Augusto Montaruli

Pensieri della domenica

In Gran Bretagna il candidato di Farange ha vinto le elezioni suppletive, trionfo della destra il titolo sui giornali. In realtà l’affluenza al voto è stata intorno al 30%, nelle precedenti era al 58%.  Tu chiamalo se vuoi trionfo…

La domenica dai City Angels c’è una umanità varia per genere e condizione che fa la fila per una maglia, un paio di scarpe e un caffè. Va tutto bene madama la presidente.

La mala parata titola La Stampa di oggi un’articolo su Putin. La foto vede il despota russo svettare sui generali che lo affiancano, o li sceglie bassi oppure ha i tacchi a spillo. Sta a vedere… 

Frequentare troppo Facebook non fa bene alla salute, prevale il rancore l’odio l’approssimazione e il qualunquismo di pseudosinistri. Il mondo per fortuna è altrove altrimenti avrebbe ragione Altan.
Trump usa l’intelligenza artificiale e si trasforma in papa. E’ evidente che Trump non è naturalmente intelligente. E non è nemmeno papa… salvo sorprese. Comunque un bel papatrump magari dalle scale…

Dimenticavo, facciamo lo sforzo di andare a votare per i referendum su lavoro e cittadinanza, scendiamo dall’albero che Gaber poi si incavola e fate come lei… casa per casa.

Quando intervistai Maddalena Rostagno

L’uscita del documentario, Mauro Rostagno. L’uomo che voleva cambiare il mondo  di Roberto Saviano su Sky, mi ha riportato alla memoria l’intervista che feci a Maddalena, figlia di Mauro, in occasione dell’uscita del suo libro Il suono di una sola mano.

Ve la ripropongo, anzi me la ripropongo, ricordando la bella esperienza di Ottoinforma, magazine della circoscrizione dove mi ero appassionato a fare il “giornalista” di quartiere”.

Una bellissima esperienza purtroppo rimasta senza memoria, il sito è scomparso cancellando storie e documenti. Per fortuna qualcosa nel mio account di posta è rimasto oltre al canale YouTube. Canale YouTube che non è stato eliminato forse perchè non sanno che esiste.

Ecco l’intervista, leggetela perché nell’ultima risposta c’è molta verità su questi tempi bui.

Il suono di una sola mano – intervista a Maddalena Rostagna coautrice del libro su Mauro Rostagno.

 “Credo che Mauro sarebbe felice di ritrovare nelle parole di sua figlia una traccia così naturale (non ideologica, voglio dire) di quello strettissimo nesso tra vita e politica, tra persona e società, che è l’eredità più forte – e di gran lunga la più rivoluzionaria – del sessantotto. Nel racconto di Maddalena è praticamente impossibile distinguere la politica e la storia dal dolore, dall’amore, dal volto delle persone, dalle loro voci, dalle loro mani. In questo senso il libro è – anche – una vittoria di Mauro, una delle tante.”

Dalla prefazione di Michele Serra al libro “Il suono di una sola mano” di Maddalena Rostagno e Andrea Gentile

Il 26 settembre 1988 Mauro Rostagno fu ucciso mentre tornava a casa, in Sicilia dalle parti di Trapani.  Tornava dal suo lavoro di giornalista che denunciava gli intrecci tra mafia e politica locale. Fu ucciso per questo, mentre tornava a casa dalla sua compagna e da sua figlia Maddalena.  Dopo anni in cui depistaggi, indagini sbagliate, omissioni hanno allontanato la verità e la giustizia si sta finalmente celebrando il processo, un processo di mafia. 

Mauro Rostagno è nato a Torino in una casa popolare nei pressi di corso Dante, Maddalena abita a poche centinaia di metri dalla casa dove nacque suo papà. Le storie di mafia non sono lontane, non sono solo al sud. 

Maddalena, se me lo consenti la prima domanda è la riflessione a caldo che ho fatto dopo aver letto il tuo libro: la storia di Mauro Rostagno potrebbe diventare un film. Un film sull’impegno civile e coraggioso di un giornalista e sulla vita unica e “allegra” come la definisce Michele Serra nella prefazione del tuo libro.  Nessuno ci ha pensato?

In questi anni mi sono arrivate un paio di sceneggiature, alcune avevano anche trovato il finanziamento (pubblico). Di Mauro contenevano il nome, la data di nascita e di morte e un sacco di “munnizza”. Un film su Mauro si farà quando qualcuno avrà il coraggio di raccontare la sua storia, senza farne un santino, ma neanche raccontando solo ed esclusivamente le “porcherie pruriginose” che si sono dette e scritte in questi anni. Dovrà essere una storia bella, come lo è stata la sua vita. Ci stiamo lavorando.

Della storia di Mauro il grande pubblico conosce poco, sulle prime pagine arrivò con i depistaggi e non con il processo, finalmente, in corso salvo rare eccezioni. Perché secondo te?

Perché Mauro non apparteneva a nessuno, era un uomo libero. Perché i “poteri” che l’hanno ucciso sono ancora lì. Perché è difficile farne una bandiera per una causa specifica.

Come nasce e perché “Il suono di una sola mano”?

Il libro nasce per diversi motivi, ma è soprattutto una richiesta di aiuto, di attenzione, una preghiera. Arrivare a un processo dopo ventitreanni e accorgersi di essere soli t’ingegna la creatività. E scriverlo durante il processo, con il dolore che ne consegue, le “freddezze” del sistema giuridico, o le “miserie” del genere umano, mi ha anche aiutata a ricordarmi il bello, il perché della sua scelta. Una scelta d’amore, per la vita, non solo la sua. Così mio padre scriveva prima che lo uccidessero:

“…agli uomini capita di mettere radici, e poi il tronco, i rami, le foglie… quando tira vento, i rami si possono spaccare, le foglie vengono strappate via: allora decidi di non rischiare, di non sfidare il vento. Ti poti, diventi un alberello tranquillo, pochi rami, poche foglie, appena l’indispensabile.
Oppure te ne fotti. Cresci e ti allarghi. Vivi. Rischi. Sfidi la mafia, che è una forma di contenimento, di mortificazione. La mafia ti umilia: calati junco che passa la piena, dicono da queste parti. Ecco, la mafia è negazione d’una parola un po’ borghese: la dignità dell’uomo.”

Depistaggi, omissioni, l’arresto di tua mamma. Adesso il processo che cerca verità e giustizia. Come lo stai vivendo? Quanto è vicina la verità?

Io e Chicca lo stiamo seguendo per Mauro, perché lui lo avrebbe voluto. Nei momenti di scoraggiamento mi faccio forza pensando che con l’ennesimo baule pieno di carte con cui ne usciremo, riusciremo a raccontare altri piccoli pezzetti di verità. Qualora non potesse/dovesse giungervi la verità processuale, si lavorerà su altri livelli.

(Ti ricordo che ho la possibilità di assistere, alternandomi con mia madre, a tutte le udienze che si svolgono a Trapani, solo ed esclusivamente grazie a donazioni che ci arrivano, da amici ma anche da sconosciuti, con l’indicazione di resistere e arrivare fino in fondo. E questo è un miracolo. Riempie di speranza, qualunque cosa succeda.)

Di quanti Mauro Rostagno ha bisogno questo paese?

Mauro era Mauro. Ognuno di noi è unico e irripetibile. Una qualità che aveva e che sarebbe bello fosse più diffusa era/è la generosità nel darsi, che troppo spesso stiamo vivendo/vedendo interpretata in altro modo, nell’esibizione di sé.  Che è altra cosa.

Grazie Maddalena. 

Di Augusto Montaruli

Per saperne di più sul libro:

http://www.saggiatore.it/argomenti/politica-attualita/978-88-428-1732-1/il-suono-di-una-sola-mano/

Per saperne di più sul processo, la pagina facebook:

https://www.facebook.com/groups/169068116473254/

Quando si umiliano il parlamento e la democrazia

Ci sono molti modi per umiliare democrazia e parlamento, Mauro Berruto (parlamentare del PD) lo racconta bene in questo messaggio che ho ricevuto. 
Non solo la Costituzione e le riforme che la destra al governo vuole mettere in atto. Non solo l’attacco alla magistratura con La Russa che vuole rivedere la Costituzione riformando i rapporti tra magistratura e stato. Non solo i diritti umani con gli andata e ritorno dall’Albania. Non solo la presidente Meloni che racconta il falso sui femminicidi. 
Adesso i giochetti nelle commissioni parlamentari evitando discussioni ed emendamenti.

Non siamo messi bene, proprio per niente, e Mauro Berruto lo racconta qui.




Voglio spiegare -non solo con un’agenzia- quanto successo ieri nella commissione bicamerale ‘infanzia e adolescenza’ di cui faccio parte. Dopo due anni di indagine conoscitiva su temi di enorme importanza (leggete il titolo nella foto, è sufficiente) e 32 audizioni convocate in orari impossibili, perché quasi sempre corrispondenti a impegni nelle commissioni permanenti, dopo mille richieste di cambiamento dei calendari (cosa mai impedisce di convocare una commissione alle 8.00 del mattino, per esempio?) il lavoro va chiuso con una relazione finale.
Questa relazione non è un semplice resoconto delle audizioni, ma un documento politico. Si deve scegliere di cosa lasciare traccia delle audizioni, si devono redarre conclusioni di indirizzo. Bene, dopo 2 anni di audizioni, dicevo, questo documento (60 pagine) arriva via email alle h. 11.12 di lunedì 25 novembre con convocazione per il voto alle h. 12.15 del giorno successivo.
Il mio gruppo chiede immediatamente alla presidente della commissione on. Michela Vittoria Brambilla, relatrice del documento, un ufficio di presidenza dove chiedere l’apertura formale di una discussione sul documento stesso, per risentire i nostri auditi, verificare le conclusioni, proporre emendamenti che su un tema così importante e sensibile meriterebbe un voto unanime.

Riassumo per punti che cosa è successo, da lì in poi.
1. ufficio di presidenza convocato ieri alle 13.15, con voto sul documento previsto alle 13.30
2. richiesta di apertura della fase emendativa per alcuni giorni bocciata e forzatura sul voto
3. apertura della discussione sul voto fra gli sbuffi e l’insofferenza di deputati e senatori della maggioranza che volevano procedere direttamente “senza perdere altro tempo”
4. accoglimento, così a parole, di alcune proposte emendative sulle conclusioni (detto tra noi, quasi nulla sul valore educativo e sociale dello sport, alla faccia dell’art 33 della Costituzione)
5. momenti imbarazzanti con pezzi di frasi scritte così a penna, su fogli che avrebbero potuto essere la carta della pizza e che sarebbero dovute diventare parte del testo
6. dichiarazioni della maggioranza che sollecitano le opposizioni a votare, perché “abbiamo già aspettato tutto questo tempo”
7. nessuna riscrittura del testo, solo un generico impegno a riscriverlo, ma ribadendo la necessità di votarlo immediatamente, così sulla fiducia.

Ovviamente non c’era nessuna deadline da rispettare, nessuna urgenza dettata da qualsiasi ragione. È stato proprio soltanto un atto di prepotenza.

Insomma, ecco le mie conclusioni: è INDEGNO, a maggior ragione rispetto all’importanza del tema, un metodo del genere. Indegno e irrispettoso. In quella relazione, grazie al lavoro degli auditi, ci sono tanti spunti condivisibili e che avrei voluto votare, ripeto, in modo unanime. Invece, insieme a tutti i commissari di opposizione, mi sono alzato, sono uscito dall’aula e non ho partecipato al voto. Per rispetto di me stesso, dell’istituzione che rappresento, degli auditi e soprattutto per quei bambini, per quelle bambini, per quegli e quelle adolescenti di cui questa commissione dovrebbe occuparsi.

Mi sono alzato e non ho partecipato al voto perché, fino a prova contraria, questo è il Parlamento.
Il luogo che la democrazia ha deciso di destinare alla discussione, al confronto, al dialogo, alla parola appunto.
Lo stiamo clamorosamente perdendo.

Gentile Montaruli

La scorsa settimana ho scritto alla presidente del consiglio comunale e della commissione toponomastica per chiedere informazioni su alcune intitolazioni. Lettera che potete leggere qui.

Avendo scritto alla presidente ed essendo la mia una questione più politica che amministrativa mi sarei aspettato una mail dalla presidente Grippo. Infatti scrivevo: “Veda, io sono convinto che intitolare una via o un luogo non sia una concessione bensì un atto politico e culturale che fa bene e qualifica l’amministrazione.”

Invece mi ha risposto un funzionario dell’ufficio toponomastica, massimo rispetto ci mancherebbe, che ha dimenticato di mettere in copia il presidente della circoscrizione anche se citato e responsabilizzato sui fatti. La lettera la potete leggere di seguito e in fondo la mia risposta.
Adesso aspettiamo il presidente della circoscrizione Miano.

Inoltre aggiungo che la via (il sedime) dedicata a Gianmaria Testa è aperta, frequentata da persone che si recano al secondo centro di biotecnologie o alla palestra Orange e da automobili che parcheggiano. Per quanto riguarda  la piscina dedicata a Mattia Aversa penso che volentieri molti aderirebbero ad una sottoscrizione pubblica accollandosi il costo della targa.

Nel frattempo mi hanno contattato per realizzare una serie tv su Netflix.


“Gentile sig. Montaruli,

su indicazione della Presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, siamo a fornirle aggiornamenti sullo stato delle pratiche oggetto dei suoi quesiti.

Per quanto concerne la targa del Circolo Garibaldi siamo a confermare che l’iter amministrativo possa considerarsi concluso sin dall’aprile 2018 con la successiva realizzazione della targa e della calendarizzazione della cerimonia per il giorno 13 dicembre 2018, rinviata a data da destinarsi su richiesta della Circoscrizione 8 per l’avvio di opere necessarie alla messa in sicurezza del circolo. Nel corso dell’anno 2022, a seguito di colloqui con il Presidente Miano, l’Ufficio Toponomastica ha provveduto alla consegna alla Circoscrizione 8 della targa commemorativa a suo tempo realizzata per l’intenzione manifestata di procedere in autonomia al posizionamento all’interno dei locali, cosa che non avrebbe contemplato il coinvolgimento dell’Amministrazione e che, tuttavia, evidentemente non è mai avvenuta. A oggi, se si intendesse calendarizzare lo scoprimento targa con posizionamento all’esterno, lato ingresso principale della sede, in via Pietro Giuria 56, così come da comunicazioni telefoniche da parte della Circoscrizione, si renderebbe necessario che la stessa Circoscrizione esplicitasse per iscritto la variazione per consentire la rettifica di Deliberazione di Giunta comunale.

Relativamente alle intitolazioni a Gianmaria Testa e a Mario Molinari, in zona Scalo Vallino, siamo in attesa di ricevere dalla Circoscrizione 8 la comunicazione di fine-lavori relativi al riassetto urbanistico dell’area dove entrambi i sedimi insistono. Solo subordinatamente al termine lavori potrà essere redatta la Deliberazione di Giunta comunale a cui seguirà l’iter autorizzativo necessario all’intitolazione.

Infine, in riferimento alla pratica della piscina Mattia Aversa, al momento, la mole di intitolazioni arretrate, dovuta all’elevato numero di approvazioni toponomastiche e agli oggettivi limiti di risorse umane e finanziarie disponibili, rende non ipotizzabile l’individuazione di un preciso periodo di calendarizzazione.

Con la speranza di averle fornito le delucidazioni attese restiamo a disposizione per eventuali ulteriori precisazioni che si rendessero necessarie.

L’occasione ci è gradita per rinnovarle saluti cordiali.

Ufficio Cerimoniale e Toponomastica”

Segue la firma


La mia risposta

Gentilissimo,
 
grazie per la risposta dettagliata che come può immaginare non può certo ritenersi esaustiva in mancanza almeno di una data di previsione di calendarizzazione delle cerimonie di intitolazione. 
 
Resto nel frattempo in attesa di un eventuale riscontro da parte del presidente Miano, citato ma non in copia al suo messaggio
 
Augurando buon lavoro saluto cordialmente
Augusto Montaruli
 
ps: essendo la lettera da me inviata aperta renderò pubblica la sua risposta
 

Il ministro Failatara

Testuali parole del ministro Valditara:

«Deve essere chiara a ogni nuovo venuto, a tutti coloro che vogliono vivere con noi, la portata della nostra Costituzione, che non ammette discriminazioni fondate sul sesso. Occorre non far finta di non vedere che l’incremento dei fenomeni di violenza sessuale è legato anche a forme di marginalità e di devianza in qualche modo discendenti da una immigrazione illegale»

Quindi secondo il ministro Valditara i femminicidi sono opera soprattutto di “stranieri”.

Ma i dati lo smentiscono, dal sito stop femminicidio risulta provato che l’assassino nel 75% dei casi è italiano.

 Viene naturale chiedersi se nel caso in cui un ministro che afferma il falso (dopo aver giurato sulla Costituzione) lo stesso è ancora degno di ricoprire il ruolo di ministro, per giunta dell’istruzione. 

Un ministro che afferma il falso su un tema drammatico. 

Lo chiameremo ministro Failatara.

 

 

 

Lettera aperta alla presidente Grippo

Gentilissima Presidente Grippo,

Sono Augusto Montaruli, già consigliere della circoscrizione 8, e mi permetto di disturbarla per avere un aggiornamento su alcune pratiche in capo alla commissione toponomastica di cui Lei è presidente.

Premetto, per correttezza e trasparenza, che questa è una lettera aperta e sarà diffusa sul mio sito e inviata in copia al presidente della circoscrizione 8 Massimiliano Miano.

Mi capita sovente che cittadine e cittadini mi chiedano notizie su alcune proposte che da consigliere presentai in passato.
In particolare mi chiedono lo stato dell’arte di alcune intitolazioni che proposi e che furono approvate in tutto l’iter previsto dai regolamenti comunali. Alcune di queste proposte ebbero anche un grande rilievo sulla testate giornalistiche: quella relativa all’intitolazione della via a Gianmaria Testa per esempio.

Mi spiace dirle che mi trovo in imbarazzo nel rispondere a queste richieste di informazioni. Certo potrei suggerire di scrivere a Lei, ma sapendo quanto è impegnata mi sembrerebbe di darle un aggravio di lavoro.

Però mi chiedo, cosa impedisce la posa della targa a ricordo del Circolo Garibaldi? La targa c’è da tempo; l’iter è stato tutto assolto: circoscrizione, commissione toponomastica e infine giunta comunale.

Allora cosa impedisce la posa della targa? Altre priorità? Si è persa la targa? 

Potrebbe anche essere plausibile lo smarrimento della targa, in fondo sono passati un pò di anni dal 2017 (anno in cui si svolse tutto l’iter formale).

Le sarei molto grato se, nei ritagli di tempo, trovasse un piccolo spazio per darmi una risposta.
Risposta che girerò a chi mi chiederà notizie.

Colgo l’occasione per chiederle anche lo stato dell’iter e qualche previsione sull’intitolazione della via a Gianmaria Testa e della piscina della Parri a Mattia Aversa.
C’è un mondo di appassionati ed estimatori nell’ambito della cultura e dello sport che sta aspettando. 

Veda, io sono convinto che intitolare una via o un luogo non sia una concessione bensì un atto politico e culturale che fa bene e qualifica l’amministrazione.

Certo di una sua risposta la saluto cordialmente e le auguro buon lavoro.

Augusto Montaruli