Augusto Montaruli

Pensieri della domenica

Domenica, 18 maggio 2025

Il Trionfo

Il trionfo di Edi Rama, l’hanno intitolato così il risultato elettorale in Albania. Si tende sempre un po’ ad esagerare ultimamente. Vero?

In realtà il trionfo è un trionfetto. 

A votare è andato il 42% degli aventi diritto (4% in meno rispetto alla tornata precedente). Il partito di Edi Rama ha ottenuto il 52% dei voti, l’opposizione di centro destra il 34,2%.

Ora provate ad immaginare un bar dove in 10 si affacciano sulla soglia, 6 se ne vanno. Ne restano 4, di cui 3 prendono un caffè e uno un cappuccino.

Il barista la sera mette uno striscione con su scritto “Oggi trionfo dei caffè”. 

Il giorno dopo dichiara fallimento.

In Albania e al bar stanno più o meno come noi e a fallire, se continua così, sarà la democrazia. 

Edi Rama si inginocchia davanti a Meloni: la reazione della premier è  sorprendente - Affaritaliani.it

L’occasione persa

Uscire dal palazzo sarebbe stato anche un buon titolo per questo pensiero domenicale.

Lo scorso mercoledì grazie alle chiese protestanti e alla rivista Confronti un israeliano ed un palestinese, nell’ambito del progetto “Fermiamo l’odio, aiutiamo i costruttori di pace”, erano in Sala Colonne del Municipio. Entrambi hanno perso familiari nel corso del conflitto Hamas/Israele, entrambi fanno parte di un’associazione The Parent Circle che, insieme ad altre come Families Forum e Combatants for Peace, accomuna palestinesi ed israeliani. Israeliani e palestinesi che nonostante i lutti che soffrono si battono per una soluzione pacifica. 

Poche persone in sala, scarsa o nessuna risonanza mediatica. Quanto sarebbe stato meglio portarli in una scuola con una grande sala. Speriamo in una replica.

Per saperne di più o per effettuare una donazione all’associazione andate  qui

Le foto

C’erano un francese un inglese e un tedesco…

 

Avrebbero dovuto esserci un americano un turco e un russo…

Turchia, il doppio gioco di Erdogan con Trump e Putin funziona. Ma c'è un  rischio - Il Fatto Quotidiano

Comunque mancava sempre un italiana e la barzelletta diventa farsa tragica

Meloni mette in dubbio l'europeismo della Germania - Euractiv Italia

Horror chat e horror comments

A Bassano del Grappa, in una scuola superiore, uno studente (uno!) in una chat di classe lancia il sondaggio: “Chi si meritava di più di essere uccisa?” Giulia Tramontano, Mariella Anastasi o Giulia Cecchettin?”

Orribile? Sì! Pentito? Pare di sì.

Ma è anche orribile la generalizzazione che si legge sui social sulle nuove generazioni. Che poi, a pensarci bene, son figlie delle precedenti. Quella che commenta.

La chat, le scuse, la rabbia: perché sui femminicidi stiamo sbagliando tutto

Barletta

Pare che la ridente cittadina pugliese sia meta di turisti israeliani. Chi l’avrebbe mai detto.

E pare abbiano replicato Napoli. A Barletta?

Boh? Forse temono il mitologico gigante pugliese,  Eraclio, scenda dal piedistallo e vada a Gaza.

Eraclio, il Colosso di Barletta - aBarletta.it

La porta è quella… è stato un “piacere”

“Ad ammazzarlo non si fa peccato” dice un consigliere comunale del PD di Cagliari riferendosi a Piero Fassino. 

Il prode consigliere cascando in una fake news accusa Piero Fassino di non aver aderito al minuto di silenzio chiesto da Conte per Gaza.

Nessuna verifica, bastava un whatsapp per farla. Condivide come un qualunque credulone.

Una volta c’erano le Frattocchie adesso ci sono i social.

Vuoi mettere un bel po’ di like… ammazzeresti anche tua madre per un like o un cuoricino.

Però quanto sarebbe utile una sana e feroce selezione delle candidature….

Ad ammazzarlo non si fa peccato»: commento shock di Davide Carta,  consigliere PD su Fassino

Le femministe di destra

Al Salone del Libro sono apparse le femministe di destra, è già questa è una notizia. Le femministe di destra – davanti a una sala piena, per lo più di uomini: 27 donne su 90 posti –  hanno dichiarato che il femminicidio è legato all’immigrazione.

Prima considerazione: le donne scelgono meglio gli eventi cui partecipare. Seconda considerazione, che poi è un dato vero: il 79% dei femminicidi in Italia è ad opera di un italiano. Terza considerazione: il 73% delle vittime è italiana. Pertanto 79% – 73% = 6%, quindi siamo noi italiani che ammazziamo donne straniere. Matematico.

Salone del Libro, le femministe di destra anti-stranieri ospiti della  Regione Piemonte - La Stampa

Il più o meno ministro

Il braccialetto anti stalking non sempre funziona allora il più o meno ministro consiglia alle vittime di “rifugiarsi in una chiesa o in una farmacia, in un luogo più o meno protetto”.

Caro ministro è il più o meno che fa orrore. 

Carlo Nordio, il ministro di Astio e Giustizia che fa tornare l'Italia ai  tempi di Tangentopoli - la Repubblica

 Buona settimana a tutte e tutti escluso Nordio

Le interviste possibili: Tommaso Rossi

Tommaso Rossi è uno dei fondatori dell’associazione universitaria  “Ideificio Torinese” che  ho avuto modo di conoscere nel corso del mio percorso istituzionale in circoscrizione. Ero andato a trovare Ideificio con il mio amico Adremet Barry un pomeriggio nella loro vecchia sede in via Pietro Giuria. Due stanze, una con una grande lavagna piena di formule, “arredate” da studentesse e studenti universitari di facoltà scientifiche. L’accoglienza fu calorosa e simpatica. Ci trovammo subito a nostro agio e cominciammo a parlare della loro missione e della loro voglia di mettersi in gioco sul territorio. Infatti attivarono collaborazioni con realtà associative che portarono l’Ideificio Torinese (nome bellissimo) al nuovo circolo Garibaldi, Casa Garibaldi, dove utilizzano una sala studi e offrono doposcuola ai ragazzi e alle ragazze che quel luogo frequentano. Una bella realtà del quartiere, una risorsa da ascoltare e da conoscere.

Tommaso quanto deve sgomitare un giovane per avere lo spazio che gli è dovuto?

Moltissimo, siamo spesso indicati come una generazione di “bamboccioni” perché abbiamo avuto la fortuna di essere concepiti da una generazione che ha vissuto gli anni d’oro italiani, molti però non comprendono che la stragrande maggioranza dei giovani vorrebbe solo ottenere la propria indipendenza ed essere artefice del proprio destino; questo in Italia risulta impossibile anzi non si vede nella politica una linea programmatica o un piano per il futuro. Finito il proprio percorso di studi non ci si trova davanti un’opportunità ma un muro e questa mancanza ha contribuito a creare una generazione incerta e disillusa, che per emergere deve passare sopra gli altri!

Come vede o intravede un giovane il futuro? Provo a spiegare la mia domanda. Quando ero giovane io, se ricordo bene e qui ci va l’emoticon che ride, avevo un lavoro stabile potevo fare un mutuo per una casa, potevo pensare di avere figli. Voi?

Semplicemente non ci pensa, la classe dirigente non guarda al futuro e sembra non accorgersi che la quasi totalità degli under 30 non arrivi a guadagnare 1500 €/mese, nonostante molti facciano lavori di responsabilità e con orari massacranti. Quel modello di Italia in continua crescita e stabile è finito da trent’anni ed il meccanismo ormai si è inceppato, lo stesso discorso fatto per i giovani vale per le imprese che vivono in un territorio che non solo non le incentiva ma le opprime e questo a valanga si ribalta sul mercato del lavoro.

Io ho l’impressione che le nuove generazioni preferiscano l’impegno sociale a quello politico, sbaglio? E se non sbaglio, perché secondo te?

Assolutamente, come dargli torto. La politica viene vista ormai come una cosa “sporca”, dove pochi arrivano non per merito, e quei pochi siano lì per fare l’interesse dei più forti. I principali partiti italiani sembrano non curarsi della situazione e anzi la cavalcano dimostrando in maniera ancora maggiore la scarsa visione che li caratterizza. L’abbandono dell’interesse per la politica ha portato, quasi di conseguenza, un maggiore interesse verso l’aspetto sociale, anche per rivalsa verso quella politica che si è  dimenticata dei bisogni dei giovani che attraverso le associazioni cercano di costruirsi da soli un welfare accettabile.

Torino città universitaria, bellissimo. Ma la città è preparata per esserlo? Oltre alle infrastrutture ci sono spazi ed iniziative per accogliere migliaia di giovani?

Questa è probabilmente la più grossa critica da fare a questa amministrazione, una città universitaria non passa unicamente dalla propria offerta formativa (che a Torino è di altissimo livello) ma anche da eventi e spazi dedicati ai giovani. Negli ultimi anni i luoghi ricreativi destinati ai giovani sono diminuiti drasticamente penso, solo per citarne un paio, ai Murazzi e al Parco del Valentino. Anche le aule studio non sono messe meglio e per questo l’aumento di realtà private che se ne sono prese cura, l’emergenza Covid ha ulteriormente accentuato la problematica, ad oggi stanno riaprendo alcune aule ma con estrema difficoltà e principalmente all’aperto, come ad esempio il Cap10100 ed il Bunker. Ma principalmente, dato che le lezioni e gli esami sono ancora online, gli studenti preferiscono studiare a casa, senza quella interazione che ci sarebbe studiando in gruppo e senza quella condivisione durante le pause. 

Quali sono le qualità principali che dovrebbe avere il sindaco o la sindaca di una città come Torino?

L’attuale amministrazione aveva puntato giustamente sulle periferie, da sempre dimenticate, l’ha fatto però in maniera miope, la cosiddetta “decrescita felice” ha portato danni a tutto l’ecosistema finendo per colpire proprio le classi più deboli. In definitiva sono convinto che una città come Torino debba ripartire dal turismo e dall’istruzione (magari anche delle aziende ma per quello bisognerebbe andare a bussare ad altre porte, lontane dal Palazzo di Città) perché una città attrattiva è una città più ricca, nessun politico possiede la “bacchetta magica” non servono grandi innovatori, basta porre Torino nella condizione di rendere al meglio.

Lo sapete che esiste un assessore che si occupa di giovani? A prescindere il prossimo si cosa dovrebbe puntare?

Lo conosciamo e possiamo dire che in questi anni abbiamo avuto modo di aver piacevolmente e più volte collaborato. L’assessorato alle politiche giovanili è uno dei più poveri del comune e questo fa capire che l’argomento non è considerato prioritario da parte dell’amministrazione. L’idea di ripartire proprio dai giovani, concedendo nuovi spazi e riportandoli a interagire e a conoscersi non potrà che portare nuova linfa alla città, una politica vincente non può non passare dal dialogo.

Come vedi non ti ho chiesto niente sull’attuale sindaca perché ai giovani occorre parlare solo di futuro. Anche a te cito un libro come abitudine di queste chiacchierate. Anzi, ti cito uno scrittore che amo molto: Bjorn Larsson. Svedese, docente di francese in Francia e un po’ anche italiano. Appassionato navigatore in barca a vela. Il suo libro più famoso è La vera storia del pirata Long John Silver (quello dell’Isola del tesoro). La storia raccontata dal suo protagonista.  E questo è l’augurio migliore che posso farvi, siate protagonisti della vostra storia. Non fatela scrivere da altri. Viene male.

Grazie per la chiacchierata.

Movida: un codice etico sulla vendita di superalcolici

IMG-5726Ritengo non sia più tollerabile la speculazione sulla vendita dei superalcolici, non è tollerabile che ci siano “offerte commerciali” che propongono a giovani e giovanissimi sconti quantità su cocktail devastanti (vedi foto) e con forti dubbi sulla qualità degli stessi. Il confine tra gli stupefacenti e l’alcol è sempre più sottile, anzi spesso è una combinazione fatale per la salute dei ragazzi. Basta fare due chiacchiere con gli operatori del servizio Can Go dell’ASL per capirlo.

Per questo motivo propongo al consiglio di circoscrizione della otto di lavorare ad un codice etico sulla somministrazione degli alcolici da sottoporre alle associazioni di categoria e agli stessi esercenti. Propongo che l’elenco di chi sottoscrive sia reso pubblico e a disposizione dei cittadini.

Credo sia un servizio dovuto e inoltre aiuta a capire chi svolge l’attività commerciale in modo responsabile e chi no. A prescindere dall’etnia.

Di seguito la mozione


Torino, data del protocollo

Mozione: Codice etico sulla vendita di super alcolici

PREMESSA

Nei quartieri della cosiddetta movida l’offerta di superalcolici ha raggiunto livelli non più tollerabili, un’offerta che mette in dubbio anche la qualità dei prodotti che sono consumanti soprattutto da giovanissimi. In alcuni locali il chupito viene venduto ad un euro e ci sono promozioni che offrono sconti sulla quantità (14 chupito a 10 euro) o per fasce orarie (2 cocktail a 6 euro). Vengono anche vendute miscele alcoliche devastanti che stordiscono chi le beve pregiudicando la salute degli avventori. Per fortuna non tutti gli esercenti offrono questo tipo di “bevande” e crediamo occorra evidenziare chi ha un approccio etico e di qualità da chi invece fa affari a discapito della salute dei giovani.

RITENIAMO

Che a questo stato delle cose le istituzioni debbano dare risposte concrete che responsabilizzino gli esercenti e le associazioni di categoria;

Che i cittadini debbano poter distinguere tra chi spinge l’offerta commerciale in modo irresponsabile da chi gestisce l’attività in modo etico e responsabile.

PERTANTO CHIEDIAMO

Al presidente e alla giunta di elaborare, anche con l’aiuto di esperti e dei servizi sanitari, un codice etico sulla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche;

Si chiede che il codice etico venga sottoposto, al fine di sottoscriverlo, alle associazioni di categoria degli esercenti e agli esercenti stessi;

Si chiede che il codice etico e l’elenco delle associazioni e degli esercenti che lo sottoscriveranno venga pubblicato sul sito della circoscrizione.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – capogruppo LeU

Asso di bastoni

asso-di-abstoni

Questa sera mentre ero al riparo dalla grandine si è avvicinato una ragazzo con l’accento napoletano molto marcato e mi ha chiesto una sigaretta.
Gli ho chiesto se fosse di Napoli.
Torre Annunziata, mi ha risposto mostrandomi la carta di indentità facendomi leggere i suoi diciannove anni.
Gli ho detto che gli avrei dato la sigaretta se mi avesse detto la cosa più bella di Napoli.
La gente, mi ha risposto.
Bravo, ecco la sigaretta.
Che fai qua?
Sono appena uscito dal Ferrante Aporti. Spaccio.
E adesso?
Non lo so.
Sei simpatico, hai la faccia intelligente. Non farti fottere.
Io appena so leggere, ho imparato in carcere, che devo fare.
E mi ha fatto vedere uno dei suoi tatuaggi, l’asso di bastone.
Io ero una specie di boss e guadagnavo.
Fatti furbo, la vita è una. Non la bruciare.
E dove vado?

E non sapevo cosa dirgli. l’ho salutato e gli ho ripetuto “sei simpatico, hai la faccia intelligente. Non farti fottere.”
Grazie zio, e se ne è andato.

In via Principe Tommaso, oggi, grandinava.

Torino, 10 agosto 2017, in un via di San Salvario.

Un capolavoro, cara sindaca

14068256_1178709848858534_3626440389315760869_nChapeau cara sindaca, caro assessore, caro questore eccetera eccetera. Siete riusciti con una “stupida” ordinanza a trasformare la questione movida in un derby tra polizia e cittadini. Siete riusciti a infilarci dentro i centri sociali (non vedevano l’ora per farvi pagare le promesse mancate…). Siete riusciti a render reato uno spritz bevuto fuori dai confini di un dehor. “Abusivi” è la nuova emergenza, ne discuteranno al prossimo G8 pare. Avete inventato i frontalieri dell’asporto, quelli che girano l’angolo e comprano cosa vogliono. Avete dato il via a qualcosa di pericoloso e maledettamente complicato da gestire ora. Volevate garantire il sonno ai cittadini, a ri-chapeau. Oltre agli schiamazzi sentiranno il suono delle sirene.
Non è così che si fa. Così, a far disastri, son capaci tutti.

La questione movida si affronta con un progetto, con un’idea di quartiere e di sviluppo economico. Si affronta coinvolgendo chi ci lavora, chi ci abita, chi amministra in quel territorio. Si affronta facendo l’elenco e spuntando. Si affronta studiando il territorio e le sue dinamiche, i rapporti tra residenti ed esercenti. Ripensando i quartieri. Le proposte ci sono e in gran parte già condivise, i cassetti sono pieni, venite ad aprirli. 

La questione movida si affronta ascoltando i giovani che popolano le piazze, perché non sono criminali, sono giovani. Magari un po’ rompicoglioni, ma abbiamo mai provato a parlarci? A capirci qualcosa dei loro bisogni? Abbiamo mai provato a progettare con loro luoghi e spazi? Ma ve lo devo dire io che non sono giovane da un bel po’?

Se l’amministrazione precedente non ha avuto il coraggio di affrontare la situazione voi avete fatto di peggio: vi siete creduti capaci di farlo. E questo è l’errore più grosso e tragico che potevate fare.

 

Il fallimento più grande

Il più grande fallimento, tra i tanti di questo governo e dell’era berlusconiana, lo potete leggere sul Venerdì di Repubblica uscito oggi. Alla domanda: “A chi oggi a vent’anni ed è disoccupato, non resta altro che …”, il 64% dei giovani tra il 18 e i 24 anni ha risposto andare all’estero. Solo il 20% ha risposto scendere in piazza, è questo è un altro dato su cui riflettere molto.

Ricordate le 3 I? Istruzione, inglese e informatica. Mancava una E, come emigrazione. Noi invece, che come dice Bersani siamo provvisoriamente all’opposizione, tocca proporre il futuro per riempire le piazze di giovani e di speranza.

La nostra circoscrizione è frequentata da giovani studenti che ci abitano per motivi di studio, noi vorremmo che da noi si fermassero a vivere e a lavorare.

Questa sarà una delle più grosse sfide del prossimo governo.