Augusto Montaruli

Sciogliersi e ricominciare daccapo?

Da Internazionale
Da Internazionale

Leggo sul Venerdì di Repubblica un’intervista a Jacques Juilliard, studioso francese dei socialismi (così è definito). Il titolo dell’articolo – “Il futuro della sinistra? Sciogliersi e ricominciare daccapo” – è tutto un programma, anzi un riprogramma. Dell’articolo riporto due passi che trovo interessanti e, secondo me, da discutere.

“Marx ha avuto il colpo di genio di fare della classe sofferente una classe eletta, redentrice dell’umanità. Davanti al posto sempre più grande assunto dagli immigrati nell’immaginario della sofferenza sociale, il proletariato si è trovato in qualche modo declassato, imborghesito. Fine, dunque, del proletariato e ritorno del povero classico! La classe dominante si giova grandemente di questo cambiamento. A differenza del proletariato, l’immigrato non rimette in causa il suo dominio. Fine dell’idea rivoluzionaria di giustizia, ritorno all’idea conservatrice di assistenza.”

E poi una chicca sugli intellettuali, parla della Francia ma l’Italia è messa peggio:

“In Francia, più che in Italia e nel resto d’Europa, gli intellettuali continuano ad avere un ruolo importante: sono loro a dare il tono al dibattito politico e sociale. … il loro carrierismo, drogato dalla televisione, è diventato pericoloso. Nel passato l’impegno significava mettere la loro notorietà al servizio di nobili cause; oggi vuol dire mettere delle nobili cause al servizio della loro notorietà.”

Auguri!

Da Il venerdì di Repubblica del 7 novembre 2014, pagg. 114 e 115 Jacques Juilliard su Wikipedia

I poteri forti e #cambiareverso

Guido - Pugno 2010Gira da un po’ di tempo su Facebook la condivisione di elenchi, ultimo quello sui dieci libri. Si elenca la proprio scelta e si chiede a dieci “amici” del social network di fare altrettanto. Una sorta di catena di Sant’Antonio che spesso va in loop, a me lo hanno chiesto almeno in tre. Anche facebook ha i suoi limiti, salvo installazioni su pianeti sconosciuti e popolati da potenziali nuovi utenti.

Riflettendoci ho pensato che questo giochino degli elenchi potrebbe essere di supporto alla politica, quella del #cambiareverso, e dare una mano a Renzi. L’esuberante premier ha affermato di non aver paura dei “poteri forti” (#cambiareverso), ma che io sappia non ha dichiarato in modo chiaro (#noncambiareverso) quali siano i “poteri forti”. Fino a prova contraria, ed esplicita,  avrebbe potuto riferirsi a sua suocera o alle suocere in generale (#noncambiareverso).

Aiutiamolo a farlo, dichiariamo quali siano per noi i poteri forti, ne bastano cinque che di più faremmo “ammuina” come dicono a Napoli (#cambiareverso).

Ecco i miei, buttati lì senza pensarci molto come da regole del gioco. Adesso tocca a voi, se volete.

1. I grandi burocrati

2. Media

3. Notai

4. Gli ordini professionali

5. La finanza (non la guardia di)

 

L’articolo 18 e la discriminazione

28789_1339792187403_4680563_nIl ministro del lavoro Poletti a proposito dell’articolo 18, assicura che per ora l’unica cosa certa è che ci sarà il reintegro nei casi di discriminazione. Giusto per capire quanto è complessa la faccenda riporto sotto la voce discriminazione tratta dal vocabolario Treccani. Sarebbe meglio e più utile archiviare la questione articolo 18 e lavorare sui tempi (certi) delle vertenze, sulla burocrazia, sulle infrastrutture, sulla corruzione… perché questi credo siano i veri ostacoli che devono affrontare le aziende quando valutano la necessità di investire in Italia. Immaginate un’azienda che avrebbe investito in Calabria e pensate alla Salerno Reggio. Poi pensate alla camorra e alla mafia. Poi pensate al sottobosco della politica. Ai funzionari corrotti. Alle caste, gli intoccabili notai inclusi. Ai trasporti. Alla banda larga. Alle poste. Alle gare d’appalto con i loro tempi e le loro procedure. Ai tempi di pagamento della pubblica amministrazione. Continuo?

Allora bisogna fare le cose complicate, perché è buona politica se fa cose difficili. Magari senza hashtag che i 144 caratteri van bene per i battutisti, non per gli apprendisti statisti.

Torniamo comunque alla discriminazione e leggiamo cosa dice il vocabolario Treccani.

Il fatto di discriminare o di essere discriminato;

distinzione, diversificazione o differenziazione operata fra persone, cose, casi o situazioni: fare, non fare discriminazioni;

per me i concorrenti sono tutti uguali, senza discriminazioni d’età, di sesso, di colore o di posizione sociale;

giudicare con imparzialità, senza discriminazioni; più in partic.: d. politica, d. razziale, d. etnica, d. religiosa, diversità di comportamento o di riconoscimento di diritti nei riguardi di determinati gruppi politici, razziali, etnici o religiosi (la legge stabilisce pene precise per i casi in cui la discriminazione assuma carattere delittuoso o induca ad atti di violenza);

d. dei redditi, delle imposte, ai fini di una più equa ripartizione del carico tributario.

Al contrario, adottare, seguire un criterio di non d., applicare uno stesso modo di comportamento o di trattamento per tutti i componenti di un gruppo senza tener conto di eventuali differenze di qualsiasi genere. 

Hugo Trova

HugoTrova 11E’ un appuntamento con la musica e con le storie del sud, anzi del Sur. Da qualche anno a settembre Hugo Trova torna a Torino a cantarci e raccontarci l’Uruguay e l’America del Sud. Canta l’amore, le storie felici e quelle dolorose.  Le speranze. Canta  il coraggio di cantare quando ti era proibito e la felicità della libertà di cantare. Per me, e per il mio amico Massimo, è un appuntamento con un amico, il piacere di riabbracciarlo e di trascorrere serate ancora a far progetti, ma soprattutto a stordirci di risate. Perché ridere fa bene e scaccia i cattivi pensieri e i brutti ricordi. Godetevi Hugo ora che un anno è lungo da aspettare.

Hugo sarà:

Alla Cooperativa Borgo Po il 16 settembre – per info
A Collegno il 18 settembre – per info 346 6299363 – evento Facebook
Da Luna’s Torta il 19 settembre – per info
Il 20 andrà in Trentino per un concerto a due voci con Gianmaria Testa.

La comunità è Bellissimi, ditelo al FAI

OLYMPUS DIGITAL CAMERAIl titolo del post non contiene errori, ma lasciatemi fare una breve premessa prima di spiegarlo. Io sono convinto che un paese nuovo possa rinascere dalle comunità, niente di strano o alternativo per carità, ma semplicemente dai luoghi dove convivono persone. Un condominio, un borgo, un quartiere, un’associazione, un luogo di lavoro dove adottare buone pratiche, dove ciascuno mette a disposizione le proprie competenze. Utopico? Forse, sicuramente complicato e difficile se non è chiaro il vantaggio di essere comunità e se le istituzioni non le incentivano.

Ma torniamo al titolo del post.

Grazie al mio amico Guido ho conosciuto un luogo, un borgo dell’entroterra ligure, sopra Dolcedo in provincia di Imperia: Bellissimi. Un borgo di una cinquantina di anime tra liguri e “ex stranieri” e tante olive taggiasche e qualche discreta, nel senso di non invadente, seconda casa. Loro, quella cinquantina di anime, sono una comunità. Lo scopo di essere comunità è esistere e resistere condividendo momenti di festa, iniziative e mettendo a disposizione le competenze di ciascuno. Senza ossessione, senza invadere la sfera privata. A ogni festa, compleanni compresi, si alza la mongolfiera di carta coloratissima; i muri delle case sono dipinti da artisti che vivono il borgo; si organizzano concerti e serate a tema. Tutto con naturalezza e con la consapevolezza che il vantaggio di essere comunità è stare meglio con se stessi e con gli altri e rendere piacevole il luogo che si abita. Un luogo che è davvero “Bellissimi”.

Con queste motivazioni la comunità di Bellissimi si è candidata a luogo del cuore, la selezione che il FAI indice ogni anno. Date uno sguardo al loro sito e poi andate, se volete, a votare per loro. Questa volta non si tratta di scegliere un monumento o una villa del settecento, questa volta il voto lo potete dare a donne e uomini che rendono più gradevole e più accogliente il nostro paese.

Per chi è di Torino un doppio invito, ho aderito al gioco indetto dal caffè letterario Luna’s Torta che vuole salutare l’estate. Una fotografia da votare e poi, se selezionata, da raccontare.   La mia fotografia la racconterà il mio amico Guido. Ovviamente è una foto di Bellissimi. Anzi della comunità di Bellissimi. Lo scopo, ma lo avrete capito, è raccontare la comunità e raccogliere i voti di chi ci sarà.

Link:

Il sito di Bellissimi –  Il gioco di Luna’s Torta – FAI, i luoghi del cuore 

Tessera musei VIP

torinomusei-kQLC-U10201286478246cSD-330x185@LaStampa.itO non san far di conto oppure hanno una visione dell’accessibilità alla cultura elitaria e salottiera, della serie meglio pochi ma ricchi. Mi riferisco agli assessori alla cultura Braccialarghe, del comune di Torino, e Parigi, della regione Piemonte. I due hanno annunciato un aumento della tessera musei del 30%, dai 49 euro a oltre 60 euro. A casa mia siamo in tre con la tessera, dal prossimo anno, se l’aumento sarà confermato, nessuno la rinnoverà e faremo a meno di visitare i musei. Saranno in tanti a farlo. Il 30% di aumento si trasformerà in molti visitatori in meno. Non san far di conto. Oppure hanno visione da club della cultura, club dei visitatori.

Le soluzioni facili le san fare tutti, voi, cari assessori, siete li per fare cose complicate, coraggiose. La città metropolitana è una delle occasione per diffondere cultura (e tessere musei). Fossi in voi farei una campagna rivolta a tutta la città metropolitana e, guarda un po’, ridurrei il prezzo. Abbinerei tessera musei e city byke o car sharing o abbonamenti annuali ai trasporti. Solo per fare qualche esempio.

Complicato vero? E lo so. Meglio il salotto, con le ragnatele.