Augusto Montaruli

Il Nobel giusto per la Pace

Alla candidatura di Trump al Nobel per la pace si può reagire indignandosi, facendo sarcasmo, producendo vignette satiriche e corsivi che condannano la/le proposta e i “pulpiti” dalle quali arrivano. Benjamin Netanyahu e Matteo Salvini per fare due nomi.

Oppure, è molto meglio, in alternativa si potrebbero proporre altre candidature. 

Candidature più significative che danno senso compiuto alla parola pace. 


Bassam Aramin è palestinese. Rami Elhanan è israeliano. Entrambi vivono una tragedia che cambia loro la vita. Abir, la figlia di Bassan viene uccisa da un proiettile israeliano; Smadar, la figlia di Rami, rimane vittima di un attacco suicida. 

Tragedie come queste ti cambiano la vita, possono portare ad odiare oppure a condividere il dolore e usarlo come arma di pace. 

Bassan e Rami condividono il dolore e lo trasformano in uno strumento di pace.

La loro storia l’ho conosciuta leggendo il bellissimo romanzo di Colum McCain “Apeirogon” edito da Feltrinelli.

Bassan e Rami sono co-fondatori dell’organizzazione The Parent Circle (link qui) che è stata fondata da palestinesi ed israeliani che hanno, come loro, perso un congiunto nel corso del conflitto israelo/palestinese. 

Si legge sul sito di Parent Circle:

La nostra visione è quella di un futuro in cui entrambe le nazioni vivano fianco a fianco in libertà, dignità e sicurezza, e in cui i legami umani aprano la strada ad accordi politici e a una pace duratura.

Grazie al romanzo di Colum McCain questa storia insieme ai due protagonisti ha fatto il giro del mondo. Rami e Bassan sono stati ricevuti anche da Papa Francesco e dalla loro storia in Italia è stato realizzato uno spettacolo teatrale “Salām/Shalom. Due padri” di e con Massimo Somaglino e Alessandro Lussiana.

Candidare il palestinese Bassam Aramin e l’israeliano Rami Elhanan al Nobel per la Pace sarebbe la risposta più giusta a quelle stravaganti e vergognose e dimostrerebbe che un altro mondo è possibile, anzi c’è già.

Sarebbe utile e significativo che persone e/o realtà autorevoli condividessero e proponessero. 
Nel caso la candidatura sia stata già proposta non posso che esserne felice.

Chi può proporre una candidatura:

Una candidatura per il Premio Nobel per la Pace è considerata valida solo se viene inviata da una persona in possesso di determinati requisiti:

Membri di assemblee nazionali e governi nazionali (membri del governo/ministri) di stati sovrani e capi di stato;

Membri della Corte internazionale di giustizia dell’Aia e della Corte permanente di arbitrato dell’Aia;

Membri dell’Istituto di Diritto Internazionale;

Professori universitari, professori emeriti e professori associati di storia, scienze sociali, legge, filosofia, teologia e religione; Rettori universitari e direttori universitari (o loro equivalenti); Direttori di Istituti di ricerca per la pace e Istituti di politica estera;

Persone che hanno ricevuto il Premio Nobel per la Pace; 

Membri del Consiglio (o loro equivalenti) di Organizzazioni che hanno ricevuto il Premio Nobel per la Pace;

Membri attuali e precedenti del Comitato Norvegese per il Nobel;

Ex consiglieri del Comitato Norvegese per il Nobel

Pensieri della domenica

Domenica, 18 maggio 2025

Il Trionfo

Il trionfo di Edi Rama, l’hanno intitolato così il risultato elettorale in Albania. Si tende sempre un po’ ad esagerare ultimamente. Vero?

In realtà il trionfo è un trionfetto. 

A votare è andato il 42% degli aventi diritto (4% in meno rispetto alla tornata precedente). Il partito di Edi Rama ha ottenuto il 52% dei voti, l’opposizione di centro destra il 34,2%.

Ora provate ad immaginare un bar dove in 10 si affacciano sulla soglia, 6 se ne vanno. Ne restano 4, di cui 3 prendono un caffè e uno un cappuccino.

Il barista la sera mette uno striscione con su scritto “Oggi trionfo dei caffè”. 

Il giorno dopo dichiara fallimento.

In Albania e al bar stanno più o meno come noi e a fallire, se continua così, sarà la democrazia. 

Edi Rama si inginocchia davanti a Meloni: la reazione della premier è  sorprendente - Affaritaliani.it

L’occasione persa

Uscire dal palazzo sarebbe stato anche un buon titolo per questo pensiero domenicale.

Lo scorso mercoledì grazie alle chiese protestanti e alla rivista Confronti un israeliano ed un palestinese, nell’ambito del progetto “Fermiamo l’odio, aiutiamo i costruttori di pace”, erano in Sala Colonne del Municipio. Entrambi hanno perso familiari nel corso del conflitto Hamas/Israele, entrambi fanno parte di un’associazione The Parent Circle che, insieme ad altre come Families Forum e Combatants for Peace, accomuna palestinesi ed israeliani. Israeliani e palestinesi che nonostante i lutti che soffrono si battono per una soluzione pacifica. 

Poche persone in sala, scarsa o nessuna risonanza mediatica. Quanto sarebbe stato meglio portarli in una scuola con una grande sala. Speriamo in una replica.

Per saperne di più o per effettuare una donazione all’associazione andate  qui

Le foto

C’erano un francese un inglese e un tedesco…

 

Avrebbero dovuto esserci un americano un turco e un russo…

Turchia, il doppio gioco di Erdogan con Trump e Putin funziona. Ma c'è un  rischio - Il Fatto Quotidiano

Comunque mancava sempre un italiana e la barzelletta diventa farsa tragica

Meloni mette in dubbio l'europeismo della Germania - Euractiv Italia

Horror chat e horror comments

A Bassano del Grappa, in una scuola superiore, uno studente (uno!) in una chat di classe lancia il sondaggio: “Chi si meritava di più di essere uccisa?” Giulia Tramontano, Mariella Anastasi o Giulia Cecchettin?”

Orribile? Sì! Pentito? Pare di sì.

Ma è anche orribile la generalizzazione che si legge sui social sulle nuove generazioni. Che poi, a pensarci bene, son figlie delle precedenti. Quella che commenta.

La chat, le scuse, la rabbia: perché sui femminicidi stiamo sbagliando tutto

Barletta

Pare che la ridente cittadina pugliese sia meta di turisti israeliani. Chi l’avrebbe mai detto.

E pare abbiano replicato Napoli. A Barletta?

Boh? Forse temono il mitologico gigante pugliese,  Eraclio, scenda dal piedistallo e vada a Gaza.

Eraclio, il Colosso di Barletta - aBarletta.it

La porta è quella… è stato un “piacere”

“Ad ammazzarlo non si fa peccato” dice un consigliere comunale del PD di Cagliari riferendosi a Piero Fassino. 

Il prode consigliere cascando in una fake news accusa Piero Fassino di non aver aderito al minuto di silenzio chiesto da Conte per Gaza.

Nessuna verifica, bastava un whatsapp per farla. Condivide come un qualunque credulone.

Una volta c’erano le Frattocchie adesso ci sono i social.

Vuoi mettere un bel po’ di like… ammazzeresti anche tua madre per un like o un cuoricino.

Però quanto sarebbe utile una sana e feroce selezione delle candidature….

Ad ammazzarlo non si fa peccato»: commento shock di Davide Carta,  consigliere PD su Fassino

Le femministe di destra

Al Salone del Libro sono apparse le femministe di destra, è già questa è una notizia. Le femministe di destra – davanti a una sala piena, per lo più di uomini: 27 donne su 90 posti –  hanno dichiarato che il femminicidio è legato all’immigrazione.

Prima considerazione: le donne scelgono meglio gli eventi cui partecipare. Seconda considerazione, che poi è un dato vero: il 79% dei femminicidi in Italia è ad opera di un italiano. Terza considerazione: il 73% delle vittime è italiana. Pertanto 79% – 73% = 6%, quindi siamo noi italiani che ammazziamo donne straniere. Matematico.

Salone del Libro, le femministe di destra anti-stranieri ospiti della  Regione Piemonte - La Stampa

Il più o meno ministro

Il braccialetto anti stalking non sempre funziona allora il più o meno ministro consiglia alle vittime di “rifugiarsi in una chiesa o in una farmacia, in un luogo più o meno protetto”.

Caro ministro è il più o meno che fa orrore. 

Carlo Nordio, il ministro di Astio e Giustizia che fa tornare l'Italia ai  tempi di Tangentopoli - la Repubblica

 Buona settimana a tutte e tutti escluso Nordio