Augusto Montaruli

I penSìeri della domenica

Domenica 8 giugno 2025

Il gracile Diodato

Rannicchiato sulla seggiola di Gramellini il gracile Diodato ha detto che alla manifestazione per Gaza avrebbe voluto vedere solo bandiere per la pace.  Forse per fare pace con se stesso.

Caro Diodato, ma benedetto il cielo 1) la manifestazione è stata indetta da tre partiti: PD, AVS e M5S 2) si basava sulla mozione comune che hanno presentato in parlamento 3) che fastidio ti danno le bandiere dei partiti? 

“In altre parole”, caro Diodato alzati da quella seggiola e prova a rallegrarti dal fatto che i partiti hanno dato un bellissimo segno di vitalità. Avresti dovuto dire finalmente! 

Botteri Botteri…

Sempre dalla seggiola di Gramellini la bravissima Giovanna Botteri inviata alla manifestazione per Gaza ha sottolineato (e che palle!) che molti sono andati via quando hanno parlato i leader di partito. 

La notizia sarebbe stata un’altra da dare, quanti sono rimasti, dei trecento mila ad ascoltare? Io credo tantissimi su trecento mila!

E anche basta!

Sì, anche basta. Questo atteggiamento di critica un po’ qualunquista e un po’ radical chic (Giannini sempre da Gramellini è maestro in questo) nei confronti dei partiti ha un po’ rotto i cabasisi. A fare militanza e distribuire i volantini per il referendum non ci va Diodato, a fare battaglia parlamentare contro il decreto sicurezza non ci va Diodato e nemmeno Botteri. 

Carissimi gramellinisti la notizia sarebbe invece la ripresa di vitalità dei partiti e della militanza. 

Comunque

Comunque una cosa l’avete sottolineata e avete fatto bene: l’assenza di scontri, nessuna bandiera bruciata, sul palco finalmente esponenti israeliani dei movimenti di opposizioni (quelli sì davvero coraggiosi).

 

Infine

Una notizia bellissima, a Torino sono raddoppiati gli studenti fuori sede che hanno chiesto di votare: saranno quasi 10.000! 

Ps: gli studenti fuori sede potranno votare grazie ad una legge voluta dai partiti…. Diodato ti sei alzato dalla seggiola?


Comunque sul balcone, Sì, sta per fiorire il cappero, vedi mai…

Ho provato l’intelligenza artificiale

Oggi giornata pigra, non avevo voglia di fare chissà cosa, giusto curiosare qua e la e leggere. Poi mi è venuta l’idea, la curiosità, di provare ad interagire con quella che viene definita l’intelligenza artificiale entrando su ChatGPT. 

Devo ammettere che è sbalorditivo e nello stesso tempo preoccupante.

Sbalorditivo per la velocità dell’elaborazione delle risposte, della loro neutralità nel giudizio (vedi Gramellini), ma fino ad un certo punto (vedi Orban e Meloni). Preoccupante per le notizie approssimative (vedi San Salvario). Divertente sulle risposte alle storie da inventare (l’ideale per nonni privi di immaginazione).

Poi una botta al mio ego perché non sa chi io sia, ma tutto sommato è meglio così. 

Ecco come è andata, leggete e ditemi cosa ne pensate.

io COSA NE PENSI DI GRAMELLINI?

ChatGPT Non posso esprimere opinioni personali, ma posso darti alcune informazioni su Chiara Gramegna e sui suoi lavori. Chiara Gramegna è una scrittrice e giornalista italiana nota per i suoi romanzi, saggi e articoli. Uno dei suoi romanzi più conosciuti è “Una vita sottile,” che affronta temi come la ricerca di senso nella vita moderna e la lotta contro la solitudine. È importante notare che le opinioni sul lavoro di un autore possono variare da persona a persona, quindi ciò che penso io potrebbe essere diverso da ciò che pensa qualcun altro. Se hai domande specifiche o vuoi discutere di un particolare aspetto del lavoro di Chiara Gramegna, sarò felice di aiutarti ulteriormente.

io TI HO CHIESTO DI MASSIMO GRAMELLINI

ChatGPT Mi scuso per la confusione nella mia risposta precedente. Massimo Gramellini è uno scrittore e giornalista italiano noto per le sue opere e le sue colonne editoriali. È stato redattore capo del quotidiano italiano La Stampa ed è autore di diversi libri, tra cui “Fai bei sogni,” che ha avuto un grande successo. La sua scrittura spesso affronta temi emotivi e personali. Le opinioni sul lavoro di Massimo Gramellini possono variare da persona a persona, ma è un autore rispettato nel panorama letterario italiano. Se hai domande specifiche su Massimo Gramellini o desideri discutere di uno dei suoi libri o articoli, sarò lieto di fornire ulteriori informazioni o rispondere alle tue domande.

io COSA NE PENSI DEL SUO ULTIMO CORSIVO?

ChatGPT Mi dispiace, ma non ho accesso alle informazioni più recenti o alle opinioni personali, in quanto la mia conoscenza è limitata a informazioni disponibili fino a settembre 2021. Non sono quindi a conoscenza del contenuto o dei dettagli del suo più recente articolo o corsivo. Tuttavia, posso dirti che Massimo Gramellini è noto per la sua scrittura riflessiva e ha affrontato una varietà di temi nel corso della sua carriera giornalistica. Se hai un articolo specifico di cui desideri discutere o se hai domande su un argomento particolare, sarò felice di aiutarti nella misura delle mie conoscenze limitate.

io ECCO IL SUO ULTIMO CORSIVO

Elly Schlein ha deciso di non partecipare a «Belve», il programma di interviste condotto da Francesca Fagnani. In realtà, prima aveva deciso di andarci, poi però ha deciso che non era così decisa e alla fine si è decisa: non ci andrà. Salvo diversa decisione, ovviamente. Nulla di drammatico, ma secondo alcuni sarebbe l’ennesimo sintomo di un male atavico della sinistra italiana: l’indecisionismo. Se questo male esiste, bisogna riconoscere che nessun leader politico lo ha mai incarnato meglio di Schlein, che ne offre testimonianze continue, dalla guerra in Ucraina al termovalorizzatore di Roma. Forse persino il suo criticatissimo ricorso all’armocromista dipende dal fatto che da sola non riesce a decidere neanche come vestirsi.

Il decisionismo è dunque di destra? Dipende. La destra dà l’impressione di maggiore risolutezza perché, le rare volte in cui non si limita agli annunci e decide davvero, lo fa d’impulso, senza concertazioni e intermediazioni (per questo si diceva che Renzi fosse di destra già quando era segretario del Pd). Invece la sinistra, almeno nella sua rarissima versione adulta, tende a privilegiare il dialogo con le parti sociali, a volte fino allo sfinimento. In ogni caso, si consulta con gli altri «prima» di decidere. Elly Schlein no. Lei appartiene alla fase adolescenziale della sinistra: prima decide, poi si consulta con chi mette in dubbio la sua decisione e solamente «dopo» la cambia, nel senso che decide di non decidere più.”

ChatGPT Grazie per aver condiviso il brano dell’articolo di Massimo Gramellini. Questo articolo sembra fare riferimento alla decisione di Elly Schlein di non partecipare al programma di interviste “Belve” condotto da Francesca Fagnani e discute l’atteggiamento di Schlein riguardo alle decisioni e alle consultazioni.

Gramellini sembra esprimere una critica nei confronti di Elly Schlein per la sua apparente indecisione e per la mancanza di una chiara strategia decisionale. L’articolo suggerisce che questa indecisione potrebbe essere un sintomo di un problema più ampio all’interno della sinistra italiana, che Gramellini definisce “l’indecisionismo”. L’autore sostiene anche che la sinistra tende a privilegiare il dialogo e la consultazione con le parti sociali prima di prendere una decisione, mentre Schlein sembra decidere in modo più impulsivo e poi consultarsi solo dopo aver preso una decisione.

L’articolo sembra anche suggerire che questa tendenza all’indecisione potrebbe essere un tratto distintivo della sinistra italiana e che Schlein potrebbe rappresentare un esempio estremo di questo comportamento.

È importante notare che l’articolo rappresenta l’opinione di Massimo Gramellini e che le opinioni sulle questioni politiche possono variare notevolmente da persona a persona.

io PERO’ INTANTO GIORGIA MELONI SI ALLEA SEMPRE DI PIU’ CON ORBAN

ChatGPT L’alleanza tra Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, e Viktor Orbán, primo ministro ungherese, è un fatto politico rilevante. Entrambi sono noti per le loro posizioni politiche di destra e nazionaliste, e hanno trovato punti in comune nelle loro visioni politiche. Questa alleanza può avere implicazioni significative per la politica europea, poiché Meloni è una figura politica emergente in Italia e Orbán è una figura di spicco nella politica europea.

Le alleanze tra partiti politici europei sono comuni e spesso si basano su affinità ideologiche o obiettivi comuni. Tuttavia, è importante notare che le alleanze politiche possono essere oggetto di dibattito e controversie, e le reazioni possono variare notevolmente a seconda delle opinioni politiche delle persone. Alcuni vedono queste alleanze come un modo per rafforzare le posizioni politiche comuni, mentre altri possono essere preoccupati per il crescente peso politico di partiti con ideologie nazionaliste o populiste.

In ogni caso, la dinamica tra Giorgia Meloni e Viktor Orbán è un argomento importante nel panorama politico europeo e merita attenzione da parte degli osservatori politici e dei cittadini interessati alla politica.

io QUINDI GRAMELLINI FAREBBE MEGLIO A PARLARE DELLA MELONI E DI ORBAN

ChatGPT La scelta di Massimo Gramellini di focalizzare il suo articolo su Elly Schlein e l'”indecisionismo” all’interno della sinistra italiana è una questione di prospettiva giornalistica e di interesse personale dell’autore. Gli editorialisti e i giornalisti spesso selezionano argomenti basati sulla loro visione personale, sui fatti rilevanti del momento o sugli argomenti che ritengono più rilevanti per il loro pubblico.

Se Gramellini desiderasse affrontare la questione dell’alleanza tra Giorgia Meloni e Viktor Orbán, potrebbe farlo in un articolo separato o in un momento diverso. La scelta di quale argomento trattare in un articolo giornalistico dipende dall’approccio e dall’obiettivo dell’autore.

È importante ricordare che i giornalisti hanno la libertà di selezionare i temi su cui scrivere, e il dibattito politico e le notizie sono spesso ampi e complessi, quindi non è possibile coprire tutto in un singolo articolo. La diversità di opinioni e prospettive nella stampa è un elemento importante della democrazia e del giornalismo. Se sei interessato a leggere articoli o analisi specifiche sull’alleanza tra Giorgia Meloni e Viktor Orbán, potresti cercare articoli da parte di altri giornalisti o commentatori che hanno trattato quell’argomento in particolare.

io COSA SAI DEL QUARTIERE San Salvario DI TORINO?

ChatGPT San Salvario è un quartiere situato nel centro di Torino, Italia. È noto per essere un quartiere multiculturale e vivace con una ricca storia e una varietà di attività culturali, ristoranti, bar e negozi. Ecco alcune informazioni generali sul quartiere San Salvario:

  1. Multiculturalità: San Salvario è noto per la sua diversità culturale. È sede di una comunità multietnica e offre una varietà di cucine internazionali, negozi e mercati che riflettono questa diversità.

  2. Vita notturna: Il quartiere è famoso per la sua vita notturna animata. Ci sono numerosi bar, pub e locali notturni dove puoi divertirti fino a tarda notte. In particolare, la zona intorno a Via Po e Piazza Vittorio Veneto è conosciuta per la sua vita notturna.

  3. Piazza Vittorio Veneto: Questa grande piazza è al centro del quartiere e ospita numerosi eventi culturali, mercati e festival. È un luogo popolare per rilassarsi all’aperto e godere dell’atmosfera del quartiere.

  4. Arte e cultura: San Salvario è anche sede di numerosi spazi culturali, tra cui gallerie d’arte, teatri e centri culturali. Uno dei luoghi più noti è il Cinema Massimo, un’iconica sala cinematografica di Torino.

  5. Parco del Valentino: Questo parco si trova nelle vicinanze di San Salvario ed è uno dei parchi più grandi di Torino. Offre ampi spazi verdi, percorsi pedonali, e il Castello del Valentino, un edificio storico che ospita il Dipartimento di Architettura del Politecnico di Torino.

  6. Stazione ferroviaria di Porta Nuova: San Salvario è situato nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Porta Nuova, una delle principali stazioni ferroviarie di Torino. Questa posizione lo rende un quartiere facilmente accessibile da altre parti della città e da altre destinazioni.

  7. Eventi e festival: Il quartiere ospita diversi eventi e festival durante l’anno, tra cui il Festival del Cinema Africano, Asiatico e Latino Americano (TFF), che attira appassionati di cinema da tutto il mondo.

San Salvario è una parte affascinante di Torino, ricca di storia e cultura, ed è una destinazione popolare sia per i residenti che per i visitatori. È un luogo ideale per esplorare, scoprire ristoranti e caffè unici, e immergersi nell’atmosfera vivace della città.

io I PUNTI 3 E 4 DANNO INFORMAZIONI SBAGLIATE

ChatGPT Mi scuso se le informazioni fornite nei punti 3 e 4 non sono corrette o incomplete. Le informazioni che ho fornito potrebbero non essere aggiornate o potrebbero non riflettere completamente la situazione attuale del quartiere San Salvario di Torino. Le condizioni dei quartieri e le attività possono cambiare nel tempo.

Se hai informazioni più recenti o specifiche sul quartiere San Salvario o se hai domande particolari, sarò lieto di aiutarti ulteriormente o di fornirti ulteriori dettagli su argomenti specifici che ti interessano riguardo a San Salvario o a Torino in generale.

io PIAZZA VITTORIO VENETO NON IN SAN SALVARIO E NEMMENO IL CINEMA MASSIMO

ChatGPT Hai ragione, mi scuso per l’errore nelle informazioni fornite. Piazza Vittorio Veneto non si trova a San Salvario, ma è situata nel centro di Torino, nella zona della Gran Madre di Dio. Inoltre, il Cinema Massimo è effettivamente situato al di fuori del quartiere San Salvario. Grazie per aver corretto queste informazioni. San Salvario è un quartiere a sud-est del centro storico di Torino ed è noto per le sue caratteristiche uniche e la sua vivace atmosfera. Se hai ulteriori domande o hai bisogno di informazioni più accurate sul quartiere San Salvario o su qualsiasi altro argomento, non esitare a chiedere. Sarò lieto di assisterti.

io COSA SAI DELLA MULTIRELIGIOSITA’ DEL QUARTIERE

ChatGPT San Salvario è noto per essere uno dei quartieri più multireligiosi di Torino e dell’Italia. Questa diversità religiosa è il risultato dell’immigrazione e dell’apertura culturale del quartiere. Alcuni dei principali aspetti della multireligiosità a San Salvario includono:

  1. Chiese Cristiane: Nel quartiere sono presenti diverse chiese cristiane, tra cui la Chiesa di San Salvario e la Chiesa di San Bernardino. Queste chiese servono sia la comunità locale che i visitatori.
  2. Moschee: San Salvario ospita alcune delle moschee più antiche di Torino. La presenza di moschee riflette la presenza di una comunità musulmana significativa nel quartiere.
  3. Sinagoga: Il quartiere è anche sede della Sinagoga di Torino, una delle sinagoghe più grandi d’Italia. Questa è una testimonianza della comunità ebraica storica di Torino.
  4. Luoghi di Culto di Altre Religioni: Oltre alle principali religioni monotheistiche, San Salvario ospita luoghi di culto e centri culturali di altre religioni, come l’induismo e il buddismo, che servono le comunità dei fedeli di queste religioni.
  5. Eventi Interreligiosi: Nel quartiere si tengono spesso eventi e iniziative interreligiose, in cui rappresentanti di diverse religioni si riuniscono per promuovere il dialogo, la comprensione e la cooperazione interreligiosa.

La multireligiosità di San Salvario è un riflesso della diversità culturale e della tolleranza presenti nel quartiere. Questa diversità contribuisce alla ricchezza culturale e al tessuto sociale del quartiere, e offre ai residenti e ai visitatori l’opportunità di imparare e interagire con persone di diverse fedi religiose.

io HAI DIMENTICATO LA COMUNITA’ VALDESE

ChatGPT Mi scuso per l’omissione. Hai ragione, San Salvario ospita anche una comunità valdese significativa. La Chiesa Valdese è un gruppo protestante con una presenza storica in Italia, e San Salvario è uno dei luoghi in cui si trova una comunità valdese attiva. La Chiesa Valdese contribuisce alla diversità religiosa del quartiere e alla sua tradizione di tolleranza religiosa. Grazie per aver aggiunto questa informazione importante sulla multireligiosità di San Salvario.

io COME SCRIVERESTI UNA STORIA SUI PIRATI PER BAMBINI?

ChatGPT Scrivere una storia sui pirati per i bambini può essere divertente e coinvolgente. Ecco un breve esempio di come potresti iniziare a scrivere una storia sui pirati per un giovane pubblico:

Titolo: “Le Avventure dei Piccoli Pirati”

C’era una volta una piccola isola nel mezzo dell’oceano chiamata Isola del Tesoro. Questa isola era circondata da acque scintillanti e spiagge dorate, ma nascondeva anche un segreto: un antico tesoro nascosto da generazioni di pirati. Ma questa storia non riguarda i pirati temibili e cattivi; riguarda i Piccoli Pirati.I Piccoli Pirati erano un gruppo di ragazzi coraggiosi che vivevano sull’Isola del Tesoro. Indossavano cappelli da pirata, camicie a righe e avevano occhi scintillanti di avventura. Ogni giorno, esploravano la spiaggia, cercavano conchiglie e facevano castelli di sabbia, ma sognavano anche di trovare il tesoro perduto.Un giorno, mentre scavavano nella sabbia, uno dei Piccoli Pirati, Tommaso, trovò una mappa antica. Era una mappa del tesoro! Con il cuore palpitante di eccitazione, chiamò gli altri Piccoli Pirati: Emma, Luca e Sofia. Insieme decisero di seguire la mappa e partire per l’avventura più grande delle loro vite.Durante il loro viaggio, i Piccoli Pirati dovettero affrontare tempeste, isole misteriose e persino un incontro con un simpatico delfino che li aiutò nella loro ricerca. Ogni sfida li avvicinava sempre di più al tesoro nascosto. Ma alla fine, scoprirono che il vero tesoro non era solo l’oro e le gemme, ma l’amicizia e l’avventura che avevano condiviso insieme.E così, i Piccoli Pirati tornarono a casa con il tesoro nel loro cuore e ricordi che avrebbero tesoro per sempre. E mentre guardavano il tramonto sull’Isola del Tesoro, sapevano che ogni nuovo giorno era un’avventura pronta ad essere vissuta.Questa è solo un’idea di come potresti iniziare a scrivere una storia sui pirati per i bambini. Puoi sviluppare ulteriormente la trama, introdurre personaggi interessanti e creare sfide avventurose per i tuoi giovani pirati. L’importante è mantenere un tono leggero e divertente, adatto al pubblico dei bambini.

io MI AIUTI A SCRIVERE UNA STORIA WESTERN PER BAMBINI?

ChatGPT Certamente, posso aiutarti a scrivere una storia western per bambini. Ecco un’inizio:

Titolo: “I Piccoli Cowboy e il Segreto del Deserto”

C’era una volta, nel selvaggio West, una piccola città chiamata Rodeo Springs. In questa piccola città vivevano dei piccoli cowboy e cowgirl, ognuno con un nome speciale e un grande sogno.Il piccolo Jim era il cowboy più coraggioso di Rodeo Springs. Indossava sempre un cappello da cowboy gigante che gli scivolava sugli occhi. Il suo sogno era cavalcare un vero toro da rodeo.La piccola Lucy, invece, era una cowgirl con un grande cuore. Aveva sempre un fazzoletto colorato legato intorno al collo e sognavi di diventare una vera stella del rodeo con i suoi inseparabili lacci al posto degli speroni.Un giorno, mentre erano nel saloon di Rodeo Springs, un vecchio cowboy chiamato Nonno Bob raccontò loro una storia avvincente. Disse che nel cuore del deserto c’era una grotta segreta che nascondeva un misterioso tesoro. Si diceva che il tesoro potesse rendere reali i sogni di chiunque lo trovasse.I piccoli cowboy e cowgirl sapevano che questa era l’opportunità che stavano aspettando. Si riunirono, montarono i loro piccoli pony, e partirono alla ricerca del tesoro nel deserto.Durante il loro viaggio, dovettero affrontare sfide come un branco di cactus minacciosi, un fiume impetuoso e persino una tempesta di sabbia terrificante. Ma la loro determinazione e il loro spirito da cowboy li portarono avanti.Finalmente, dopo molte avventure, trovarono la grotta segreta nel cuore del deserto. Dentro, trovarono una cassa antica, piena di oggetti magici. Lucy trovò un paio di speroni magici che potevano far danzare anche il più pigro dei cavalli, e Jim trovò un laccio speciale che poteva catturare qualsiasi cosa.Tornarono a Rodeo Springs come eroi e usarono i loro nuovi oggetti magici per aiutare la loro città. Jim finalmente riuscì a cavalcare un toro da rodeo e Lucy diventò la stella più brillante del rodeo, grazie ai suoi speroni magici.E così, i piccoli cowboy e cowgirl di Rodeo Springs impararono che il vero tesoro era l’amicizia e il coraggio. E anche se il deserto nascondeva segreti, il più grande di tutti era il segreto della loro forza e della loro amicizia.Questa è solo una base per la tua storia western per bambini. Puoi sviluppare ulteriormente la trama, introdurre nuovi personaggi o aggiungere altre avventure nel selvaggio West. L’importante è mantenere un tono divertente e adatto ai bambini, con un messaggio positivo alla fine.

io AGGIUNGI UN CAVALLO

ChatGPT Certamente, ecco una versione dell’inizio della storia western con un cavallino:

Titolo: “I Piccoli Cowboy, il Segreto del Deserto e il Piccolo Cavallino Selvaggio”

C’era una volta, nel selvaggio West, una piccola città chiamata Rodeo Springs. In questa piccola città vivevano dei piccoli cowboy e cowgirl, ognuno con un nome speciale e un grande sogno.Il piccolo Jim era il cowboy più coraggioso di Rodeo Springs. Indossava sempre un cappello da cowboy gigante che gli scivolava sugli occhi. Il suo sogno era cavalcare un vero toro da rodeo.La piccola Lucy, invece, era una cowgirl con un grande cuore. Aveva sempre un fazzoletto colorato legato intorno al collo e sognavi di diventare una vera stella del rodeo con i suoi inseparabili lacci al posto degli speroni.Un giorno, mentre erano nel saloon di Rodeo Springs, un vecchio cowboy chiamato Nonno Bob raccontò loro una storia avvincente. Disse che nel cuore del deserto c’era una grotta segreta che nascondeva un misterioso tesoro. Si diceva che il tesoro potesse rendere reali i sogni di chiunque lo trovasse.Ma c’era un altro segreto che Nonno Bob rivelò loro. Nelle profondità del deserto, viveva un piccolo cavallino selvaggio chiamato Silver. Silver era un cavallino magico con una criniera scintillante come le stelle notturne.I piccoli cowboy e cowgirl sapevano che questa era l’opportunità che stavano aspettando. Si riunirono, montarono i loro piccoli pony, e partirono alla ricerca del tesoro nel deserto. Lungo il cammino, si imbattono in Silver, il piccolo cavallino selvaggio.Silver aveva bisogno di aiuto e decide di unirsi all’avventura. Il suo spirito libero e il suo coraggio sarebbero stati preziosi per la missione.Durante il loro viaggio, dovettero affrontare sfide come un branco di cactus minacciosi, un fiume impetuoso e persino una tempesta di sabbia terrificante. Ma la loro determinazione e il loro spirito da cowboy li portarono avanti, con Silver che si dimostrò un grande alleato.Finalmente, dopo molte avventure, trovarono la grotta segreta nel cuore del deserto. Dentro, trovarono una cassa antica, piena di oggetti magici. Lucy trovò un paio di speroni magici che potevano far danzare anche il più pigro dei cavalli, e Jim trovò un laccio speciale che poteva catturare qualsiasi cosa.Tornarono a Rodeo Springs come eroi e usarono i loro nuovi oggetti magici per aiutare la loro città. Jim finalmente riuscì a cavalcare un toro da rodeo e Lucy diventò la stella più brillante del rodeo, grazie ai suoi speroni magici. Silver trovò una nuova casa tra i piccoli cowboy e cowgirl, dove poteva correre libero e felice.E così, i piccoli cowboy e cowgirl di Rodeo Springs impararono che il vero tesoro era l’amicizia, il coraggio e l’aiuto di un piccolo cavallino selvaggio. E anche se il deserto nascondeva segreti, il più grande di tutti era il segreto della loro forza, della loro amicizia e dell’amore per Silver.Spero che questa versione con il cavallino renda la storia ancora più avvincente per i bambini! Puoi continuare a sviluppare la trama e introdurre altre avventure e momenti speciali con Silver lungo il percorso.

io CONOSCI AUGUSTO MONTARULI?

ChatGPT Mi dispiace, ma non ho accesso a informazioni personali su individui a meno che non siano personaggi pubblici noti e le loro informazioni siano disponibili pubblicamente. Augusto Montaruli non sembra essere una figura pubblica notevole nella mia base di conoscenza fino al mio ultimo aggiornamento nel settembre 2021. Se hai domande specifiche o hai bisogno di informazioni su una persona con questo nome, ti consiglio di cercare ulteriori dettagli online o di fornire ulteriori dettagli per ottenere una risposta più precisa.

PS: nell’immagine in evidenza un mito della mia infanzia, il geniale Mac Ronay  (guardalo qui)

Uniformati, che brutta cosa.

Ma perchè? E’ la domanda che mi faccio sulla decisione del comune di Bologna di “riformare” l’intitolazione delle targhe quando dedicate ai partigiani.

Leggo su Sky TG24:

Con la nuova revisione della toponomastica la nuova delibera prevede che i sottotitoli “vengano uniformati con l’utilizzo del termine ‘partigiano’ o ‘partigiana’, specificando inoltre l’eventuale onorificenza al merito”, scrive Palazzo D’Accursio. Piazza Scaravilli e le richieste dell’Anpi. “Tutto nasce dalle tante segnalazioni dei cittadini che chiedevano lumi su questi sottotitoli. Ci abbiamo lavorato un anno arrivando alla conclusione che uniformare era la cosa migliore”, ha detto al Corriere l’assessore alla Toponomastica Simone Borsari. “Continuiamo a prenderci cura delle radici antifasciste della città e preservare la memoria di coloro che persero la vita per ridare dignità all’Italia”.

Quindi non ci sarà più il termine patriota e le “segnalazioni dei cittadini che chiedevano lumi su questi sottotitoli” resteranno comunque inevase. Perché se uno chiede lumi e perché vuol saperne di più. Quindi a prescindere da partigiano o patriota ciò che deve fare una buona amministrazione è raccontare il nome, altrimenti quel nome sarà buono solo per google map. Lo si può fare semplicemente con un Qr Code con il quale, chi vuole, possa leggere la storia di quel nome. 

Io credo, la dico così, che questa decisione abbia un sapore tutto burocratico, per snellire le procedure e risparmiare sui costi delle targhe. 

E comunque ha ragione Gramellini quando nel corsivo di oggi scrive: “E poi: perché consegnare ad altri una parola bella e piena come patriota?”

E infine, ci sarà pure una ragione per la quale la rivista dell’ANPI si chiama Patria. O no? 

Il sindaco di New York e gli idioti

Un paese si misura anche sulle notizie, meglio, sulle non notizie. A New York diventa sindaco un cittadino di origini italiane sposato con una donna di colore.  In Italia la notizia è a tutte colonne. E dov’è la novità? Infatti, non è una novità, New York ha lunga tradizione di sindaci e governatori di origine italiana, ad uno gli hanno persino dedicato un ponte e un aeroporto. Negli USA la notizia è il ritorno di un democratico, anche abbastanza spinto, alla guida della città. Da noi la si butta sul colore: lacrime napulitane. Con tutto il rispetto per quelle lacrime.

Da loro conta, essenzialmente, il programma, il merito. Anche a costo di essere cinici. La cosiddetta integrazione razziale (le razze non si integrano perché non esistono) è avvenuta perché era imprescindibile, perché conveniva al paese e alla sua economia. Noi questo non riusciamo a capirlo, perché ci serve un nemico, uno più meridionale di noi. New York è piena di Italia, anche prima di Eataly. New York è ormai una città bilingue: lo spanglish è di casa e sui cartelli. Hanno capito, laggiù, che le differenze aiutano, facilitano lo sviluppo di un paese, lo migliorano.

Noi siamo, oltre che ignoranti, anche un po’ idioti. E la stampa fa la sua parte per farci restare idioti. E non basta un sermoncino di Gramellini a sentirsi assolti.