Augusto Montaruli

C’è ancora domani?

C’è ancora domani? è un film che ancora non c’è ma ci dovrebbe essere. Lo immagino come un film a episodi dal sottotitolo Remigration.  A Salvini piacerebbe sicuramente il sottotitolo.

In breve la trama degli episodi.

Prologo

I tg a reti unificate annunciano l’approvazione di una legge –  “In Italia gli italiani” – che prevede l’esodo forzato di tutti gli stranieri dall’Italia.  La legge ha effetto immediato. Per attuarla vengono mobilitate le forze dell’ordine, l’esercito e la protezione civile per gestire l’esodo forzato. 

Episodio 1: La piazza del mercato

E’ il racconto di un deserto, una signora anziana si aggira  tra i banchi fino al giorno prima affollati di venditori e clienti. Solo pochi banchi gestiti da italiani con prodotti a prezzi carissimi. Un chilo di zucchini va dai 50 ai 70 euro. I pomodori sono introvabili. 

Episodio 2: Il rider

Una giovane coppia di lavoratori precari ordina due pizze da farsi portare a casa. Mezzora dopo suona il campanello, il giovane scende a ritirare le pizze e vede suo nonno che gliele porge.

“Non ci sono più neri in città, così arrotondo la pensione che me l’hanno tagliata del 30%”. Sale sul deambulatore elettrico saluta il nipote e parte per un’altra consegna. 

Episodio 3: La badante 

Mattina presto, la signora moldava è in cucina e prepara la colazione per l’anziana di cui si prende cura, insieme alla colazione prepara le medicine mettendole in ordine sul tavolo. Intanto rilegge il documento che le intima di lasciare l’Italia e di ritrovarsi al punto di raccolta dove con un treno speciale sarà rimandata al suo paese. Prende le sue cose e senza far rumore lascia la casa. 

Episodio 4: L’operatrice Socio Sanitaria 

Nella sala comune della casa di riposo la direttrice comunica ad ospiti e parenti che a causa del provvedimento legislativo “In Italia gli italiani” aumenterà la retta del 50% e i parenti dovranno provvedere al pasto, alla lavanderia, alle cura personale degli ospiti.

L’episodio racconta anche l’abbandono di molti ospiti che andranno dai parenti e nel finale un suicidio di un anziano impiccatosi con le lenzuola. 

Episodio 5: L’Albania

L’episodio racconta della decisione dell’Albania di accogliere moltissimi stranieri espulsi dall’Italia. Società albanesi si offrono al nostro paese per quei lavori che prima delle legge facevano gli immigrati. Il PIL dell’Albania cresce del 40%. Molti italiani salpano da Bari per trasfersi a Tirana, 

Nel finale dell’episodio Giorgia Meloni si inginocchia davanti ad Edi Rama per aver voluto un centro per i richiedenti asilo in Albania a Gravina di Puglia. 

Ps: tutte le immagini sono state create con IA. Giusto per provare.

 

Campagna nemica, interpellanza sulla cancellazione del mercato in piazza Madama

13925227_10208591763024069_8391766505139230831_nPerché il mercato tematico di Campagna Amica in piazza Madama Cristina è stato cancellato? Era un appuntamento tradizionale e molto gradito dai residenti di San Salvario e non solo. Pare, almeno così mi dicono, che l’assessore Sacco abbia ascoltato la richiesta degli operatori del mercato della piazza che lamentavano scarse vendite al lunedì che seguiva Campagna Amica. “Mercatari a casa loro”?

Fossi l’assessore Sacco avrei risposto agli operatori del mercato che la concorrenza è stimolo per una qualità migliore, che sarebbe intelligente invece una collaborazione con chi la frutta e la verdura la produce con molta fatica e poco guadagno. Ma non sono l’assessore Sacco.

Forse ci vorrebbe l’assessore Borsa (della spesa).

Di seguito l’interpellanza per chiedere chiarimenti sulla questione.


Torino, data del protocollo

INTERPELLANZA AI SENSI DELL’ARTICOLO 45: MERCATO TEMATICO CAMPAGNA AMICA IN PIAZZA MADAMA CRISTINA

PREMESSA

Dal sito di Campagna Amica risulta sospeso, sembrerebbe in realtà cancellato, il mercato tematico organizzato da Coldiretti in piazza Madama Cristina . Il mercato ci risulta trasferito in piazza Vittorio Veneto. Il mercato di Campagna Amica è sempre stato un appuntamento atteso e molto frequentato che dava vitalità diurna, evitava parcheggi abusivi e “faceva bene” al commercio di prossimità. E’ incomprensibile la scelta di privilegiare una zona aulica e centrale a scapito di un quartiere emiperiferifico e facilmente raggiungibile dai quartiere sud della nostra circoscrizione e della città. Questo nonostante il gradimento del mercato che si estende anche ad altri mercati tematici come San Salvario Emporium.

INTERPELLIAMO QUINDI

L’assessore Alberto Sacco per conoscere le intenzioni della giunta comunale e del suo assessorato in merito alla sospensione/cancellazione del mercato.

Primo firmatario: Augusto Montaruli – LeU

Analisi semiseria del volantinaggio, per rilassarsi un po’

Oggi scrivo un post un po’ leggero.

In questo periodo sto “volantinando” molto: in piazza, al mercato, per strada e persino sull’autobus. Io ho il mio stile, ma ce ne sono tanti. Provo a descriverli.

Luogo principe per volantinare è il mercato rionale, il volantinatore si posiziona in un luogo strategico, di qui devono passare per forza, e comincia. L’inizio è sempre titubante, ti guardi intorno, prendi le misure e poi cominci.

Il resto dipende dallo stile che si adotta.

Stile distributore automatico.

Posizione eretta, gambe leggermente divaricate, sul braccio sinistro i volantini e mano destra che prende e distribuisce. Questo stile mal digerisce il rifiuto o il passante che t’ignora o ti evita con uno slalom. Si rischiano il rinculo del volantino e una disastrosa cascata della risma di fogli dal braccio sinistro. Consiglio di adottare questo stile all’ingresso di luoghi omogenei: fabbriche, uffici, scuole. Non prevede un’interazione con i cittadini ai quali si distribuisce il volantino. E’ un ricordo scolastico.

Stile distratto

Questa è la distribuzione snob, con nonchalance, come se non ci fossi. Sei lì con i tuoi volantini, ma vorresti essere altrove. Sguardo perso nel vuoto, guardi quanto costano i pachino e controlli l’ora. Di solito te li chiedono i volantini, ti si piazzano davanti e ti dicono: “allora? Me lo dai o no?”. Dopo un pò arriva il distributore automatico e ti chiede una risma perché lui li ha finiti. Quest’approccio si può utilizzare nei pressi del Rotary Club.

Stile ansioso

L’approccio è molto sonoro e continuo: signora un volantino, signora un volantino! Signore un volantino! Prendi il volantino! Che lo vuoi un volantino? … Ci si stanca molto e si stanca molto. Immaginate di essere al mercato, vicino a un banco e pensate quel poveretto che lo gestisce. Potrebbe passare a vie di fatto. Lo sconsiglio comunque e sempre.

Stile selezionatore

Questo no, guarda com’è vestito; ha la borsa della spesa piena non me lo prende, non me lo prende. Questo lo prende, ha l’Unità in tasca. Questo è sicuramente inutile, distribuisci solo a chi è già convinto. Molto autoreferenziale, non serve a niente.

Il mio

Io comincio con un mi scusi posso e poi analizzo la reazione. Devo dire che funziona abbastanza. Prediligo postazioni non fisse, ma con un minimo di mobilità. L’ideale è la presenza di avversari politici, lega nord su tutti. Rende più ludica la distribuzione. Non so se è il migliore o il più efficace, ma io lo trovo divertente. Almeno quello.

PS: comunque nel caso voleste dei volantini da distribuire, fatemelo sapere 🙂