Augusto Montaruli

Mozione: Recovery Plan e Torino Esposizioni


E’ una bella notizia: la riqualificazione del Borgo Medievale, i nuovi battelli elettrici per la navigazione sul Po e soprattutto la biblioteca civica a Torino Esposizioni. Questo è quanto ha chiesto la sindaca Appendino che venga inserito nei fondi del Recovery fund.

E’ una bella notizia che richiede da subito la massima trasparenza e la concertazione con il territorio. Per questo con la mozione che leggete sotto chiedo una commissione in circoscrizione dove la sindaca possa iniziare quel percorso di collaborazione e di trasparenza che ritengo importante, necessario e fondamentale.

Certo che se la gatta non fosse stata frettolosa si poteva una diversa destinazione alla rotonda del Valentino, magari una caffetteria ristorante della biblioteca invece di un disco-ristorante. Perchè quell’area io me la immagino come Briant Park a New York, una cosa così: Bryan Park


Torino, data del protocollo

Mozione: Recovery plan e piano Valentino

PREMESSA

Dai quotidiani (La Stampa 14/04/2021) si apprende che la città ha inserito tra le richieste da inserire nel Recovery plan l’area del Valentino. Per la precisione un progetto di riqualificazione del parco che comprende oltre alla creazione della nuova biblioteca civica, il restauro del Borgo Medievale e di Torino Esposizioni, il miglioramento delle zone verdi e i nuovi battelli elettrici per la navigazione sul fiume Po.

L’articolo sopra citato riporta la seguente dichiarazione dell’assessore Pironti «L’intenzione – ha continuato l’assessore – non è creare solo una struttura per la consultazione dei libri. Bisogna immaginare un luogo dove poter lavorare, studiare condividendo gli spazi. Saranno presenti anche alcuni servizi della città, come un corner dedicato all’anagrafe».

E’ chiaramente una buona notizia che aspettiamo da anni, una buona notizia che andrebbe accompagnata anche dal coinvolgimento del territorio a partire dalla circoscrizione. E’ evidente che l’impatto sul quartiere sarà molto importante e benvenuto se gestito in sinergia e con una visione legata al futuro della città. 

PERTANTO

Riteniamo opportuna e utile, in prima battuta, una prima presentazione in commissione della richiesta presentata al governo.

Riteniamo anche che, alla luce di quanto sopra,  andrebbe “rinnovata” la logica con cui si affidano a terzi i luoghi del Valentino, legando gli stessi alle future destinazioni degli edifici oggetto di riqualificazione.

CHIEDIAMO

Quindi al presidente e ai coordinatori competenti di organizzare una commissione pubblica con la Sindaca al fine di illustrare quanto in oggetto.

Primo firmatario: Augusto Montaruli

Ordine del Giorno e consiglio aperto sul Valentino

Finalmente è stata calendarizzata la data del consiglio aperto che avevo richiesto mesi fa sul Valentino. Sicuramente sarà presente l’assessore Unnia, al momento non so se parteciperà l’assessore Montanari.

L’ordine del giorno che accompagna il consiglio aperto e di cui sono primo firmatario torna sulla questione auto al Valentino e ne apre altre (Cacao, Campus, Biblioteca, spaccio e altro ancora). Ne discuteremo il 17 ottobre alle 19:00 nell’ex sede consiliare di via Campana. Qui la convocazione  del consiglio aperto.

Spero in una “visibile” e “udibile” partecipazione.

Di seguito l’ordine del giorno che potete scaricare qui in PDF.


Torino, data del protocollo
ORDINE DEL GIORNO
OGGETTO: PARCO DEL VALENTINO, FUTURO E POLITICHE DI RIQUALIFICAZIONE E VIVIBILITA’

Premesso che

Il Regolamento n. 275, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale in data 20 novembre 2000, detta le regole per la fruizione del Parco del Valentino;
Detto Regolamento, in linea con il Piano Regolatore, classifica il Parco come “zona pedonale”, consentendo l’accesso ai veicoli unicamente per l’ingresso al V Padiglione;
L’ulteriore deroga al divieto di accesso al Parco consiste nel riconoscere a residenti ed operatori delle attività e dei servizi in esso situati (muniti di apposito contrassegno rilasciato dall’Ufficio Comunale competente), a mezzi dei disabili,  mezzi dei fornitori, a tutti i mezzi di pubblico servizio ed ai veicoli di soccorso la possibilità di fare ingresso nel Parco da Viale Virgilio, in prossimità del Monumento all’Artigliere;
Attualmente il Parco del Valentino è classificato nel suo insieme come Zona a Traffico Limitato e al suo interno porzioni cospicue sono dedicate alle “strisce blu”, ivi compreso il Viale Turr;
Lo spaccio di sostanze stupefacenti rende non godibili alcune aree del parco
Manifestazioni di grande impatto si svolgono all’interno del parco

Considerato che

Il Parco del Valentino risulta essere l’unico caso di area verde di fatto aperta al traffico delle automobili;
La circolazione e la sosta dei veicoli rappresenta un concreto rischio per l’incolumità di quanti vivono il Parco come luogo per la pratica sportiva o, in ogni caso, come spazio ricreativo;
Il Viale Turr è situato in una zona di pertinenza fluviale e, come tale, inidoneo ad essere utilizzato come parcheggio;
Il parco sarà sede del Campus del Design del Politecnico e Torino Esposizioni ospiterà la Biblioteca Civica Centrale;
All’interno della Giunta comunale non sembra esserci uniformità di vedute sul tema;
Crediamo necessario un rafforzamento della sorveglianza e anche progettualità che consentano di occupare con iniziative culturali, sportive e di socializzazione quelle aree attualmente oggetto di traffico di stupefacenti;
Riteniamo che il parco del Valentino possa diventare più accogliente e attrattivo per i cittadini e i turisti attraverso postazione To-Bike, Wi-Fi, iniziative culturali e sportive all’aperto e con un punto di informazione turistica;
Che con la chiusura della discoteca Cacao si è resa disponibile per la cittadinanza di un’area del parco confinante con il futuro Campus del Politecnico di Torino.

Chiediamo

Al Sindaco e alla Giunta di:

Dare piena e concreta attuazione al Regolamento del Parco del Valentino;
Vietare la sosta dei veicoli sull’intera superficie del Parco;
Inibire totalmente l’ingresso delle automobili all’interno del Parco stesso (fatte salve le eccezioni indicate in premessa);
Dare vita in collaborazione con la Circoscrizione Ottava a progettualità dedicate di contrasto allo spaccio di stupefacenti e ad una migliore vivibilità del parco come elencato nel “considerato che”;
Di definire con un regolamento dedicato quali manifestazione si potranno svolgere nel parco e con quali vincoli legati al paesaggio, alla viabilità e alla sicurezza;
Di installare un sistema di video sorveglianza a garanzia della sicurezza;
Di ripensare l’area precedentemente occupata dalla discoteca Cacao in mondo da renderla fruibile dalla cittadinanza come possibile punto verde e creando sinergie con il campus del Politecnico, la biblioteca civica (vedi punto 4) e le associazioni culturali del territorio;
Di implementare un punto punto turistico informatico all’interno del parco o della sede della nuova biblioteca civica;
Potenziare la disponibilità di del Byke Sharing nel parco.

Al Presidente della Circoscrizione Davide Ricca di convocare un consiglio aperto dedicato al Parco del Valentino invitando gli assessori Unia, Montanari e Sacco.
Primo firmatario: Augusto Montaruli Gruppo LeU

Altri firmatari

E Corso Raffaello? Pensiamoci

raffaelloSi parla molto di Corso Marconi, rambla parcheggio alberi…, e io un’idea lì ce l’avrei: a me piacerebbe un piccolo Champs Elysee. Il corso è la metà del boulevard parigino e io lo immagino con il controviale pedonalizzato (tranquilli, con pista ciclabile) e due file di alberi. Ma non è di Corso Marconi che vorrei parlarvi, vorrei cominciare a stuzzicare l’interesse e le idee su Corso Raffaello. Quel viale andrà a unire due siti in piena riqualificazione: lo Scalo Vallino dove si sta ultimando il secondo centro di biotecnologie oltre a probabili realizzazioni di interesse pubblico (ne parleremo presto o tardi) e l’area di Torino Esposizioni dove sorgerà a breve la nuova biblioteca civica e il campus del design. Corso Raffaello sarà attraversato da cittadini, residenti e moltissimi studenti italiani e stranieri. La fermata Nizza della metropolitana vedrà salire in superficie moltissime persone che si recheranno verso il Valentino. Una riflessione su Corso Raffaello dobbiamo farla, io credo che andrebbero ripensati i marciapiedi che hanno la dimensione giusta per consentire una pista ciclabile e una pedonalizzazione totale. Ci guadagnerebbe il commercio, la serenità del passeggio e, perché no, la bellezza. Che fa bene agli occhi e allo spirito e aiuta le prime due cose.

Ricomicio da Otto cose da raccontare

Non voglio fare l’elenco delle “cose fatte” in questi cinque anni di consiliatura alla Otto, preferisco raccontarle. Preferisco raccontarle partendo dalla “cosa fatta” più emozionante. Prima però lasciatemi dire che tutto ciò che si propone, si realizza parte da pensieri comuni, da discussioni a volte serene e a volte no, dalla collaborazione e dalla condivisione di risorse e obiettivi. Condivisione non è un tasto sul social, è avere la stessa passione mettendosi a disposizione e poi andare con ostinazione, e un po’ di divertimento e leggerezza che aiutano sempre, verso la meta.  Anche se la condivisione non è per niente scontata ed è maledettamente complicata da attuare di questi tempi. Nella seconda parte della consiliatura occupandomi di sport ho condiviso con Paola Parmentola, che svolgeva il ruolo di coordinatrice della commissione cultura di cui lo sport è parte, il percorso verso la meta. Come dicevo sopra: pensieri comuni, discussioni, collaborazione, condivisione di risorse e obiettivi. Con ostinazione divertimento e leggerezza.

Ricomincio da Otto dicevo in un altro post: perché quel numero resta, perché a contarle almeno Otto cose le ho fatte. 

Uno

DSC_2057 copiaQuel concerto di Gianmaria Testa in compagnia di Giancarlo Caselli che riempì tutto il Tempio Valdese. Ci lavorai come redattore di Ottoinforma insieme all’ANPI e Raffaele Scassellati, al Teatro Baretti e Marco Vernetti e all’Associazione Dobhran e Massimo Pizzoglio. E tanti altri che ci aiutarono a vendere i biglietti. Riuscimmo a raccogliere 5.000 euro che donammo al Museo della Resistenza.  E’ il ricordo più bello, emotivamente più forte di quei cinque anni.  Un ricordo politico, sì, tutto politico: la condivisione di un progetto, il coinvolgimento di molti è politica. L’emozione è politica. Anche i libri sono emozioni, vi consiglio il libro di Gianmaria Testa edito a Einaudi “Da questa parte del mare”.

Due

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

C’è stato anche il “lavoro” di redattore del giornale che mi ha consentito di esplorare la Otto, conoscerla meglio. Capirla meglio. Con il giornale abbiamo parlato di crisi, abbiamo conosciuto realtà artigianali importanti, raccontato storie di persone. Sostenuto e coinvolto le librerie indipendenti.  Un lavoro politico, sì, tutto politico. Conoscere il territorio che si amministra, indirizza le priorità. Dà la giusta rotta alla navigazione.

Tre

L’idea del PIA (Progetto integrato d’ambito), consentitemelo è frutto di unaOLYMPUS DIGITAL CAMERA mia ostinazione poi condivisa con tutti e infine gestita dal coordinatore.  Se nei prossimi anni Torino avrà un quartiere non centrale e aulico con un arredo urbano dedicato e armonico con le sue caratteristiche sociali, culturali e urbanistiche quel quartiere sarà San Salvario.  La bellezza è un progetto politico, è deve essere godibile da tutti.

Quattro

santino ultima verisoneIl progetto Olimpo, l’evento culturale di Torino Capitale Europea dello Sport, realizzato con la Fondazione del libro e le Biblioteche Civiche. Un salone off dedicato allo sport narrato incontrando autori anche nei luoghi dove lo sport si pratica. Evento concluso con cinque giornate culminate nello spettacolo teatrale Sporting.

Cinque

Diapositiva7

Abbiamo “giocato a bocce” rivitalizzando questo sport e interpretandolo come volano di aggregazione sociale e di rivitalizzazione delle bocciofile. Un primo risultato la riedizione del torneo Eridano. E abbiamo anche chiuso (finalmente) le bocciofile “finte” e inutilizzate o utilizzate per altri scopi.

Sei

Diapositiva2

Abbiamo interpretato le feste dello sport (Skate Park di Piazza Zara e l’associazione di quartiere Pilonetto Insieme) come momento di aggregazione, facilitando l’incontro tra utenti dei luoghi sportivi e cittadini. L’incontro e la condivisione dei luoghi  combatte i pregiudizi e progetta il futuro.

Sette

pallanuotoAssegnazione degli spazi sportivi in modo condiviso e partecipato. Prima le scuole e la disabilità, poi i bisogni dei cittadini e l’agonismo. Abbiamo definito la vocazione delle due piscine dedicando più spazi all’agonismo alla Parri e al nuoto libero alla Lido. In questo modo abbiamo potuto aprire, per primi a Torino, la piscina Lido la domenica. L’assegnazione degli spazi sportivi è un atto politico e non una pratica solamente amministrativa. Adesso abbiamo anche una mappa in rete dei luoghi dello sport. E non solo, nelle due piscine ora ci sono anche i libri: da leggere, consultare e portare a casa. E’ il book crossing attivato con la Biblioteca Civica di quartiere Ginzburg.

Otto

pallanuoto parriIl complesso sportivo Parri e l’area che lo circonda sono passati dal demanio statale a quello comunale: ora è possibile riqualificare quel luogo utilizzando tutte le potenzialità esistenti. Lo possiamo fare grazie anche agli studenti di Architettura che partecipando al congresso mondiale degli architetti del paesaggio (IFLA2016) hanno elaborato un’interessante proposta di riqualificazione. Infine il Circolo Garibaldi ora è finalmente accatastato, dalla prossima consiliatura può partire un bando che consente di dare una svolta a quel luogo aprendolo alla cittadinanza nel pieno rispetto della sua storia.

Mi fermo a Otto per coerenza con il santino e perchvaldeseé non tutto è raccontabile, perché ci sono cose mie che ho fatto per il piacere di farle. Da normale cittadino. E va bene così, al limite ci saranno tracce in giro di qualche mia foto o magari un film al quale ho collaborato.

Lasciatemi concludere dicendo che in queste Otto e più cose ci sono tante persone, persone che mi hanno raccontato, proposto, aiutato. Persone appassionate. Persone che in qualche caso sono amici in più. Veri. E forse è questa la motivazione più forte per cui… ricomincio da Otto.

 

Bryant Park e la Civica

Bryant Park è un parco cittadino di New York (dopo il post una serie di foto scattate tra giugno e luglio 2014), un quadrilatero di 39.000 metri quadri che fiancheggia, e accompagna, la sede centrale della New York Public Library. Un prato delimitato da un viale alberato. In piena Manhattan, a pochi isolati dal caos di Times Square, tra l’Empire e il Rockfeller. Un’oasi di tranquillità al servizio dei residenti e dei turisti, molti dei quali stremati dalle lunghe camminate in città. Il parco non è solo una panchina dove sederti e prendere il fresco o fare uno spuntino.

E’ un luogo che si integra con la vicina biblioteca pubblica, come a completare l’offerta della Public Library. Cinema all’aperto d’estate; reading per grandi e bambini; una giostra vintage con i cavallini; un piano bar discreto; panchine e anche sedie e tavolini (pubblici); giochi a disposizione, dal backgammon agli scacchi; book sharing e persino un campo di petanque. Accesso libero al wifi, come in molti parchi cittadini, senza bisogno di registrarsi. Sei milioni di visitatori l’anno a Bryant Park, un parco che si sostiene grazie anche alla sponsorizzazione di realtà come Google, Citibank, HBO, Bank of America, the New York Times, Lululemon, Southwest Airlines, HSBC Bank, Evian, Clearchannel e il  Wall Street Journal.

Quando mi sono seduto, spossato da una lunga camminata e dal caldo, sotto gli alberi di Bryant Park e prima di tornare a visitare la Public Library, ho provato ad immaginare un nostro Bryan Park, più bello e più grande. Quello che mi piacerebbe accompagnasse la nuova Biblioteca Civica di Torino. A Torino Esposizioni, proprio lì, al Valentino. Perché noi se vogliamo le cose le possiamo fare, anche bene. Anche meglio. Altro che ruota panoramica.

La civica a To Expo, cronache dal lettino.

_DSC0881No, proprio no! La biblioteca civica a Torino Esposizioni non la voglio.  Ci sono altri luoghi dove trasferirla. La Cavallerizza per esempio è in centro, dove già ci sono i musei e le gelaterie. Dove basta sventrare tutto e adattare edifici antichi in modo che possano ospitare una bella biblioteca moderna e ospitale.  E se i libri e le persone non ci stanno pazienza, non si può avere tutto dalla vita.  Soprattutto in centro città.

Non la voglio perché il Valentino deve essere un santuario immacolato, possibilmente privo di persone. Solo papere e scoiattoli. Ed è noto che le papere e gli scoiattoli non leggono libri, al massimo li mangiano.  Il Valentino come su Marte quando c’è vita.

Non la voglio perché il quartiere si riempirebbe di giovani studenti che magari mi arrivano da altri paesi. Una marea di giovani che mi farebbero sentire più vecchio.  Ed io questo non posso tollerarlo. Ma non scherziamo su ‘ste cose, neh!

Non la voglio perché occorre andarci piano con iniziative che qualificherebbero il quartiere, che andrebbero a dare sviluppo economico. E se mi si allunga la fila al supermercato? E se mi aumentano i ciclisti? Avete mai pensato al traffico da bici? E dove mettiamo le auto? E dove facciamo i parcheggi che ci sono troppe automobili e non sappiamo dove metterle? E i marciapiedi che sono stretti e gli studenti non ti fanno passare che non è più come ai miei tempi che erano educati.

Non la voglio perché in fondo le aule dell’università strapiene mi ricordano la gioventù, fanno nostalgia e bloccano le iscrizioni. Certo allora si poteva fumare in aula, ma per fortuna ora no. Anche io sto attento al progresso. E poi, scusate, ma cos’è ‘sta storia di Torino città universitaria.  Ma torniamo a fare la 1100R o la 128 Special che davano tanto lavoro per produrle e anche per ripararle. Che io c’ho un nipote meccanico disoccupato.

E le strisce pedonali? Ma avete pensato alle strisce pedonali? Andrebbero incrementate per attraversare in sicurezza Corso Massimo.  Esteticamente mi rovinano il paesaggio. Tutto quel bianco e nero disturberebbe la tifoseria granata. Una vera democrazia partecipata deve porsi questi problemi.

Non la voglio perché darebbe troppo risalto al contenitore, quel palazzo abbandonato che tutto il mondo ci invidia. Non esageriamo nel fare i boriosi. E poi scusate, se l’avevano ideato per metterci le automobili perché dobbiamo metterci i libri? Cerchiamo di essere coerenti, no? Al limite, se proprio si vuole, ci mettiamo delle automobili a forma di libro.

Insomma dottore, dissi alzandomi dal lettino, io sono fermamente contrario al progetto di trasferimento della biblioteca a Torino Esposizioni, non sopporto l’idea di una città votata alla cultura, una città che diventi polo universitario attrattivo. Poi questa idea della collaborazione con Architettura non riesco proprio a digerirla. Metti che ci arrivano visitatori da tutto il mondo? Vanno bene le Olimpiadi, ma quelle sono una volta ogni morte di papa. Avere tutta ‘sta gente tra le scatole tutto l’anno mi rovina il tran tran quotidiano. Che io c’ho la minima alta.