Augusto Montaruli

La civica a To Expo, cronache dal lettino.

_DSC0881No, proprio no! La biblioteca civica a Torino Esposizioni non la voglio.  Ci sono altri luoghi dove trasferirla. La Cavallerizza per esempio è in centro, dove già ci sono i musei e le gelaterie. Dove basta sventrare tutto e adattare edifici antichi in modo che possano ospitare una bella biblioteca moderna e ospitale.  E se i libri e le persone non ci stanno pazienza, non si può avere tutto dalla vita.  Soprattutto in centro città.

Non la voglio perché il Valentino deve essere un santuario immacolato, possibilmente privo di persone. Solo papere e scoiattoli. Ed è noto che le papere e gli scoiattoli non leggono libri, al massimo li mangiano.  Il Valentino come su Marte quando c’è vita.

Non la voglio perché il quartiere si riempirebbe di giovani studenti che magari mi arrivano da altri paesi. Una marea di giovani che mi farebbero sentire più vecchio.  Ed io questo non posso tollerarlo. Ma non scherziamo su ‘ste cose, neh!

Non la voglio perché occorre andarci piano con iniziative che qualificherebbero il quartiere, che andrebbero a dare sviluppo economico. E se mi si allunga la fila al supermercato? E se mi aumentano i ciclisti? Avete mai pensato al traffico da bici? E dove mettiamo le auto? E dove facciamo i parcheggi che ci sono troppe automobili e non sappiamo dove metterle? E i marciapiedi che sono stretti e gli studenti non ti fanno passare che non è più come ai miei tempi che erano educati.

Non la voglio perché in fondo le aule dell’università strapiene mi ricordano la gioventù, fanno nostalgia e bloccano le iscrizioni. Certo allora si poteva fumare in aula, ma per fortuna ora no. Anche io sto attento al progresso. E poi, scusate, ma cos’è ‘sta storia di Torino città universitaria.  Ma torniamo a fare la 1100R o la 128 Special che davano tanto lavoro per produrle e anche per ripararle. Che io c’ho un nipote meccanico disoccupato.

E le strisce pedonali? Ma avete pensato alle strisce pedonali? Andrebbero incrementate per attraversare in sicurezza Corso Massimo.  Esteticamente mi rovinano il paesaggio. Tutto quel bianco e nero disturberebbe la tifoseria granata. Una vera democrazia partecipata deve porsi questi problemi.

Non la voglio perché darebbe troppo risalto al contenitore, quel palazzo abbandonato che tutto il mondo ci invidia. Non esageriamo nel fare i boriosi. E poi scusate, se l’avevano ideato per metterci le automobili perché dobbiamo metterci i libri? Cerchiamo di essere coerenti, no? Al limite, se proprio si vuole, ci mettiamo delle automobili a forma di libro.

Insomma dottore, dissi alzandomi dal lettino, io sono fermamente contrario al progetto di trasferimento della biblioteca a Torino Esposizioni, non sopporto l’idea di una città votata alla cultura, una città che diventi polo universitario attrattivo. Poi questa idea della collaborazione con Architettura non riesco proprio a digerirla. Metti che ci arrivano visitatori da tutto il mondo? Vanno bene le Olimpiadi, ma quelle sono una volta ogni morte di papa. Avere tutta ‘sta gente tra le scatole tutto l’anno mi rovina il tran tran quotidiano. Che io c’ho la minima alta.

La Biblioteca, ToExpo e la bottiglia di spumante

La prima reazione, quella istintiva, al sentire del trasferimento della Biblioteca Civica dall’attuale sede a Torino Esposizioni è, oltre ad un salto di gioia, è quella di andare a procurarsi una bottiglia di champagne o di spumante (c’è la crisi) e stapparla per brindare. Poi arriva la fase più riflessiva che per me vuol dire capire come e quanto il trasferimento della Biblioteca si possa e si debba inserire nel contesto sociale ed economico del territorio. Questa è la fase dell’approfondimento, della diffusione della notizia e dell’ascolto dei cittadini, delle associazioni e degli operatori economici. Infine c’è il parere con eventuali suggerimenti e richieste. Un percorso semplice, affidabile, propositivo e, si spera, privo di retro pensieri o di pregiudizi da schieramento pre o post congressuali, associativo e da “gusti personali”.

Adesso cominciamo con il mettere la spunta almeno sul fatto che la Biblioteca la vogliamo.

Spuntiamo anche un altro punto importante, con la Biblioteca e Biotecnologie nell’area fronte Corso Raffaello che le ferrovie stanno dismettendo arriverà (e non solo) l’espansione di Biotecnologie, San Salvario è parte integrante dell’obiettivo di trasformare Torino in una vera e grande città universitaria.  E non trascuriamo che la disponibilità della caserma La Marmora in via Asti apre nuove e interessanti opportunità di cui presto o tardi, meglio presto, dovremmo pur parlare. Quanto sopra aumenta il potenziale attrattivo del quartiere che esercita verso gli studenti fuori sede italiani e stranieri. Qui già vivono, studiano e si divertono in molti. Molti altri potranno arrivare. La discussione sulle opere a contorno, sul teatro o sulle aule, sulla collaborazione con il Politecnico e/o un nuovo teatro da mille posti dovrebbe basarsi su due punti di discussione: cosa è più compatibile con il territorio dal punto di vista sociale, culturale ed economico; quanto una scelta o l’altra va a incidere nei costi e nei tempi di realizzazione.

Il resto, gli effetti collaterali (transito e parcheggio nel Valentino o la famosa ruota… di Penelope) per forza di cosa saranno esaminati contestualmente. Con calma e senza perdere di vista l’obiettivo finale. La mia sensazione, ma spero di sbagliarmi, è che si parta dagli effetti collaterali e non dalla prima decisione da prendere.

La bottiglia di spumante non l’ho ancora stappata, mi piacerebbe farlo in buona compagnia. E non vedo l’ora.

La Civica a ToExpo, si potrebbe fare

Si potrebbe fare:  la Biblioteca Civica a Torino Esposizioni potrebbe diventare realtà. Con questa sensazione sono uscito ieri dalla commissione comunale congiunta (VI V e II) dove si è discussa la proposta di mozione “Un nuovo progetto di rigenerazione del parco Valentino e di Torino Esposizioni”: ci sarebbero i soldi che arriverebbero dai fondi destinati ai siti olimpici, sembrerebbe esserci una larga e trasversale condivisione dell’ipotesi in consiglio comunale.  Anche la giunta, trovati i fondi, approverebbe.

Uso il condizionale perché è d’obbligo in questi casi e perché credo, e auspico, necessaria una presa di posizione e un’adesione forte e vivace delle associazioni del territorio. Così come, credo e auspico, un coinvolgimento nel progetto delle librerie indipendenti presenti nel territorio. Credo anche necessario un ordine del giorno della circoscrizione condiviso, minoranza e maggioranza, che sostenga la mozione.

Aggiungo che è stata ribadita la necessità di vietare sosta e circolazione nel parco e di destinare a tempo pieno il V° Padiglione a parcheggio. Sulla ruota si è in attesa invece del progetto preliminare che sarà sottoposto alla sovrintendenza per un parere definitivo. A prescindere, io continuo a sostenere che una ruota di quelle dimensioni nella locazione scelta non ci sta, prendano le misure. Comunque vedremo come andrà a finire.

Con questa splendida idea, la civica a ToExpo, potrebbe essere possibile dimostrare che la cultura fa sviluppo economico e che aiuta a delineare meglio la vocazione di un territorio scoraggiando, inoltre, i corpi estranei che ci sono e tentano ancora di insediarsi nel parco e dintorni.

Ascoltare, verificare e raccontare

Domani sarò qui ad ascoltare e verificare, poi racconteremo su www.ottoinforma.it.

Perché a noi, circoscrizione 8, piacerebbe che le auto non transitassero e parcheggiassero più nel parco del Valentino, che il V° padiglione diventasse un parcheggio a tempo e utilizzo pieno e infine che Torino Esposizioni diventasse la sede della Biblioteca Civica. 

Le prime due cose le abbiamo chieste con atto formale (ordine del giorno) per quanto riguarda la biblioteca civica siamo pronti a formalizzare.

ore 09,00  SALA OROLOGIO

SEDUTA CONGIUNTA 6° COMMISSIONE, 2° COMMISSIONE, 5° COMMISSIONE
Mozione 2013-02566/2 –  “UN NUOVO PROGETTO DI RIGENERAZIONE DEL PARCO DEL VALENTINO E DI TORINO ESPOSIZIONI” PRESENTATA DAI CONSIGLIERI GRIMALDI, CARRETTA E CASSIANI IN DATA 3 GIUGNO 2013. #6+2+5#

Giunta: BRACCIALARGHE, CURTI, LAVOLTA, LUBATTI,   Altri Consiglieri: PAOLINO, VIALE,   Dirigenti: BAYMA, CAVALLARO, GARBARINI, LAMBERTI, LUBBIA, PALERMO, VIRANO,

Non c’è posto per la ruota, neanche a spingere

ruota dimGrandi discussioni, grandi polemiche, sondaggi fifty/fifty, amicizie che rischiano di interrompersi, sacrilegio naturalistico, vocazione del parco e vocazione del quartiere, l’identità di Torino e la Torino europea. Tutto questo a causa della grande ruota panoramica che si vorrebbe installare al parco del Valentino.

E prendere due misure? Non c’è bisogno di un geometra, basta Google Earth. Lato A per lato B, larghezza e lunghezza. Perché nel posto prescelto, che è prendere o lasciare, non c’è posto. Non ci sta proprio. La ruota di Rimini (http://www.ruotapanoramicarimini.com) alta “solo” 55 mt occupa suolo pubblico alla base per 20mtx25mt, a Torino tra monumento e giardino roccioso, vedi foto allegata, lo spazio disponibile sarebbe, più o meno, 16/17 mt per 26/27 mt. E non c’è solo da tener conto dello spazio fisico dell’installazione, ma ci sono le biglietterie, le code e tutto il resto. Fine delle trasmissioni. La ruota ha girato, rien ne va plus.

A Torino una ruota ci può stare e anche una bella grande giostra di cavalli che a me piacciono molto, ma dove c’è spazio utile almeno.

PS: nel sito http://www.anesv.it dell’Associazione Nazionale Esercenti Spettacoli Viaggianti e Parchi (Presidente Evelina Christillin e vice Massimo Piccaluga) è consultabile un documento del ministero che definisce le attrazioni permesse, tra le quali e tra quelle di grande dimensioni c’è la definizione di ruota panoramica.

RUOTA PANORAMICA (Diametro oltre i 12 metri e non superiore a 50 mt)
Consta di piloni metallici che sostengono un asse centrale orizzontale e rotante al quale sono applicati dei bracci disposti a raggiera alla cui estremità sono imperniati dei seggiolini, o dischi, o conchiglie. Il movimento di rotazione del complesso è dato da un motore elettrico al perimetro della ruota. Altro tipo di ruota, dotato delle citate caratteristiche, poggia su un piano girevole montato su rotaia. 

Il silenzio e gli ordini del giorno

Mercoledì 28 novembre scorso il gruppo PD della circoscrizione 8 ha presentato due ordini del giorno, il primo (approvato all’unanimità) richiede il divieto di transito e parcheggio all’interno del parco del Valentino e il secondo (approvato dalla maggioranza) una diversa politica dei parcheggi nelle vie interne di San Salvario dando priorità per 3 giorni ai residenti.

I due ordini del giorno sono coerenti con l’obiettivo che ci siamo dati, come maggioranza, di arrivare a una mobilità realmente alternativa e sostenibile e di quell’obiettivo vogliono essere solo una tappa di avvicinamento.

Le associazioni presenti nel territorio, numerose, sono molto sensibili ai temi che i nostri ordini del giorno evidenziano.  Molte sono le manifestazioni che il quartiere San Salvario ha ospitato sul tema mobilità.

Sembrerebbe quindi che ci sia una sostanziale e importante convergenza d’idee e di obiettivi.

Però.

Però, quando la politica, di base, molto di base, batte un colpo non si sente neanche l’eco di quel colpo. E non è la prima volta che succede.

Mi piacerebbe sapere perché. Mi auguro sia solo distrazione. Perché insieme è meglio che da soli.

PS: ricordo che tutti gli atti consiliari sono consultabili qui e che il nostro giornale on line www.ottoinforma.it è sempre aggiornato sui temi che riguardano il nostro territorio ed è aperto ai cittadini che possono commentare e inviarci lettere e contributi di idee.