Augusto Montaruli

E’ un giardino tranquillo

Un rettangolo circondato da platani, la statua di Felice Govean, massone e fondatore de la Gazzetta del popolo.

Ai bordi le panchine e due dehors. 

E’ un giardino tranquillo tra via Madama e via Belfiore frequentato da anziani, badanti dell’est che lì si ritrovano oppure con le persone che hanno in cura.

Lavoratori e studenti che fanno pausa pranzo.

La sera i due dehors si riempiono di persone, spesso famiglie. Si sente il vociare allegro dei bambini.

A volte alcuni senza fissa dimora si riposano sulle panchine, qualcuno dorme qualcuno fissa il vuoto. 

Qualche ragazzo dalla pelle scura, forse spaccia nelle vie vicine. Ma lì è seduto su una panchina. Anche gli spacciatori si riposano ogni tanto.

Al mattino c’è la passeggiata dei cani con sosta al toret.

E’ un giardino curato e pulito. Il passaggio dell’AMIAT è frequente, i cestini svuotati, le foglie dei platani raccolte.

E’ un giardino dove ci si incontra, le chiacchiere sono rilassate.

Un rettangolo tra via Madama e via Belfiore. 

A San Salvario.

Perchè lo racconto? Perché la riqualificazione la fanno le persone, non c’è bisogno poi di chissà che cosa. 

Vabbè, l’AMIAT aiuta. E’ vero. E anche i dehors. 

Però le persone…

Grazie Mauro, ricevo e pubblico

Ho sempre pensato che un parlamentare, o qualsiasi persona eletta nelle istituzioni, abbia il dovere di raccontare periodicamente la sua attività. 

L’ho fatto, coerentemente con quanto affermavo, quando per dieci anni svolgevo il ruolo di consigliere in circoscrizione.

E’ una forma di rispetto (e riconoscenza) verso chi ha indicato la preferenza sulla scheda e, a prescindere, per tutti i cittadini e le cittadine.

Così si da un buon servizio alle istituzioni rendendole credibili. E di questi tempi dove la sfiducia aumenta è fondamentale.

Mauro Berruto, deputato eletto nelle file del PD, racconta con regolarità la sua attività parlamentare con una newsletter che ricevo.

Per ringraziarlo gli ho scritto dicendogli che avrei pubblicato la sua newsletter sul mio sito.

Eccola


 

 

 

 

Buona estate, Augusto

torno a te, come promesso con discrezione, per aggiornarti rispetto agli ultimi sei mesi della mia attività parlamentare. Lo faccio in un momento di pausa estiva (spero sia così anche per te!) con un riassunto dei fatti essenziali e con una serie di link che troverai, se vorrai approfondire. 

L’anno è iniziato all’insegna della tensione con il Ministro dello Sport Andrea Abodi che ha bloccato, con il suo parere negativo in Commissione, la mia proposta di legge sulla extratassazione sugli utili delle società di scommesse sportive al fine di generare un fondo strutturale di 80 mln di euro/anno da destinare completamente allo sport di base e sociale (clicca qui per vederla). Un lungo e paziente lavoro mi aveva permesso di ottenere un consenso unanime e trasversale in Commissione e questa mia proposta di legge era stata firmata anche da colleghi della maggioranza. Ci ha pensato il Ministro a fermare tutto, perché sul tema delle società di scommesse sportive ha un’opinione molto lontana dalla mia, ovvero destinare quelle stesse risorse che la mia proposta avrebbe destinato allo sport di base, alle società di calcio di serie A. 

Se una proposta, pur in fase avanzata, è stata fermata in questo modo clamoroso, un’altra è stata recentemente calendarizzata e avvierà il suo iter a settembre. Si tratta della mia pdl 505 destinata a rendere omogenea in tutta Italia la possibilità di utilizzare le palestre scolastiche in orario extra-curriculare a favore delle società sportive sportive esterne del territorio (clicca qui per vederla). Questa semplice proposta metterebbe fine a un’annosa ingiustizia che impedisce a tante società di utilizzare le palestre scolastiche del loro territorio a causa dell’opposizione del dirigente scolastico o del consiglio d’istituto. Dopo la modifica dell’art 33 della Costituzione (di cui sono stato primo firmatario e di cui ti ho ampiamente parlato l’anno scorso) che oggi recita: “la Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme” ritengo che l’inaccessibilità alle palestre scolastiche, che ancora in tanti comuni del nostro Paese è una brutta realtà, sia anticostituzionale, in quanto non permette di esercitare -in luoghi pubblici, quali sono le palestre scolastiche- il diritto allo sport che, nei fatti, esiste dal 20 settembre 2023, quando il Parlamento approvò quel provvedimento all’unanimità. 

Nel frattempo le proposte di legge a mia prima firma sono diventate 16 (le trovi tutte qui), 26 le interrogazioni parlamentari (eccole menù a lato “mozioni, risoluzioni, interpellanze e interrogazioni”) e 33 gli ordini del giorno ai vari provvedimenti giunti in aula (clicca qui “ordini del giorno” per l’elenco completo).

Potrai dunque, se ti va, approfondire tutti i miei atti parlamentari, ma ne segnalo tre di cui vado particolarmente orgoglioso:

una interrogazione (qui il testo) riguardante la costruzione di una strada nel vallone di Sea (nel cuore del mio collegio in Valgrande di Lanzo, città metropolitana di Torino), un vero paradiso naturalistico assurdamente minacciato. L’esito della mia interrogazione ha dimostrato il parere contrario per rischio idrogeologico degli uffici tecnici della Regione Piemonte. Speriamo sia sufficiente a fermare questo assurdo progetto (qui le ragioni del no a questa carrozzabile).

due ordini del giorno che hanno ricevuto parere positivo del governo che voglio segnalarti riguardano l’impegno verso l’allargamento anche alle prime tre classi della scuola elementare dell’educazione motoria (eccolo) e verso l’introduzione dell’attività sportiva nelle carceri (qui il testo), in virtù di una serie di ricerche che dimostrano che laddove gli istituti penitenziari hanno una proposta di attività fisica strutturata diminuisce sensibilmente il numero di detenuti suicidi. 

Sono più di cento i miei interventi in assemblea (eccoli) o in commissione (qui). Lascio a te la curiosità di scoprirli (degli interventi in assemblea, cliccando al link) troverai i contributi video.

Chiudo questo veloce riassunto con ciò che succederà a settembre, prima di iniziare il percorso che porterà alla nuova legge di bilancio. I Giochi Olimpici di Parigi hanno infatti finalmente riaperto una discussione politica da troppo tempo sopita: quella che riguarda il tema del diritto di cittadinanza. La legge che lo regola risale al 1992, un mondo completamente diverso da quello di oggi. Alla riapertura dei lavori discuteremo in Aula una mozione, firmata da me e dall’On. Ouidad Bakkali) proprio su una serie di proposte che vanno dallo Ius Soli allo Ius Scholae e una mia proposta di legge sull’accesso al diritto di cittadinanza per giovani sportivi di interesse nazionale. Sia chiaro: ritengo che non possa essere un talento ad accelerare l’accesso a un diritto, perché un diritto è un diritto, ma ritengo altresì che lo sport sia una straordinaria lente di ingrandimento sul tema e che potrebbe costringere la politica a riallinearsi a quella realtà che abbiamo visto in azione grazie a tante atlete e atleti che ai Giochi Olimpici, ancora una volta, hanno dimostrato che lo sport ha la possibilità di aiutare la nostra società a cambiare in meglio. 

Assisteremo anche, in autunno, a uno spettacolo che si presume triste: incomincerà il valzer delle elezioni delle federazioni sportive e poi del Coni, che si svolgerà secondo le attuali consuetudini che sono, non trovo altro modo di dirlo, medievali. La mia proposta di legge (qui) per rendere il metodo elettorale realmente democratico (eliminando il sistema delle deleghe, riproponendo il limite a tre mandati e imponendo equilibrio di genere e generazionale) non ha mai visto la luce e temo che con questo Ministro e con questo governo, non potrà farlo. Insomma, passeremo dalle medaglie olimpiche all’assalto alle poltrone, metodo che questa destra conosce bene al fine di realizzare una vera e propria occupazione di qualsiasi spazio a fini propagandistici, metodo che la storia della destra conosce bene, quando si parla di sport. 

Sono tante altre le cose di cui ti vorrei parlare, ma tengo fede alla regola di ingaggio di questa newsletter, che vuole essere poco invadente. Ti invito a seguirmi sui miei account social (Facebook pagina personale o pagina pubblica, X, Instagram – mi trovi ovunque digitando il mio nome e cognome-) che aggiorno quotidianamente e dove troverai informazioni e aggiornamenti con cadenza molto più serrata. 

Un ultima cosa, Augusto, permettimelo: in tempi in cui spesso si discute sulla presenza (e sull’assenza…) dei deputati in aula, sono felice di portare alla tua attenzione il mio dato aggiornato a fine luglio 2024: ho totalizzato il 93% di presenze alle sedute con votazioni in Aula (dato che include le due missioni parlamentari che mi hanno visto impegnato con la commissione Cultura, in Kerala, India e ai Giochi Olimpici di Parigi). 

Un caro saluto, buona fine estate!

(e permettimi di salutarti con un’immagine… che noi pallavolisti abbiamo atteso per 35 anni!)

mauro

Storia di ciclisti

Le olimpiadi mi hanno ricordato un articolo che scrissi per Ottoinforma, giornale on line e due volte su carta, della vecchia circoscrizione Otto. Giornale on line purtroppo non più accessibile per una scelta incomprensibile e che ci ha fatto perdere un piccolo patrimonio sociale e culturale del quartiere.

L’articolo racconta una chiacchierata con il due volte vincitore del giro d’Italia Franco Balmamion e con un Guido Messina simpaticissimo campione siciliano “naturalizzato” torinese. Guido Messina campione olimpico e mondiale che non se la tirava. Guido Messina che ci ha lasciati nel 2020: una fuga nel paradiso dei campioni.

Storia di ciclisti

Quando arrivo al circolo Crimea, Franco Balmamion sta cenando con un amico. Ci salutiamo, m’invita a sedermi e mi versa un bicchiere di vino. “Beva con noi, Guido arriverà più tardi.” Guido è Messina, il presidente dell’associazione.
Franco Balmamion, corridore ciclista. Due giri d’Italia vinse Balmamion detto il cinese, per gli occhi forse, feritoie che mirano al traguardo e che adesso mi guardano anticipando la domanda scontata che sto per fargli dicendomi che i giri li aveva vinti senza vittorie di tappa perché la regolarità paga, contava stare sempre con i migliori. Poi mi srotola il resto, con modestia e sorridendo: un campionato italiano, un terzo posto al tour, una Milano Torino, un
giro dell’Appenino e altro ancora. E mi racconta dell’unica volta che sua madre andò a vederlo correre, su al colle della Maddalena, si correva il trittico tricolore per celebrare i 100 anni dell’Unità d’Italia. Arrivò secondo e intascò un premio di 250.000 lire. “Erano tantissimi” dice sorridendo “lo stipendio di un operaio non arrivava a 50.000 lire “aggiunge l’amico a tavola.
Poi scivoliamo inesorabilmente sugli altri, sui rivali.
Merckx, il più grande della sua epoca, ma ingordo, le voleva vincere tutte. Mancava di generosità nei confronti dei suoi gregari. Anquetil, un signore, il migliore di tutti. Gimondi forte e caparbio. Motta, fortissimo ed elegante, ma gli mancava la grinta. Adorni, il rivale. E
ridendo con gli occhi: “Battuto anche in uno sprint”.
Un altro bicchiere di vino e intanto arriva Guido Messina: “dieci minuti e arrivo”. Prima, giustamente, gli amici da salutare.
Continuo con Balmamion e rivolgendogli l’ultima domanda: cosa direbbe ai giovani che vorrebbero correre in bici? “Gli direi, di non avere fretta e soprattutto dopo aver corso di chiedersi sempre se ti sei divertito”.


Guido Messina, un po’ “meno giovane”, di Balmamion parte dalle sue vittorie, me le dice velocemente da corridore in fuga: un’olimpiade, cinque titoli mondiali e sette nazionali nella
specialità inseguimento e una volta in maglia rosa. Gli chiedo se preferiva la pista alla strada e lui mi risponde: “No, no, ma gli ingaggi in pista erano molto più alti”.

Poi mi racconta della gara più bella e di quella che fece scalpore. La più bella, nel 1955. La prima tappa del giro: da Milano a Torino. Il traguardo a pochi isolati da casa sua e dalla Frejus, la fabbrica della bici che montava. La fece quasi tutta in solitaria e indossò la maglia rosa. L’altra fu definita la sfida del secolo: un duello con Coppi nell’inseguimento. Era il 1955 e a vincere fu Guido Messina. “Fausto era già avanti con gli anni… però sempre forte”. Dice quasi scusandosi di aver battuto una leggenda.

 

Biden e il sorriso di Berlinguer

L’ostinazione di Biden a non cedere il passo mi ha fatto venire in mente il sorriso di Berlinguer, l’ultimo. Quello di Padova.

Quel sorriso l’ho rivisto recentemente al cinema Baretti dove proiettavano “Prima della fine”.

Da una parte un signore di ottanta anni, Biden, malfermo nelle gambe e incerto sulle parole, che non rinuncia all’ambizione di un secondo mandato. A costo di regalare il potere ad un certo Trump. Sembra un storia sudamericana. Triste solitario y final, L’autunno del patriarca. 

Dall’altra una storia di dovere, di affetto verso il popolo per cui era impegnato e che lo amava.

L’ostinazione di Berlinguer, al quale imploravano di smettere, era quella di un uomo che voleva ancora aver il tempo di un sorriso. Per il suo popolo. Non per il potere.