Bilancio di mandato: dove ho “sbagliato”
Nei giorni scorsi avevo pubblicato un post dove raccontavo le “cose fatte”, quelle riuscite. Una sorta di bilancio di cinque anni di consiliatura. Un bilancio però è composto da anche da insuccessi e tentativi non riusciti e io ve li voglio raccontare. Un minimo di onestà intellettuale e di correttezza verso le persone cui si chiede fiducia. Il saldo io comunque lo giudico positivo, dagli errori comunque si impara.
Cominciamo dall’inizio. Un inizio che mi ha visto svolgere il ruolo di capogruppo, ruolo che avevo chiesto rifiutando quello di coordinatore di una commissione. Avevo la velleità, presunzione (fate voi), forse memore dell’esperienza lavorativa che mi ha visto gestire team in situazioni complicate e con obiettivi “tosti”, di fare gruppo. Avrei voluto che si condividessero idee e soprattutto visione. Non avevo tenuto conto di una serie di complicazioni che non me l’hanno consentito o semplicemente non ero la persona giusta in quel momento. Altro non potevo fare che prendere atto e rassegnare le dimissioni.
Un’idea condivisa e non realizzata. L’idea, concretizzata con un mio ordine del giorno approvato all’unanimità, era la possibilità di celebrare matrimoni in circoscrizione. Giuro che non era nata dal mio desiderio di fare il celebrante, al massimo avrei scattato qualche foto. L’idea era (è ancora) tutta politica: avvicinare ancora di più i cittadini all’istituzione a loro più vicina. Se il matrimonio religioso lo si celebra nella parrocchia del quartiere perché non celebrare quello civile nella “parrocchia laica” del tuo quartiere? Avevo ricevuto una serie di apprezzamenti, ma purtroppo nessun appoggio concreto dal piano di sopra (il consiglio comunale), forse avrei dovuto gestire la cosa più politicamente. Offrire l’idea a qualcuno/a lassù? Verificare prima eventuali appoggi politici? A consolazione devo dire che l’errore di “manovra” è stato una bella lezione che mi è servita.
L’ultimo è di questi giorni e ammetto che fa male. Avevamo, attraverso una manifestazione di interesse, incoraggiato e avviato due corsi per assistenti bagnanti dedicando spazi alla Lido. Il corso con un costo competitivo prevedeva per un minimo di dieci iscritti due gratuiti per un totale di quattro. I quattro gratuiti erano destinati ad associazioni che utilizzano le piscine per portarci i bambini nell’ambito di estate ragazzi. L’obiettivo era (è ancora) rendere autonome le associazioni nella gestione delle corsie e dare a giovani educatori una prospettiva di lavoro (il brevetto fa titolo nei concorsi e crea opportunità di lavoro nelle piscine e al mare). Non ci siamo riusciti. Probabilmente è mancata la comunicazione. Mi piacerebbe riprovarci.
Termino confessando che mi è anche capitato di perdere la pazienza nel corso di riunioni o in sala consiliare. Poche volte però e scusandomi sempre. Se ricordo bene. Certamente avrò commesso anche altri errori e ci sono stati altri insuccessi, però questi bastano direi.
Non voglio esagerare nel farmi del male, cercate di capirmi… sono in campagna elettorale…








mia ostinazione poi condivisa con tutti e infine gestita dal coordinatore. Se nei prossimi anni Torino avrà un quartiere non centrale e aulico con un arredo urbano dedicato e armonico con le sue caratteristiche sociali, culturali e urbanistiche quel quartiere sarà San Salvario. La bellezza è un progetto politico, è deve essere godibile da tutti.
Il progetto 



é non tutto è raccontabile, perché ci sono cose
e, solo due uscite su carta purtroppo, che non è stato organico alla giunta, ma aperto ai contributi di tutti. Un direttore responsabile dell’ufficio stampa del comune, una redazione composta da tre consiglieri: due di maggioranza e uno di minoranza. Un’esperienza unica, non credo ci siano realtà simili, che si dovrebbe replicare nella prossima consiliatura anche e nel caso con soluzioni di gestione alternative: la riforma del decentramento porta interessanti novità sul tema partecipazione democratica, ma un maggiore impegno per coordinatori e consiglieri. Personalmente mi sono occupato di qualche piccola inchiesta, interviste e di esplorazione del territorio. A me, questo contributo che ho dato in forma assolutamente volontaria, è servito moltissimo per capire, conoscere, esplorare i quartieri della circoscrizione. Abbiamo incontrato gli



