella nostra città per militare nella squadra di pallanuoto della Fiat. Per ben 73 volte giocò in nazionale segnando 150 reti. A carriera conclusa divenne prima allenatore e poi dirigente della Torino 81 e della FIN. Era e resterà una figura importante dello sport torinese e italiano.
Noi lo abbiamo conosciuto come dirigente dedicato alla promozione dello sport della pallanuoto soprattutto con bambini e adolescenti. Lo faceva con passione anteponendo gli aspetti comportamentali dei suoi allievi alla bravura in acqua. Allievi che lo chiamavano Mattia e non “mister” o “signor Aversa”, ma lo facevano con il rispetto e l’affetto che gli era dovuto.

La piscina Parri era uno dei luoghi che frequentava, il suo sogno era farci una scuola di pallanuoto che coinvolgesse le scuole e le realtà associative del territorio impegnate nel sociale. Un percorso che era iniziato nello scorso mandato ma purtroppo interrotto dall’inagibilità della vasca e dalla sua scomparsa.
Crediamo che il modo migliore per ricordare persone del valore, umano e sportivo, di Mattia Aversa sia quello di lasciare traccia del loro passaggio. Lo possiamo fare dedicando loro luoghi e soprattutto dando continuità alle loro idee e azioni. Gli è loro dovuto.

CHIEDIAMO QUINDI

Al presidente e alla giunta della circoscrizione otto di adoperarsi affinché

Si dedichi a Mattia Aversa la piscina del complesso sportivo Parri

Si faccia in modo che l’intitolazione avvenga contestualmente all’inaugurazione della nuova vasca

Si adoperi affinché nel complesso sportivo Parri la pallanuoto riprenda le sue attività come le aveva immaginate Mattia Aversa.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – Liberi e Uguali

le moto e i camion: due mozioni da presentare

Nei prossimi giorni farò protocollare in circoscrizione due mozioni da discutere e votare in consiglio di circoscrizione della otto.

La primo richiede che vengano implementate delle zone di sosta dedicate ai motoveicoli in modo da avere maggiore razionalità e condivisione (auto, bici e moto) nelle aree dedicate ai parcheggi.

La seconda richiede, per una maggiore sostenibilità ambientale e per una diversa visione della mobilità in città, il divieto e/o maggiori restrizioni agli automezzi pesanti (i TIR per intenderci) in città. Soprattutto nelle vie secondarie.

Perché una mozione e non un ordine del giorno?

La mozione, da regolamento, è rivolta al presidente e alla giunta; l’ordine del giorno invece all’ente centrale: sindaco e/o assessori. Poiché è rarissimo ricevere anche solo un cenno di risposta (il regolamento del decentramento non lo prevede) ritengo inutile rivolgersi con un atto formale di questo tipo all’ente centrale. C’è un bell’elenco che dimora nei cassetti di palazzo di città. Preferisco rivolgermi alla mia giunta in quanto ho una ragionevole certezza, qualora la mozione venisse approvata, che ci saranno azioni politiche conseguenti.

Riporto di seguito i link ai documenti:

Mozione: Richiesta parcheggi dedicati a scooter e motociclette

Mozione: Richiesta di divieto e/o di limitazione di transito ai mezzi pesanti in città

I dati nelle mozioni provengono dagli open data del ministero dei trasporti, da un documento dell’ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e dalla rivista on line Eco dalle città. I link sono riportati nelle mozioni.

10 piccoli indiani, ovvero come ti uccido il decentramento

10 piccoli indianiLa promessa e la premessa al varo della riforma del decentramento fu: riduciamo il numero delle circoscrizioni e dei coordinatori da sei a quattro garantendo e rafforzando i servizi alla cittadinanza in ogni quartiere e il supporto necessario.

Basta non mantenere questa promessa/premessa per mettere in atto l’omicidio perfetto, come dieci piccoli indiani (poi otto, poi cinque, poi nessuno ne restò), per uccidere il decentramento. 

In circoscrizione otto il dirigente è a mezzo servizio e si divide tra la direzione della circoscrizione e la responsabilità dei servizi sociali della stessa otto e della uno. Le anagrafi sono ridotte a due da quattro che dovrebbero essere e con i prossimi pensionamenti o le prossime ferie estive il servizio attuale non è affatto garantito. I trasferimenti di personale non vengono rimpiazzati. L’URP (ufficio relazioni con il pubblico) esiste di fatto solo in corso Corsica (“riusciamo a gestire poche telefonate al giorno”). L’attesa per la definizione di un bando o di una manifestazione di interesse è infinita e questo toglie credibilità istituzionale all’ente di prossimità limitando fortemente l’azione sul territorio.  A questo si aggiunge in alcuni casi la conflittualità con l’ente centrale su luoghi che sono di competenza della circoscrizione.
Insomma, così si muore. Come diceva il poeta “lentamente si muore”. Qualcuno preferisce una fantasiosa democrazia partecipata ad una democrazia vera e “partecipabile” con regole certe e uguali per tutti. Sarebbe il caso di preoccuparsi e seriamente cominciando con il fare una verifica puntuale degli effetti della riforma del decentramento a due anni dall’attuazione e prima del definitivo passaggio a cinque circoscrizioni.

Questo post è stato pubblicato nella rubrica “Punti di vista” su nuovasocieta.it