Augusto Montaruli

Canto dei morti invano

E aggiungiamo i morti tra l’Africa e Lampedusa

Di Primo Levi

Canto dei morti invano

Sedete e contrattate
A vostra voglia, vecchie volpi argentate.
Vi mureremo in un palazzo splendido
Con cibo, vino, buoni letti e buon fuoco
Purché trattiate e contrattiate
Le vite dei nostri figli e le vostre.
Che tutta la sapienza del creato
Converga a benedire le vostre menti
E vi guidi nel labirinto.
Ma fuori al freddo vi aspetteremo noi,
L’esercito dei morti invano,
Noi della Marna e di Montecassino,
Di Treblinka, di Dresda e di Hiroshima:
E saranno con noi
I lebbrosi e i tracomatosi,
Gli scomparsi di Buenos Aires,
I morti di Cambogia e i morituri d’Etiopia,
I patteggiati di Praga,
Gli esangui di Calcutta,
Gl’innocenti straziati a Bologna.
Guai a voi se uscirete discordi:
Sarete stretti dal nostro abbraccio.
Siamo invincibili perché siamo i vinti.
Invulnerabili perché già spenti:
Noi ridiamo dei vostri missili.
Sedete e contrattate
Finché la lingua vi si secchi:
Se dureranno il danno e la vergogna
Vi annegheremo nella nostra putredine.

Non c’è proporzione

Ieri abbiamo assistito all’ennesima farsa allestita da un miliardario incipriato che aveva promesso benessere per tutti e persino la restituzione dell’IMU. Sorrideva al colpo di scena il miliardario inutilmente incipriato che dovrebbe essere messo a definitivo riposo. Abbracciava e baciava persino Scilipoti, uno dei pochi insieme a Brunetta che guarda dall’alto in basso.

Oggi leggiamo ancora di morti di migranti.

Non c’è proporzione, non c’è ragione per perdere tempo con un miliardario evasore fiscale e compratore di politici schiavi invece di occuparsi di tragedie vere.

Non c’è proporzione e non c’è tempo da perdere.

Douce France

Foto di Augusto Montaruli

Oggi ho visto un permesso di soggiorno temporaneo, me l’ha mostrato un ragazzo tunisino. Mi ha detto che fra qualche giorno andrà in Francia, ci proverà.

Andrà a raggiungere suo fratello a Parigi. Suo fratello lavora in una pizzeria e lì c’è posto anche per lui.

Due giorni il viaggio sul barcone, senza acqua e senza cibo. Il mare, mi ha detto, era un po’ mosso.

Lo diceva sorridendo, lui ci è arrivato a Lampedusa.

Una via crucis, si direbbe.

Buona Pasqua