Nord contro Sud è un classico che ha visto e vede molti sequel ed è duro a morire; Ovest contro Est sembrava tramontare con lo sgretolarsi dei mattoni, ma ha ancora un suo seguito. Anche bianchi contro neri sembrava una contrapposizione al tramonto grazie al presidente Obama, ma la madre dei poliziotti cretini continua a far figli. Ma i neri potranno rivalersi sugli ispanici che a loro volta si coalizzeranno contro quel che resta dei nativi. Gli esasperati, spesso da se stessi, se la prendono con i disperati. I disperati con i più disperati di loro.
Le partite iva, taroccate, dopo esser state cavallo di battaglia e spinto il carro del vincitore, ma poi dimenticate, erano in trincea a combattere chi aveva il privilegio della cassa integrazione a zero ore o l’esodo in vista. Gli stessi che dopo il job act, di dolore, si scagliano contro i privilegiati del pubblico impiego. E attendiamo con ansia di conoscere il nemico dell’impiegato pubblico. I ROM continuano da secoli e secoli ad essere avversati dai RAM (Random Access Memory, cioè che quando spegni il cervello ti dimentichi pure chi sei e da dove vieni). Le suocere invece stanno passando un periodo di discreta tranquillità, forse perché le barzellette non son più di moda, troppa concorrenza, e forse perché aiutano i congiunti a sbarcare il lunario.
Insomma un tutti contro tutti condito da commenti saccenti, volgari, ignoranti e presuntuosi nella grande bellezza che è la terra dove abbiamo il privilegio di vivere e che abbiamo trasformato nel peggiore dei condomini.
E’ l’era degli zombies, dei morti viventi, dei senza speranza per il futuro… Aiuto, si salvi chi può!
Li ho rivisti questa mattina, davanti al supermercato che ha gli scaffali con i prodotti kosher. Distribuivano volantini che invitavano a boicottare Israele e i suoi prodotti. Sono gli stessi che non avrebbero voluto Noa esibirsi all’auditorium in occasione di Torino Spiritualità. Gli stessi che hanno manifestato nel corso di una manifestazione dell’ANPI in San Salvario perché aveva aderito la Comunità Ebraica con la sua scuola, con i bambini della comunità.
Gli stessi che non capiscono, anche se lo sanno bene, che accanto ai prodotti Kosher ci sono quelli del mondo islamico, ortodosso e naturalmente cattolico. Gli stessi che non capiscono, anche se lo sanno bene, che Noa come altri artisti, scrittori, cittadini, soldati che si rifiutano di tornare a combattere finendo in galera hanno posizioni ben chiare e dichiarate sulla questione Palestina. Gli stessi che non capiscono, anche se lo sanno bene, che i bambini della comunità ebraica frequentano, giocano, vivono con tutti gli altri bambini.
Gli stessi che, sapendolo, questa loro “battaglia” è molto gradita ai nipotini di Hitler.
Gli stessi che, non so se capiscono o se lo sanno, fan fallire tutti i progetti di sinistra compiuta e matura in questo strano paese.
Gli ho detto che era un pollo, che se le beveva tutte. L’ho detto quando ogni ragionamento era ormai inutile, l’ho detto perché c’è un limite anche alla pazienza. L’ho detto, anzi, l’ho urlato ad una persona che…
“Basta con questi immigrati che ci rubano tutto, a casa, devono andare a casa…che io non sono razzista, ma questi rubano a noi italiani… che poi io ho sempre votato comunista, che l’ho detto a Bertinotti… sempre votato comunista poi ho votato Di Pietro… anche lui però… e poi ho votato Grillo, sì sì Grillo caro mio… vada nei bar vada nei bar s’informi… ma adesso io che questi ci rubano tutto e devono andare a casa… adesso io voto SALVINI. E poi vediamo.
Se Gianni Mura andasse al Borgo Medievale scriverebbe sulla sua rubrica domenicale de La Repubblica: Un bel dieci per ospitare al Borgo il presepe di Luzzati, un due perché per fare la pipì tocca passare dai tornelli e sborsare un euro, ma senza sovrattassa di popò e qui è doveroso un sei di incoraggiamento. La pipì a pagamento però regala una metafora, e qui ci scappa oltre alla pipì un dieci per averla stimolata, la metafora non la pipì: se tutti pagassero dieci centesimi per entrare al borgo la pipì sarebbe gratis ed inclusa. Perché la pipì è bisogno, di grandi e piccini e di poveri e ricchi.
Con tutte le scuse a Gianni Mura per averlo coinvolto e con un abbraccio a chi al Borgo ci lavora che son certo farebbero fare la pipì gratis a tutti.
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Gianni Mura è giornalista e scrittore sopraffino. La sua rubrica “Sette giorni di cattivi pensieri” merita da sola l’acquisto del quotidiano La Repubblica la domenica.
Gli uomini del palazzo stanno affrontando la “questione morale” e cercano di girare pagina. Di restituire un’ immagine pulita alle forze politiche. Ecco promesse, dichiarazioni e proposte.
(1) “una rivoluzione: la fine del tesseramento, l’ apertura delle porte di Piazza del Gesù a tutti i cittadini”.
E l’ intenzione del capo del governo (2) di preparare entro dicembre un’ iniziativa del governo, anticipata ieri da Repubblica, ha suscitato numerose reazioni.
Il (3) presidente dei giovani imprenditori si dice “soddisfatto per l’ annuncio di (2) di una severa legge anti-tangenti” e si dichiara “d’ accordo con la proposta di depenalizzazione, contrario al condono e all’ amnistia: coloro che si sono macchiati di corruzione e di altri reati legati alle tangenti devono restituire il maltolto ed essere interdetti dai pubblici uffici”.
(3) propone anche che “d’ ora in poi non siano punibili quegli imprenditori che si autodenunciano prima di essere raggiunti da un avviso di garanzia, ma comunque entro un termine di tempo dal fatto illecito”.
(4) Un capogruppo alla Camera chiede che prima “sia fatta chiarezza, vengano alla luce i finanziamenti occulti. Poi si potrà studiare una legge anticorruzione che preveda la non punibilità degli imprenditori che denunciano anche episodi passati… Infine, non sono d’ accordo ma mi sembra anche accettabile che certi illeciti vengano depenalizzati, a patto che quelli che li hanno commessi si ritirino dalla vita politica… Potranno evitare il carcere, mantenere la fedina penale pulita, ma devono levarsi di mezzo”.
Aggiunge (5): “Amnistia no, condono forse sì: a patto che i pentiti aiutino i magistrati a scoprire l’ intreccio della corruzione. Non possiamo mettere una pietra sulla questione morale”.
(6) responsabile per i problemi della giustizia esprime “un pieno assenso all’ idea di Amato. Abbiamo depositato una proposta di legge anticorruzione che prevede attenuanti in caso di pentimenti, collaborazione, disponibilità a risarcire il danno e restituire i quattrini… Del resto, gli stessi giudici che conducono le indagini hanno auspicato un’ iniziativa in tal senso: meglio sanzioni immediate ed operative, piuttosto che minacciare punizioni enormi che non vengono applicate”.
(7): “Noi dovremmo dire: cari italiani, vi chiediamo scusa per tutto quello che abbiamo fatto, abbiamo esagerato. Poi, però, bisogna fare punto e a capo. Non si può stare dieci anni in questa situazione, bloccare l’ economia, favorire le delazioni: ci vuole presto una nuova legge”.
(8) Il presentatore del secondo referendum sul finanziamento pubblico, non rinuncia al suo storico cavallo di battaglia. Dice: “Mai più una lira direttamente nelle mani degli uomini politici. Lo Stato deve fornire ai partiti servizi utili per i cittadini, dalle tv via cavo ai centri sportivi, dal telefax alla possibilità di accedere alle tv pubbliche e private, a nuove case del popolo che siano davvero tali. E pagare gli affitti delle sedi, le bollette telefoniche, i computer, il personale amministrato da dirigenti non politici. E poi, altro che perdono: in realtà i magistrati dovrebbero imputare a quelli che rubano l’ accusa di associazione a delinquere, come noi ripetiamo in aula da quindici anni”.
Mai più una lira dalle casse dello Stato ai partiti? Renato Altissimo, segretario del Pli, annuncia: “Abbiamo presentato una proposta di legge per il superamento del finanziamento pubblico in favore di un finanziamento da parte di soggetti privati in modo lineare e corretto”.
dall’articolo “La politica va in lavanderia” di Paola Palombelli, apparso su La Repubblica del 3 dicembre 1992. Son trascorsi 22 anni, diverse legislature e governi.
(1) Franco Marini (2) Giuliano Amato (3) Aldo Fumagalli (4) Massimo D’Alema, capogruppo PDS alla Camera (5) Cesare Salvi, senatore PDS (6) Enzo Binetti responsabile dc per i problemi della giustizia (7) Clemente Mastella, della commissione informazione della Dc (8) Marco Pannella, presentatore del secondo referendum sul finanziamento pubblico (9) Renato Altissimo, segretario del Pli