
Tommaso Rossi è uno dei fondatori dell’associazione universitaria “Ideificio Torinese” che ho avuto modo di conoscere nel corso del mio percorso istituzionale in circoscrizione. Ero andato a trovare Ideificio con il mio amico Adremet Barry un pomeriggio nella loro vecchia sede in via Pietro Giuria. Due stanze, una con una grande lavagna piena di formule, “arredate” da studentesse e studenti universitari di facoltà scientifiche. L’accoglienza fu calorosa e simpatica. Ci trovammo subito a nostro agio e cominciammo a parlare della loro missione e della loro voglia di mettersi in gioco sul territorio. Infatti attivarono collaborazioni con realtà associative che portarono l’Ideificio Torinese (nome bellissimo) al nuovo circolo Garibaldi, Casa Garibaldi, dove utilizzano una sala studi e offrono doposcuola ai ragazzi e alle ragazze che quel luogo frequentano. Una bella realtà del quartiere, una risorsa da ascoltare e da conoscere.
Tommaso quanto deve sgomitare un giovane per avere lo spazio che gli è dovuto?
Moltissimo, siamo spesso indicati come una generazione di “bamboccioni” perché abbiamo avuto la fortuna di essere concepiti da una generazione che ha vissuto gli anni d’oro italiani, molti però non comprendono che la stragrande maggioranza dei giovani vorrebbe solo ottenere la propria indipendenza ed essere artefice del proprio destino; questo in Italia risulta impossibile anzi non si vede nella politica una linea programmatica o un piano per il futuro. Finito il proprio percorso di studi non ci si trova davanti un’opportunità ma un muro e questa mancanza ha contribuito a creare una generazione incerta e disillusa, che per emergere deve passare sopra gli altri!
Come vede o intravede un giovane il futuro? Provo a spiegare la mia domanda. Quando ero giovane io, se ricordo bene e qui ci va l’emoticon che ride, avevo un lavoro stabile potevo fare un mutuo per una casa, potevo pensare di avere figli. Voi?
Semplicemente non ci pensa, la classe dirigente non guarda al futuro e sembra non accorgersi che la quasi totalità degli under 30 non arrivi a guadagnare 1500 €/mese, nonostante molti facciano lavori di responsabilità e con orari massacranti. Quel modello di Italia in continua crescita e stabile è finito da trent’anni ed il meccanismo ormai si è inceppato, lo stesso discorso fatto per i giovani vale per le imprese che vivono in un territorio che non solo non le incentiva ma le opprime e questo a valanga si ribalta sul mercato del lavoro.
Io ho l’impressione che le nuove generazioni preferiscano l’impegno sociale a quello politico, sbaglio? E se non sbaglio, perché secondo te?
Assolutamente, come dargli torto. La politica viene vista ormai come una cosa “sporca”, dove pochi arrivano non per merito, e quei pochi siano lì per fare l’interesse dei più forti. I principali partiti italiani sembrano non curarsi della situazione e anzi la cavalcano dimostrando in maniera ancora maggiore la scarsa visione che li caratterizza. L’abbandono dell’interesse per la politica ha portato, quasi di conseguenza, un maggiore interesse verso l’aspetto sociale, anche per rivalsa verso quella politica che si è dimenticata dei bisogni dei giovani che attraverso le associazioni cercano di costruirsi da soli un welfare accettabile.
Torino città universitaria, bellissimo. Ma la città è preparata per esserlo? Oltre alle infrastrutture ci sono spazi ed iniziative per accogliere migliaia di giovani?
Questa è probabilmente la più grossa critica da fare a questa amministrazione, una città universitaria non passa unicamente dalla propria offerta formativa (che a Torino è di altissimo livello) ma anche da eventi e spazi dedicati ai giovani. Negli ultimi anni i luoghi ricreativi destinati ai giovani sono diminuiti drasticamente penso, solo per citarne un paio, ai Murazzi e al Parco del Valentino. Anche le aule studio non sono messe meglio e per questo l’aumento di realtà private che se ne sono prese cura, l’emergenza Covid ha ulteriormente accentuato la problematica, ad oggi stanno riaprendo alcune aule ma con estrema difficoltà e principalmente all’aperto, come ad esempio il Cap10100 ed il Bunker. Ma principalmente, dato che le lezioni e gli esami sono ancora online, gli studenti preferiscono studiare a casa, senza quella interazione che ci sarebbe studiando in gruppo e senza quella condivisione durante le pause.
Quali sono le qualità principali che dovrebbe avere il sindaco o la sindaca di una città come Torino?
L’attuale amministrazione aveva puntato giustamente sulle periferie, da sempre dimenticate, l’ha fatto però in maniera miope, la cosiddetta “decrescita felice” ha portato danni a tutto l’ecosistema finendo per colpire proprio le classi più deboli. In definitiva sono convinto che una città come Torino debba ripartire dal turismo e dall’istruzione (magari anche delle aziende ma per quello bisognerebbe andare a bussare ad altre porte, lontane dal Palazzo di Città) perché una città attrattiva è una città più ricca, nessun politico possiede la “bacchetta magica” non servono grandi innovatori, basta porre Torino nella condizione di rendere al meglio.
Lo sapete che esiste un assessore che si occupa di giovani? A prescindere il prossimo si cosa dovrebbe puntare?
Lo conosciamo e possiamo dire che in questi anni abbiamo avuto modo di aver piacevolmente e più volte collaborato. L’assessorato alle politiche giovanili è uno dei più poveri del comune e questo fa capire che l’argomento non è considerato prioritario da parte dell’amministrazione. L’idea di ripartire proprio dai giovani, concedendo nuovi spazi e riportandoli a interagire e a conoscersi non potrà che portare nuova linfa alla città, una politica vincente non può non passare dal dialogo.
Come vedi non ti ho chiesto niente sull’attuale sindaca perché ai giovani occorre parlare solo di futuro. Anche a te cito un libro come abitudine di queste chiacchierate. Anzi, ti cito uno scrittore che amo molto: Bjorn Larsson. Svedese, docente di francese in Francia e un po’ anche italiano. Appassionato navigatore in barca a vela. Il suo libro più famoso è La vera storia del pirata Long John Silver (quello dell’Isola del tesoro). La storia raccontata dal suo protagonista. E questo è l’augurio migliore che posso farvi, siate protagonisti della vostra storia. Non fatela scrivere da altri. Viene male.
Grazie per la chiacchierata.