Augusto Montaruli

La verità è… ancora su zona Parri

Oggi ho letto su La Stampa un articolo, a firma Caracciolo, che informa della decisione di abbattere i fabbricati dell’ex scuola materna D’Azeglio e della volontà di costruirne una nuova. Inoltre il giornalista scrive che questo “Sarà il primo passo della riqualificazione dell’area al fondo di via Pietro Giuria, in cui sorge l’asilo abbandonato, il cui cortile è una discarica a cielo aperto.”

Io ricordo solo che:

  1. la richiesta di riedificare una scuola materna è vecchia di oltre dieci anni e che sarebbe utile, per non sprecare denaro pubblico, verificare se è ancora necessario farlo;
  2. Che c’è un atto consiliare approvato a larga maggioranza che chiede alla giunta di dare la possibilità alla circoscrizione di mettere a bando i fabbricati per assegnarli ad associazioni che possano completare la riqualificazione dell’area; ma quell’atto l’ho presentato io e non avendo un grande feeling con il gionalista…
  3. Che i fondi destinati alle scuole potrebbe essere utile per altri plessi scolastici per metterli in sicurezza;
  4. Che i passi per la riqualificazioni sono stati tanti e questo non sarebbe il primo. Provo ad elencarli quei passi: togliere tutta quell’area (dalla Parri al Garibaldi) dal vincolo demaniale; accatastare finalmente il circolo Garibaldi in modo da poterlo mettere a bando; assegnare il circolo Garibaldi, ora Casa Garibaldi, restituendolo alla cittadinanza e dandogli dignità; pedonalizzare parzialmente via Petitti; creare un’area cani; creare un’area giochi. 

Questo per chiarezza e completezza di informazione. 

Detto questo io personalmente credo che salvo esigenze comprovate di una scuola materna, lì serve animazione sociale, culturale e sportiva. In sintesi ciò che dichiara nell’articolo il presidente Ricca: «Coinvolgiamo il liceo Alfieri e Casa Garibaldi – che sorgono lì accanto – Quando sarà arrivato il momento, in quell’area dovremo portare attività positive per il territorio»

Chissà se il giornalista, smentendo le mie sensazioni, vuole raccontare tutta la verità e non mezze verità. Nel frattempo chiederò una commissione consiliare sull’argomento.

Le interviste possibili: Tommaso Rossi

Tommaso Rossi è uno dei fondatori dell’associazione universitaria  “Ideificio Torinese” che  ho avuto modo di conoscere nel corso del mio percorso istituzionale in circoscrizione. Ero andato a trovare Ideificio con il mio amico Adremet Barry un pomeriggio nella loro vecchia sede in via Pietro Giuria. Due stanze, una con una grande lavagna piena di formule, “arredate” da studentesse e studenti universitari di facoltà scientifiche. L’accoglienza fu calorosa e simpatica. Ci trovammo subito a nostro agio e cominciammo a parlare della loro missione e della loro voglia di mettersi in gioco sul territorio. Infatti attivarono collaborazioni con realtà associative che portarono l’Ideificio Torinese (nome bellissimo) al nuovo circolo Garibaldi, Casa Garibaldi, dove utilizzano una sala studi e offrono doposcuola ai ragazzi e alle ragazze che quel luogo frequentano. Una bella realtà del quartiere, una risorsa da ascoltare e da conoscere.

Tommaso quanto deve sgomitare un giovane per avere lo spazio che gli è dovuto?

Moltissimo, siamo spesso indicati come una generazione di “bamboccioni” perché abbiamo avuto la fortuna di essere concepiti da una generazione che ha vissuto gli anni d’oro italiani, molti però non comprendono che la stragrande maggioranza dei giovani vorrebbe solo ottenere la propria indipendenza ed essere artefice del proprio destino; questo in Italia risulta impossibile anzi non si vede nella politica una linea programmatica o un piano per il futuro. Finito il proprio percorso di studi non ci si trova davanti un’opportunità ma un muro e questa mancanza ha contribuito a creare una generazione incerta e disillusa, che per emergere deve passare sopra gli altri!

Come vede o intravede un giovane il futuro? Provo a spiegare la mia domanda. Quando ero giovane io, se ricordo bene e qui ci va l’emoticon che ride, avevo un lavoro stabile potevo fare un mutuo per una casa, potevo pensare di avere figli. Voi?

Semplicemente non ci pensa, la classe dirigente non guarda al futuro e sembra non accorgersi che la quasi totalità degli under 30 non arrivi a guadagnare 1500 €/mese, nonostante molti facciano lavori di responsabilità e con orari massacranti. Quel modello di Italia in continua crescita e stabile è finito da trent’anni ed il meccanismo ormai si è inceppato, lo stesso discorso fatto per i giovani vale per le imprese che vivono in un territorio che non solo non le incentiva ma le opprime e questo a valanga si ribalta sul mercato del lavoro.

Io ho l’impressione che le nuove generazioni preferiscano l’impegno sociale a quello politico, sbaglio? E se non sbaglio, perché secondo te?

Assolutamente, come dargli torto. La politica viene vista ormai come una cosa “sporca”, dove pochi arrivano non per merito, e quei pochi siano lì per fare l’interesse dei più forti. I principali partiti italiani sembrano non curarsi della situazione e anzi la cavalcano dimostrando in maniera ancora maggiore la scarsa visione che li caratterizza. L’abbandono dell’interesse per la politica ha portato, quasi di conseguenza, un maggiore interesse verso l’aspetto sociale, anche per rivalsa verso quella politica che si è  dimenticata dei bisogni dei giovani che attraverso le associazioni cercano di costruirsi da soli un welfare accettabile.

Torino città universitaria, bellissimo. Ma la città è preparata per esserlo? Oltre alle infrastrutture ci sono spazi ed iniziative per accogliere migliaia di giovani?

Questa è probabilmente la più grossa critica da fare a questa amministrazione, una città universitaria non passa unicamente dalla propria offerta formativa (che a Torino è di altissimo livello) ma anche da eventi e spazi dedicati ai giovani. Negli ultimi anni i luoghi ricreativi destinati ai giovani sono diminuiti drasticamente penso, solo per citarne un paio, ai Murazzi e al Parco del Valentino. Anche le aule studio non sono messe meglio e per questo l’aumento di realtà private che se ne sono prese cura, l’emergenza Covid ha ulteriormente accentuato la problematica, ad oggi stanno riaprendo alcune aule ma con estrema difficoltà e principalmente all’aperto, come ad esempio il Cap10100 ed il Bunker. Ma principalmente, dato che le lezioni e gli esami sono ancora online, gli studenti preferiscono studiare a casa, senza quella interazione che ci sarebbe studiando in gruppo e senza quella condivisione durante le pause. 

Quali sono le qualità principali che dovrebbe avere il sindaco o la sindaca di una città come Torino?

L’attuale amministrazione aveva puntato giustamente sulle periferie, da sempre dimenticate, l’ha fatto però in maniera miope, la cosiddetta “decrescita felice” ha portato danni a tutto l’ecosistema finendo per colpire proprio le classi più deboli. In definitiva sono convinto che una città come Torino debba ripartire dal turismo e dall’istruzione (magari anche delle aziende ma per quello bisognerebbe andare a bussare ad altre porte, lontane dal Palazzo di Città) perché una città attrattiva è una città più ricca, nessun politico possiede la “bacchetta magica” non servono grandi innovatori, basta porre Torino nella condizione di rendere al meglio.

Lo sapete che esiste un assessore che si occupa di giovani? A prescindere il prossimo si cosa dovrebbe puntare?

Lo conosciamo e possiamo dire che in questi anni abbiamo avuto modo di aver piacevolmente e più volte collaborato. L’assessorato alle politiche giovanili è uno dei più poveri del comune e questo fa capire che l’argomento non è considerato prioritario da parte dell’amministrazione. L’idea di ripartire proprio dai giovani, concedendo nuovi spazi e riportandoli a interagire e a conoscersi non potrà che portare nuova linfa alla città, una politica vincente non può non passare dal dialogo.

Come vedi non ti ho chiesto niente sull’attuale sindaca perché ai giovani occorre parlare solo di futuro. Anche a te cito un libro come abitudine di queste chiacchierate. Anzi, ti cito uno scrittore che amo molto: Bjorn Larsson. Svedese, docente di francese in Francia e un po’ anche italiano. Appassionato navigatore in barca a vela. Il suo libro più famoso è La vera storia del pirata Long John Silver (quello dell’Isola del tesoro). La storia raccontata dal suo protagonista.  E questo è l’augurio migliore che posso farvi, siate protagonisti della vostra storia. Non fatela scrivere da altri. Viene male.

Grazie per la chiacchierata.

Mozione: nuova destinazione ex scuola materna zona Parri

Pubblico la mozione che vuole proporre una diversa destinazione alle palazzine della ex scuola materna in zona Parri. L’obiettivo è completare la riqualificazione di quell’area dotandola di servizi per gli studenti universitari, soprattutto fuori sede.

Torino, data del protocollo

Mozione: nuova destinazione ex scuola materna zona Parri

PREMESSA

La riqualificazione della zona Parri, tuttora in corso, è la dimostrazione concreta del ruolo efficace dell’ente di prossimità sul territorio. Un lavoro di progettazione, di ascolto e di partecipazione vera dei cittadini e delle associazioni sta producendo una nuova “zona Parri”.

Il complesso sportivo che si apre a collaborazioni, i nuovi giardini e la nuova area cani, la nuova gestione dell’ex circolo Garibaldi stanno diventando realtà concrete e a disposizione dei cittadini andando a soddisfare bisogni concreti. Uno di questi bisogni concreti si è realizzato proprio nell’ex circolo Garibaldi, ora Casa Garibaldi: si tratta della realizzazione di un’aula studi, molto apprezzata e frequentata, gestita insieme all’associazione studentesca Ideificio Torinese. L’aula studi va a soddisfare, limitatamente agli spazi disponibili, uno dei bisogni di cui tanto si è dibattuto in città: le aule studio per gli studenti universitari, soprattutto fuori sede.

Noi crediamo che per completare l’opera di riqualificazione deve essere urgente e prioritario occuparsi della ex scuola materna che insiste proprio in zona Parri, tra il complesso sportivo e il liceo Alfieri.

A nostro parere le costruzioni sarebbero una sede ideale di aule studi e servizi agli studenti universitari soprattutto non residenti. 

Inoltre attualmente le costruzioni sono spesso occupate in modo abusivo soprattutto di notte in quanto sono diventate centro dello spaccio di sostanze stupefacenti. Questo mette a rischio le strutture anche di incendi, si pensi alla Cavallerizza al Palazzo del Lavoro o al recentissimo Fluido, e sottolinea l’urgenza di una nuova destinazione.

CONSTATATO

L’efficace lavoro fin qui svolto nell’area, la potenziale disponibilità di oneri di urbanizzazione provenienti dal capitolo ex Isvor e il bisogno espresso in premessa

RITENIAMO

Che le quattro costruzione e l’area pertinente dovrebbero passare al patrimonio della circoscrizione otto che potrebbe ristrutturarle con gli oneri ex Isvor e destinarle a quanto espresso in premessa attraverso un bando di gara previo una verifica della situazione strutturale. 

CHIEDIAMO

Al presidente e alla giunta di fare propria questa mozione e di intraprendere con gli assessori competenti tutte le azioni necessarie per la sua realizzazione.

Primo firmatario: Augusto Montaruli –  Capogruppo Leu