Augusto Montaruli

Unità

71su7Js+5+LOggi ho comunicato al presidente della circoscrizione Otto il nome del gruppo cui faccio parte. Da solo.
Come ho scritto qui sono uscito dal gruppo PD, di cui ero componente come membro indipendente, per costituire uno. Da solo.
Il gruppo l’ho chiamato “Unità a sinistra”.
Un po’ per autoironia, ci sono solo io nel gruppo: unità nel senso di uno. Un po’ per speranza, per, nel mio piccolissimo, lanciare un messaggio, una preghiera, un’appello, un URLO: unità a sinistra. Qua e in tutto il paese.
Star da soli non è proprio il massimo della vita. Soprattutto di questi tempi.
Fatemi gli auguri.

PS: che poi proprio da solo non sono.

Esco dal PD

Di seguito potete leggere la lettera con la quale annuncio l’uscita, sofferta, dal Partito Democratico.


Alla segreteria del Circolo PD “Giorgina Levi”
Al Capogruppo PD della Circoscrizione 8
Al Presidente della Circoscrizione 8
Al gruppo consiliare PD della Circoscrizione 8

Carissime/i,

Ci sono lettere che non si vorrebbero mai scrivere e quando si scrivono è difficile trovare le parole. Non perché si tratta di una decisione epocale, figuriamoci quanto di epocale c’è in una mia decisione, ma perché la scrivo a voi. A voi con cui ho condiviso un percorso a volte allegro, felice altre volte litigando e in certi casi anche furiosamente. Festeggiando vittorie e consolandoci nelle sconfitte. Abbiamo passato le giornate e a volte le notti in quella casa che condividevamo per il partito e soprattutto per il territorio che presidiamo.

Ora io esco da quella casa.

Esco perché se non si condivide la maggior parte delle cose, mi riferisco al partito e non al circolo, non ha più senso restarci. Esco perché non si può trascinare per mesi un conflitto tra le parti, è estenuante. E non vorrei tirarla per le lunghe anche perché non ho calcoli personali da elaborare.

Esco a malincuore perché ci siete voi.

Esco, ma vi assicuro, che non so ancora quale vestito metterò e se lo metterò un vestito. Sto cercando di capire e poi prenderò una decisione.

Di certo posso assicurarvi che sarò leale con voi. Sarò leale con il circolo PD e le persone che lo animano, sarò leale con il gruppo PD in consiglio, con la Giunta e con il Presidente. Sarò leale perché senza quel simbolo non sarei consigliere di circoscrizione.

Naturalmente la mia nomina a presidente delle commissioni di quartiere sono a disposizione nel caso ci fossero, e li comprenderei, ripensamenti.

Un abbraccio affettuoso
Augusto

Plurale o feudale (il PD)

Forse qualcuno non ha ancora compreso che se a Torino fosse stato previsto il ballottaggio alle elezioni circoscrizionali il PD (e la sua coalizione) avrebbe preso una scoppola storica. Forse qualcuno non ha compreso che abbiamo perso lì, nei quartieri. Le periferie. Come non fosse capitato niente – tra una partita degli europei e l’altra, tra un brexit e un’elezione spagnola, tra un’analisi del voto che è colpa sempre di altri – continuano a gestire i loro feudi chiedendo tributi all’impero (?!) mentre i castelli son circondati. Le scorte finiranno presto o tardi: i vassalli fuggiranno da passaggi segreti e si rifugeranno in altri manieri o diventeranno capitani di (s)ventura. E il popolo chi se ne frega. Smettetela, ritiratevi, cercatelo adesso quel passaggio segreto. Io lo voglio plurale, democratico il PD, con riferimenti culturali e valori condivisi non feudale.
Guardate che queste elezioni una cosa certamente han confermato: non contate un cazzo.

Scusate il linguaggio, ma sono davvero incavolato e voglio prendere tutta la distanza che serve da voi.

Ps: scritto, quasi a caldo, dopo i primi consigli di circoscrizione. 

Bilancio di mandato: dove ho “sbagliato”

smile tristeNei giorni scorsi avevo pubblicato un post dove raccontavo le “cose fatte”, quelle riuscite. Una sorta di bilancio di cinque anni di consiliatura. Un bilancio però è composto da anche da insuccessi e tentativi non riusciti e io ve li voglio raccontare. Un minimo di onestà intellettuale e di correttezza verso le persone cui si chiede fiducia. Il saldo io comunque lo giudico positivo, dagli errori comunque si impara.

Cominciamo dall’inizio. Un inizio che mi ha visto svolgere il ruolo di capogruppo, ruolo che avevo chiesto rifiutando quello di coordinatore di una commissione. Avevo la velleità, presunzione (fate voi), forse memore dell’esperienza lavorativa che mi ha visto gestire team in situazioni complicate e con obiettivi “tosti”, di fare gruppo. Avrei voluto che si condividessero idee e soprattutto visione. Non avevo tenuto conto di una serie di complicazioni che non me l’hanno consentito o semplicemente non ero la persona giusta in quel momento. Altro non potevo fare che prendere atto e rassegnare le dimissioni.

Un’idea condivisa e non realizzata. L’idea, concretizzata con un mio ordine del giorno approvato all’unanimità, era la possibilità di celebrare matrimoni in circoscrizione. Giuro che non era nata dal mio desiderio di fare il celebrante, al massimo avrei scattato qualche foto. L’idea era (è ancora) tutta politica: avvicinare ancora di più i cittadini all’istituzione a loro più vicina. Se il matrimonio religioso lo si celebra nella parrocchia del quartiere perché non celebrare quello civile nella “parrocchia laica” del tuo quartiere? Avevo ricevuto una serie di apprezzamenti, ma purtroppo nessun appoggio concreto dal piano di sopra (il consiglio comunale), forse avrei dovuto gestire la cosa più politicamente. Offrire l’idea a qualcuno/a lassù? Verificare prima eventuali appoggi politici? A consolazione devo dire che l’errore di “manovra” è stato una bella lezione che mi è servita.

L’ultimo è di questi giorni e ammetto che fa male. Avevamo, attraverso una manifestazione di interesse, incoraggiato e avviato due corsi per assistenti bagnanti dedicando spazi alla Lido. Il corso con un costo competitivo prevedeva per un minimo di dieci iscritti due gratuiti per un totale di quattro. I quattro gratuiti erano destinati ad associazioni che utilizzano le piscine per portarci i bambini nell’ambito di estate ragazzi. L’obiettivo era (è ancora) rendere autonome le associazioni nella gestione delle corsie e dare a giovani educatori una prospettiva di lavoro (il brevetto fa titolo nei concorsi e crea opportunità di lavoro nelle piscine e al mare). Non ci siamo riusciti. Probabilmente è mancata la comunicazione. Mi piacerebbe riprovarci.

Termino confessando che mi è anche capitato di perdere la pazienza nel corso di riunioni o in sala consiliare. Poche volte però e scusandomi sempre. Se ricordo bene. Certamente avrò commesso anche altri errori e ci sono stati altri insuccessi, però questi bastano direi.

Smiley.svgNon voglio esagerare nel farmi del male, cercate di capirmi… sono in campagna elettorale…

I muscoli del capitano, del PD.

La rotta è sempre “perigliosa” e non basta un capitano, servono navigatori, macchinisti, telegrafisti, marinai… passeggeri tanti e un approdo chiaro e condiviso.

 

“Giovanotto, io non vedo niente.
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente”.
http://www.youtube.com/watch?v=FZeuC4oF7rw
Guarda i muscoli del capitano, tutti di plastica e di metano.
Guardalo nella notte che viene, quanto sangue ha nelle vene.
Il capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero,
fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un pò alla vita.
E poi il capitano, se vuole, si leva l’ancora dai pantaloni
e la getta nelle onde e chiama forte quando vuole qualcosa,
c’è sempre uno che gli risponde.
Ma capitano non te lo volevo dire,
ma c’è in mezzo al mare una donna bianca,
così enorme, alla luce delle stelle,
che di guardarla uno non si stanca.

Questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali,
ed ha un motore di un milione di cavalli
che al posto degli zoccoli hanno le ali.
La nave è fulmine, torpedine, miccia,
scintillante bellezza, fosforo e fantasia, molecole d’acciaio,
pistone, rabbia, guerra lampo e poesia.
In questa notte elettrica e veloce, in questa croce di Novecento,
il futuro è una palla di cannone accesa e noi la stiamo quasi raggiungendo.
E il capitano disse al mozzo di bordo
“Giovanotto, io non vedo niente.
C’è solo un pò di nebbia che annuncia il sole.
Andiamo avanti tranquillamente”.