Augusto Montaruli

La resa del custode

Oggi su La Stampa la notizia che il custode della Parri si è arreso.

Da qualche mese si era “accasato” nell’alloggio del complesso sportivo con compagna e cagnolino. Da allora continue minacce da parte di spacciatori e utenti dello spaccio. All’ennesima si è arreso.

Inevitabile. 

La resa non è, solo, alla microdelinquenza e agli “utenti”, la resa è dovuta ad un’assurda incomprensibile lentezza della burocrazia comunale. 

Colpevole lentezza.

Allontanare lo spaccio vuol dire mettere in campo una serie di azioni e sul campo c’erano tutte.

Peccato che il campo sia franato di fonte alla burocrazia, all’iter comunale, alla mancanza di personale. 

Si sarebbero dovute sgomberare subito le palazzine dell’ex scuola materna.

Si sarebbe dovuto fare un bando per l’ex rotelliere sgomberando il finto orto urbano della Seymandi. C’è un volume della Treccani sulle interpellanze e le proposte relative all’area Parri.

Invece carta, carta che va e che torna. Visite tecniche rimandate e reiterate. Proponenti di idee concrete scoraggiati.

Questa volta i colpevoli non sono solo gli spacciatori.

Colpevole è anche l’amministrazione comunale. 

Stop.

Un abbraccio solidale al custode che ci ha provato

La verità è… ancora su zona Parri

Oggi ho letto su La Stampa un articolo, a firma Caracciolo, che informa della decisione di abbattere i fabbricati dell’ex scuola materna D’Azeglio e della volontà di costruirne una nuova. Inoltre il giornalista scrive che questo “Sarà il primo passo della riqualificazione dell’area al fondo di via Pietro Giuria, in cui sorge l’asilo abbandonato, il cui cortile è una discarica a cielo aperto.”

Io ricordo solo che:

  1. la richiesta di riedificare una scuola materna è vecchia di oltre dieci anni e che sarebbe utile, per non sprecare denaro pubblico, verificare se è ancora necessario farlo;
  2. Che c’è un atto consiliare approvato a larga maggioranza che chiede alla giunta di dare la possibilità alla circoscrizione di mettere a bando i fabbricati per assegnarli ad associazioni che possano completare la riqualificazione dell’area; ma quell’atto l’ho presentato io e non avendo un grande feeling con il gionalista…
  3. Che i fondi destinati alle scuole potrebbe essere utile per altri plessi scolastici per metterli in sicurezza;
  4. Che i passi per la riqualificazioni sono stati tanti e questo non sarebbe il primo. Provo ad elencarli quei passi: togliere tutta quell’area (dalla Parri al Garibaldi) dal vincolo demaniale; accatastare finalmente il circolo Garibaldi in modo da poterlo mettere a bando; assegnare il circolo Garibaldi, ora Casa Garibaldi, restituendolo alla cittadinanza e dandogli dignità; pedonalizzare parzialmente via Petitti; creare un’area cani; creare un’area giochi. 

Questo per chiarezza e completezza di informazione. 

Detto questo io personalmente credo che salvo esigenze comprovate di una scuola materna, lì serve animazione sociale, culturale e sportiva. In sintesi ciò che dichiara nell’articolo il presidente Ricca: «Coinvolgiamo il liceo Alfieri e Casa Garibaldi – che sorgono lì accanto – Quando sarà arrivato il momento, in quell’area dovremo portare attività positive per il territorio»

Chissà se il giornalista, smentendo le mie sensazioni, vuole raccontare tutta la verità e non mezze verità. Nel frattempo chiederò una commissione consiliare sull’argomento.

Riprendiamo subito a lavorare

 

Dicevo che non si lasciano le cose a metà in campagna elettorale, infatti, siamo qui, ancora, a lavorare e a tener fede all’impegno elettorale.

Vi avevo raccontato della Parri e del progetto di riqualificazione di quell’area. Del passaggio del terreno su cui sorgono complesso sportivo, ex scuola materna e un pezzo del Garibaldi dal demanio statale a quello comunale. Passaggio che stato possibile attuare grazie alla condivisione dell’obiettivo. Circoscrizione e assessorato al patrimonio (Passoni) che lavorano insieme per raggiungerlo. Vi avevo raccontato del percorso di questo progetto: il coinvolgimento degli organizzatori del Congresso mondiale del paesaggio e del dipartimento di Architettura del Politecnico. I workshop che hanno coinvolto cittadini e associazioni per una raccolta di idee, bisogni. Poi abbiamo affidato a venti studenti, laureandi in architettura il compito di elaborare una proposta di riqualificazione. Hanno fatto sopralluoghi, intervistato cittadini, utenti e commercianti. Hanno realizzato rendering e un video che potete vedere sotto e una serie di pannelli che “raccontano” la loro visione di quel luogo. Il futuro prossimo della “zona Parri”, come da obiettivi politici e bisogni dei cittadini.

Aggiungo che grazie al lavoro svolto la “zona Parri” è una delle tre aree torinesi inserite in un bando europeo rivolto alla riqualificazione sociale e culturale. Bando al quale ha risposto l’assessorato alla rigenerazione urbana (Ilda Curti, per intenderci e per ribadire lavoro in sinergia).

Ed eccoci al punto, anzi all’invito.

 

La mostra sarà riproposta sabato 11 giugno nell’ambito di “San Salvario ha un cuore verde”, dalle 10 alle 17 nel cortile della Sala Consiliare della Circoscrizione Otto in via Campana 29.

Naturalmente, prima o dopo, godetevi San Salvario ha un cuore verde e il giro nei cortili di San Salvario. Un appuntamento ormai classico organizzato dalle “Donne per la difesa della società civile” che ringraziamo.

Il video realizzato dai laureandi in Architettura: