Augusto Montaruli

Chi vota deve sapere cosa vota: il regolamento del decentramento a puntate

Chi vota deve sapere cosa vota, soprattutto se vota l’istituzione più vicina e dove è prevista e auspicata la partecipazione.  In base a questo principio sto lavorando ad una sintesi (fin dove è possibile) del regolamento del decentramento recentemente riformato (testo completo) e approvato dal consiglio comunale il 17/12/2015. Lo renderò disponibile per parti… è un lavoraccio che completerò un po’ per volta, ma sicuramente prima delle elezioni.

Cominciamo con il capitolo primo:

Disposizioni Generali che comprendono: Principi Ispiratori – Nuove circoscrizioni – Forme e modalità della partecipazione – La nuova circoscrizione Otto – Organi della circoscrizione. Ecco il link per visualizzare la presentazione: clicca qui

Capitolo secondo:

Il Consiglio Circoscrizionale

Ecco il link per visualizzare la presentazione: clicca qui

Capitolo terzo:

ll Presidente del Consiglio Circoscrizionale: clicca qui

Capitolo quarto:

Giunta circoscrizionale e commissioni di lavoro (comprese commissioni di quartiere ed elenco quartieri): clicca qui

Capitolo quinto:

Come sono regolamentati i rapporti tra l’ente centrale e l’ente decentrato: clicca qui

Capitolo sesto:

La partecipazione: come sono regolamentati i rapporti tra circoscrizioni, cittadini e associazioni: clicca qui

Le competenze:

Anticipo l’allegato al regolamento che definisce le competenze in carico alle circoscrizioni, le novità sono importanti e saranno complicate da gestire: clicca qui

ps: il file sorgente è a disposizione di volesse collaborare per  migliorare/modificare...

Ricominciamo dal “casOtto”

“contributi per un programma”

luisa1Luisa ha postato su facebook due foto scattate dal suo balcone che si affaccia in largo Saluzzo: una del primo aprile e l’altra del 2 intorno a mezzanotte. Stiamo parlando di movida, anche se il termine per quanto riguarda largo Saluzzo è improprio e cominciare con il dare i nomi giusti alle cose aiuterebbe anche a capire meglio ciò che capita. Chiamiamolo raduno, assembramento, luogo dove ci si ritrova e definiamolo un gran casino da subire e da gestire.

Cominciamo con il dire che ai locali di San Salvario questa roba non piace, non porta clienti, anzi rischia di allontanarli. A tutti i locali forse con l’eccezione di uno che vende alcool a buon prezzo e al quale la circoscrizione ha negato l’autorizzazione al dehor. Locale che si sta ristrutturando e forse riconvertendo perché il “casotto” probabilmente non conviene più nemmeno a loro. Non conviene perché la maggior parte dei frequentatori notturni di largo Saluzzo le birre se le porta sul luogo della bevuta. Le compra al supermercato o al negozio sempre aperto.

Che fare? Prima di tutto smettere di discutere o proporre cose che non si possono fare o non si devono fare: blocco delle licenze, ordinanze repressive, militarizzazione del quartiere. Perdiamo tempo inutilmente.

Ripartiamo da un’idea di quartiere, la visione si diceva una volta, e un passo alla volta con le giuste priorità e la giusta dose di coraggio iniziamo ad attuarle: il PIA (piano integrato d’ambito) che andrà ad impegnare la prossima giunta; proporre San Salvario come pilota torinese del primo quartiere ecosostenibile (viabilità, verde, isole pedonali, linee star di quartiere, piste ciclabili…); riqualifichiamo largo saluzzo. E questo non solo per risolvere i problemi da “casOtto” ma per lo sviluppo economico del quartiere evidenziando le sue peculiarità: cultura, turismo, artigianato…

Inoltre riqualificare largo Saluzzo oltre ad essere una promessa da mantenere è un modo per rendere inagibile quel luogo ai frequentatori notturni. In un cantiere non si entra e magari si cambiano abitudini.

Nell’attesa ci sono due cose che si possono fare subito: un commissariato mobile di polizia, prevenire è meglio che reprimere, e iniziative “spontanee”, leggi qui, dei residenti che occupino lo spazio al posto di altri.

Infine andare a studiare quelle città dove il “casOtto” viene gestito. http://www.cityproject.it/amsterdam-e-ill-divertimento/

Il “santino”

santino ultima verisone

Eccolo in anteprima, ancora da stampare.

L’ho pensato così: un segnalibro e un “segnavoto”. Una linea tratteggiata indica dove tagliare. Il “segnavoto” puoi tenerlo e portarlo in cabina elettorale. Se vuoi.

Lo spreco è minimo.

La foto è mia ed è un pezzo di storia della mia attività in circoscrizione di questa consiliatura che sta finendo.

Buone letture e buon voto. Perché leggere fa bene, perché a votare bisogna andare, sempre.

A presto

 

 

RICOMINCIO DA OTTO

TESTA POST

“Chell ch’è stato è stato... basta, ricomincio da tre... Nossignore, ricomincio da... cioè... tre cose me so' riuscite dint'a vita, pecché aggia perdere pure chest? Aggia ricomincià da zero? Da tre! “

Ricomincio da tre, diceva Massimo Troisi: “tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggia perdere pure chest?”.

Io invece ricomincio da Otto: perché quel numero resta, perché a contarle almeno Otto cose le ho fatte. Poi ci sono le cose non riuscite, quelle lasciate a metà e quelle da fare. Parleremo anche di questo. Parleremo anche di quanto può essere bello e sofferto fare politica.

Sì, mi leggerete tra i candidati PD in circoscrizione. Otto ovviamente.

Mi permetterò di darvi qualche consiglio di voto al femminile, da queste elezioni sarà possibile dare due preferenze purché di genere. Non farò “abbinamenti” con candidati in consiglio comunale, è tattica elettorale che non mi piace. Mi limiterò a dare suggerimenti.

Sarà una campagna slow, leggera, serena. Di sinistra.

A rileggerci, se vorrete seguirmi, con l’elenco delle cose di cui parlavo sopra.

C’è ancora molto da fare

Questa mattina ho deciso di ripresentare la mia candidatura nelle liste che il Partito Democratico presenterà in circoscrizione. Candidatura non scontata perché il circolo con un processo democratico dovrà approvare o respingere.

Non è stata una decisione facile, anzi. Dopo qualche giorno di pensamenti e ripensamenti, di malox e fermenti lattici ho deciso. Ma come mi ha detto qualche giorno fa un mio amico, “se fai politica metti nel conto una buona dose di sofferenza”.

Ho deciso e mi rendo disponibile a rappresentare in circoscrizione i valori e un’idea di sinistra. Mi rendo disponibile soprattutto perché a fronte delle mie perplessità ho ricevuto segnali forti che mi chiedevano di continuare, in molti e molte, che ringrazio di cuore, mi hanno chiesto di candidarmi. Mi rendo disponibile perché non si lasciano le cose a metà e c’è ancora molto da fare. Mi rendo disponibile perché voglio bene a questo pezzo della mia città che grazie anche alla politica ho imparato a conoscere meglio.