Augusto Montaruli

La bacheca popolare

IMG-0910A San Salvario puoi passeggiare e leggere poesie, scrivere musica, preoccuparti per gattini scomparsi, chiederti chi sia quel bambino che sorride o informarti sul boicottaggio ad Israele. Tutto questo sui muri del quartiere. Da poco ai muri della case si è aggiunta la bacheca popolare: un’uscita di sicurezza del Baretti che è stata trasformata in luogo di informazione autogestito da anarchici, boicottatori, centri sociali eccetera.
La cosa non mi scandalizza devo dire, esteticamente è un guazzabuglio e non si può vedere ma sono stato giovane anche io e la memoria mi accompagna ancora e non vorrei fare il benpensante tardivo.
Anzi, questa bacheca popolare (bacheca altrui a dire il vero e popolare non saprei in che senso) mi fa venire un’idea da proporre. Provo a dirla.
Immaginate uno spazio dove, gratuitamente senza pagare tasse di affissione e rispettando qualche elementare regola di buona educazione e di misure uguali per tutti (A4 e al massimo A3), comitati, gruppi spontanei, associazioni e istituzioni di prossimità possano affiggere informazioni, proposte, eventi, proteste, grida di giubilo o di dolore… da quello che capita nel quartiere (gattini compresi) alla messa in naftalina delle bombe atomiche.
Una sorta di facebook di strada da consultare nei giardinetti, nelle piazze del mercato e se volete possiamo chiamarla streetinfo o facesquare o facestreet che fa più figo. Un social di strada insomma. Niente di nuovo, cose che si facevano e tanto una volta.
Però tornando alle regole che sia obbligatoria la firma con tanto di recapito: se sgarri quelle poche norme soprattutto di buona educazione paghi: chi usa la bacheca deve assumersi la responsabilità di ciò che fa. Metterci la faccia sempre.
Cosa ne dite? Se lo facciamo diamo però poi una pulita a quella porta del Baretti che così è proprio brutta e non mi fa concentrare sulla programmazione del cineteatro.
E facendoci aiutare da Fossati…

Alzati che sta passando la bacheca popolare
se c’è qualcosa da dire ancora
ce lo dirà
se c’è qualcosa da chiarire ancora
ce lo dirà

Capita(à)no alla Casa del Quartiere

Belle cose succedono nel mare di San Salvario.

IMG-0267

Il direttore lo vide arrivare in divisa da ufficiale e quando gli chiese di parlargli fu tra il preoccupato e lo stupito. “Ma chi sarà mai questo e cosa vorrà?”

Il personaggio misterioso che il direttore vide arrivare in uniforme è Tim, un giovane ufficiale della marina americana di stanza a Napoli che trascorre in missione molte settimane a Torino. Da qualche mese Tim il suo tempo libero lo trascorre facendo volontariato alla Casa del Quartiere di San Salvario.

Tim che ha scoperto la Casa del Quartiere un Primo Maggio: “Ero uscito dalla palestra di via Nizza che frequento tutte le mattine e cercavo un posto dove mangiare, sono capitato qui e ho visto che c’era tanta gente, si preparava una grigliata e c’era una bella atmosfera nonostante la pioggia. Rimasi affascinato dal luogo e dalle persone e decisi di chiedere se potevo fare qualche ora da volontario.”

Ma cosa può fare un capitano di corvetta dove non c’è il mare?

IMG-0265“Qualsiasi cosa, al college facevo il cameriere, preparo i tavoli, sparecchio e se ci sono lavori di fatica non c’è problema”

E Tim, che è di padre siciliano e di madre gallese e che arriva dall’Illinois, tutte le mattine dopo la palestra fa ciurma con Giovanni e Marina che, lì alla casa, se Tim è capitano Giovanni è il terrore dei sette mari e Marina l’ammiraglio.

Se passate dopo le 10 lo trovate il capitano e care naviganti sappiate che al momento è single e ha la passione per la cucina. La divisa ha ancora un suo fascino, il mare accompagna l’avventura e il cibo buono da completa il menu.

 

 

Francesco e Moussa stanno bene insieme

 

Questa mattina son passato in via Ormea a trovare Francesco e Moussa, per fare due chiacchiere e sapere come andava il tirocinio di Moussa. Tirocinio attivato grazie al contributo di “Bottega Scuola”, progetto sostenuto dalle associazioni imprenditoriali, CNA e Casartigiani e finanziato dalla Regione Piemonte. 

IMG-0259Francesco è contento: “con Moussa si lavora bene, impara e in fretta. Gli insegni e va da solo come un treno“. Moussa sorride e intanto le sue mani sono sul pezzo da restaurare.

IMG-0264

Francesco è contento: “non mi sono mai trovato così bene con un collaboratore, adesso andiamo a prendere un caffè, noi, lui prende sempre un bicchiere di latte“

Francesco è appena tornato dalla Turchia dove aveva lampadari da restaurare a casa Garibaldi e per prendere ordini per altri lavori da fare: “Mi piacerebbe portarci Moussa, ma non può ancora espatriare. Intanto lo porto in trasferta a Villa D’Este che ci sono restauri da completare.”

IMG-0263Francesco è proprio contento: “Devo parlare con altri artigiani per replicare questa esperienza e poi da quando c’è lui le cose vanno meglio.”

Moussa sorride come sorridono quelli felici, Moussa che vuol poi tornare in Senegal e fare lì il lavoro di Francesco.

E magari Francesco lo accompagna. 

L’articolo sul tirocinio di Moussa da Francesco:

moussa francesco torino cronaca

Un mistero in via Valperga

Via Valperga va da corso Massimo a via Nizza. Via Valperga è attraversata da, nell’ordine partendo da corso Massimo: via Ormea, via Madama Cristina, via Principe Tommaso, via Belfiore e via Saluzzo prima di arrivare a concludersi in via Nizza.
La direzione da corso Massimo a via Nizza prevede il transito limitato solo a mezzi GTT, quella da via Nizza a corso Massimo prevede il transito per tutti i veicoli. Lo dicono i segnali stradali. All’angolo con via Saluzzo è installata da tempo una telecamera, puntata verso via Nizza, che controlla il rispetto della segnaletica.
Adesso c’è un mistero.

Una variante che è poco comprensibile, almeno per me. Per voi non saprei. Per l’assessorato non è dato sapere. Perché da qualche giorno è successa questa cosa qui che provo a raccontare.
Da corso Massimo a via Saluzzo rimane il divieto, a leggere la segnaletica, per tutti i mezzi escluso GTT da corso Massimo, ma non più fino a via Nizza. Solo fino a via Saluzzo perché da lì si cambia. E si cambia strano. Nel senso che lì ci sono dei cartelli che ti dicono che il divieto è in vigore dalle 7:00 alle 20:00 ad esclusione di GTT, taxi, motociclette e biciclette. Sembrerebbe che la modifica riguardi solo il tratto tra via Saluzzo e via Nizza. Perché? Come mai? Che senso  (nel senso di sensato) ha? Chiederemo.

Dicevo sembrerebbe perché prima di via Saluzzo, proprio di fronte alla scuola c’è un altro segnale stradale che avverte sul divieto per tutti, dalle 7:00 alle 20:00 con l’obbligo di svoltare in via Saluzzo.

MI chiedo il senso di questa cosa che manderà in palla gli utenti della strada, che siano ciclisti automobilisti linotipisti e frati trappisti. Aggiungo che il cartello stradale posto all’angolo con via Saluzzo impedisce una visuale utile a chi deve dare la precedenza per attraversare in direzione corso Raffaello. Sentiremo botti.

Insomma sembra una segnaletica “retroattiva”, tipo dolcetto scherzetto: fin qui vi abbiamo detto che non potevate passare, eh eh eh. In realtà potevate dopo le 20 e nel caso di ciclisti, taxi, motociclisti e frati trappisti sempre.
Boh, e ripeto Boh.

Ps: informerò il coordinatore in circoscrizione per i chiarimenti del caso 

Ecco le foto della segnaletica.

IMG_4132
Cartello in via Valperga/Belfiore
IMG_4135
Cartello prima di via Saluzzo
IMG_4134
Cartello in via Valperga all’altezza del Regina Margherita
IMG_4136
Cartello sotto la telecamera, impedisce una visuale utile a chi attraversa e deve dare la precedenza.

Le bici nei pesci del signor Nettuno

Ci son due pesci rossi: uno con le squame e la boccuccia a cuore e un suo compare con i tentacoli e l’occhio grande.

Son pesci, che invece del solito paguro, son tatuati di tante biciclette, senza cambio senza freni e senza pedali. Tanto in mare non si frena e nemmeno si pedala. Non c’è salita piuttosto una gran discesa se si fora. 

donne calamaro

Due donne abbracciate stanno sotto l’occhio del tentacolato, come spaventate, e se guardate bene con ruote pure loro, proprio lì, dove si vede ma non si dice.

IMG_2295

In via Berthollet, all’angolo con via Ormea, sui muri del Valdese sta il pesce squamato con la boccuccia a cuore. Chissà, forse è fuggito dai banchi del mercato.

IMG_3709

Ad allietar bambini con il naso in su sta il calamaro rosso (o il totano rosso), dal nome salgariano, in via Ormea sui muri della scuola.

Santo Salvario quartier di cuochi e di ciclisti, di animalisti e di vegani, di scrittori e di critici culinari e, soprattutto di curiosi, non può che rivolgere un accorato appello all’anonimo muralista “ciclittico“: dicci chi sei o ti chiamerem Nettuno

Daisy

IMG_3755Daisy è una ragazza in gamba e molto simpatica.

Daisy che è passata a salutare i ragazzi del San Luigi, l’ho conosciuta lì, tra una partita a dama, due chiacchiere con Matteo e quattro risate con Carlo.

Al Valentino.

Daisy che a scuola andava alla Silvio Pellico e al pomeriggio al San Luigi. Daisy ora studia legge in Texas e si allena. 

Perché a Daisy mancano tre metri per arrivare a 61. Perché se il suo disco volerà fino a 61 metri Daisy andrà alle olimpiadi di Tokyo.

Ci andrà con la maglia con su scritto Italia. Perchè Daisy è italiana.

Daisy che è bella e ha un sorriso stupendo.

E io son felice che Daisy sia italiana.

Guardate questo video su Facebook  e lo sarete certamente anche voi felici.