Augusto Montaruli

Gentile sindaca Chiara Appendino

Gentile sindaca Chiara Appendino,

mi spiace disturbarla in questi giorni che la vedono probabilmente impegnata in questioni importanti, molto importanti. C’è una campagna elettorale da preparare, c’è il nuovo movimento da organizzare, gli ATP di tennis, le foto per Instagram… 

Dicevo che mi spiace disturbarla per una questione che riguarda una piccolissima minoranza presente in città, si tratta di pochi sfigati che si aggirano in città rovinando il decoro sabaudo dei portici aulici o dei ponti ottocenteschi. 

Sono i senza fissa dimora, volgarmente barboni, in francese clochard, in inglese homeless. Loro vagano per la città in cerca di un luogo dove fare una colazione, una doccia o dove posarsi per una dormita. 

Alcuni di loro provano a cambiare vita, lei saprà che per cambiare vita occorre un documento. E che sarà mai un documento? Una foto, le generalità, un indirizzo fittizio ed è fatta.

La civiltà vorrebbe così, anche la circolare ministeriale vorrebbe così. Ma non è così. Sa perché? Perché i suoi uffici hanno recepito a metà la circolare: non fan pagare l’iscrizione all’anagrafe, ma fan pagare la sanzione: da un minimo di 43 euro a 120 euro. 

I suoi uffici dicono che serve una delibera per eliminare la sanzione. Non basta la circolare del ministero.

Mi permetta di raccontarle un aneddoto personale. Un po’ di anni fa ero a Roma per lavoro e incontrai un giovane studente messicano. Quel giovane messicano mi chiese da quale città arrivassi, io gli dissi Torino. A quel giovane messicano si illuminano gli occhi ed io pensai: sta a vedere che adesso mi dice la città della Juventus e della Fiat… Invece no, quel giovane messicano mi disse: la città di Don Bosco.

Fatela questa benedetta delibera, fatela con urgenza. Sa perché? Perché non vorrei che il caso mi facesse di nuovo incontrare quel giovane messicano, ormai uomo maturo, che mi dicesse: ma lei è quel signore che arrivava da Torino? La città di Bezzon, quello che multa i senza fissa dimora.

Lo faccia, concluderà con un bel gesto il suo mandato. Lo faccia per Torino, per la sua storia.

Augusto Montaruli

Qui trova tutta la storia, anche la mia illusione di averla vinta questa battaglia.


Irreperibili: una battaglia vinta!

Ne avevo sentite di tutti i colori. L’assessora alle politiche sociali: la sanzione ai senza fissa dimora è educativa!; la consigliera cinque stelle: prima c’era il governo giallo-verde e non si poteva, adesso quello giallo-rosso e forse lo faranno!… 

Hanno respinto una mozione in consiglio comunale perché non era corretto che la carta di identità gravasse sui costi del comune! (5.000 euro mal contati?).

Intanto il giustiziere della notte dei senza fissa dimora continuava a sgomberare chi dormiva sotto i portici.

Nel frattempo si andava avanti a sostenere questa battaglia con i metodi della politica, quelli giusti, rivolgendosi cioè a chi ci rappresenta in parlamento. 

In parlamento Federico Fornaro (capogruppo LeU) interroga la ministra dell’interno Lamorgese sulla questione e riceve la risposta che aspettavamo: nessun costo e nessuna sanzione, partirà circolare.

Oggi è arrivata la circolare (bellissima!) alle prefetture ed ai comuni di tutta Italia.

L’assessora ai servizi sociali la può leggere, leggere è educativo!

La circolare

L’ordine del giorno sul tema

L’intervista a suor Cristina

 

Senza fissa dimora: l’indignazione non basta

Ha suscitato, giustamente, indignazione la questione senza fissa dimora a Torino. Prese di posizione autorevoli, articoli sulle pagine nazionali e servizi in tv. Ci voleva – un altro – sgombero, ci volevano – di nuovo – parole brutali e fuori luogo per suscitare indignazione.

L’indignazione non basta. 

Non basta perché quando si fanno proposte concrete a supporto di questa umanità si sente la solitudine. Forse è la politica che perde di credibilità, non lo so e sto cercando di capirlo. Di fatto è così. Fa molto più rumore una pedonalizzazione che il destino di un essere umano. Son tempi così.

Arrivo al punto.

Nel giugno del 2019 presentai in circoscrizione un ordine del giorno che chiedeva alla sindaca di togliere la sanzione di 47 euro ai cosiddetti irreperibili. Gli irreperibili sono persone cancellate dall’anagrafe, senza documenti e quindi senza diritti. Molti senza fissa dimora sono senza documenti, documenti che senza i quali non è possibile nessun percorso che aiuti a ritornare nella vita sociale. “Serisiedomirialzo” come dice Suor Cristina che ha ispirato il mio atto consiliare con il racconto del suo lavoro prezioso.

L’atto in circoscrizione passò a larga maggioranza e poi venne ripreso da Mimmo Carretta e portato in sala rossa dopo una lunga trafila e mesi trascorsi. Venne bocciato perché i consiglieri 5 stelle non ritenevano giusto che il comune si accollasse del costo economico della sanzione. Provate a calcolare 47 euro x (diciamo tanto) 100 e giudicate voi. Poche migliaia di euro!! In alternativa passò un vago appello alla sindaca e al buon cuore di qualche parlamentare: “invita la Sindaca e la Giunta a farsi parte attiva con il Governo e il Parlamento al fine di modificare nel più breve tempo possibile la Legge con l’obiettivo di eliminare la sanzione prevista dalla Legge per i cittadini più fragili.”.

Più breve tempo possibile è un capolavoro che in altre parole vuol dire vedi tu se riesci a fare qualcosa… Orribile.

Al cinismo e all’ipocrisia dei consiglieri e dell’assessore (“la sanzione ai senza fissa dimora è educativa” !?@#§) non ci fu quell’indignazione che sarebbe stata utile. 

Adesso io ci riprovo perché è giusto che chi si indigna sappia e magari faccia. 

Fate girare e inoltrate a chi può dare una mano. A chi è più autorevole e ascoltato di noi.

Qui trovate:

L’atto consiliare – L’intervista a Suor Cristina – Patrizio e la sanzione Lettera a suor Cristina

Le interviste urgenti: Cristina Conti, suora

In italiano barboni, in francese clochard, in inglese homeless. Poi è arrivato il politically correct e si è passati a senza tetto e poi senza fissa dimora, ed ora solo “senza dimora” che il “fissa” non va più di moda, come il posto.. fisso. Politically correct che cambiando il termine con cui definirli non ha cambiato la sostanza delle cose. E delle emergenze. Sì perché loro, chiamateli come vi viene più facile, sono la metafora perfetta dell’emergenza. Solo quando fa freddo, quando si allestiscono luoghi per accoglierli per evitare di trovarne qualcuno assiderato sotto un portico. In verità diventano anche emergenza quando rovinano i salotti aulici e mancano tappeti sotto cui nasconderli. Purtroppo politiche vere che vadano a risolvere e non a gestire solo le emergenze non se ne intravedono.

Ne parliamo con suor Cristina Conti che da anni in via Nizza 24, con le Sorelle Figlie della Carità e tanti Volontari e Volontarie cerca di garantire una colazione abbondante, una doccia e tanto ascolto ai senza dimora. Suor Cristina l’ho conosciuta quando mi ha raccontato la questione irreperibili e la difficoltà del riavere una carta di identità, questione che mi ha raccontato tra una lectio magistralis su Bruce Springsteen e le canzoni e il libro di Gianmaria Testa. 

Suor Cristina, come vi siete organizzati in questi tempi di pandemia e lockdown? 

Abbiamo cercato di tradurre i vari decreti in procedure che garantissero la massima sicurezza per tutti, senza nulla togliere alla relazione, all’attenzione, alla cura delle Persone senza dimora che accogliamo. Scrivilo in maiuscolo Persone, perché è importante sottolinearne l’umanità, l’individualita’, le peculiarità… non sono una categoria, una moltitudine anonima… Ognuno è speciale. Ognuno può essere accompagnato a valorizzare la propria vita con obiettività, dandole un rinnovato senso, anche in questo tempo di  pandemia.

Quanti sono i vostri amici, come li chiami tu, cui date supporto?

Sono tanti, il numero varia, ma guardando all’insieme dei nostri servizi parliamo di centinaia di Amici settimana per settimana e migliaia all’anno purtroppo. Il nostro è un servizio caratterizzato dalla mobilità. Ci sono molte persone che incontriamo una sola volta, di passaggio a Torino. Ogni attimo è ancora più importante. Ogni sorriso. Ogni parola, che potrà essere significativa per quella persona. È successo, sai:  c’è chi è tornato a ringraziare perché una frase detta in un certo momento l’ha aiutato a dare una svolta al proprio cammino.

Delle Persone senza dimora abbiamo un’immagine forse datata, in alcuni casi anche un po’ romantica: quelli che lo diventano per scelta di vita e non a causa della vita. Forse è il caso di raccontare chi sono.

Ne uscirebbe un romanzo! Sono cosi diversi… Anzi, ne uscirebbe una raccolta di poesie, perché questi nostri Amici nonostante certi loro racconti molto… fantasy, in realtà mi ricordano la poesia. A volte non è facile capirli, i loro versi sono sdruccioli, si fatica a seguirli.. ma se lasci che quelle parole evochino in te echi e rimandi, inizi a comprenderli un poco di più… Poesia perché con loro si attraversano tutte le età, le lingue, i generi.. con loro ogni giorno facciamo il giro del mondo… Poesia perché ci si appassiona alla loro vita, alle loro storie, e in pochi hanno realmente scelto, meglio, hanno liberamente scelto la strada. Spesso decidono di distaccarsi da situazioni di difficoltà, di precarietà, di sofferenza, di violenza, di miseria… decidono loro, ma non è una scelta incondizionata…

Non credi che anche loro possano diventare una risorsa per il loro vissuto, per le cose che sanno o sapevano fare?

Dico solo questo: nel nostro Servizio operano molti Volontari e questi spesso chiedono di portare altri a fare esperienza di servizio e accade soprattutto con i giovani, molto numerosi fra noi. Bene, questa attrazione parte dagli Amici, dalle Persone senza dimora che accogliamo. Fra loro vi sono maestri di vita… e comunque rapportarsi con chi sta in strada mette sempre in questione. Le loro esperienze sarebbero da studiare per trarne strategie di sopravvivenza.

Se tu avessi magicamente il potere di risolvere la situazione da dove partiresti? Quale sarebbe la prima azione che faresti?

Come hai accennato tu prima: valorizzerei le loro risorse facendole esprimere in attività concrete… Tutti hanno bisogno di una casa, ma la prima cosa che chiedono è: “fammi fare qualcosa”. Le nostre mani parlano di noi, ed è anche con l’agire delle nostre mani che formiamo la nostra mente e il nostro spirito… Il “fare” esprime l’identità, la dignità. E aiuta a non fissarsi sui problemi, sugli ostacoli, sulle umiliazioni vissute.

Le Persone senza dimora non votano. E’ questo il motivo per cui rischiano di restare un problema irrisolto?

Non vota chi è sprovvisto di documenti, non vota chi non ha residenza. Esiste una condizione che può essere un dato di fatto: non ho un luogo dove risiedo. Ma non può esistere che io “scompaia” dai registri anagrafici per le difficoltà che sto vivendo e sia ostacolato ad emergere da questa irreperibilità. Una persona indigente che diventa anagraficamente irreperibile non solo non vota, ma attualmente a Torino non può rinnovare la propria Carta d’Identità senza pagare prima o dopo (triplicata) una sanzione. Senza parlare del previsto successivo pignoramento… Se non hai un soldo in tasca, esci dagli uffici comunali e ci sono due vie… entrambe umilianti: o inizi a chiedere in giro o… te ne appropri. “Nemo”, nessuno, è il soprannome che si è dato l’ultimo Amico che abbiamo accompagnato all’Anagrafe. Insistendo, è riuscito a non pagare la sanzione… ma ora è preoccupato per le conseguenze. Perché deve accadere questo? Una società che fatica a chiamare per nome i suoi figli, è una società malata. È una società sulla via della disgregazione, del fallimento. Questo pensiero dovrebbe incidere sulla ricerca del consenso elettorale. Le Persone senza dimora esistono, e sono migliaia. Il renderle parte della società è nell’interesse di tutti. Ed è costruire insieme un mondo più vero e giusto.

Io ti ringrazio tantissimo per la tua disponibilità ad essere ospitata nel mio piccolo spazio, le interviste vogliono essere un contributo da offrire a chi ha il dovere di decidere e di pensare al futuro.

Il libro che ti dedico è un saggio storico di Alessandro Barbero – Donne, madonne, mercanti e cavalieri. Sei storie medievali (Laterza) – che racconta tre donne e tre uomini del medioevo tra cui la tua “collega” Caterina da Siena. Tre donne e tre uomini del medioevo che si apprestava a diventare rinascimento. Rinascimento che dovremmo auspicarci tutti.

Sugli irreperibili: http://augustomontaruli.it/blog/2019/06/06/gli-irreperibili-e-lanagrafe/  – http://augustomontaruli.it/blog/2020/06/09/mia-cara-amica/
Qui le altre interviste: elenco

Mia cara amica

Ma documenti non ce ne sono e neanche qualcuno che dica niente, 

solo la gente che tira e che spinge attorno ai garofani e alle gardenie. 

Documenti non ce ne sono e quasi più niente da documentare, 

solo che un giorno di luna d’inverno tutta la piazza ha voluto il suo fiore. 


Mia cara amica,

Ti scrivo per aggiornarti, si fa per dire, sulla questione irreperibili. 

In consiglio comunale la non discussione sta diventando ormai una specie di farsa, da mesi la mozione firmata da Mimmo Carretta è messa all’ordine del giorno dei lavori senza essere discussa. Ci sono sempre questioni più urgenti da affrontare e gli interventi dei consiglieri allungano i tempi e gli irreperibili sono costantemente rimandati alla prossima seduta. 

E’ trascorso un anno da quando ne abbiamo parlato, intanto la mozione veniva approvata in circoscrizione e poi portata in consiglio comunale: due commissioni e poi l’attesa. 

Ogni maledetto lunedì, che ormai non è felice nemmeno per i barbieri, mi collego e ascolto la diretta del consiglio comunale fino alle 19 quando la seduta si scioglie, puntualmente, senza affrontare il tema che ti (ci) sta a cuore.

Ma c’è una grande novità, canterebbe Lucio Dalla.

Un manipolo di coraggiosi consiglieri (Imbesi, Curatella, Magliano, Sganga, Chessa) con grande coraggio e spirito di servizio, andando oltre gli steccati che li dividono in sala rossa, ha deciso di affrontare la questione.

Petto in fuori e lancia in resta.

La loro mozione, faccio copia e incolla per riportare fedelmente questo atto di puro eroismo politico, invita la Sindaca e la Giunta a farsi parte attiva con il Governo e il Parlamento al fine di modificare nel più breve tempo possibile la Legge con l’obiettivo di eliminare la sanzione prevista dalla Legge per i cittadini più fragili.

Boom!

Come vedi l’ammuina non la facevano solo sulle navi dei Borboni. 

Ma cosa vuoi che ti dica, mentre voi ripartite con il servizio docce e le colazioni “per i cittadini più Fragili” la sindaca e la giunta, minuscolo, partirebbero lancia in resta, novelli Brancaleone, e andrebbero dal governo e dal parlamento a perorare la causa dei cittadini più Fragili, maiuscolo.

RiBoom!

Tutto questo per poche migliaia di euro di mancati introiti.

Stiano sereni e tranquilli, non disturbateli. Anzi non disturbatevi, qualche deputato lo conosciamo anche noi poveri mortali. Continuate a fare l’ammuina, che vi riesce bene.

Volevano aprire il Parlamento, maiuscolo, come una scatola di tonno, manco il consiglio comunale… ma si sa che dentro una scatola di tonno tutto sommato si sta bene. 

Ci sente al caldo, protetti, massaggiati dall’olio che fa bene alla pelle e se la scatola è abbastanza grande puoi anche ospitare qualche consigliere di opposizione.

Per niente fragili, loro, come dice la canzone.

Un abbraccio e grazie per quello che fate tutti i giorni, anche il lunedì

Augusto

ps: io comunque lunedì prossimo mi collegherò, ormai è una dipendenza e dovrò poi in qualche modo uscirne, ma come direbbe Totò: voglio proprio vedere come andrà a finire. 



#iononpossorestareacasa gli irreperibili

Mentre i miliardari si rifugiano in bunker con palme e spiagge private qualcuno non ha la possibilità di avere un letto un pasto caldo o una doccia. Sono in contatto con chi si occupa degli ultimi (anzi ultimissimi) e con parole che mi hanno commosso mi ha raccontato la situazione. E’ una conversazione privata, non credo sia giusta riportarla qui, ma vi prego di credermi la situazione è davvero drammatica. 

Una situazione alla quale in parte, piccola per carità, si potrebbe trovare un rimedio consentendo a una parte di queste persone (esseri umani) di intraprendere un percorso con i sevizi sociali. Quel rimedio si chiama carta di identità. Senza quel documento non è possibile e si è tecnicamente e umanamente “irreperibili”. Fantasmi. Ma quella carta di identità costa oltre 40 euro!

Lo scorso anno avevo presentato un ordine del giorno che chiedeva la gratuità e un percorso dedicato: Alla sindaca, agli assessori competenti che per tutti coloro i quali si trovino nella condizione di irreperibilità:1) che venga azzerato il costo relativo alla reiscrizione anagrafica; 2) che l’eventuale rifacimento della carta di identità sia a costo zero; 2) che i tempi di attesa, in questi casi, siano ridotti e la pratica abbia carattere di urgenza.

L’ordine del giorno fu approvato e in seguito ripreso dal consigliere comunale del PD Mimmo Carretta e discusso in commissione. Ora è in attesa di essere messo all’ordine del giorno di una seduta consiliare per la discussione e la votazione.

L’ordine del giorno fu approvato il 3 luglio del 2019, l’atto di Mimmo Carretto discusso con l’assessore al patrimonio ai primi di ottobre del 2019. Una vita fa per persone che continuano ad essere fantasmi.

Io credo che la sindaca e la giunta abbiano il dovere morale di intervenire e accogliere le nostre richieste.

Altrimenti sono dei Boris Johnson!

#iorestoacasa #iononpossorestareacasa