Il “rapper di San Salvario” va in moschea

Il rapper di San Salvario è andato in moschea, quella vicino a casa sua: tra la scuola la chiesa e la casa del quartiere. Ecco il pezzo ritmato che ne è venuto fuori.
Mercoledì ero con Said Imam della moschea di via Baretti:
“Cos’è questa storia delle marmellate“.
Gli raccontò tutto. Che ne dici se proviamo a farle insieme?
“Devo parlarne con mio fratello, ci vediamo domani”.
Il giorno dopo capisco che è un altro tipo di fratello.
Amhed, il fratello, è l’Imam della moschea di corso Regina, spiego tutto anche a lui, è contento, deve parlarne con la signora.
“Vieni a trovarci”.
Mi saluta mettendo una mano sul cuore. Bello.
E questa signora chi sarà?
Oggi lo sento, potrei portarti della frutta, dove sei?
“Sono a casa, possiamo cominciare a fare le marmellate anche noi”.
Lo raggiungo e scopro che la “Signora” è sua moglie, Rachida.
Sapendo che sarei arrivato, mi hanno preparato dei barattoli da portare a casa.
Aprono uno scrigno di marmellate fatte da lei: buccia di cocomero, fichi, mela-pera, succo di pesca e un po’ fuori tema un barattolo di conserva di pomodoro in pezzi.
Emozione pura.
Domattina le assaggerò.
Forse è meglio domenica, devo assaggiarle con cura.
Oggi ho capito che coinvolgere è, in fondo, una cosa semplice, basta chiedere.

La foto è un podio: primo il cocomero, seconda mela-pera, terzo il fico.
Vediamo se il podio resta tale dopo l’assaggio.
Naturalmente questa storia non finisce qui…







Le cartoline che accompagneranno le marmellate di Anna Borgna, Bernadetta Ghigo e Mario Bianco:




