Augusto Montaruli

Interpellanza: il covid e le persone fragili

Questa interpellanza nasce da una preoccupazione: chi si sta occupando delle persone più fragili perché possano essere vaccinate? Le persone più fragili, quelle senza documenti, quelle che vivono per strada, quelle che scappano e sono in transito dal nostro paese, i rom…

Prima di scrivere l’interpellanza ho sentito chi lavora sul campo e conosce la situazione, chi da soccorso sanitario. 

Ritengo che una risposta sia urgente per conoscere la situazione e capire se è in atto almeno l’intenzione di adoperarsi come città.

Nell’interpellanza scrivo che mettere al sicuro le persone fragili vuol dire mettere in atto quello che qualcuno affermava e cioè che la forma più alta di egoismo è l’altruismo. Spero che quando discuteremo prevalga l’egoismo e questa interpellanza venga approvata.

Un immenso grazie ai medici e ai volontari che si stanno spendendo per dare assistenza a questa umanità invisibile. Non a loro per fortuna.

Sito di Rainbow for Africa


Torino, data del protocollo

Interpellanza art. 45: Covid 19 e le persone più fragili

PREMESSA

Ci sono persone, comunque abitanti della nostra città, che sono sconosciute. Persone non in elenco. Senza documenti, senza tessera sanitaria. Sono i senza fissa dimora, sono rom, sono immigrati che lavorano in nero. Famiglie con bambini.

Persone che ricevono assistenza e pacchi alimentari grazie alla solidarietà laica e religiosa al di fuori dei canali ufficiali. Realtà come Rainbow for Africa sono già attive nel fare tamponi anche su strada, sono attrezzate per intervenire e aspettano solo di essere coinvolte. Rainbow for Africa coordina Torino Street Care 2.0 in collaborazione con l’Ordine dei medici di Torino e l’associazione Camminare Insieme da gennaio ha fino ad ora effettuato oltre 2.000 tamponi, distribuito 1.000 pasti per strada a senza fissa dimora, vaccinato circa 200 persone al giorno dall’inizio del mese di aprile all’hot spot del Lingotto in convenzione con ASL Città di Torino. Inoltre 60 persone al giorno vengono soccorse, tamponate  e assistite sul confine francese a seguito del loro tentativo di raggiungere la Francia e proseguire verso il nord Europa ( persone che provengono dalla rotta balcanica: famiglie di siriani, curdi, afghani…). Per loro sarebbe fondamentale ricevere dosi di vaccino mono dose Jhonson & Jhonson in modo da vaccinare con le cliniche mobili chi sta per strada. 

Le persone in condizioni di indigenza, fragili si possono contagiare e possono contagiare di corna virus e viene da chiedersi se e come saranno contattate, se è in atto una procedura per farlo.  L’ordine dei medici ha dichiarato che la situazione economica è la fragilità più importante dal punto di vista sanitario, per questo occorre intervenire con urgenza. 

Mettere al sicuro le persone fragili vuol dire mettere in atto quello che qualcuno affermava e cioè che la forma più alta di egoismo è l’altruismo. 

PERTANTO INTERPELLIAMO

La sindaca e l’assessore competente per chiedere quali azioni siamo in atto in collaborazione con la Regione Piemonte e l’ASL affinché le persone fragili, Rom – senza fissa dimora – stranieri privi di documenti – vengano vaccinate.

Primo firmatario: Augusto Montaruli

Le interviste possibili: Igor Stojanovic

Igor Stojanovic l’ho conosciuto prendendo un caffè in piazza Nizza insieme a sua moglie. Avevo bisogno di lui per capire che ciò che stavo proponendo, piccole aree attrezzate per le popolazioni nomadi, aveva senso. Insomma avevo bisogno di un suo parere. Non volevo fare proposte senza prima aver verificato più che la fattibilità l’utilità dell’idea. La proposta, passata con un po’ di fatica in circoscrizione e naturalmente ignorata in comune, la potete leggere qui

Io credo sia un bell’esercizio di ripasso politico e culturale “intervistare” chi ha un vissuto da raccontare e chi sta dalla parte degli ultimi(ssimi).  Igor è nato nel 1980 a Kragujevac in Serbia, nella ex yugoslavia. Dalla città dell’auto serba nell’86 si trasferisce nella (ex?) città dell’auto di Torino. Di mestiere fa il mediatore culturale e il cuoco. Gestisce un home restaurant dove attraverso il cibo fa ripercorrere “il viaggio dei 1000 anni del popolo rom”. Attivista militante per la difesa dei diritti di tutti, ma vista la situazione attuale si batte per i diritti del popolo rom soprattutto nel suo ruolo di operatore antidiscriminazione della citta metropolitana e esperto di sviluppi delle comunità, una figura nuova in Italia. E’sposato dal 2005 con Ilaria,  ligure piemintese, Klarissa e Katrin sono i loro figlioli. A completare la famiglia tre gatti e un cane.

Igor Stojanovic, cittadino del mondo, ha mantenuto la cittadinanza serba che non cambierà mai. Per mantenere un legame con le sue origini.  Igor è anche attivista di Slow Food International all’ufficio migranti. Una persona che ha molto da dire, per questo è qui.

Eccoci Igor, l’ho fatta un po’ più lunga la presentazione, ma era necessaria. Adesso andiamo con le domande. 

Di solito concludo le “interviste” citando un libro, con te partiamo da un libro. Recentemente ho letto “Questa terra è la mia terra” un racconto autobiografico di Woody Guthrie. Parla dell’America dei Vagabondi, quelli che salivano sui treni merci per spostarsi in cerca di lavoro e di sopravvivenza. Ti ricordi come fa la canzone? Questa terra è la tua terra, questa terra è la mia terra, dalla California fino all’isola di New York, dalla foresta di sequoie fino alla corrente del golfo, questa terra è stata creata per te e per me. E’ rimasta solo una canzone?

Penso sia rimasta come un’utopia o un sogno che non si è mai realizzato. Almeno per il popolo Rom. Gente senza un terra in fin dei conti, arriviamo dall’India e siamo la la minoranza più diffusa in Europa e la più discriminata. Quando nascondevo, per non essere discriminato, le mie origini rom forse questa canzone era anche mia/nostra, ma con il diventare adulto sono sempre più fiero delle mie origini. Ora anche i bambini rom nati a Torino da famiglie che ci abitano dagli anni ’60 sono degli stranieri che devono tornare a casa loro. 

Sulle popolazioni rom avevi aspettative da questa amministrazione 5 stelle? E quali?

Nel 2017 quando l’amministrazione votò il superamento dei campi avevamo delle bellissime aspettative, all’inizio del loro mandato sembravano quasi interessati, in senso positivo, nel permettere dei rom torinesi  tanto da riceverci in comune più volte e di raccontare loro ciò che stavamo facendo come attivisti e associazioni. Come vediamo in questi giorni la loro disponibilità si è trasformata nella più grande carneficina sociale del popolo rom a Torino. Senza pietà e rispetto delle regole stanno rubando il futuro alla mia gente. Eppure soluzione alternative alla ruspa ce ne sono tante, compreso le aree di transito come avevi proposto tu che sono una realtà in gran parte dell’Europa.

Cosa vuol dire essere di sinistra e (pre)occuparsi dei rom?

Essere di sinistra e (pre)occuparsi dei rom è cosa fondamentale e fisiologica, cosa che molti compagni non hanno capito e li pregherei di non dichiararsi più antirazzisti. Sono riusciti a vedere e protestare (giustamente direi) dei discrimini che capitano dall’altra parte dell’oceano senza accorgersi che sotto il loro naso era in atto una carneficina sociale. All’inizio dell’anno è morta una neonata al campo di via Germagnano, una creatura costretta a nascere in un cimitero di amianto. E’ morta nel silenzio, menefreghismo assoluto e nessuno si è fatto delle domande. 

Quando per il MOI ci sono stati milioni di euro da spartire ho visto una “grande interesse”, in via Germagnano per 500 mila euro latitanza completa tranne un’associazione che si occupa di terre confiscate alla mafia. Se Slow Food nel periodo di lockdown dovuto al Covid non avesse destinato fondi per il fabbisogno primario della popolazione rom, mangiare, quella gente sarebbe morta letteralmente di fame. La Torino solidale si era dimenticata dei rom. Quando la TV ci diceva restate a casa il comune di nascosto buttava giù le baracche e non permetteva di uscire per cercare cibo. Ho visto mitra puntati verso una donna, una donna che aveva fame.

I rom sono tutti ladri?

Rubare è una conseguenza alla non possibilità di realizzarsi con il lavoro. Comunque no, non siamo tutti ladri anzi la maggior parte di noi lavora e vive in una casa vera. Solo la parte più fragile e vulnerabile del nostro popolo vive nei campi rom e per fame ruba o chiede l’elemosina o raccoglie ferro. Per sopravvivere. Faccio io una domanda, avete mai sentito di un datore di lavoro che assume una persona che abita in un campo rom? 

Tempo fa avevo collaborato, per le foto, ad un docufilm che girammo in via Germagnano e in Lungo Stura. Vidi un mondo estremamente vario, tra gli altri c’erano persone che vivono nelle baracche per potersi curare negli ospedali torinesi perché in Romania era impossibile. Non pensi che sia paradossale che i torinesi fanno la “vacanza dentistica” a Bucarest e i romeni poveri vengano qui per cure ospedaliere? 

Sì è paradossale, ma si chiama globalizzazione. La prima a giovarsi dell’entrata della Romania in Europa è stata l’Italia: manovalanza ricattabile e a basso costo e inoltre, ancora peggio, turismo sessuale.

I rom, come i migranti, sono strumento di campagna elettorale. Per alcuni se non ci fossero dovrebbe inventarli. La solita storia, non credi?

Sì, è palese che fomentare odio in campagna elettorale porta voti. Salvini iniziò la sua campagna elettorale proprio nel campo di via Germagnano. Nelle campagne elettorali i rom diventano il “problema zingari”. Quelle campagne elettorali, come ora, si trasformano in autogoal per l’amministrazione.

Secondo te i fondi della comunità europea stanziati per la questione nomadi se utilizzati bene potrebbero risolvere la questione?

Solo dall’inizio di questo anno l’Italia ha ricevuto ben 17 milioni di euro per l’inclusione del popolo rom, sono stati usati tutti per la ruspa. A Torino 500 mila euro per non sistemare una quarantina del campo regolare di via Germagnano. Per i mille abusivi, piazzati lì dai vigili dopo altri sgomberi i fondi sono stati stanziati da un ente privato. Eppure le soluzioni ci sono, eccome se ci sono, ma non vogliono essere adottate. E’ utile avere un capro espiatorio. 

Occorre reiniziare dai fondamentali dell’inclusione: istruzione, casa, lavoro. Persone come me sono state formate come esperti dello sviluppo delle comunità come è previsto dalle linee guida della comunità europea al fine di superare i campi. E’ notizia recentissima la denuncia/querela che l’Associazione Nazione Rom ha presentato contro i comuni di Roma, Torino e Firenze e all’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscrimazioni Razziale della Presidenza del Consiglio dei Ministri) con queste accuse: abuso ed omissione di atti d’ufficio, omissione di soccorso, falso ideologico e materiale, truffa sui fondi europei e discriminazione razziale. 

Se uno dei candidati a sindaco ti chiedesse di scrivere un pezzo di programma sulla questione nomadi, su cosa ti concentreresti?

Gli chiederei di rispettare i diritti del popolo rom che sono gli stessi di altre persone e non come immondizia da mettere sotto un tappeto. Le soluzioni ci sono, è sufficiente seguire e adottare le le linee guida della Comunità Europea

Un libro lo abbiamo citato all’inizio dell’intervista, ma io ne aggiungerei un altro: “Alba senza giorno” di Fernando Coratelli. Una coppia di giovanissimi rom scappa dal villaggio per cercare fortuna nell’Europa del benessere. La fine è tragica e dimostra che i veri problemi sono altri. Drammaticamente altri. Appena ci vediamo te lo regalo. 

Un abbraccio e grazie per quello che fai.

Le interviste già uscite:
Mimmo CarrettaNicola Bellaccicco (il mio barbiere)Luigi Matteoda  – Enrico Pandiani – Mauro Berruto 

Se non mi rispondi, t’interpello

Ci ho provato, ma non ho ricevuto nessuna riposta. Avevo scritto una mail aperta lo scorso ottobre alla sindaca chiedendo chiarimenti sul Reparto Informativo Minoranze Etniche, ma non avendo ricevuto risposta mi trovo mio malgrado costretto a protocollare un’interpellanza. 

L’interpellanza prevede per regolamento una risposta entra trenta giorni dalla sua approvazione. 

Proviamo così, per me questa è una battaglia di civiltà.

Ecco il testo dell’interpellanza


Torino, data del protocollo

Interpellanza ex art. 45: REPARTO INFORMATIVO MINORANZE ETNICHE

PREMESSA

I vigili urbani della città di Torino sono ora strutturati in reparti abbandonano la precedente organizzazione per nuclei. Uno di questi, l’ex nucleo nomadi, ora è denominato “reparto informativo minoranze etniche”. In questa nuova denominazione ci sono due termini, “informativo “ e “minoranze etniche”, che crediamo richiedano un chiarimento

PERTANTO INTERPELLIAMO

La sindaca Chiara Appendino, che ha anche in carico la delega sulla sicurezza per richiedere:

  1. Se esiste un registro delle minoranze etniche presenti in città
  2. Cosa si intende per informativo, cioè se vengono effettuate indagine sulle minoranze etniche presenti in città
  3. Se esistono criteri che definiscono una persona residente o dimorante in città minoranza etnica, e cioè: la lingua, le abitudini, la dimora, la provenienza, le caratteristiche fisiche e antropologiche
  4. Infine, se non ritiene che a ottantadue anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, quantomeno inopportuna la denominazione “Reparto Informativo Minoranze Etniche”

Primo firmatario: Augusto Montaruli capogruppo LeU

Aggiornamenti sulla attività in consiglio mia e del gruppo LeU

Vi aggiorno sulle mie ultime proposte presentate in consiglio di circoscrizione tra gioie e dolori. Premetto che tutte le mie proposte sono sempre inviate per un parere e per condivisione a tutta la maggioranza. Presto farò anche “l’inventario” dei miei atti consiliari approvati e rimasti in qualche limbo.

Proposta micro aree attrezzate per rom e nomadi

La proposta nonostante un emendamento approvato non è passata in prima lettura a causa della mancanza del numero legale. Per carità di patria evito in questa sede commenti. Ho riscritto l’ordine del giorno inserendo l’emendamento che condivido. Si prevede la discussione a fine novembre o dicembre.

Proposta di dedicare il ponte sulla ferrovia tra via Nizza e corso Sommellier alle donne combattenti curde

La proposta non è passata in prima lettura a causa della mancanza del numero legale. Evito in questa sede commenti. Siamo in attesa di capire se la proposta sarà accolta dalla circoscrizione uno. Ho reiterato la proposta sperando in una discussione, mi auguro con il numero legale, a fine novembre o dicembre.

C’è però una buona notizia: la consigliera Eleonora Artesio ha fatto sua la proposta presentando una mozione in consiglio comunale. Le sono grato. Molto.

Proposta un albero per ogni bambino nato

A seguito di una costruttiva discussione ho ritirato l’ordine del giorno modificandolo in due atti separati: 

a) Interpellanza che chiede informazioni sul rispetto della legge che prevede la piantumazione di un albero per ogni bambino nato o adottato e la distribuzione territoriale delle piantumazioni; b) Ordine del giorno, ancora da discutere, che chiede di concordare con le circoscrizioni la piantumazione e che ci sia una dedica ad ogni bambino su ogni piantumazione. L’interpellanza è stato votata all’unanimità.

Ordine del giorno su irriperibili

L’ordine del giorno che era stata approvato in circoscrizione è stato presentato anche in comune da Mimmo Carretta (consilgiere e segretario metropolitano del PD), l’atto ha passato due commissioni e sarà discusso in aula. Naturalmente ringrazio Mimmo e i consiglieri che appoggeranno questa proposta. 

Prossimi atti

Sto lavorando ad una richiesta di spostamento degli spazi pubblicitari e di una cabina telefonica in corso Raffaello al fine di recuperare parcheggi per auto o altri mezzi. Sempre per corso Raffaello, a fronte di una situazione insostenibile, proporrò la realizzazione di una zona 30. A breve i testi.

Gruppo LeU


Abbiamo proposto di andare oltre la sottocommissione integrazione attualmente coordinata dalla consigliera del nostro gruppo Suad Omar. A breve renderemo pubblico il testo del documento che abbiamo condiviso con la maggioranza in circoscrizione. Nel contempo stiamo riflettendo sul nostro ruolo in maggioranza.


La mail alla sindaca


Ho scritto una mail alla sindaca Chiara Appendino su una questione di buon gusto, di opportunità e di cattivi odori. Se ne condividete il contenuto vi prego di farla vostra in modo da costringerla a rispondere, a me e a voi.

Cose belle


L’ANPI Nicola Grosa ha realizzato una mappa su google con la geolocalizzazione delle lapidi dei partigiani. L’iniziativa ha avuto un bel riscontro finendo in prima pagina su La Stampa. La mappa e la descrizione dell’iniziativa la trovate qui, sul sito dell’ANPI Nicola Grosa.

 

 

Lettera ad una bimba rom

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Cara bimba,

Mi dispiace ma non ci sono riuscito. Mi sembrava una proposta dettata dal buonsenso quella di richiedere delle piccole aree attrezzate dedicate a voi, con l’elettricità e i servizi igienici.

Non ci sono riuscito.

Per ora.

Purtroppo siete un argomento tabù, persone da evitare, di cui non parlare se non male. Eppure mi ero informato, confrontato con chi vi conosce bene e vi rappresenta che mi hanno confermato che al momento quella delle aree attrezzate è l’unica soluzione possibile per voi che viaggiate o che sostate per poi decidere se fermarvi.

Ma è colpa mia, lo so.

E’ colpa mia perché dovevo immaginare che le mie proposte partono sempre da due o tre voti contrari, che fanno discutere e se si discute alcuni vanno via (che perdita di tempo), perché “abbiamo altro cui pensare…”.

Io provo ad insistere, ma sai quale è il problema vero? Non votate. Così come non votano gli immigrati e i senza fissa dimora. Quindi siete un disturbo e basta.
Sempre ieri per esempio è passato all’unanimità il mio ordine del giorno sulla chiusura dell’ufficio postale di corso Moncalieri. Lì votano. Pensa che mi hanno proposto di aggiungere una frase perché tutti lo potessero firmare. Lì votano.
Voi non votate e siete ai margini, vi sgombrano (le ruspe sono nell’anima di certe persone) e voi girate a vuoto. Date fastidio. E va bene così, perché continuare a dare fastidio fa comodo ai ruspa nell’animo e procura voti.
Trovare soluzioni evidentemente rende meno.

Mi dispiace, scusami.

Ci riprovo, ma non farti illusioni. Salutami la bimba della casa di pietra.

Augusto

ROM: Il vescovo e l’ordine del giorno

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“Alla mia famiglia basterebbe un pezzo di terra dove mettere la mia roulotte e dove magari si possa coltivare”, a riportare questa richiesta è l’arcivescovo Nosiglia in un un’intervista rilasciata alla stampa ieri, il 26 di settembre. Nell’intervista (potete leggerla qui) sollecita le istituzioni, quindi anche la chiesa da lui rappresentata, ad agire per trovare una soluzione che vada oltre il degrado dei campi.
L’intervista arriva proprio mentre sto per fare protocollare un ordine del giorno sulla questione rom e nomadi. Un ordine del giorno, la cui bozza avevo condiviso con un rappresentate di un’associazione rom, che spero, ma non ne sono certo, venga approvato in consiglio. E spero anche venga riproposto in consiglio comunale.
E’ un ordine del giorno scritto sull’onda delle proteste per le soste di molti camper nel nostro territorio e dopo gli incontri con i vigili urbani che si occupano della questione.
E’ un ordine del giorno che propone semplicemente delle aree attrezzate di sosta, anche videosorvegliate per la sicurezza degli ospiti e la tranquillità dei vicini.
Io sono convinto che per tutti i problemi ci siano soluzioni, basta avere il coraggio di attuarle.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno:


ORDINE DEL GIORNO: MICRO AREE DI SOSTA ATTREZZATE IN CITTA’ PER ROM SINTI E CAMMINANTI

PREMESSA

E’ ormai qualche mese che sui giornali e sui social si scrive e si parla degli accampamenti di persone in città, presumibilmente rom o sinti e camminanti, in città. La chiusura dei campi abusivi non ha risolto la necessità delle popolazioni nomadi di trovare un luogo dove “accamparsi” e questo costringe gli stessi a sostare in luoghi non idonei e spesso di pubblico utilizzo come i parchi cittadini o i parcheggi normalmente riservati alle auto. Lo stesso codice della strada non prevede il divieto di parcheggio per i camper (che risultano perfettamente in regola come da controlli dei vigili urbani), ma solo il divieto di emettere fumi. 
Il sostare di queste popolazioni provoca aspetti deleteri da diversi punti di vista, ne soffre il decoro urbano e si acuiscono le tensioni sociali e i pregiudizi su quelle popolazioni.

Noi crediamo che l’amministrazione, a livello locale, regionale e statale, debba mettere in campo soluzioni e risorse rivolte all’integrazione e all’accoglienza di queste popolazioni tenendo conto che in parte si tratta di cittadini italiani e le stime rilevate da associazioni e ministero interni non rilevano grandi numeri. Rom sinti e camminanti sarebbero in tutta Italia dai 130.000 ai 170.00.

Noi crediamo che non si possa agire con ordinanze che si limitano a vietare la sosta in determinati luoghi, in quanto questo (il metodo ordinanza) sposta il problema da una zona della città ad un’altra e non lo risolve. Occorre invece che, come fatto in passato e come si sta facendo in altri contesti geografici (Emilia Romagna per esempio), si individuino e si allestiscano aree soste attrezzate, non di grandi dimensioni, provviste anche di servizi igienici ed eventualmente anche di videosorveglienza per la sicurezza degli ospiti e la tranquillità dei “vicini”.

Le aree attrezzate potrebbero anche essere autogestite e/o curate da associazioni che possano fare mediazione culturale con le popolazioni rom e sinti al fine di favorire l’accoglienza, la scolarizzazione dei minori ed un eventuale passaggio ad una soluzione abitativa stanziale.

Le aree attrezzate dovranno essere individuate con il contributo delle circoscrizioni e delle associazioni del territorio che dovranno anche interagire con gli abitanti al fine di prevenire eventuali conflitti.



RICORDIAMO

Che la Costituzione tutela le minoranze linguistiche e religiose.

CHIEDIAMO QUINDI

Alla sindaca Chiara Appendino, all’assessora alle politiche sociali e vice sindaca Sonia Schellino e all’assessore Marco Giusta che coordina le politiche per la multiculturalità e integrazione dei “nuovi cittadini” di

1) fare propria la proposta in premessa;

2) di ricercare (bandi europei o ministeri) e stanziare i fondi necessari;

3) di attivarsi con le circoscrizioni al fine di realizzarla con l’urgenza che il tema richiede.