Augusto Montaruli

Plurale o feudale (il PD)

Forse qualcuno non ha ancora compreso che se a Torino fosse stato previsto il ballottaggio alle elezioni circoscrizionali il PD (e la sua coalizione) avrebbe preso una scoppola storica. Forse qualcuno non ha compreso che abbiamo perso lì, nei quartieri. Le periferie. Come non fosse capitato niente – tra una partita degli europei e l’altra, tra un brexit e un’elezione spagnola, tra un’analisi del voto che è colpa sempre di altri – continuano a gestire i loro feudi chiedendo tributi all’impero (?!) mentre i castelli son circondati. Le scorte finiranno presto o tardi: i vassalli fuggiranno da passaggi segreti e si rifugeranno in altri manieri o diventeranno capitani di (s)ventura. E il popolo chi se ne frega. Smettetela, ritiratevi, cercatelo adesso quel passaggio segreto. Io lo voglio plurale, democratico il PD, con riferimenti culturali e valori condivisi non feudale.
Guardate che queste elezioni una cosa certamente han confermato: non contate un cazzo.

Scusate il linguaggio, ma sono davvero incavolato e voglio prendere tutta la distanza che serve da voi.

Ps: scritto, quasi a caldo, dopo i primi consigli di circoscrizione. 

Chi vota deve sapere cosa vota: il regolamento del decentramento a puntate

Chi vota deve sapere cosa vota, soprattutto se vota l’istituzione più vicina e dove è prevista e auspicata la partecipazione.  In base a questo principio sto lavorando ad una sintesi (fin dove è possibile) del regolamento del decentramento recentemente riformato (testo completo) e approvato dal consiglio comunale il 17/12/2015. Lo renderò disponibile per parti… è un lavoraccio che completerò un po’ per volta, ma sicuramente prima delle elezioni.

Cominciamo con il capitolo primo:

Disposizioni Generali che comprendono: Principi Ispiratori – Nuove circoscrizioni – Forme e modalità della partecipazione – La nuova circoscrizione Otto – Organi della circoscrizione. Ecco il link per visualizzare la presentazione: clicca qui

Capitolo secondo:

Il Consiglio Circoscrizionale

Ecco il link per visualizzare la presentazione: clicca qui

Capitolo terzo:

ll Presidente del Consiglio Circoscrizionale: clicca qui

Capitolo quarto:

Giunta circoscrizionale e commissioni di lavoro (comprese commissioni di quartiere ed elenco quartieri): clicca qui

Capitolo quinto:

Come sono regolamentati i rapporti tra l’ente centrale e l’ente decentrato: clicca qui

Capitolo sesto:

La partecipazione: come sono regolamentati i rapporti tra circoscrizioni, cittadini e associazioni: clicca qui

Le competenze:

Anticipo l’allegato al regolamento che definisce le competenze in carico alle circoscrizioni, le novità sono importanti e saranno complicate da gestire: clicca qui

ps: il file sorgente è a disposizione di volesse collaborare per  migliorare/modificare...

Il “santino”

santino ultima verisone

Eccolo in anteprima, ancora da stampare.

L’ho pensato così: un segnalibro e un “segnavoto”. Una linea tratteggiata indica dove tagliare. Il “segnavoto” puoi tenerlo e portarlo in cabina elettorale. Se vuoi.

Lo spreco è minimo.

La foto è mia ed è un pezzo di storia della mia attività in circoscrizione di questa consiliatura che sta finendo.

Buone letture e buon voto. Perché leggere fa bene, perché a votare bisogna andare, sempre.

A presto

 

 

Le mele con le pere

DSC_5413Sono un consigliere uscente alla Circoscrizione Otto eletto nelle liste del PD. Non ho ancora deciso se ricandidarmi, anche perché per decidere dovrei prima di tutto ricevere una proposta corredata di giudizio sul lavoro che ho svolto in questi ormai cinque anni di mandato. La mia decisione però a prescindere dalla proposta sarà soprattutto condizionata dalle alleanze che andranno a sostenere una coalizione e una maggioranza di governo del territorio. Si legge, senza smentita, che la coalizione che andrebbe a sostenere la candidatura di Piero Fassino si stia allargando a liste civiche con nomi e cognomi che nulla hanno a che fare con il centro sinistra. Addirittura personaggi che amano giocare alle sentinelle in piedi, naufraghi di Forza Italia e sodali di Casini.

Pare per avere la certezza di vincere (?) al primo turno, pare. Vincere così è come perdere, anche la faccia. Spero proprio che sia una bufala. Lo spero perché troverei inimmaginabile dover condividere (eventualmente) il governo di un territorio con chi vorrebbe chiusa per sempre la Casa del quartiere; con chi vota contro delibere che vanno a favorire l’integrazione nel mio quartiere; che votano contro la concessione di due gazebo all’ANPI; che votano contro delibere di contributi per progetti scolastici che istituiscono sportelli di supporto psicologico nelle scuole (psicologico vade retro) o progetti rivolti a favorire il percorso scolastico degli immigrati. E ancora che vorrebbero l’esercito a “regolamentare” la movida. Che sono contrari alle pedonalizzazione. Insomma che sono distanti. Insomma che è giusto stiano in minoranza se noi siamo in maggioranza e viceversa. C’è già abbastanza pluralità non facile da gestire nel PD e nel centro sinistra aggiungerne renderebbe il minestrone indigesto. E io, per quel che valgo e per quel che conto, quel minestrone non vorrei mangiarlo. Anzi nemmeno assaggiarlo. In quel caso mi farei da parte e ce ne faremo una ragione. E sarebbe un peccato perché qui alla Otto abbiamo lavorato abbastanza bene e abbiamo un po’ di cose da portare a termine e altre da proseguire. Ripartiamo da noi e non mischiamo le mele con le pere.

La certificazione di un fallimento

img_8368Le responsabilità delle scelte politiche sono di chi le attua e di chi le stimola con azioni e idee, quando queste ultime sono concrete ed efficaci. La decisione di mettere in vendita l’ex ospedale omeopatico di via Lombroso 16 destinandolo a edilizia residenziale è una scelta della giunta comunale. Sbagliata a mio parere, ma facilmente prevedibile, per tre motivi: 1) la disperata necessità di fare cassa; 2) non è stata proposta una soluzione alternativa, anche perché è mancata la discussione e l’elaborazione della stessa; 3) perché al territorio, realtà più geografica che politica, non è stato chiesto un parere e perché non c’è concertazione sulle scelte che sullo stesso si fanno. Questo a dimostrazione della debolezza politica delle istituzioni di prossimità, ne avremo una prova concreta a breve con la riforma del decentramento.  A dimostrazione anche della mancanza di progettualità e di visione anche della cosiddetta società civile.

L’edificio di via Lombroso è in un contesto pubblico, c’è un centro d’incontro; una biblioteca inserita in un polo culturale al quale collaborano associazioni di territorio. Si fanno eventi, si presentano libri, c’è passaggio di persone. Vedo complicata la convivenza con decine di appartamenti, soprattutto se di pregio. Diverso sarebbe stato se la destinazione fosse stata rivolta ad una residenza per studenti universitari. Questa sarebbe stata una scelta adatta al contesto e in linea con le ambizioni della città. Una scelta però che avrebbe richiesto visione, discussione, ricerca di investitori privati, proposta e concertazione.

Spero ci sia ancora tempo per un emendamento in consiglio comunale, perché nel caso passasse la proposta della giunta insieme alla vendita dell’edificio sarà certificato un fallimento politico. Il nostro.

Intanto il supermercato più grande del quartiere propone una tessera riservata agli studenti che darà loro diritto a sconti. Per dire che dedicare quel palazzo a residenza per studenti non è uno sfizio radical chic, ma è favorire lo sviluppo economico di un quartiere.