Augusto Montaruli

Interpellanze e mozioni: Ex Cacao, piazza Zara e trasformazioni urbane

Ho depositato in circoscrizione due interpellanze ed una mozione. Le interpellanze sono una indirizzata al coordinatore della IV commissione della giunta circoscrizionale e l’altra all’assessore Montanari. La mozione invece è dedicata agli spazi lasciati liberi dalla ex discoteca Cacao.

L’interpellanza al coordinatore chiede se e quando sarà installata e operativa la casetta Smat dell’acqua. Ricordo che mesi fa decidemmo con i tecnici il luogo dove installarla. 

Qui il testo.

L’interpellanza all’assessore Montanari è legata al silenzio che dura ormai da mesi e dopo gli annunci, anche se molto vaghi, di inizio mandato sulle trasformazioni urbane e di riqualificazione che insistono sul territorio della circoscrizione.

Qui il testo.

La mozione sugli spazi lasciati liberi dalla discoteca chiede ai coordinatori al verde publico e alla cultura un sopralluogo che possa verificare lo stato del luogo e quindi proporre una destinazione che restituisca ai cittadini quel luogo. A questo proposito dell’ex Cacao avevo scritto qui

Qui il testo.

E se il Cacao diventasse meravigliao? 


Non è chiaro cosa sarà del Cacao al Valentino, quello che è noto è la decisione del comune di bloccarne la riapertura. Il futuro di quel luogo è tutto da scrivere o almeno da sapere. Un futuro che personalmente scriverei partendo da ciò che è già deciso, da un’idea di parco cittadino e da cosa manca nel parco del Valentino e c’è invece nei parchi cittadini più famosi e vissuti al mondo.

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Open Air Theatre – Regent Park – Londra

Il futuro già scritto e di cui piacerebbe avere aggiornamenti in merito ai tempi di realizzazione, assessore Montanari se ci sei batti un colpo, riguarda il padiglione 5 (l’attuale parcheggio gestito da GTT) e Torino Esposizioni. Entrambi saranno sede del Campus del Design del dipartimento di architettura del Politecnico e della nuova sede della biblioteca civica. Il, anzi l’ex, Cacao è proprio accanto al padiglione 5 le cui uscite di sicurezza danno proprio in una striscia di terreno tra l’ex discoteca e il parcheggio. Riflettendo proprio su quanto già deciso, due luoghi destinati a giovani studenti e alla diffusione della cultura, ritengo che la futura destinazione del Cacao dovrebbe sposare le decisioni già prese andando a completarle e integrarle. Cosa c’è nei parchi cittadini più famosi e importanti del mondo che manca invece al Valentino? Un teatro. Semplicemente un teatro. C’è in Central Park a New York, c’è a Regent Park a Londra, ad Amsterdam a Bologna. Per dirne alcuni. Quel teatro al Valentino sarebbe un punto verde stabile, un offerta culturale per i cittadini e un’attrattiva per i turisti. La gestione potrebbe essere affidata ad un operatore culturale in grado di proporre un cartellone di eventi teatrali, musicali e cinematografici. Un operatore culturale che lavori in sinergia con Politecnico, l’offerta rivolta agli studenti del campus, e con Biblioteche che avrebbe a disposizione uno spazio per le iniziative culturali. Pensate all’off del Salone del libro in quella cornice naturale. Provate anche ad immaginare una collaborazione con l’orto botanico in fase di progettazione del teatro. Altro che ruota panoramica messa di traverso, di sbieco o per tre quarti. E già che ci siamo, e avremmo dovuto esserci da tempo, facciamo questa cosa che sembra un’impresa impossibile: toglietele queste benedette auto dal Valentino che non se ne può più.

Insomma questa amministrazione rischia di passare, insieme alla sua sindaca, senza lasciare tracce di se. Giusto una bippata sul tramvai. Fatela una cosa bella, il cacao diventi meravigliao. Ovviamente non vi voterò ma da cittadino di questa splendida città vi sarò riconoscente.

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A qualcuno piace cesso

IMG_3884Ieri mi hanno segnalato una novità al Valentino. Sono andato questa mattina a verificare la novità. Una distesa di gabinetti chimici davanti al Cacao. Proprio davanti all’ingresso del Cacao. Sì proprio lì.
Una distesa, lo vedete dalle foto, mimetizzata, si fa per dire, da un’orribile edera di plastica. A due passi dal castello, dall’orto botanico, dalla promotrice delle belle arti. Come mettere cessi chimici davanti a Palazzo Reale. Scherzo, per piacere non prendetemi in parola che voi siete capaci di farlo.
Subito ho pensato fossero lì per una manifestazione, magari il campionato mondiale dei piscioni o dei cagoni. Invece no. Son lì. Forse prima erano là e c’era bisogno di spazio e quindi li han spostati da lì a là. Ma queste sono illazioni e non vorrei pisciare fuori dal vaso, non mi pare il caso vista l’abbondanza di WC a disposizione.IMG_3882 Interpellato l’assessore al verde, è caduto dal pero, di corso Dante. Chissà dove il mistero sta.
Di sicuro questa cosa fa cagare. Detto papale papale e potete vederlo anche voi dalle foto che ho scattato. Scusate il linguaggio che solitamente non uso, ma volevo essere coerente con l’allestimento. Evidentemente il Valentino a qualcuno piace cesso, è noto che nessuno è perfetto.

IMG_3883Mi permetto di aggiungere un suggerimento, vista la frequentazione automobilistica del parco perché non installare un distributore di carburante? Magari camuffato con edera finta? Pensate a quei poveri automobilisti che girano girano per cercare un parcheggio e finiscono la benzina e magari gli scappa pure la pipì.

Abbondadis in abbondandum come diceva Totò nella famosa lettera.




Ricomicio da Otto cose da raccontare

Non voglio fare l’elenco delle “cose fatte” in questi cinque anni di consiliatura alla Otto, preferisco raccontarle. Preferisco raccontarle partendo dalla “cosa fatta” più emozionante. Prima però lasciatemi dire che tutto ciò che si propone, si realizza parte da pensieri comuni, da discussioni a volte serene e a volte no, dalla collaborazione e dalla condivisione di risorse e obiettivi. Condivisione non è un tasto sul social, è avere la stessa passione mettendosi a disposizione e poi andare con ostinazione, e un po’ di divertimento e leggerezza che aiutano sempre, verso la meta.  Anche se la condivisione non è per niente scontata ed è maledettamente complicata da attuare di questi tempi. Nella seconda parte della consiliatura occupandomi di sport ho condiviso con Paola Parmentola, che svolgeva il ruolo di coordinatrice della commissione cultura di cui lo sport è parte, il percorso verso la meta. Come dicevo sopra: pensieri comuni, discussioni, collaborazione, condivisione di risorse e obiettivi. Con ostinazione divertimento e leggerezza.

Ricomincio da Otto dicevo in un altro post: perché quel numero resta, perché a contarle almeno Otto cose le ho fatte. 

Uno

DSC_2057 copiaQuel concerto di Gianmaria Testa in compagnia di Giancarlo Caselli che riempì tutto il Tempio Valdese. Ci lavorai come redattore di Ottoinforma insieme all’ANPI e Raffaele Scassellati, al Teatro Baretti e Marco Vernetti e all’Associazione Dobhran e Massimo Pizzoglio. E tanti altri che ci aiutarono a vendere i biglietti. Riuscimmo a raccogliere 5.000 euro che donammo al Museo della Resistenza.  E’ il ricordo più bello, emotivamente più forte di quei cinque anni.  Un ricordo politico, sì, tutto politico: la condivisione di un progetto, il coinvolgimento di molti è politica. L’emozione è politica. Anche i libri sono emozioni, vi consiglio il libro di Gianmaria Testa edito a Einaudi “Da questa parte del mare”.

Due

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C’è stato anche il “lavoro” di redattore del giornale che mi ha consentito di esplorare la Otto, conoscerla meglio. Capirla meglio. Con il giornale abbiamo parlato di crisi, abbiamo conosciuto realtà artigianali importanti, raccontato storie di persone. Sostenuto e coinvolto le librerie indipendenti.  Un lavoro politico, sì, tutto politico. Conoscere il territorio che si amministra, indirizza le priorità. Dà la giusta rotta alla navigazione.

Tre

L’idea del PIA (Progetto integrato d’ambito), consentitemelo è frutto di unaOLYMPUS DIGITAL CAMERA mia ostinazione poi condivisa con tutti e infine gestita dal coordinatore.  Se nei prossimi anni Torino avrà un quartiere non centrale e aulico con un arredo urbano dedicato e armonico con le sue caratteristiche sociali, culturali e urbanistiche quel quartiere sarà San Salvario.  La bellezza è un progetto politico, è deve essere godibile da tutti.

Quattro

santino ultima verisoneIl progetto Olimpo, l’evento culturale di Torino Capitale Europea dello Sport, realizzato con la Fondazione del libro e le Biblioteche Civiche. Un salone off dedicato allo sport narrato incontrando autori anche nei luoghi dove lo sport si pratica. Evento concluso con cinque giornate culminate nello spettacolo teatrale Sporting.

Cinque

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Abbiamo “giocato a bocce” rivitalizzando questo sport e interpretandolo come volano di aggregazione sociale e di rivitalizzazione delle bocciofile. Un primo risultato la riedizione del torneo Eridano. E abbiamo anche chiuso (finalmente) le bocciofile “finte” e inutilizzate o utilizzate per altri scopi.

Sei

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Abbiamo interpretato le feste dello sport (Skate Park di Piazza Zara e l’associazione di quartiere Pilonetto Insieme) come momento di aggregazione, facilitando l’incontro tra utenti dei luoghi sportivi e cittadini. L’incontro e la condivisione dei luoghi  combatte i pregiudizi e progetta il futuro.

Sette

pallanuotoAssegnazione degli spazi sportivi in modo condiviso e partecipato. Prima le scuole e la disabilità, poi i bisogni dei cittadini e l’agonismo. Abbiamo definito la vocazione delle due piscine dedicando più spazi all’agonismo alla Parri e al nuoto libero alla Lido. In questo modo abbiamo potuto aprire, per primi a Torino, la piscina Lido la domenica. L’assegnazione degli spazi sportivi è un atto politico e non una pratica solamente amministrativa. Adesso abbiamo anche una mappa in rete dei luoghi dello sport. E non solo, nelle due piscine ora ci sono anche i libri: da leggere, consultare e portare a casa. E’ il book crossing attivato con la Biblioteca Civica di quartiere Ginzburg.

Otto

pallanuoto parriIl complesso sportivo Parri e l’area che lo circonda sono passati dal demanio statale a quello comunale: ora è possibile riqualificare quel luogo utilizzando tutte le potenzialità esistenti. Lo possiamo fare grazie anche agli studenti di Architettura che partecipando al congresso mondiale degli architetti del paesaggio (IFLA2016) hanno elaborato un’interessante proposta di riqualificazione. Infine il Circolo Garibaldi ora è finalmente accatastato, dalla prossima consiliatura può partire un bando che consente di dare una svolta a quel luogo aprendolo alla cittadinanza nel pieno rispetto della sua storia.

Mi fermo a Otto per coerenza con il santino e perchvaldeseé non tutto è raccontabile, perché ci sono cose mie che ho fatto per il piacere di farle. Da normale cittadino. E va bene così, al limite ci saranno tracce in giro di qualche mia foto o magari un film al quale ho collaborato.

Lasciatemi concludere dicendo che in queste Otto e più cose ci sono tante persone, persone che mi hanno raccontato, proposto, aiutato. Persone appassionate. Persone che in qualche caso sono amici in più. Veri. E forse è questa la motivazione più forte per cui… ricomincio da Otto.

 

Valentino come Pechino

E sì, stupido io che ho deciso di fare una passeggiata al ValenFullSizeRender (6)tino pensando l’aria fosse più pura. E sì, stupido io che non ho fatto i conti con la gente che, forse appartenente ad una setta di fanatici, ha deciso di recarsi nel parco cittadino con l’automobile rendendolo il luogo più inquinato della città e per mettere in atto un suicidio collettivo. E son tornato a casa respirando a pieni polmoni in corso Raffaello, pensa te. E son tornato a casa perché il Valentino sembrava Pechino.
Poche chiacchiere caro sindaco, cara giunta comunale e caro consiglio comunale: blocco totale delle auto al Valentino!

Noi ve lo avevamo chiesto e voi avevate fatto orecchie da mercante oppure dormivate. Adesso fatelo, subito! E non c’è da replicare. E’ un ordine!

Scusate il modo, ma la gentilezza l’avevamo già usata.

Bryant Park e la Civica

Bryant Park è un parco cittadino di New York (dopo il post una serie di foto scattate tra giugno e luglio 2014), un quadrilatero di 39.000 metri quadri che fiancheggia, e accompagna, la sede centrale della New York Public Library. Un prato delimitato da un viale alberato. In piena Manhattan, a pochi isolati dal caos di Times Square, tra l’Empire e il Rockfeller. Un’oasi di tranquillità al servizio dei residenti e dei turisti, molti dei quali stremati dalle lunghe camminate in città. Il parco non è solo una panchina dove sederti e prendere il fresco o fare uno spuntino.

E’ un luogo che si integra con la vicina biblioteca pubblica, come a completare l’offerta della Public Library. Cinema all’aperto d’estate; reading per grandi e bambini; una giostra vintage con i cavallini; un piano bar discreto; panchine e anche sedie e tavolini (pubblici); giochi a disposizione, dal backgammon agli scacchi; book sharing e persino un campo di petanque. Accesso libero al wifi, come in molti parchi cittadini, senza bisogno di registrarsi. Sei milioni di visitatori l’anno a Bryant Park, un parco che si sostiene grazie anche alla sponsorizzazione di realtà come Google, Citibank, HBO, Bank of America, the New York Times, Lululemon, Southwest Airlines, HSBC Bank, Evian, Clearchannel e il  Wall Street Journal.

Quando mi sono seduto, spossato da una lunga camminata e dal caldo, sotto gli alberi di Bryant Park e prima di tornare a visitare la Public Library, ho provato ad immaginare un nostro Bryan Park, più bello e più grande. Quello che mi piacerebbe accompagnasse la nuova Biblioteca Civica di Torino. A Torino Esposizioni, proprio lì, al Valentino. Perché noi se vogliamo le cose le possiamo fare, anche bene. Anche meglio. Altro che ruota panoramica.