Augusto Montaruli

Irreperibili: una battaglia vinta!

Ne avevo sentite di tutti i colori. L’assessora alle politiche sociali: la sanzione ai senza fissa dimora è educativa!; la consigliera cinque stelle: prima c’era il governo giallo-verde e non si poteva, adesso quello giallo-rosso e forse lo faranno!… 

Hanno respinto una mozione in consiglio comunale perché non era corretto che la carta di identità gravasse sui costi del comune! (5.000 euro mal contati?).

Intanto il giustiziere della notte dei senza fissa dimora continuava a sgomberare chi dormiva sotto i portici.

Nel frattempo si andava avanti a sostenere questa battaglia con i metodi della politica, quelli giusti, rivolgendosi cioè a chi ci rappresenta in parlamento. 

In parlamento Federico Fornaro (capogruppo LeU) interroga la ministra dell’interno Lamorgese sulla questione e riceve la risposta che aspettavamo: nessun costo e nessuna sanzione, partirà circolare.

Oggi è arrivata la circolare (bellissima!) alle prefetture ed ai comuni di tutta Italia.

L’assessora ai servizi sociali la può leggere, leggere è educativo!

La circolare

L’ordine del giorno sul tema

L’intervista a suor Cristina

 

Mia cara amica

Ma documenti non ce ne sono e neanche qualcuno che dica niente, 

solo la gente che tira e che spinge attorno ai garofani e alle gardenie. 

Documenti non ce ne sono e quasi più niente da documentare, 

solo che un giorno di luna d’inverno tutta la piazza ha voluto il suo fiore. 


Mia cara amica,

Ti scrivo per aggiornarti, si fa per dire, sulla questione irreperibili. 

In consiglio comunale la non discussione sta diventando ormai una specie di farsa, da mesi la mozione firmata da Mimmo Carretta è messa all’ordine del giorno dei lavori senza essere discussa. Ci sono sempre questioni più urgenti da affrontare e gli interventi dei consiglieri allungano i tempi e gli irreperibili sono costantemente rimandati alla prossima seduta. 

E’ trascorso un anno da quando ne abbiamo parlato, intanto la mozione veniva approvata in circoscrizione e poi portata in consiglio comunale: due commissioni e poi l’attesa. 

Ogni maledetto lunedì, che ormai non è felice nemmeno per i barbieri, mi collego e ascolto la diretta del consiglio comunale fino alle 19 quando la seduta si scioglie, puntualmente, senza affrontare il tema che ti (ci) sta a cuore.

Ma c’è una grande novità, canterebbe Lucio Dalla.

Un manipolo di coraggiosi consiglieri (Imbesi, Curatella, Magliano, Sganga, Chessa) con grande coraggio e spirito di servizio, andando oltre gli steccati che li dividono in sala rossa, ha deciso di affrontare la questione.

Petto in fuori e lancia in resta.

La loro mozione, faccio copia e incolla per riportare fedelmente questo atto di puro eroismo politico, invita la Sindaca e la Giunta a farsi parte attiva con il Governo e il Parlamento al fine di modificare nel più breve tempo possibile la Legge con l’obiettivo di eliminare la sanzione prevista dalla Legge per i cittadini più fragili.

Boom!

Come vedi l’ammuina non la facevano solo sulle navi dei Borboni. 

Ma cosa vuoi che ti dica, mentre voi ripartite con il servizio docce e le colazioni “per i cittadini più Fragili” la sindaca e la giunta, minuscolo, partirebbero lancia in resta, novelli Brancaleone, e andrebbero dal governo e dal parlamento a perorare la causa dei cittadini più Fragili, maiuscolo.

RiBoom!

Tutto questo per poche migliaia di euro di mancati introiti.

Stiano sereni e tranquilli, non disturbateli. Anzi non disturbatevi, qualche deputato lo conosciamo anche noi poveri mortali. Continuate a fare l’ammuina, che vi riesce bene.

Volevano aprire il Parlamento, maiuscolo, come una scatola di tonno, manco il consiglio comunale… ma si sa che dentro una scatola di tonno tutto sommato si sta bene. 

Ci sente al caldo, protetti, massaggiati dall’olio che fa bene alla pelle e se la scatola è abbastanza grande puoi anche ospitare qualche consigliere di opposizione.

Per niente fragili, loro, come dice la canzone.

Un abbraccio e grazie per quello che fate tutti i giorni, anche il lunedì

Augusto

ps: io comunque lunedì prossimo mi collegherò, ormai è una dipendenza e dovrò poi in qualche modo uscirne, ma come direbbe Totò: voglio proprio vedere come andrà a finire. 



Gli irreperibili e l’anagrafe

Non lo sapevo fino a pochi giorni fa che esistesseIMG-9414 la condizione di irreperibilità. Irreperibili sono coloro che vengono cancellati dall’anagrafe dopo un paio di accertamenti. Essere irreperibili vuol dire essere privi di documenti validi, sconosciuti, invisibili.
Vi racconto una storia, per esemplificare, così come mi è stata raccontata da chi è sul fronte dell’aiuto alle persone fragili. 

“Un nostro Amico senza dimora si è presentato al Servizio Sociale territoriale nella Circoscrizione di residenza prima di lasciare la casa dove viveva.

Intendeva chiedere aiuto nella sua situazione di totale precarietà: ha perso il lavoro, ha perso la casa e la residenza, ha perso la carta d’identità, ha in mano solo la denuncia di smarrimento.

Il Servizio territoriale lo ha inviato al “Servizio Adulti in difficoltà”, servizio sociale centrale per chi non ha più dimora (ora ha una denominazione più articolata, centrata sulla parola “fragilità”).

Lì gli è stato detto che non vengono presi in carico gli “irreperibili”. Solo quando la persona esce dalla condizione di “irreperibilità” pagando la sanzione di più di 40 euro (47, ora pare scesa a 42), può fare richiesta di residenza fittizia in via Casa Comunale.

Quindi con modalità e soluzioni proprie, la persona senza dimora deve procurarsi il denaro per la sanzione, per le foto e per la carta d’identità (se chiede quella elettronica siamo sui 23 euro, se invece chiede l’urgenza della versione cartacea, con forti limitazioni, la spesa è tra i 10 – 15 euro). Per chi non più un centesimo in tasca, queste sono cifre importanti. In più la persona non verrà presa in carico prima della risposta effettiva alla richiesta di residenza fittizia, con tempi anche di mesi.

Ecco una delle situazioni che più volte abbiamo già affrontato. Noi chiediamo sempre la certezza del passaggio ai Servizi Sociali. Se la persona ci sa dire con chi ha parlato, comunichiamo direttamente con l’operatore per verificare lo stato delle cose. Se poi non sono “possibili” interventi da parte dell’ente pubblico, come in questo caso, interveniamo sostenendo la persona nelle spese. Avere il proprio documento di identità è una reale necessita. Non averlo nega diritti oltre che doveri.”

Ecco questo è il racconto, copiato e incollato. Non ho aggiunto niente.

Un racconto che mi spinge, anche moralmente, soprattutto moralmente, a chiedere con un ordine del giorno che la reiscrizione all’anagrafe e la carta di identità sia gratuita e che abbia un canale privilegiato che accorci i tempi.
Anche se non sono VIP (very important person). Sono persone fragili e abbiamo il dovere di renderle meno fragili.

Non aggiungo altro perché se dovessi aggiungere vorrebbe dire che siamo messi peggio di quanto stiamo. E sarebbe drammatico.

Di seguito l’odine del giorno rivolto alla sindaca e agli assessori competenti.


Torino, data del protocollo

ORDINE DEL GIORNO: CONDIZIONE DI IRREPERIBILITÀ’ E COSTI

PREMESSA

A fronte di accertamenti all’ultimo domicilio di residenza e constata la non reperibilità si può essere cancellati dall’anagrafe cittadina. Questo capita soprattutto a persone con fragilità economica, psichica, familiare e a migranti. La cancellazione porta alla condizione di irreperibili, i documenti non sono più validi e si è privi di assistenza. Di fatto invisibili.
La reiscrizione comporta il pagamento di un costo oltre i 40 euro e in alcuni casi, per smarrimento per esempio, il rifacimento della carta di identità che comporta un ulteriore costo e lunghe attese.

PERTANTO

Ritenendo superfluo ricordare la storia sociale di questa città, ma segnalando solo l’urgenza di correggere questa anomalia ingiusta adeguandosi a quanto altri comuni hanno già deliberato

CHIEDIAMO

Alla sindaca, agli assessori competenti che per tutti coloro i quali si trovino nella condizione di irreperibilità:

  1. che venga azzerato il costo relativo alla reiscrizione anagrafica;
  2. che l’eventuale rifacimento della carta di identità sia a costo zero;
  3. che i tempi di attesa, in questi casi, siano ridotti e la pratica abbia carattere di urgenza;

Primo firmatario: Augusto Montaruli – capogruppo Liberi e Uguali

Facciamo un “baratto” a San Salvario?

La premessa:

La riforma del decentramento sta privando i quartieri di punti di riferimento e di sportelli al cittadino, di fatto l’urp (ufficio relazioni con il pubblico) a San Salvario non c’è più e inoltre l’anagrafe non è in buone condizioni di agibilità oltre al rischio chiusura per mancanza di personale. Riforma del decentramento che nelle premesse e nelle promesse avrebbe dovuto prevedere a fronte di meno costi della politica maggiori servizi nei quartieri.

Vi farei (assessori, consiglieri, giunte..) questa proposta, un po’ per provocare ma soprattutto per vedere l’effetto che fa. Per essere propositivo e perché quella premessa/promessa andrebbe rispettata. Eccola, la proposta.

campana ottoC’è un edificio pubblico, l’ex sede della circoscrizione otto.
scalo vallino

C’è un’area privata, lo Scalo Vallino, (la proprietà è Ferrovie) dove sta sorgendo il secondo centro di biotecnologie, potrebbe, forse e speriamo, nascere un centro sportivo “convenzionabile” con le scuole e non solo,  e altro ancora da capire.
La vecchia sede della circoscrizione è sottoutilizzata, di fatto gli uffici sono solo su un piano oltre all’anagrafe di via Campana.

Lo Scalo Vallino ha bisogno di essere riqualificato, a mio parere, anche con servizi al cittadino.

La proposta che faccio è molto semplice, si tratta banalmente di un baratto (tecnicamente non saprei come definirla): cedere lo stabile di via Campana in cambio di un casa istituzionale allo Scalo Vallino. Si può fare, se lo scrivo è perchè non l’ho sognato, ma perchè ho fatto qualche verifica.

La ex sede della circoscrizione di via Ormea ha tutte le caratteristiche, mi dicono esperti del settore, per essere trasformata in una casa di riposo: gli uffici possono essere trasformati in stanze per esempio e non manca un giardino.

Allo Scalo Vallino si potrebbe invece ottenere in cambio di via Ormea un edificio concepito con criteri di sostenibilità ambientale, si potrebbe ripensare l’anagrafe (a pochi metri dalla metro), si potrebbero progettare uffici e aree da adibire a riunioni e altre da affidare ad associazioni.

Una casa istituzionale del quartiere in cambio di una struttura non più adeguata, sottoutilizzata e dai costi di gestione non più sostenibili da destinare a soddisfare un bisogno della popolazione anziana.
Io dico che si può fare, ci vogliamo provare ad esplorare quesa possibilità? Atrimenti ditemi, vi prego, perché no.