Augusto Montaruli

Più partito meno leader

Non si fa in tempo a festeggiare che a sinistra arriva il tormentone delle primarie. 

Eppure il voto al referendum ha dimostrato quanto contino i contenuti. Soprattutto il voto dei giovani lo ha dimostrato, giovani che di solito non votano ma questa volta sono andati alle urne e sono stati determinanti.

Eppure la storia recente dovrebbe aver dimostrato che i presunti leader salvatori della patria e della causa dopo un picco di gradimento altissimo (Renzi, Salvini, Grillo and co., fra un po Meloni) arriva la picchiata in basso.

Allora santo cielo, le primarie si facciano, se proprio si devono fare, sui contenuti. Si trovi la sintesi e il leader, o meglio il candidato presidente del consiglio, lo scelgano gli elettori con il voto.

E i contenuti che tengono insieme una coalizione non è così complicato trovarli. Li conosco persino io e pure quei giovani che, magari, forse, torneranno a votare.

E non è nostalgia dei partiti che furono ma è voglia di partiti che saranno.
Comunque e per forza di cose, i partiti, meglio più europei che più italiani. 


Ma va?

 

Pare che il PDL, o quel che l’è o sarà, sia avanti nei sondaggi. Ma và?
Ricordate quei giochini che si facevano da bambini?

Pensa ad un colore
Rosso!
Pensa ad un numero
Cinque
Pensa ad un gran casino
PD
Pensa ad un politico
Berlusconi, anzi Silvio
Per chi voterai?
Berlusconi, anzi Silvio, cioè PDL o quel che l’è o sarà

Grazie a tutti, grazie alla “confusione” del PD, grazie alla voglia di sfascio del M5S, grazie all’inconsistenza del resto. Grazie soprattutto ai media che trattano il signor Berlusconi come l’orsacchiotto di casa.