Augusto Montaruli

La farfalla e la pace

Capita che un entomologo da il nome ad una farfalla che popola un territorio conteso, le cerca in un confine tra Armenia e Azerbaigian.

L’entomolo, Rustam Effendi, muore nel 1991 quando inziano i conflitti tra i due paesi nella regione del Nagorno-Karabakh. Il nome della farfalla è ispirato all’entomologo: Satyrus effendi.

Rustam Effendi ha una figlia fotografa, Rena Effendi, che ripercorre le orme del padre alla ricerca della farfalla. 

Nella ricerca in territori devastati dalla guerra è aiutata da persone di entrambe le parti, come se la ricerca delle farfalle sospendesse il conflitto.

Se non è vero che il movimento delle ali di una farfalla scatena uragani è vero però che potrebbe donare una pausa dagli orrori delle guerre.

Il sito di Rena Effendi http://www.refendi.com

Storia e fotografie letta e viste alla mostra World Press Photo Exhibition 2024 in corso a Palazzo Barolo.

La mini guida di San Salvario

Questa è una mini guida (mini perchè chiaramente incompleta) rivolta agli studenti universitari fuori sede che vengono a risiedere nel quartiere dove vivo: San Salvario.

Naturalmente è aperta al contributo di chi volesse integrarla e migliorarla.

Più che una mini guida è una sorta di provocazione che vuole stimolare un’attenzione maggiore verso quei ragazzi e quelle ragazze che scelgono Torino per proseguire gli studi.

Loro scelgono Torino ma noi non li accogliamo come dovremmo.

Facciamolo.


Qualche info su San Salvario 

San Salvario, il quartiere dove abitate, è un luogo dalle mille identità. 

Ha valenza storica, sociale e culturale. 

Qui è stata prodotta la prima automobile italiana (credo una Lancia), qui è nata la FIAT.

Anche la Ferrero, per dire, è nata qui. Qui Don Bosco ha realizzato il secondo oratorio torinese che accoglieva i migranti che arrivavano dal cuneese, esiste ancora. Perché migranti ne arrivano ancora da posti più lontani del cuneese.Qui sono nate le università scientifiche di Torino.

Questo è il quartiere delle religioni. 

Ci sono la sinagoga, il tempio valdese e due moschee oltre naturalmente alle chiese cattoliche. 

La cosa interessante è la collaborazione che esiste tra loro che insieme alla società civile e laica organizzano e gestiscono attività insieme. E’ ormai un unicum a livello mondiale. 

Ecco voi vivete in un quartiere dove merita vivere. 

Adesso vi elenco qualche luogo interessante che potete frequentare. 

La biblioteca e il Polo Lombroso. 

In via Lombroso 16 c’è la biblioteca civica Natalia Ginzburg, che in questo quartiere ha vissuto, dove oltre a consultare libri e giornali potete fermarvi a studiare. 

Nello stesso complesso c’è il Polo Lombroso che offre una serie di attività e servizi. 

Inoltre nel 2026 sarà inaugurata la nuova sede della Biblioteca Civita di Torino al parco del Valentino.

Sempre al parco del Valentino c’è l’Orto Botanico.

Sulle sponde del Po trovate luoghi di aggregazione e sale studi come l’Imbarchino e molte società remiere. Potete anche andare a visitare un sommergibile all’Associazione Marinai d’Italia.

La Casa del Quartiere

In via Morgari c’è la Casa del Quartiere, bar ristorante e offerta di corsi e attività e aggregatore di tante realtà associative.

I mercati

I mercati rionali sono due, in piazza Madama Cristina e in piazza Nizza. Supermercati quanti ne volete.

Oltre ai mercati rionali classici ci sono quelli tematici da Salvario Emporium a quello dedicato al disco in vinile per fare due esempi.

I musei

Nel quartiere c’è il polo museale universitario che comprende tre musei molto interessanti:

Museo di Anatomia Umana “Luigi Rolando”

Museo della Frutta “Francesco Garnier Valletti”

Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso”

Il cinema teatro Baretti

Puoi andare a cinema (con film anche in lingua originale) e a teatro godendo di una programmazione culturalmente ricca a prezzi accessibili, se non gratuiti (clicca qui per saperne di più).

Il cinema teatro Baretti è proprio nel cuore di San Salvario.

Le librerie

Sono tante e sono una ricchezza del quartiere, frequentatele e incontrerete bella gente.

Libreria A Zeta – Libreria Centrale – Libreria Borgo Po – Libreria Trebisonda –  Luna’s Storta – Libreria Belleville – Libreria Claudiana.

Il cibo

C’è una varietà di offerta che soddisfa tutti i gusti e consente anche di sperimentare. Avete solo da scegliere spaziando dalla cucina Halal a quella Kosher, palestinese e naturalmente girate l’italia mangiando. 

Volontariato

Nel caso vi avanzasse del tempo potete anche fare volontariato, sono tante le realtà, laiche e religiose, che vi accoglierebbero a braccia aperte per dare una mano.

Varie

Qui potete ordinare uno strumento musicale da un liutaio, scarpe su misura, comprare un libro usato il sabato in piazza Nizza. Oppure imbattervi in un atelier di un artista. 

“Passeggiatelo” il quartiere vi sorprenderà.

Il mio bar preferito è la pasticceria Zichella in via Saluzzo angolo Michelangelo. Qui puoi incontrare tutti: dalla famiglia pugliese a giornalisti, intellettuali, musicisti, orafi, scrittori, parlamentari e giovani come voi. 

Andateci a vostro rischio e pericolo, rischiate di incontrarmi.

E se Torino…

Oggi una mia amica mi ha detto che non sa più dove mettere i libri, “sai dove potrei portarli?” mi ha chiesto.

E no, non è un’impresa facile regalare libri. 

E pensare che li rubano nelle librerie. Quelli nuovi nuovi però.

E pensare che Torino è la città del libro, per il salone e per le case editrici. E per i molti scrittori che hanno dato lustro e cultura alla nostra città.

Ma pensavo… mi capita ogni tanto.

Ma pensavo e se Torino diventasse in senso più compiuto la città del libro rendendoli parte dell’arredo urbano della città?

Per esempio si potrebbero recuperare le vecchie cabine telefoniche della Telecom (chissà che fine hanno fatto) e piazzarle nei giardini, nei parchi  e nelle piazze. Magari tematizzando. 

Per esempio giardino del noir, giardino dei classici, giardino Fenoglio o Levi, piazza della storia. E così via, anzi piazza o giardino.

Figo! Vero?

Sarebbe una risposta ai tempi che corrono e che scorrono. Non vorrei che  a qualcuno venisse in mente (di nuovo) di bruciarli. 

ps: a Roma già lo fanno

Ciao! Come stai?

Ieri ho fatto un salto da Proxima, la festa della Sinistra Ecologista. Nei giorni scorsi sono andato alla Festa de l’Unità del PD.

Proxima è ai Murazzi, luogo iconico della sinistra alternativa. La Festa de L’Unità in piazza d’Armi, accanto ad una balera ed un chiosco gigantesco. Un luogo che mi ricordava gli anni settanta e Anna e Marco di Lucio Dalla.

Quando si arriva alle due feste è tutto un ciao, come stai? Ci conosciamo più o meno tutti. Con tanti esperienze e militanza in comune, altri perchè visi conosciuti ed incrociati in tante manifestazioni.

Sono ormai feste per pochi intimi, nonostante i temi siano decisamente interessanti. Temi che chi partecipa conosce, conosce bene. 

Premesso che è sempre bello ritrovarsi, ma il popolo è altrove. Forse occorre andare altrove, forse sarebbe meglio essere itineranti. 

Fare una festa mobile, noleggiare un FestaBus e girare la città. Insomma andare da Anna e Marco, anzi dai loro nipoti, invece che chiedere loro di venire. 

Mentre tornavo a casa una coppia cenava a bordo di una canoa bianca sembrando indifferente a ciò che succedeva sulle rive del Po e forse anche a ciò che succede nel mondo.

Lettera aperta agli assessori Rosatelli e Chiavarino

Lettera aperta agli assessori Rosatelli e Chiavarino

Gentili assessori Rosatelli e Chiavarino,

Recentemente la lettura di due articoli apparsi su La Stampa – “I giovani bevono troppo”: il Centro Alcologico resta aperto tutti i giorni del primo settembre 2024 e “I giovani rubano alcolici, è una piaga sociale”: furti per 3 milioni in un anno nei supermercati Borello del 28 agosto – mi hanno riportato alla memoria un atto consiliare che presentai in circoscrizione otto nel 2018.

L’atto, presentato anche in circoscrizione uno dall’allora consigliera Eleonora Averna, nasceva dall’evidenza non solo del consumo di alcol da parte di giovanissimi ma, e soprattutto, dalla constatazione dell’offerta a prezzi stracciati di alcol. Per fare un esempio: chupito ad un euro o in super offerta 14 cupido a 10 euro!

Così il dispositivo finale dell’atto:

Al presidente e alla giunta di elaborare, anche con l’aiuto di esperti e dei servizi sanitari, un codice etico sulla somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche;

Si chiede che il codice etico venga sottoposto, al fine di sottoscriverlo, alle associazioni di categoria degli esercenti e agli esercenti stessi;

Si chiede che il codice etico e l’elenco delle associazioni e degli esercenti che lo sottoscriveranno venga pubblicato sul sito della circoscrizione.

Dopo l’approvazione ci attivammo, Eleonora Averna ed il sottoscritto, per contattare due associazioni di categoria e l’ASL competente.

In prima battuta l’adesione all’iniziativa fu totale, associazioni avrebbero divulgato e promosso l’iniziativa invitando i loro associati ad aderire e l’ASL avrebbe stilato il codice etico. 

Purtroppo, forse, la pandemia blocco tutto facendo morire sul nascere il progetto.

Ma l’emergenza rimane e forse anche le offerte speciali di chupito.

Mi permetto di chiedere a voi che avete deleghe e autorevolezza per verificare se quell’idea di codice etico può essere ripresa.

Io credo di sì.

Augurandovi buon lavoro saluto cordialmente

Augusto Montaruli

http://augustomontaruli.it/blog/2018/10/27/movida-un-codice-etico-sulla-vendita-di-superalcolici/

La costola nera

Ricordate quando Massimo D’Alema dichiarò che la Lega Nord (di Bossi all’epoca) era una “costola della sinistra”?

Un po’ (forse più di un po’) era vero. 

Ricordo un mio collega, sindaco della Lega in un comune della Brianza, era “arredato” di gadget del movimento (il tappetino del mouse, le svariate spillette, il mouse stesso, adesivi e immagine di sfondo del pc) e portava sempre con se tutte le tessere del PCI, dall’adolescenza fino all’incontro fatale con Bossi, che mi mostrava con orgoglio e nostalgia.

Ricordo che mi fece quasi tenerezza quando in trasferta a Roma, bardato come un lanzichenecco, si lamentò perché nessun collega romano (Roma ladrona) lo invitò a pranzo.

Lo consolai andandoci io dicendogli però che avrebbe dovuto evitare di essere provocatorio: “Un po’ di sobrietà perbacco, non siamo a Gardaland.”

Perchè? Mi disse. 

“Vabbè, andiamo a mangiare…”

Quella era la Lega di Bossi. E di quella Lega è rimasta l’impronta di Borghezio, quello delle ronde che davano fuoco a migranti e senza  senza fissa dimora e che  frequentava Ordine Nuovo.

A sostituire Borghezio e Ordine Nuovo ci ha pensato Salvini che candida militanti di Casa Pound e Forza Nuova.

Militanti di Casa Pound pestano un giornalista a Torino  e guarda caso tra gli energumeni uno è stato candidato per la Lega. 

Sempre a Torino indagano su ronde abusive dotate di finti distintivi di una fantomatica polizia, tirapugni, pistole scacciane ed altro ancora. E guarda caso uno (corredato di saluti romani) è stato candidato per la Lega.

E poi c’è il generale al contrario che più che una costola è ormai il cuore nero di quella che era la Lega.

Dalla canottiera all’orbace è un attimo ed il mio ex collega credo abbia rinnovato la sua paccottiglia.