Augusto Montaruli

Luci d’artista e partecipazione, a Ruvo di Puglia fanno così

Ruvo

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Ruvo di Puglia è uno dei miei luoghi del cuore, quello dell’infanzia e dell’adolescenza. Una cittadina di 25.000 abitanti, bellissima: una storia importante che risale alla Magna Grecia e un museo nazionale (lo Jatta) che la racconta, una delle più belle cattedrali romaniche, la pinacoteca Cantatore e molto altro ancora oltre alla squisitezza del cibo e la simpatia degli abitanti. Inoltre è in una posizione felice, in poco tempo si arriva a Bari, a Matera, a Trani e al Castel del Monte. E da Ruvo si vede il mare e si sente il suo profumo.

Le Luci e la partecipazione

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Un luogo del cuore, dicevo, che da lontano seguo attraverso i social e i contatti che ho mantenuto e che mi hanno fatto scoprire una bellissima iniziativa: Luci e suoni d’artista (http://www.luciesuonidartista.it/ ). Incuriosito ho cercato immagini e letto commenti e articoli, ma per saperne di più ho preso il telefono e ho chiamato l’assessora alla cultura Monica Filograno che gentilissima e appassionata mi ha raccontato…

Luci e suoni d’artista nasce tre anni fa in risposta ad un avviso pubblico della Regione Puglia che aveva lo scopo di stimolare iniziative di valorizzazione turistica. Quel progetto con un budget limitato viene realizzato in forma partecipata attraverso laboratori che coinvolgono cittadinanza, associazioni del terzo settore e artisti che realizzano le prime opere luminarie dedicate al Natale. Negli anni successivi cresce la partecipazione e la realizzazione delle opere fino a contarne centinaia che riempiono il paese di luci e creatività. Una fatica felice, quella che mi racconta l’assessora, realizzata con un budget limitato: l’edizione 2018 è costata 75.000 euro di cui 45 lo stanziato dal comune e 20 dalla regione. La Maraviglia, così è stata chiamata l’edizione 2018. E’ Maraviglia è. Maraviglia di colori e di luci e Maraviglia di persone che da spettatori passivi diventano protagonisti di una storia.

A Torino invece…

Torino non è Ruvo e han deciso di portare le luci d’artista, alcune, in periferia stravolgendo il progetto originario e tentando di dare lustro (?) alle periferie. Come dire sappiamo che esistete e per dimostrarlo vi portiamo le luci che stavano in centro. Coinvolgimento della cittadinanza e delle realtà locali nullo. Maraviglia nessuna. Fossi l’assessora Leon una telefonata alla collega Monica Filograno la farei, ma nel caso l’assessora fosse presa da troppi impegni e non avesse tempo per una telefonata vedremo in circoscrizione cosa potremmo inventarci, sappiamo chi coinvolgere. Un’idea per una prima sperimentazione già mi è venuta. 

Buon Natale e appena potete andare a Ruvo di Puglia e speditemi una cartolina.


Per saperne di più:

Comunicato stampa edizione 2018 – Sito Luci e suoni d’artista – Sito del comune  – Ruvo di Puglia su wikipedia

Cari presidenti e cari consiglieri, le commissioni di quartiere vanno ripensate

Questa è la lettera aperta che ho inviato ai presidenti delle circoscrizioni e a tutti i consiglieri cui ho allegato proposta di riforma delle commissioni di quartiere. Essendo aperta la rendo pubblica così come è pubblica la proposta di riforma che poterete consultare o scaricare qui

Ai Presidenti delle Circoscrizioni

Ai consiglieri di Circoscrizione

Oggetto: Proposta di riforma del regolamento del decentramento relativamente ai capitoli che disciplinano le commissioni di quartiere

Cari presidenti e cari consiglieri dopo due anni dalla nomina a presidente delle commissioni di quartiere, nello specifico San Salvario e Borgo Po Cavoretto, ho riflettuto sul ruolo e mi sono confrontato con altri presidenti di quartiere in merito al funzionamento e all’efficacia di quello che dovrebbe essere lo strumento principale di partecipazione dei cittadini alla vita politica e amministrativa.

E’ evidente, credo a tutti, che non stanno producendo quella partecipazione che ci si attendeva, o almeno che la precedente amministrazione sperava.

Contrapposizione tra centro e periferia, mancanza di obiettivi chiari, di supporto tecnico amministrativo e la poca rilevanza della commissione stessa e quindi dei cittadini che ne fanno parte oltre ad una scarsissima partecipazione (sicuramente nelle commissioni che mi riguardano) hanno di fatto decretato il fallimento dello strumento.

Proprio perché credo nella partecipazione attiva dei cittadini vi propongo una bozza di riforma delle commissioni di quartiere perché sia discussa e proposta come delibera di riforma.

Il fallimento di questo strumento, le commissioni di quartiere, andrebbe a creare un ulteriore distacco tra istituzione e cittadino. Non credo che ce lo si possa permettere.

Vi prego di considerare la mia proposta e di inoltrarla a tutti i consiglieri e se ritenete al Presidente del consiglio comunale e a tutti i consiglieri del comune di Torino.

Renderò aperta questa lettera pubblicandola sul mio sito.

Resto a disposizione per tutte le informazioni e le iniziative che vorreste attivare.

Un cordiale saluto

Augusto Montaruli

Questo post è stato pubblicato nella rubrica “Punti di vista” su nuovasocieta.it 

La demagogia del t(c)avolo

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La giunta Appendino ha annunciato nei giorni scorsi il “Tavolo di progettazione civica per sostenere la partecipazione e l’inclusione”. Così dall’oggi al domani. Così, nel senso che nessuno ne sapeva niente. Almeno dalle nostre parti che sarebbero le circoscrizioni e le commissioni di quartiere. Così, nel senso che quanto previsto dal dencentramento non è preso in considerazione. Così, nel senso che un’amministrazione che faccia meno demagogia, poi vi dico, dovrebbe fare in modo che le istituzioni decentrate, quelle più vicino ai citati e stracitati comitati quartieri cittadini ecc ecc possano lavorare ed essere istituzionalmente credibili nei confronti dei cittadini comitati ecc ecc.

Non è così, purtroppo. La città, nel senso della giunta, va per conto suo. Oltre ai tagli al bilancio, pesantissimi, si aggiunge la beffa, forse più pesante. Non esistiamo, a meno che non reggiamo la coda. E pensare che una mano la daremmo volentieri, perché  “la coprogettazione come metodo per assumere e realizzare le decisioni” l’abbiamo già praticata. E non a parole o facendo atterrare orti urbani che hanno bisogno di qualcuno mandato a bagnare le piante.

Ricordo comunque che la precedente giunta aveva realizzato il bilancio partecipato, uno stanziamento economico importante le cui finalità venivano decise dai cittadini. Aveva iniziato la circoscrizione 7 seguita dalla 1. Toccherebbe a noi della 8, nel 2017. Sì, certo. Forse. Nel 2018. Sarà per la rima.

E comunque va bene tutto, è chiaro che non amano le circoscrizioni. Lo dicano, facciano una riforma che cancelli o limiti, da statuto e regolamento, le competenze delle circoscrizioni. Ci sta, hanno la maggioranza assoluta per poterlo fare. 

Onestà (intellettuale) onestà (intellettuale) onestà (intellettuale).

Io cosa posso dirvi? Giovedì prossimo andrò in mattinata a prendere le chiavi della sala consiliare di via Campana perché in serata è stata convocata la commissione di quartiere. Giusto per fare un po’ di democrazia partecipata. Magari se qualcuno porta una chitarra…

Ecco il comunicato stampa della giunta

NASCE IL TAVOLO DI PROGETTAZIONE CIVICA PER SOSTENERE LA PARTECIPAZIONE E L’INCLUSIONE

Nasce il tavolo di coordinamento interassessorile “Progettazione civica”, che opererà come punto di raccordo tra le istanze dei cittadini (dei comitati, delle associazioni, …), gli uffici comunali e l’Amministrazione civica.
Obiettivo del tavolo è coordinare e supportare, mettere a sistema e rendere strutturali tutte le azioni e gli strumenti che la Città ha finora sperimentato e sperimenterà nel campo della progettazione civica, allo scopo di rafforzare l’azione dell’Amministrazione nel sostegno alla partecipazione attiva dei cittadini. Una progettazione civica condivisa e democratica, efficace ed efficiente, con particolare attenzione alla cultura, all’ambiente, all’economia, alla cura del territorio.
Tra le prime nuove attività del tavolo, l’accompagnamento dei progetti sui nuovi spazi collaborativi e di rigenerazione urbana: prevede, infatti, un il coinvolgimento di tutti gli assessorati, lavorerà in stretto contatto con i quartieri e con tutti i settori del Comune per essere un punto di raccolta di dati, competenze e strumenti partecipativi; costruirà un database di buone pratiche e soluzioni di successo replicabili, individuate dalla comunità locale o da altre realtà e individuerà anche tempi e modalità per l’elaborazione di progetti specifici per le istanze di cittadini e associazioni. Potrà anche elaborare programmi, percorsi, metodologie sperimentali tesi a favorire la partecipazione per trovare nuove risposte e semplificare la burocrazia.
Il tavolo sarà un punto strategico per tutto ciò che riguarda la co-progettazione cittadina e il referente per la Giunta sarà l’assessore all’Ambiente, mentre il coordinamento tecnico è affidato al suo staff.
Commenta l’assessore Alberto Unia: “Il tavolo di Progettazione civica rappresenta un segno di un cambiamento di mentalità che va verso i cittadini a supporto di una cooperazione facilitata con l’Amministrazione nella scelta di soluzioni volte al miglioramento della città, per fare di Torino una città aperta e fondata sulla rigenerazione continua del senso civico, rafforzando la coprogettazione come metodo per assumere e realizzare le decisioni del governo cittadino”.