Augusto Montaruli

Se non mi rispondi, t’interpello

Ci ho provato, ma non ho ricevuto nessuna riposta. Avevo scritto una mail aperta lo scorso ottobre alla sindaca chiedendo chiarimenti sul Reparto Informativo Minoranze Etniche, ma non avendo ricevuto risposta mi trovo mio malgrado costretto a protocollare un’interpellanza. 

L’interpellanza prevede per regolamento una risposta entra trenta giorni dalla sua approvazione. 

Proviamo così, per me questa è una battaglia di civiltà.

Ecco il testo dell’interpellanza


Torino, data del protocollo

Interpellanza ex art. 45: REPARTO INFORMATIVO MINORANZE ETNICHE

PREMESSA

I vigili urbani della città di Torino sono ora strutturati in reparti abbandonano la precedente organizzazione per nuclei. Uno di questi, l’ex nucleo nomadi, ora è denominato “reparto informativo minoranze etniche”. In questa nuova denominazione ci sono due termini, “informativo “ e “minoranze etniche”, che crediamo richiedano un chiarimento

PERTANTO INTERPELLIAMO

La sindaca Chiara Appendino, che ha anche in carico la delega sulla sicurezza per richiedere:

  1. Se esiste un registro delle minoranze etniche presenti in città
  2. Cosa si intende per informativo, cioè se vengono effettuate indagine sulle minoranze etniche presenti in città
  3. Se esistono criteri che definiscono una persona residente o dimorante in città minoranza etnica, e cioè: la lingua, le abitudini, la dimora, la provenienza, le caratteristiche fisiche e antropologiche
  4. Infine, se non ritiene che a ottantadue anni dalla promulgazione delle leggi razziali in Italia, quantomeno inopportuna la denominazione “Reparto Informativo Minoranze Etniche”

Primo firmatario: Augusto Montaruli capogruppo LeU

Lettera ad una bimba rom

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Cara bimba,

Mi dispiace ma non ci sono riuscito. Mi sembrava una proposta dettata dal buonsenso quella di richiedere delle piccole aree attrezzate dedicate a voi, con l’elettricità e i servizi igienici.

Non ci sono riuscito.

Per ora.

Purtroppo siete un argomento tabù, persone da evitare, di cui non parlare se non male. Eppure mi ero informato, confrontato con chi vi conosce bene e vi rappresenta che mi hanno confermato che al momento quella delle aree attrezzate è l’unica soluzione possibile per voi che viaggiate o che sostate per poi decidere se fermarvi.

Ma è colpa mia, lo so.

E’ colpa mia perché dovevo immaginare che le mie proposte partono sempre da due o tre voti contrari, che fanno discutere e se si discute alcuni vanno via (che perdita di tempo), perché “abbiamo altro cui pensare…”.

Io provo ad insistere, ma sai quale è il problema vero? Non votate. Così come non votano gli immigrati e i senza fissa dimora. Quindi siete un disturbo e basta.
Sempre ieri per esempio è passato all’unanimità il mio ordine del giorno sulla chiusura dell’ufficio postale di corso Moncalieri. Lì votano. Pensa che mi hanno proposto di aggiungere una frase perché tutti lo potessero firmare. Lì votano.
Voi non votate e siete ai margini, vi sgombrano (le ruspe sono nell’anima di certe persone) e voi girate a vuoto. Date fastidio. E va bene così, perché continuare a dare fastidio fa comodo ai ruspa nell’animo e procura voti.
Trovare soluzioni evidentemente rende meno.

Mi dispiace, scusami.

Ci riprovo, ma non farti illusioni. Salutami la bimba della casa di pietra.

Augusto

ROM: Il vescovo e l’ordine del giorno

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“Alla mia famiglia basterebbe un pezzo di terra dove mettere la mia roulotte e dove magari si possa coltivare”, a riportare questa richiesta è l’arcivescovo Nosiglia in un un’intervista rilasciata alla stampa ieri, il 26 di settembre. Nell’intervista (potete leggerla qui) sollecita le istituzioni, quindi anche la chiesa da lui rappresentata, ad agire per trovare una soluzione che vada oltre il degrado dei campi.
L’intervista arriva proprio mentre sto per fare protocollare un ordine del giorno sulla questione rom e nomadi. Un ordine del giorno, la cui bozza avevo condiviso con un rappresentate di un’associazione rom, che spero, ma non ne sono certo, venga approvato in consiglio. E spero anche venga riproposto in consiglio comunale.
E’ un ordine del giorno scritto sull’onda delle proteste per le soste di molti camper nel nostro territorio e dopo gli incontri con i vigili urbani che si occupano della questione.
E’ un ordine del giorno che propone semplicemente delle aree attrezzate di sosta, anche videosorvegliate per la sicurezza degli ospiti e la tranquillità dei vicini.
Io sono convinto che per tutti i problemi ci siano soluzioni, basta avere il coraggio di attuarle.

Di seguito il testo dell’ordine del giorno:


ORDINE DEL GIORNO: MICRO AREE DI SOSTA ATTREZZATE IN CITTA’ PER ROM SINTI E CAMMINANTI

PREMESSA

E’ ormai qualche mese che sui giornali e sui social si scrive e si parla degli accampamenti di persone in città, presumibilmente rom o sinti e camminanti, in città. La chiusura dei campi abusivi non ha risolto la necessità delle popolazioni nomadi di trovare un luogo dove “accamparsi” e questo costringe gli stessi a sostare in luoghi non idonei e spesso di pubblico utilizzo come i parchi cittadini o i parcheggi normalmente riservati alle auto. Lo stesso codice della strada non prevede il divieto di parcheggio per i camper (che risultano perfettamente in regola come da controlli dei vigili urbani), ma solo il divieto di emettere fumi. 
Il sostare di queste popolazioni provoca aspetti deleteri da diversi punti di vista, ne soffre il decoro urbano e si acuiscono le tensioni sociali e i pregiudizi su quelle popolazioni.

Noi crediamo che l’amministrazione, a livello locale, regionale e statale, debba mettere in campo soluzioni e risorse rivolte all’integrazione e all’accoglienza di queste popolazioni tenendo conto che in parte si tratta di cittadini italiani e le stime rilevate da associazioni e ministero interni non rilevano grandi numeri. Rom sinti e camminanti sarebbero in tutta Italia dai 130.000 ai 170.00.

Noi crediamo che non si possa agire con ordinanze che si limitano a vietare la sosta in determinati luoghi, in quanto questo (il metodo ordinanza) sposta il problema da una zona della città ad un’altra e non lo risolve. Occorre invece che, come fatto in passato e come si sta facendo in altri contesti geografici (Emilia Romagna per esempio), si individuino e si allestiscano aree soste attrezzate, non di grandi dimensioni, provviste anche di servizi igienici ed eventualmente anche di videosorveglienza per la sicurezza degli ospiti e la tranquillità dei “vicini”.

Le aree attrezzate potrebbero anche essere autogestite e/o curate da associazioni che possano fare mediazione culturale con le popolazioni rom e sinti al fine di favorire l’accoglienza, la scolarizzazione dei minori ed un eventuale passaggio ad una soluzione abitativa stanziale.

Le aree attrezzate dovranno essere individuate con il contributo delle circoscrizioni e delle associazioni del territorio che dovranno anche interagire con gli abitanti al fine di prevenire eventuali conflitti.



RICORDIAMO

Che la Costituzione tutela le minoranze linguistiche e religiose.

CHIEDIAMO QUINDI

Alla sindaca Chiara Appendino, all’assessora alle politiche sociali e vice sindaca Sonia Schellino e all’assessore Marco Giusta che coordina le politiche per la multiculturalità e integrazione dei “nuovi cittadini” di

1) fare propria la proposta in premessa;

2) di ricercare (bandi europei o ministeri) e stanziare i fondi necessari;

3) di attivarsi con le circoscrizioni al fine di realizzarla con l’urgenza che il tema richiede.