Commercio di prossimità: la goccia che ha fatto traboccare il vaso

Nel 2013 non eravamo agli “arresti domiciliari” e non uscivamo di casa con la mascherina per comprare pane e giornale, i negozi erano tutti aperti, i supermercati allungavano gli orari di apertura fino a non chiudere più, la movida era motivo di scontro feroce tra esercenti e residenti.
Proprio nel 2013 per il giornale on line della circoscrizione, Ottoinforma, svolsi un’inchiesta tra le attività di prossimità per capire quanto la crisi economica avesse inciso sulle loro attività. L’inchiesta mi portò a fare un giro nel quartiere andando da un panettiere, in edicola (che ora non c’è più), in una bottega di commercio equo e solidale, in un negozio di calzature, in farmacia, da un’agenzia immobiliare, in un supermercato e in un negozio “bio”. Infine il “tour” si concluse con un articolo che riassumeva le tappe dell’inchiesta accompagnato da un commento dell’allora assessora Giuliana Tedesco.
L’inchiesta fece emergere la sofferenza di tutte le attività ad esclusione del supermercato che proprio in quei giorni allungava l’orario di apertura portandolo a 24 ore su sette giorni.
Una sofferenza che portava a ridurre il personale e rivedere l’approccio commerciale per resistere, a evidenziare quanto cambiava la spesa dei clienti e far emergere, in modo drammatico, aspetti legati alla salute: “Le medicine si comprano nei dieci giorni tra la fine del mese e l’inizio di quello successivo. Quando è accreditato lo stipendio o la pensione. Si acquista il minimo indispensabile”
Da quella sofferenza non si era usciti e non si vedevano segnali che la consentissero un’uscita, si galleggiava e resisteva. Ora la situazione legata all’emergenza virus rischia di essere la goccia che farà traboccare il vaso. Non è essere pessimista immaginare serrande chiuse definitivamente, ma realisti.
E’ vitale sostenere il commercio di prossimità e i loro clienti. E’ fondamentale per i commercianti. E’ indispensabile perché continui ad esistere una comunità. E non basteranno una tantum o sussidi, sarà necessario creare lavoro e sviluppo legandolo al territorio. Anzi non sarà, è necessario.
Credo anche sarebbe un bel segnale che i supermercati che stanno vedendo incrementi del 30% del loro fatturato investano sul territorio dove operano.
Sotto il link agli articoli
- Il panettiere: http://www.ottoinforma.it/?p=5850
- L’edicolante: http://www.ottoinforma.it/?p=5807
- Commercio equo e solidale: http://www.ottoinforma.it/?p=5838
- Negozio di calzature: http://www.ottoinforma.it/?p=5116
- La farmacia: http://www.ottoinforma.it/?p=6307
- Il mercato immobiliare: http://www.ottoinforma.it/?p=4723
- Il supermercato: http://www.ottoinforma.it/?p=6536
- Il negozio “bio” http://www.ottoinforma.it/?p=6651
- Il commento dell’assessore: http://www.ottoinforma.it/?p=6875





