Augusto Montaruli

I libri nel labirinto

“Sono cresciuto tra i libri, in compagnia di amici immaginari che popolavano pagine consunte, con un profumo tutto particolare.”

E’ un po’ che volevo farlo, entrare nella libreria di Andrea Guarnieri, fare due chiacchiere con lui (abbiamo un luogo in comune che era pieno di libri nei nostri ricordi) ed esplorare i suoi labirinti, curiosare negli scaffali e fotografare.
La libreria di Andrea mi ha ricordato un romanzo e non c’è bisogno di andare a Barcellona per rivivere alcune pagine de L’ombra del vento. Basta andare in via Madama Cristina entrare e iniziare l’esplorazione.

“…Ti posso solo ripetere quello che mi disse mio padre: quando una biblioteca scompare, quando una libreria chiude i battenti, quando un libro viene cancellato dall’oblio, noi, i custodi di questo luogo, facciamo in modo che arrivi qui. E qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito. Noi li vendiamo e li compriamo, ma in realtà i libri non ci appartengono mai…”

Dal primo capitolo de L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafon: “Il cimitero dei libri dimenticati”

Una cartolina per Opportunanda

coverCome da promessa ho effettuato il bonifico a Opportunanda. Un piccolo bonifico di 150 € frutto della vendita di quindici confezioni del progetto “Una cartolina da San Salvario”. Tolti i costi (arrotondati a 5 €).

Mi rendo conto che l’importo è quasi simbolico, ma i simboli son proporzionati agli sforzi e alle dimensioni del progetto. Appunto per questo mi piacerebbe molto che “Una cartolina per San Salvario” diventasse un progetto collettivo. Con altri numeri. E poi perché più siamo più ci divertiamo e più siamo generosi. E San Salvario va in giro per il mondo.

Grazie a chi ha aderito. Grazie soprattutto a Maurizio Lanfranco di MLEditing che ha contenuto i costi partecipando di fatto al progetto e al bonifico. Opportunanda è qui per chi volesse saperne di più e l’IBAN (vedi mai…) è questo: IT59O0760101000000029797107.

Con Opportunanda ci eravamo incontrati un aprile del 2013.

Le vivandiere di San Salvario


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Al seguito degli eserciti garantivano alle truppe napoleoniche, risorgimentali, durante la guerra civile americana il cibo e forse anche altro. Erano le vivandiere che viaggiavano sui carri in coda alla lunga fila di fanti e cavalieri. Una figura che ha ispirato opere liriche e romanzi d’appendice. Ora le vivandiere non ci sono più, sono state sostituite dallo spaccio interno alle caserme e da battaglioni servizi o, magari, da un catering militare.
Non sono del tutto sparite però, c’è ancora un esercito che ha al suo servizio le vivandiere. E’ l’esercito dello spaccio. Mi avevano raccontato di queste figure femminile che si aggiravano in San Salvario ma non le avevo ancora viste. Ne ho vista una ieri alle otto di sera tornando dal cinema, in via Saluzzo all’angolo con via Giacosa. Era lì: giovane, graziosa, elegante a modo suo e truccata il giusto. Nel bagagliaio aperto della sua auto ho visto thermos e le razioni “kappa” dello spacciatore. Lei distribuiva caffè e tè e un sacchetto con un panino. Intorno a lei la “truppa” che si rifocillava e altri reparti dislocati sull’esteso fronte dello spaccio erano in avvicinamento per ricevere il rancio prima della lunga notte in trincea.
L’esercito ha belle divise, pulite e all’ultimo grido. Tutti i soldati sono dotati di radio ricetrasmittente con auricolari per comunicare con il comando e con i bisognosi di rifornimenti.
Un’organizzazione perfetta che mi fa immaginare il reclutamento, l’approvvigionamento di vestiario e di smartphone con auricolari. E chissà dove saranno le caserme dove truppa e vivandiere sono alloggiate.
Forse sarebbe ora di una bella licenza che porti al congedo assoluto arrestando i generali dell’esercito dello spaccio.

Forse non tutti sanno che…

img_0015Forse non tutti sanno che è una rubrica della Settimana Enigmistica che bisognerebbe adottare per raccontare aneddoti, curiosità, contraddizioni e quant’altro della giunta a cinque stelle torinese. Leggo con vivo interesse, un po’ sorridendo e un po’ incavolandomi, del rapporto privilegiato che l’assessorato al commercio e il capo di gabinetto avrebbero instaurato, programmando addirittura incontri mensili, con l’associazione commercianti di via Baretti. Rapporto privilegiato che avrebbe lo scopo di raccogliere idee e proposte per risolvere i “problemi” di San Salvario. Ne cito una per tutte: “la creazione di parcheggi a raso in corso Marconi.” Chapeau!

Forse non tutti sanno che… in campagna elettorale l’interlocutore principale del movimento stellare era un’associazione (ben più numerosa e partecipe alla vita del territorio) che si contrapponeva in modo ostinato (per usare un eufemismo) agli interlocutori di oggi. Forse non tutti sanno che quell’associazione “ostinata” era regolarmente ricevuta dalla precedente giunta. Ma si sa, come cantava De Andrè: 

Vengono 
Vanno 
ritornano 
e magari si fermano tanti giorni 
che non vedi più il sole e le stelle 
e ti sembra di non conoscere più 
il posto dove stai 

“Chiaramente” della circoscrizione nonostante il ruolo di sintesi che dovremmo avere, nonostante le numerose proposte e richieste di incricerca-di-impronte-umane-con-lo-strumento-lente-d-39-ingrandimento_318-38379ontri ci sono scarse tracce nelle agende chi di governa la città. Vedremo se al consiglio aperto su San Salvario lasceranno tracce o dovremo chiamare il RIS per trovarle.

A Mesagne il dehor è torinese

tav-1-concorso-mesagne-ciano-magenta-bdCome forse saprete già dalla scorsa consiliatura la circoscrizione 8 chiede l’adozione di un PIA (progetto integrato d’ambito) da implementare nel quadrilatero di San Salvario.
Il PIA andrebbe a contestualizzare l’arredo urbano, soprattutto i dehors, con la realtà architettonica, sociale e culturale del quartiere. Darebbe senso estetico e misure compatibili e sostenibili mettendo fine alla giungla esistente e rendendo piacevole agli occhi di chi passa o di chi lo usa l’arredo urbano. La bellezza aiuta e provoca anche comportamenti corretti.

Qualche giorno fa Francesca Grilli, incontrandola mentre prendeva un caffè in un dehor (e di quello parliamo) di San Salvario, mi racconta di aver vinto insieme alla collega Roberta Rinaldi un concorso di idee indetto dal comune di Mesagne su un progetto di dehor che sarà adottato dalla città pugliese e messo a disposizione delle attività commerciali. Ho visto le foto e letto le caratteristiche progettuali e devo dire che bene ha fatto la commissione comunale a premiare Francesca e Roberta.

tav-2-concorso-mesagne-bdIl dehor che hanno immaginato è poco impattante, trasparente. Si costruisce con materiali leggeri e semplici, la pedana può anche essere in legno riciclato. La tenda che copre il dehor è pensata con materiale fotovoltaico che può consentire anche la ricarica del cellullare oltre che a illuminare la sera. La “chicca estetica” è la decorazione pensata per la tenda: saranno merletti ispirati a quelli realizzati dalle donne pugliesi al tombolo a ricordare le luminarie delle feste patronali del Salento.

Chapeau Francesca e Roberta!

A colpire, ripeto, la leggerezza estetica del progetto. Invito operatori commerciali, tecnici del settore e chi studierà (finalmente) il PIA per San Salvario ad approfondire. Abbiamo belle competenze e belle idee da questa parti. Usiamole.

Il progetto: dal sito DOPArchitetti

L’assessora illustra il progetto di arredo urbano

Articoli: Il Gazzettino di Brindisi – Qui Mesagne

Non ci perderemo di vista

FullSizeRender-6Il titolo non è una minaccia, ma una promessa. Una promessa che faccio ad Alessio Pavarallo. Alessio è stato, lo sarà fino a domani per esser precisi, il responsabile della biblioteca civica di quartiere “Natalia Ginzburg” a San Salvario. Da lunedì 16 gennaio andrà a occuparsi della civica della Falchera, all’estrema periferia della città. Fra tutte le iniziative dedicate alle periferie della città, forse questa è la migliore. Perché? Perché periferia non è dove si sta, ma come si sta. Alessio con la sua professionalità, con la sua gentilezza, con la sua disponibilità e curiosità intellettuale porterà al centro quella periferia. E la farà stare meglio. Perché di Alessio abbiamo apprezzato la sua capacità di fare rete, di ascolto, di diventare punto di riferimento culturale. E lo farà anche lì. Anche se non sarà semplice, quello che da lunedì andrà a svolgere sarà un compito non facile e noi, per tornare al titolo, che abbiamo goduto del suo lavoro, una volta elaborato il “lutto” abbiamo il dovere di ricambiare andando a trovarlo portando lì un pezzo di San Salvario. Uscire a far due passi non potrà che farci bene.

Grazie di tutto Alessio, in bocca al lupo e a presto. E un benvenuto a Franco Rapillo.

 

 

Biblioteca civica don Lorenzo Milani
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