Augusto Montaruli

Bilancio di mandato: dove ho “sbagliato”

smile tristeNei giorni scorsi avevo pubblicato un post dove raccontavo le “cose fatte”, quelle riuscite. Una sorta di bilancio di cinque anni di consiliatura. Un bilancio però è composto da anche da insuccessi e tentativi non riusciti e io ve li voglio raccontare. Un minimo di onestà intellettuale e di correttezza verso le persone cui si chiede fiducia. Il saldo io comunque lo giudico positivo, dagli errori comunque si impara.

Cominciamo dall’inizio. Un inizio che mi ha visto svolgere il ruolo di capogruppo, ruolo che avevo chiesto rifiutando quello di coordinatore di una commissione. Avevo la velleità, presunzione (fate voi), forse memore dell’esperienza lavorativa che mi ha visto gestire team in situazioni complicate e con obiettivi “tosti”, di fare gruppo. Avrei voluto che si condividessero idee e soprattutto visione. Non avevo tenuto conto di una serie di complicazioni che non me l’hanno consentito o semplicemente non ero la persona giusta in quel momento. Altro non potevo fare che prendere atto e rassegnare le dimissioni.

Un’idea condivisa e non realizzata. L’idea, concretizzata con un mio ordine del giorno approvato all’unanimità, era la possibilità di celebrare matrimoni in circoscrizione. Giuro che non era nata dal mio desiderio di fare il celebrante, al massimo avrei scattato qualche foto. L’idea era (è ancora) tutta politica: avvicinare ancora di più i cittadini all’istituzione a loro più vicina. Se il matrimonio religioso lo si celebra nella parrocchia del quartiere perché non celebrare quello civile nella “parrocchia laica” del tuo quartiere? Avevo ricevuto una serie di apprezzamenti, ma purtroppo nessun appoggio concreto dal piano di sopra (il consiglio comunale), forse avrei dovuto gestire la cosa più politicamente. Offrire l’idea a qualcuno/a lassù? Verificare prima eventuali appoggi politici? A consolazione devo dire che l’errore di “manovra” è stato una bella lezione che mi è servita.

L’ultimo è di questi giorni e ammetto che fa male. Avevamo, attraverso una manifestazione di interesse, incoraggiato e avviato due corsi per assistenti bagnanti dedicando spazi alla Lido. Il corso con un costo competitivo prevedeva per un minimo di dieci iscritti due gratuiti per un totale di quattro. I quattro gratuiti erano destinati ad associazioni che utilizzano le piscine per portarci i bambini nell’ambito di estate ragazzi. L’obiettivo era (è ancora) rendere autonome le associazioni nella gestione delle corsie e dare a giovani educatori una prospettiva di lavoro (il brevetto fa titolo nei concorsi e crea opportunità di lavoro nelle piscine e al mare). Non ci siamo riusciti. Probabilmente è mancata la comunicazione. Mi piacerebbe riprovarci.

Termino confessando che mi è anche capitato di perdere la pazienza nel corso di riunioni o in sala consiliare. Poche volte però e scusandomi sempre. Se ricordo bene. Certamente avrò commesso anche altri errori e ci sono stati altri insuccessi, però questi bastano direi.

Smiley.svgNon voglio esagerare nel farmi del male, cercate di capirmi… sono in campagna elettorale…

Ricomicio da Otto cose da raccontare

Non voglio fare l’elenco delle “cose fatte” in questi cinque anni di consiliatura alla Otto, preferisco raccontarle. Preferisco raccontarle partendo dalla “cosa fatta” più emozionante. Prima però lasciatemi dire che tutto ciò che si propone, si realizza parte da pensieri comuni, da discussioni a volte serene e a volte no, dalla collaborazione e dalla condivisione di risorse e obiettivi. Condivisione non è un tasto sul social, è avere la stessa passione mettendosi a disposizione e poi andare con ostinazione, e un po’ di divertimento e leggerezza che aiutano sempre, verso la meta.  Anche se la condivisione non è per niente scontata ed è maledettamente complicata da attuare di questi tempi. Nella seconda parte della consiliatura occupandomi di sport ho condiviso con Paola Parmentola, che svolgeva il ruolo di coordinatrice della commissione cultura di cui lo sport è parte, il percorso verso la meta. Come dicevo sopra: pensieri comuni, discussioni, collaborazione, condivisione di risorse e obiettivi. Con ostinazione divertimento e leggerezza.

Ricomincio da Otto dicevo in un altro post: perché quel numero resta, perché a contarle almeno Otto cose le ho fatte. 

Uno

DSC_2057 copiaQuel concerto di Gianmaria Testa in compagnia di Giancarlo Caselli che riempì tutto il Tempio Valdese. Ci lavorai come redattore di Ottoinforma insieme all’ANPI e Raffaele Scassellati, al Teatro Baretti e Marco Vernetti e all’Associazione Dobhran e Massimo Pizzoglio. E tanti altri che ci aiutarono a vendere i biglietti. Riuscimmo a raccogliere 5.000 euro che donammo al Museo della Resistenza.  E’ il ricordo più bello, emotivamente più forte di quei cinque anni.  Un ricordo politico, sì, tutto politico: la condivisione di un progetto, il coinvolgimento di molti è politica. L’emozione è politica. Anche i libri sono emozioni, vi consiglio il libro di Gianmaria Testa edito a Einaudi “Da questa parte del mare”.

Due

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C’è stato anche il “lavoro” di redattore del giornale che mi ha consentito di esplorare la Otto, conoscerla meglio. Capirla meglio. Con il giornale abbiamo parlato di crisi, abbiamo conosciuto realtà artigianali importanti, raccontato storie di persone. Sostenuto e coinvolto le librerie indipendenti.  Un lavoro politico, sì, tutto politico. Conoscere il territorio che si amministra, indirizza le priorità. Dà la giusta rotta alla navigazione.

Tre

L’idea del PIA (Progetto integrato d’ambito), consentitemelo è frutto di unaOLYMPUS DIGITAL CAMERA mia ostinazione poi condivisa con tutti e infine gestita dal coordinatore.  Se nei prossimi anni Torino avrà un quartiere non centrale e aulico con un arredo urbano dedicato e armonico con le sue caratteristiche sociali, culturali e urbanistiche quel quartiere sarà San Salvario.  La bellezza è un progetto politico, è deve essere godibile da tutti.

Quattro

santino ultima verisoneIl progetto Olimpo, l’evento culturale di Torino Capitale Europea dello Sport, realizzato con la Fondazione del libro e le Biblioteche Civiche. Un salone off dedicato allo sport narrato incontrando autori anche nei luoghi dove lo sport si pratica. Evento concluso con cinque giornate culminate nello spettacolo teatrale Sporting.

Cinque

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Abbiamo “giocato a bocce” rivitalizzando questo sport e interpretandolo come volano di aggregazione sociale e di rivitalizzazione delle bocciofile. Un primo risultato la riedizione del torneo Eridano. E abbiamo anche chiuso (finalmente) le bocciofile “finte” e inutilizzate o utilizzate per altri scopi.

Sei

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Abbiamo interpretato le feste dello sport (Skate Park di Piazza Zara e l’associazione di quartiere Pilonetto Insieme) come momento di aggregazione, facilitando l’incontro tra utenti dei luoghi sportivi e cittadini. L’incontro e la condivisione dei luoghi  combatte i pregiudizi e progetta il futuro.

Sette

pallanuotoAssegnazione degli spazi sportivi in modo condiviso e partecipato. Prima le scuole e la disabilità, poi i bisogni dei cittadini e l’agonismo. Abbiamo definito la vocazione delle due piscine dedicando più spazi all’agonismo alla Parri e al nuoto libero alla Lido. In questo modo abbiamo potuto aprire, per primi a Torino, la piscina Lido la domenica. L’assegnazione degli spazi sportivi è un atto politico e non una pratica solamente amministrativa. Adesso abbiamo anche una mappa in rete dei luoghi dello sport. E non solo, nelle due piscine ora ci sono anche i libri: da leggere, consultare e portare a casa. E’ il book crossing attivato con la Biblioteca Civica di quartiere Ginzburg.

Otto

pallanuoto parriIl complesso sportivo Parri e l’area che lo circonda sono passati dal demanio statale a quello comunale: ora è possibile riqualificare quel luogo utilizzando tutte le potenzialità esistenti. Lo possiamo fare grazie anche agli studenti di Architettura che partecipando al congresso mondiale degli architetti del paesaggio (IFLA2016) hanno elaborato un’interessante proposta di riqualificazione. Infine il Circolo Garibaldi ora è finalmente accatastato, dalla prossima consiliatura può partire un bando che consente di dare una svolta a quel luogo aprendolo alla cittadinanza nel pieno rispetto della sua storia.

Mi fermo a Otto per coerenza con il santino e perchvaldeseé non tutto è raccontabile, perché ci sono cose mie che ho fatto per il piacere di farle. Da normale cittadino. E va bene così, al limite ci saranno tracce in giro di qualche mia foto o magari un film al quale ho collaborato.

Lasciatemi concludere dicendo che in queste Otto e più cose ci sono tante persone, persone che mi hanno raccontato, proposto, aiutato. Persone appassionate. Persone che in qualche caso sono amici in più. Veri. E forse è questa la motivazione più forte per cui… ricomincio da Otto.

 

Ottoinforma, un’esperienza da continuare.

La democrazia ha bisogno di informazione. Vera, il più possibile completa. In questi anni alla Otto ci abbiamo provato con “Ottoinforma”. Un giornale on linLogoOTTOINFORMA-CMYK copiae, solo due uscite su carta purtroppo, che non è stato organico alla giunta, ma aperto ai contributi di tutti. Un direttore responsabile dell’ufficio stampa del comune, una redazione composta da tre consiglieri: due di maggioranza e uno di minoranza. Un’esperienza unica, non credo ci siano realtà simili, che si dovrebbe replicare nella prossima consiliatura anche e nel caso con soluzioni di gestione alternative: la riforma del decentramento porta interessanti novità sul tema partecipazione democratica, ma un maggiore impegno per coordinatori e consiglieri. Personalmente mi sono occupato di qualche piccola inchiesta, interviste e di esplorazione del territorio. A me, questo contributo che ho dato in forma assolutamente volontaria, è servito moltissimo per capire, conoscere, esplorare i quartieri della circoscrizione. Abbiamo incontrato gli artigiani, siamo entrati nelle librerie, narrato storie di cittadini. Abbiamo raccontato le questioni “spinose” (penso al Valdese). Abbiamo fatto piccole inchieste: sulla crisi e le attività commerciali per esempio. Abbiamo raccontato ciò che sui giornali non trovava spazio, ma che ha volte abbiamo stimolato.

Mi auguro davvero che l’esperienza in qualche modo possa continuare. Aiuta chi amministra a conoscere meglio il territorio e si fornisce un servizio al cittadino.

Vi racconto i “santini”

Fare il consigliere di circoscrizione non è star seduti sullo scranno, lì ci devi stare il tempo necessario per una discussione e per un voto. Il ruolo è tutto progettuale, di ascolto, di proposta, di realizzazione. Prevede lunghe camminate, incontri, verifiche. Prevede anche la consapevolezza dei limiti istituzionali previsti dallo statuto della città e dal regolamento del decentramento.

L’aspetto più importante, soprattutto di questi tempi di scarse risorse economiche, è la condivisione progettuale. L’obiettivo comune. La “complicità” con gli altri attori del territorio: associazioni culturali, sportive, scuole, gruppi spontanei di cittadini.

I miei “santini” segnalibro hanno questo scopo, raccontarvi alcune delle cose che grazie alla “complicità” sono state realizzate. E anche raccontarvi di un fiore.

I santini sono dei segnalibro, la parte elettorale può essere ritagliata. Le fotografie sono tutte mie, salvo quelle del sottoscritto che sono state scattate da Delia Gianti (camicia rossa) e mia figlia (con il papavero nel taschino). L’idea grafica è mia ed è stata perfezionata da un amico. I costi che ho sostenuto: 100 euro. Di più non posso permettermi e non sarebbe giusto , etico spendere. Duemila santini mi sono stati regalati da un amico, vero. Un amico che oltretutto abita anche in un’altra circoscrizione. Un amico.

Perché un segnalibro

L’idea era un santino che potesse avere una vita più lunga della campagna elettorale, che non finisse, nel migliore dei casi, nei contenitori della carta riciclata. Ho abbinato la mia passione per la fotografia con la passione per i libri (e le librerie indipendenti). Ed eccoli qui.

Cominciamo dal gattino

Diapositiva1Può sembrare un po’ ruffiano, i gatti, si sa, fanno tenerezza e “acchiappano”. Non è così e a prescindere a casa ne ho due e ne ho sempre avuti. La fotografia è stata scattata durante una mia camminata nel quartiere, come tante che faccio. Il gattino è una metafora del camminare il territorio: andando a verificare, incontrare, partecipare, organizzare. Questo credo sia il senso del fare politica in un ente di prossimità.

Le bocce

Diapositiva7Il gioco delle bocce non è solo un momento sportivo o ricreativo. Il gioco delle bocce è anche i luoghi, le bocciofile lungo il Po; è un pezzo di cultura della città; è persone che si incontrano, organizzano partite, una sana bevuta e una cena. La foto è stata scattata durante uno dei tornei organizzati dalle numerose associazioni e circoli della Otto, eravamo al circolo del Fioccardo. Grazie ad alcuni cittadini appassionati del gioco è partito un progetto di rinascita del gioco delle bocce, un progetto che ha ridato vita ad un torneo storico che ha messo in rete circoli e soprattutto persone.

Il monopattino


Diapositiva2Il controluce nasconde il volto del ragazzino che fa acrobazie, per ovvie ragioni di privacy e di eleganza non vi posso mostrare la grinta e la felicità che traspariva. Eravamo allo skate park di Piazza Zara dove si stava svolgendo la prima festa dello sport che vedeva i ragazzi su BMX, monopattino e skate veri protagonisti. La festa invece di essere una normale esibizione sportiva l’avevamo interpretata come un incontro tra chi frequenta il luogo e chi ci abita. I residenti del quartiere hanno svolto il ruolo di spettatori e di ospiti offrendo bibite e cibo; i ragazzi in cambio si sono esibiti in spettacolari acrobazie. Una giornata fantastica.

Sedici gambe, otto attori

Il 2015 Torino èsantino ultima verisone stata capitale europea dello sport. Noi abbiamo dato un contributo importante organizzando con la Fondazione del Libro e le Biblioteche Civiche il progetto Olimpo. Una serie di incontri con autori che scrivono di sport pensato per evidenziare l’aspetto culturale dello sport, la narrazione dello sport. Nell’ambito del progetto si è realizzato uno spettacolo teatrale, “Sporting”, tratto da un romanzo di Mauro Berruto. La foto l’ho scattata durante le prove. Lo spettacolo, che sta continuando ad essere rappresentato in giro per l’Italia, ha avuto il suo debutto a Matera nell’ambito degli eventi legati a Matera Capitale della Cultura. Perché lo sport è cultura e anche narrazione.

La barchetta

barchettaMi avevano inviato un messaggio: vieni davanti alla casa del quartiere e portati la macchina fotografica. L’aiuola Ginzburg era invasa da barchette di carta. Tutte azzurre. Si promuoveva un progetto diventato uno spettacolo teatrale bellissimo e godibilissimo. Quella barca sta a significare il viaggio, la visione, il remare insieme nella stessa direzione. E’ il senso dell’impegno sociale e politico. La barchetta in primo piano l’ho ricolorata di rosso, il perché diventa chiaro con il prossimo santino.

Il papavero

Diapositiva6Scattata ad Atene a marzo del 2015. L’unica fuori zona. Potrei scrivere che rappresenta il verde, le questioni ambientali, la sostenibilità eccetera eccetera. Sì sì, c’è anche questo, ma soprattutto il rosso. Sono di sinistra e Atene non è un caso.

RICOMINCIO DA OTTO

TESTA POST

“Chell ch’è stato è stato... basta, ricomincio da tre... Nossignore, ricomincio da... cioè... tre cose me so' riuscite dint'a vita, pecché aggia perdere pure chest? Aggia ricomincià da zero? Da tre! “

Ricomincio da tre, diceva Massimo Troisi: “tre cose me so’ riuscite dint’a vita, pecché aggia perdere pure chest?”.

Io invece ricomincio da Otto: perché quel numero resta, perché a contarle almeno Otto cose le ho fatte. Poi ci sono le cose non riuscite, quelle lasciate a metà e quelle da fare. Parleremo anche di questo. Parleremo anche di quanto può essere bello e sofferto fare politica.

Sì, mi leggerete tra i candidati PD in circoscrizione. Otto ovviamente.

Mi permetterò di darvi qualche consiglio di voto al femminile, da queste elezioni sarà possibile dare due preferenze purché di genere. Non farò “abbinamenti” con candidati in consiglio comunale, è tattica elettorale che non mi piace. Mi limiterò a dare suggerimenti.

Sarà una campagna slow, leggera, serena. Di sinistra.

A rileggerci, se vorrete seguirmi, con l’elenco delle cose di cui parlavo sopra.