Augusto Montaruli

E daje ai politici

Vi ricordate il clamore su Anna Finocchiaro con la scorta al supermercato? 

In quel caso una cortesia, portare il carrello, fu preso per un sopruso e non per un atto di gentilezza. Finocchiaro subì una sorta di linciaggio mediatico.

E daje ai politici.

Adesso Luca Zingaretti, bravissimo e simpaticissimo, pubblica un video dove la moglie di un politico salta la coda al ritiro bagagli all’aeroporto.

“Vergognatevi!” Dice in un video Zingaretti.

Certo, giusto, ma vergognatevi chi? 

Fare il nome caro Zingaretti, fare il nome.

Altrimenti è tutto un magna magna, compresi quelli che non saltano le code.
E anche basta no con questa deriva che fa di tutto un erba un fascio.
Fascio Zingarè, perchè se quelli stanno lì è anche perchè non si fanno i nomi.

Boicottare è supportare?

Boicottare è supportare? Un domanda che mi faccio tutte le volte che si invita a boicottare prodotti a fronte di una causa.


350 supermercati Coop hanno smesso di vendere prodotti israeliani, questa decisione mi ha riportato alla memoria una vivace discussione di qualche anno fa con un sostenitore della causa palestinese. 

Il sostenitore della causa palestinese distribuiva volantini che invitavano a boicottare il concerto di Noa in programma al teatro Stabile.

Cercai, anche con una certa veemenza, di spiegargli chi fosse Noa, il suo impegno politico e il suo abbracciare la causa palestinese. 

Niente da fare. 

“E’ israeliana!”

Questo gli bastava, del resto non gli interessava. 

Per l’ostinato sostenitore, come per le 350 Coop, basta essere israeliani per avere una sorta di marchio di infamia. A prescindere.

Meglio sarebbe per i sostenitori informarsi sull’opposizione al governo israeliano, meglio sarebbe per le Coop vendere quei prodotti destinando gli utili alle molte Ong che operano a Gaza o promuovere e sostenere produttori “pacifici e pacifisti”-

Già, gli utili…

L’Europa e il pendolare

Sto leggendo, quasi finito, Filosofia minima del pendolare, l’ultimo libro di Bjorn Larsson edito come tutti i suoi libri da Iperborea.

Il libro è un saggio, anzi un racconto della vita da pendolare dell’autore. Larsson è un pendolare discreto ma attento che osserva l’umanità che lo circonda, che annota gli orari, compresi i disservizi. E riflette, soprattutto riflette.

Tra Svezia e Francia lo scrittore docente, tra Svezia e Danimarca il pendolare quotidiano e tra Svezia e Italia il pendolare per affetto.

Sono molti i passaggi del libro che mi hanno portato a riflettere con lui ma uno in particolare è di estrema attualità. Ed è questo:

“…Si sente europeo [l’autore], nel senso che potrebbe vivere e cavarsela senza problemi in molti paesi europei al di fuori della Svezia – è da tempo una perenne fonte di frustrazione che i vari stati d’Europa e i rispettivi cittadini siano così ignoranti gli uni degli altri da non imparare nulla dagli errori e dai successi altrui. La quantità di reciproci fraintendimenti e mitizzazioni è tale da far drizzare i capelli in testa…”

Una riflessione quella dell’autore che la dice lunga su come siamo messi, su come l’idea di Europa sia ancora da attuare. Lo dimostrano le dichiarazioni di valori enunciati sulla carta e non attuati (Orban come fa a conviverci è un mistero) o l’ormai mitico, anzi mitologico, trattato di Lisbona. 

Basterebbe attuare il trattato di Lisbona o essere coerenti con i valori della UE per smontare il ReArm… e pure figuri come Orban.

Nel caso a qualcuno interessasse il link sul trattato di Lisbona è qui.  Quello sui valori qui. 

Bjorn Larsson è l’autore, tra gli altri, di due stupendi romanzi: La vera storia di Long John Silver e Il porto dei sogni incrociati. Sono i miei preferiti.

Ho avuto di incontrarlo due volte ed è una persona squisita e disponibile. 

E già che ci sono aggiungo un altro brano del libro dove riflette, il “pendolare”, sulla questione mendicanti:

“…Si permette ai neonazisti di manifestare in tenuta paramilitare, con bandiere e simboli che invocano la svastica. Si consente agli islamofobi di bruciare il Corano in nome della libertà di espressione, ma non a un innocuo mendicante di starsene tranquillamente seduto con un bicchiere di carta e dire ciao…”

Ci vorrebbe un’isola

Sì, ci vorrebbe un’isola.

Un’isola piccola nel mediterraneo. Un’isola dove tre uomini, o tre donne che forse è meglio, discutessero e pensassero a cosa fare dopo. 

Dopo le bombe, dopo i massacri, dopo i pazzi criminali che dominano il mondo. 

Ci vorrebbe un’isola piccola nel mediterraneo dove quei tre (o quelle tre) scrivessero un documento che ci faccia immaginare il futuro (più prossimo possibile) e dia un senso compiuto allo scendere in piazza.

Perchè immaginare il futuro alleggerisce la fatica e si arriva prima in piazza.

E non ci sarebbe molto da pensare, da discutere e da scrivere. Basterebbe attuare ciò che è già stato scritto e siglato. 

Chiaro Pensiero Comune

Sono andato sul sito del PSE (Socialisti e democratici dell’Unione Europea) per andare a verificare se ci fosse un segno di vita (scusate il giorno di parole) in questi tempi di morte diffusa. 

Mi aspettavo almeno una presa di posizione forte, un elenco di iniziative forti, azioni nel parlamento europeo forti, azioni comuni nei parlamenti nazionali forti. Mi aspettavo soprattutto incontri ed iniziative con (nel senso di insieme agli) gli oppositori.

E me lo aspettavo in grande evidenza con caratteri belli grandi.

Niente, che io legga, niente.

Ho il vago sospetto che un po’ di sovranismo regni anche da queste parti. Che la paura di perdere un punto percentuale nei sondaggi freni. 

E pensare che una volta era “Internazionale futura umanità”. 

Vabbè, capisco, togliamo internazionale che rimanda ad altri tempi. Ok, togliamo pure futura, non c’allarghiamo… ma santo cielo almeno umanità la consideriamo?

Ma coraggio qualcosa si muove, sul sito ho letto che i Socialisti e Democratici hanno votato in plenaria a favore di una legge storica volta a garantire il benessere e la tracciabilità di cani e gatti nell’UE.

Bravi! Giusto!

Per i migranti e i bombardati cercate di trovare spazio in agenda però.

Per quelli che si oppongono, che resistono cercate di trovare spazio in agenda però.

Avete presente l’agenda? Quella cosa con i fogli e le date dove uno si segna le cose da fare. C’è anche quella elettronica che si può condividere. 

Diteci però, agenda o meno, se su migranti, bombardati, oppressi, oppositori avete un chiaro pensiero comune.

Chiaro Pensiero Comune.

PS: se invece ho preso una cantonata ditemelo che passo parola

C’è ancora domani?

C’è ancora domani? è un film che ancora non c’è ma ci dovrebbe essere. Lo immagino come un film a episodi dal sottotitolo Remigration.  A Salvini piacerebbe sicuramente il sottotitolo.

In breve la trama degli episodi.

Prologo

I tg a reti unificate annunciano l’approvazione di una legge –  “In Italia gli italiani” – che prevede l’esodo forzato di tutti gli stranieri dall’Italia.  La legge ha effetto immediato. Per attuarla vengono mobilitate le forze dell’ordine, l’esercito e la protezione civile per gestire l’esodo forzato. 

Episodio 1: La piazza del mercato

E’ il racconto di un deserto, una signora anziana si aggira  tra i banchi fino al giorno prima affollati di venditori e clienti. Solo pochi banchi gestiti da italiani con prodotti a prezzi carissimi. Un chilo di zucchini va dai 50 ai 70 euro. I pomodori sono introvabili. 

Episodio 2: Il rider

Una giovane coppia di lavoratori precari ordina due pizze da farsi portare a casa. Mezzora dopo suona il campanello, il giovane scende a ritirare le pizze e vede suo nonno che gliele porge.

“Non ci sono più neri in città, così arrotondo la pensione che me l’hanno tagliata del 30%”. Sale sul deambulatore elettrico saluta il nipote e parte per un’altra consegna. 

Episodio 3: La badante 

Mattina presto, la signora moldava è in cucina e prepara la colazione per l’anziana di cui si prende cura, insieme alla colazione prepara le medicine mettendole in ordine sul tavolo. Intanto rilegge il documento che le intima di lasciare l’Italia e di ritrovarsi al punto di raccolta dove con un treno speciale sarà rimandata al suo paese. Prende le sue cose e senza far rumore lascia la casa. 

Episodio 4: L’operatrice Socio Sanitaria 

Nella sala comune della casa di riposo la direttrice comunica ad ospiti e parenti che a causa del provvedimento legislativo “In Italia gli italiani” aumenterà la retta del 50% e i parenti dovranno provvedere al pasto, alla lavanderia, alle cura personale degli ospiti.

L’episodio racconta anche l’abbandono di molti ospiti che andranno dai parenti e nel finale un suicidio di un anziano impiccatosi con le lenzuola. 

Episodio 5: L’Albania

L’episodio racconta della decisione dell’Albania di accogliere moltissimi stranieri espulsi dall’Italia. Società albanesi si offrono al nostro paese per quei lavori che prima delle legge facevano gli immigrati. Il PIL dell’Albania cresce del 40%. Molti italiani salpano da Bari per trasfersi a Tirana, 

Nel finale dell’episodio Giorgia Meloni si inginocchia davanti ad Edi Rama per aver voluto un centro per i richiedenti asilo in Albania a Gravina di Puglia. 

Ps: tutte le immagini sono state create con IA. Giusto per provare.