Augusto Montaruli

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A proposito del Garibaldi

“L’unico modo per salvaguardare il Circolo e assicurargli un lungo futuro era visto nella necessità di compiere un ulteriore sforzo per acquistare il terreno su cui esse era posto…

A quei tempi era in carica l’ultimo dei sindaci comunisti di Torino, il medico Domenico Coggiola, succeduto a Celeste Negarville e a Giovanni Roveda. …

Nel pensiero di quei compagni, la proposta doveva essere una cosa pulita, non un pateracchio fatto sotto banco: fissasse il Comune il prezzo e le modalità di pagamento, l’assemblea dei compagni avrebbe deciso su questa base.

Il sindaco Coggiola non fissò né prezzo né modalità, spiegando come sui terreni del Comune negli anni seguenti avrebbero dovuto sorgere impianti sportivi, servizi e case per la popolazione. La ricostruzione del Paese, e di Torino in particolare, non poteva non prevedere il contributo dato in questo senso dai Comuni delle grandi città. In ispecie i Comuni cosiddetti “rossi” dovevano muoversi in questa direzione affinché, proprio con il loro intervento diretto, la ricostruzione avvenisse su basi nuove, tendendo a migliorare la qualità della vita dei propri cittadini….

Soprattutto, disse ai compagni, per un dovere di correttezza politica e amministrativa coerente.”

Da
Memorie del nostro ‘900
Circoli comunisti, lotte e vita nella Torino capitale operaia
Di Celestino Canteri
Jaca Book

Posted under: Elezioni 2016, Il fiume in mezzo

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