Augusto Montaruli

Verde in musica

Foto di Augusto Montaruli

Ieri ho terminato il mio giro elettorale al parco del Valentino, dove avevo appuntamento con Marta. Era da un po’ che non mi capitava di andare al Valentino la domenica, ho visto un parco vivo e pieno di persone. Anziani che passeggiavano o chiacchieravano seduti sulle panchine, chioschetti affollati che servivano piadine e kebab, ragazzi di ogni etnia che giocavano a pallone a pallavolo laciavano freesbe, squadre di cricekt e palloni ovali. Giovani che prendevano il sole, qualche chitarra e le biciclette sul prato. Il parco del Valentino, forse il bene comune più prezioso della nostra circoscrizione, è disponibile per tutti. A me piacerebbe arricchirlo con strutture e spazi dedicati alla musica a disposizione di associazioni disponibili a gestirli e a fare opera di divulgazione musicale: dalla musica classica al rock. Spazi e strutture dove gruppi musicali, appassionati, bande tradizionali suonino per il piacere di suonare e di farsi ascoltare.

La musica fa bene all’anima e ravviva il verde pubblico.

Comunità fa rima con Umanità

Foto di Augusto Montaruli

Questo pomeriggio Piero Fassino sarà nel mio quartiere, all’aiuola Donatello, dove c’è la Casa del Quartiere e dove abitava Natalia Ginzburg – lo avevo scoperto leggendo Lessico familiare.

Io non potrò esserci perché il sabato accompagno mia moglie a Monticello d’Alba a trovare la mamma.  Oggi andrò da solo perché Laura ha febbre e mal di gola e la “nonna” ha bisogno perché aspetta la nutella.

La mamma di Laura vive, per sua libera scelta, ormai da oltre due anni in un pensionato.  Ci vive bene.

Nei piccoli paesi del Roero, tra Alba Canale e Bra, quasi tutti i paesi hanno un pensionato, sono inseriti nell’ambiente urbano: da una parte le colline con i boschi e le vigne e dall’altra una strada. Gli anziani sono parte della comunità, chi può esce e va al bar o dalla parrucchiera o a prendere un gelato; i bambini della scuola, le associazioni di volontariato, le corali spesso si recano in visita organizzando momenti di festa e di coinvolgimento.

A me piace sedermi fuori con gli ospiti della casa di riposo a chiacchierare e, soprattutto, ascoltare.  Pina mi racconta della sua vita e passa dal pianto al riso, poi comincia a cantare; Gino mi racconta della vigna che deve potare lui perché il figlio non è poi tanto capace; altri ti chiedono di Torino e tu racconti che adesso c’è la metropolitana; Teo cura l’orto e parliamo della luna che deve essere quella giusta per seminare. Gli anziani hanno un bisogno vitale di essere ancora ascoltati, di poter raccontare e di essere considerati parte di una comunità.

Tutto questo per dirvi che nelle città gli anziani spesso sono lasciati soli, soli con una social card umiliante, soli in un condominio e soli in una casa di riposo che è avulsa dalla comunità. Credo che dovremmo nelle città replicare il modello paese.

Il quartiere deve tornare a essere comunità. Per tutti. Comunità fa rima con umanità.

Discutiamo di sprechi

L’Italia governata da Berlusconi è un paese che spreca e riserva tutte le sue energie, le nostre energie, a pochi, anzi in pratica a uno solo. Sprechiamo energia, risorse, umanità, cultura, territorio, competenze e anche giustizia. Un paese dominato da caste, da quella politica a quella affaristica, da quella burocratica a quella familiare non è un paese con lo sguardo al futuro e alla tutela del bene pubblico. Si fanno affari con l’acqua, si umilia l’intelligenza di chi fa ricerca, si soffoca la cultura. Si sprecano le nostre “materie prime”.

Al circolo PD della circoscrizione 8 (San Salvario, Borgo Po e Cavoretto) abbiamo iniziato a discuterne.

Il 28 marzo avevamo discusso di spreco dei cervelli e di università. Il prossimo lunedì discuteremo di spreco dell’arte e della cultura.  Ci saranno Guido Curto, Direttore dell’Accademia delle Belle Arti – Damiano Accattoli, Presidente dell’associazione Teatro Baretti – Giuliano Girelli, Presidente dell’associazione Documè.

Se potete, venite, non “sprecherete” la serata, anzi ci darete una mano.

Info:

Circolo PD8

18 Aprile 2011 alle 20:45

Presso il Circolo Garibaldi

Via Pietro Giuria, 56

Torino

Il sonno e la movida

Foto di Augusto Montaruli

Puntuale, con l’arrivo della bella stagione, rispunta la questione movida. Facendo una sintesi brutale, la movida è la contrapposizione tra chi vuole dormire e chi sta nei dehor, o per strada, a bere una birra e chiacchierare.  Il chiacchierare di tanti, con voci acute basse e tenorili, sale nelle case e s’infila nelle orecchie dei poveretti che rimangano appesi al cuscino.

La movida nacque a Madrid come reazione sana al franchismo agonizzante, era bisogno di libertà, divenne il simbolo della Spagna democratica. La movida torinese nasce con la trasformazione della città, la pedonalizzazione, il quadrilatero, le nuove abitudini dei torinesi. Se ricordiamo Torino che fu, la rivediamo come una città che si animava (si fa per dire) al cambio turno della Fiat o quando sfilava un corteo di protesta. Di notte si dormiva, al massimo ti svegliava un ubriaco o un diversamente sano di mente. Poi passava il camion della nettezza urbana e quindi la sveglia ti faceva ricominciava il giro. Nessun rimpianto per quella città, salvo il tasso di occupazione sicuramente più alto e forse il vero problema è qui. Se i giovani lavorassero, sarebbe inevitabile per loro una vita meno notturna. Non solo, forse Torino avrebbe bisogno di incrementare ulteriormente le zone chiuse al traffico dei non residenti la sera; forse avrebbe bisogno di creare altre zone “movidizzate”, penso alle sponde del Po o ai parchi cittadini, dove non ci abita nessuno. Ricordo la recente esperienza della festa nazionale del PD ai giardini reali e la proposta di Roberto Tricarico di trasformare quei giardini in una rambla, e siamo sempre in Spagna.  Sicuramente ci sarebbe bisogno di un patto di convivenza tra i gestori dei locali e comitati dei cittadini mediati dall’amministrazioni e dalle associazioni di categoria. Quello che proprio non vorrei è una città a compartimenti: i quartieri dormitori, i quartieri del lavoro, i quartieri del divertimento.

Nel caso dovessi affrontare da consigliere di circoscrizione la questione questa sarà la mia posizione sull’argomento.

La goccia e il vaso

Foto di Augusto Montaruli

Su questo blog mi ero ripromesso di scrivere sulla mia circoscrizione, ma non è facile. Non è facile perché quello che succede in questo paese fa passare tutto in secondo piano. Siamo devastati, si devastati, da un governo allucinante. Ormai siamo appesi al destino di uno e alla volgare ferocia della lega. Tutto il resto passa in secondo piano. Siamo un paese ridicolo e ridicolizzato in tutto il mondo. Leggo ora che un emendamento del PD al processo breve, per stralciare dal provvedimento i reati legati a stragi come quella dell’Aquila, è stato respinto. Lega vigliacca e ladrona che sparerebbe ai “clandestini”, ma è complice degli assassini. Mi chiedo quante gocce ci vorranno ancora, quale sarà la goccia che farà traboccare il vaso. Mi chiedo se la soglia di sopportazione della vergogna è ancora lontana da raggiungere. Usiamo le prossime elezioni amministrative per dare un segnale forte. Mi aspetto che nessuno a sinistra diserti le urne, turatevi il naso, turatevi cosa volete, ma andiamo tutti a votare. Questa volta si può scegliere.  Non facciamo cavolate.

La libertà di scegliere, la responsabilità di scegliere

Le elezioni amministrative non subiscono il “porcellum” leghista e berlusconiano che non ci consente di scegliere i candidati cui dare la preferenza. In queste elezioni possiamo farlo, siamo liberi di farlo. Scegliere e scrivere un cognome non è solo una forma di democrazia, è libertà pura. Dobbiamo farlo con cura, con attenzione. Scegliere un candidato vuol dire essere decisivi nell’indirizzare la politica della futura amministrazione della città, potrebbe anche voler dire dare una svolta al partito per il quale i candidati che scegliamo si presentano. L’area politica del PD alla quale aderisco, quella che appoggiò Ignazio Marino a livello nazionale e Roberto Tricarico a livello regionale, avrà in lista quattro candidati: Laura Onofri, Ilda Curti, Marta Levi e lo stesso Roberto Tricarico. Tre assessori uscenti, Marta Ilda e Roberto, e Laura, vice presidente regionale del PD e organizzatrice del bellissimo 13 febbraio. Scegliere loro vuol dire pari opportunità, ambiente, casa, questione femminile, politiche giovanili, immigrazione, merito, anziani.  Scegliere loro vuol dire diritti. Scegliere loro vuol dire dare continuità al cambiamento che è avvenuto in città.

Scegliere vuole anche dire assumersi la responsabilità di farlo.

Io ho scelto, in libertà e con responsabilità, di abbinare la mia candidatura in circoscrizione, la otto, a quella di Marta Levi in consiglio comunale, con Marta condividerò la campagna elettorale. La condividerò con Marta per il suo coraggio nell’affrontare quest’avventura, perché un po’ mi assomiglia, perché il suo utile lavoro come assessore non ha avuto la giusta visibilità, perché i temi di cui si occupa sono universali e trasversali.

Forse ho scelto Marta anche perché ha degli occhi vivacissimi.

Votateci e fateci votare.

Prendete comunque la libertà e la responsabilità di scegliere.