Augusto Montaruli

Promemoria per la Presidente del Consiglio comunale

Gentile Presidente,

Mi permetto di disturbare per inviarLe un promemoria: il prossimo 30 marzo saranno trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Gianmaria Testa. 

Il promemoria è anche un, come dire, suggerimento per farle fare bella figura.

Pensi che bello sarebbe ricordare Gianmaria Testa con la ormai mitica targa sulla via a lui dedicata. 

Ne parlerebbero persino a Parigi.

Cordialità 

Augusto Montaruli

Ps. Il dieci di dicembre saranno trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Mattia Aversa. E per tacer del Garibaldi che ho perso il conto.

I precedenti qui

 

 

Strumentalizzare è indegno

strumentaliżżare v. tr. [der. di strumentale]. – 1. Servirsi di qualcuno o di qualcosa, o anche di un evento, di un fatto, di una situazione, esclusivamente come mezzo per conseguire un proprio particolare fine, non dichiarato ed estraneo al carattere intrinseco di ciò di cui ci si serve

Da Enciclopedia Treccani


Strumentalizzare è ciò che fanno Giorgia Meloni e Matteo Salvini, Tajani deve ancora capire cosa è successo e Crosetto è a Dubai, per utilizzare la questione della “famiglia nel bosco” per sostenere la campagna del Sì al referendum.

Se invece non è strumentalizzazione allora mi aspetto che dopo il referendum il governo abolirà le vaccinazioni obbligatorie e la scuola dell’obbligo.

Perchè cari Meloni e Salvini i giudici applicano la legge e non le vostre paturnie referendarie.

Tu chiamalo se vuoi quesito…

Questo è il testo che troveremo sulla scheda del referendum del 22 e 23 marzo:

«Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?».

Fonte 

Sono sette (7) articoli della Costituzione. 

Non è una domanda secca: contrario o favorevole al divorzio o all’aborto per fare un esempio concreto di scelta popolare.

Sono sette articoli che riguardano un pezzo di ordinamento dello stato e che richiedono studio e approfondimento.

Non credo che siano molti gli elettori che hanno approfondito consultando un esperto, studiando o seguendo dibattiti.

Inoltre non sappiamo come saranno attuati gli articoli e quindi ci mancano elementi fondamentali per esprimere un giudizio consapevole e compiuto.

Diverso sarebbe stato se in parlamento si fosse arrivati ad un Compromesso (volutamente con la C maiuscola): cioè un accordo tra le differenti posizioni per arrivare ad una riforma il più possibile condivisa.
O almeno discussa in parlamento, cosa che non è avvenuta. 

Quindi il governo lascia a noi elettori quel ruolo, in un caso così delicato e tecnico, e cioè la scelta di approvare o respingere una modifica costituzionale così importante e complessa. 

Probabilmente per molti sarà un voto dettato dalla simpatia politica, da storie personali, dall’arrabbiatura per una multa per divieto di sosta e peggio ancora da fake news che abbondano.

Anche per questi motivi voterò NO.

Qui il testo della legge di riforma costituzionale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30-10-2025

 

Delegittimare

Delegittimare v. tr. [der. di legittimo, col pref. de-] (io delegìttimo, ecc.). – [rendere non legittimo, cioè non valido e, estens., inaccettabile o ingiustificabile] ≈ esautorare, squalificare. ‖ destabilizzare. ↔ legittimare.


A corredo della campagna per il Sì al referendum della giustizia da parte di alcuni, Fratelli d’Italia e Lega in testa, c’è una comunicazione che tende a minare la fiducia nella magistratura.

Si associano sentenze che non piacciono alla riforma costituzionale, come se dopo la separazione delle carriere quelle sentenze non ci saranno più. Come se un sorteggio, come una bacchetta magica, risolvesse tutto.

Falso. E ignobile. 

Le sentenze si emettono sulla base di una legge, la legge la promulga il parlamento. Il parlamento ha una maggioranza chiara e forte.

La magistratura applica la legge. 

Quella campagna ignobile alimenta la già scarsa fiducia nelle istituzioni. 

Quella campagna fa crescere la sfiducia nelle istituzioni, non solo nella magistratura.

E questo è grave e non basterà una Meloni in versione Maria Antonietta a promettere un maritozzo.

Leggete questa perla di Salvini per capire il livello della campagna per il Sì:

Mentre i soliti professionisti del “NO”, tra sinistri che sanno solo criticare e “disagiati” che provano a sabotare ferrovie e cantieri e cercano di fermare il Paese, noi rispondiamo con i fatti. Stiamo mostrando al mondo intero un’immagine bellissima: efficienza, orgoglio e grandi opere.

Avanti con l’Italia dei SÌ!

Qualcuno del Sì mi dica cosa centra con il referendum sulla separazione delle carriere e se non si vergognano della compagnia. Qualcuno del Sì rifletta sulla china pericolosa che stiamo percorrendo. Questo è solo l’antipasto, a pranzo avremo il premierato e per dolce l’autonomia differenziata. E non basterà un Fernet per digerire il tutto.

Stanno progettando un altro paese non solo la magistratura.

 

Sette domande a quelli del Sì

Mi rivolgo a quelli per il Sì, sette domande che mi piacerebbe avessero una risposta,  Pacatamente. Persino con affetto. Eccole.


1) Il metodo

Non pensate che il metodo con il quale è stata approvata, senza dibattito in parlamento e senza la ricerca di un compromesso (con la C maiuscola),  la riforma sia lontana da una cultura democratica e riformista?

E il metodo infine non mortifica il parlamento?

2) Le correnti

Come fate a dichiarare che il sorteggio elimina le correnti all’interno del CSM?

Per esempio: il sorteggio potrebbe estrarre tutti i componenti di una sola corrente oppure metà di una e metà di un’altra?

Questo è un mistero molto buffo, non trovate?

Sarà mica pilotato? Il dubbio è lecito, non trovate?

3) L’attuazione

Al momento non sappiamo come sarà applicata la riforma, non pensate che la mancanza di  trasparenza renda il voto privo di un’informazione fondamentale per giudicare appieno la riforma?

4) La certezza della pena o della giustizia?

Alcuni di voi affermano che la riforma garantirà la certezza della pena (vedi Minniti).

1) Quali basi tecniche e giuridiche vi danno questa convinzione?

2) non pensate che, soprattutto a sinistra, si dovrebbe avere a cuore la certezza della giustizia invece della pena? Non vorrei che sinistra stia per l’altro significato della parola.

5) I costi

Stimano che questa riforma comporterà un aumento di spesa per la gestione dei CSM in settanta milioni di euro anno tra rimborsi spese, gestione amministrativa, uffici e diarie.

Non pensate che quei settanta milioni potrebbero invece essere destinati allo snellimento delle pratiche in modo da rendere più veloce l’iter dei processi?

6) L’accordo

Come sapete questa riforma è stata dedicata a Berlusconi, quindi targata Forza Italia.

Sapete anche che a Giorgia Meloni preme, scusate il gioco di parole, il premierato, targato FDL.

A Salvini preme l’autonomia differenziata, targata Lega.

Non pensate che se passa questo referendum replicheranno il metodo anche per le altre riforme?

E questo mi porta all’ultima domanda.

7) La Costituzione del 1948

La Costituzione che si sta tentando di riformare fu un capolavoro di sintesi e di Compromesso tra forze politiche di orientamento culturale ed ideologico decisamente differenti. Cosa che in questo caso non è avvenuta anzi è stata volutamente evitata.

Non pensate che i Padri e le Madri costituenti si stiano rivoltando nella tomba?

La tessera ANPI e Noi Donne

Sul sito Noi Donne, a firma di Monica Lanfranco, è stato pubblicato un articolo sulla scelta di dedicare la tessera ANPI 2026 alle donne in occasione dell’ottantesimo dal primo loro voto.

In particolare l’articolo è estremamente critico sull’immagine della tessera ed in particolare su una donna che indossa il velo.

Riporto parzialmente:

“…Peccato che tra le cinque donne di diverse età, tra le quali una anziana in primo piano che consegna la sua scheda nell’urna ci sia una islamica in ‘modesto’ hijab. Evidentemente nel nome dell’inclusione, concetto scivoloso e abusato oggi a sinistra che si traduce qui nell’assunzione dell’islamismo politico fondamentalista, che impone alle donne la copertura del corpo. Peggio mi sento se, per identificare una donna di origini non italiane e non europee, la si riduce ad una presunta e maggioritaria identità religiosa. Possibile che per la storica associazione partigiana, della quale ho avuto convintamente la tessera per anni e con la quale mi sono spesso incontrata per tenere viva la memoria di Lidia Menapace, la risposta al razzismo, al suprematismo e alla discriminazione della destra verso chi migra sia l’assenza di critica all’integralismo e l’adozione del relativismo culturale?…”

La tessera per chi non l’avesse vista è qui:

L’articolo per intero è qui: https://www.noidonne.org/articoli/perch-laanpi-riduce-le-donne-musulmane-al-velo.php 

Detto questo, a me sembra che qua il fondamentalismo e l’Iran non centrino proprio nulla. La grafica può piacere o non piacere ma l’intento è rappresentare l’universo femminile: anziana, bionda, nera e anche islamica.

Ma santo cielo, saranno libere le donne di indossare o meno il velo? Devono chiedere il permesso? E a chi? 

Passeggiando per Torino vedo ragazze con minigonna o jeans attillati con il velo.  Non viene il dubbio che quel velo, se sono libere di indossarlo, è anche legame e appartenenza? Ma chi siamo noi (o loro) per giudicare? Da quale pulpito? 

Suad Omar (@SuadOmarSE) • Facebook

E comunque se l’autrice dell’articolo vuole le posso presentare la mia amica Suad Omar che indossa il velo ma, nonostante o con, battaglie per i diritti ne ha fatte più di mille. Anche per le coraggiose donne iraniane. E anche per l’autrice dell’articolo. E che palle!

Meno puzza al naso e preconcetti please.