Augusto Montaruli

San Salvario è come un’isola: interpellanza sulle pedonalizzazioni sperimentali e temporanee

San Salvario è come un’isola bagnata da quattro mari (corso Vittorio, via Nizza, corso Massimo e Bramante) e attraversate da fiumi di cui uno quasi in secca (via Madama, corso Raffaello, via Valperga, corso Dante e quello in secca Marconi).

Nell’isola occorre intervenire con giudizio altrimenti sono onde anomale ed esondazioni. Occorre intervenire perché l’isola non è isolata: è attraversata, lambita e raggiunta. 

Poi ci sono dei Tir che non solo approdano ma l’isola l’attraversano che Costa crociere a Venezia ci fa un baffo.

Ecco perché presento questa interpellanza che chiede, a prescindere dal giudizio sulla singola pedonalizzazione, del merito e del metodo. E del poi.

L’immagine sui cui ho giocato è tratta dal sito torinotrepuntozero.net

Di seguito il testo dell’interpellanza


Torino, data del protocollo

Interpellanza ai sensi dell’articolo 45: Sperimentazioni pedonalizzazioni temporanee

PREMESSA

L’assessora alla mobilità Maria La Pietra contestualmente alla delibera sulle pedonalizzazioni temporanee e sperimentali ha affermato, testualmente: “Il provvedimento consentirà di dare seguito alle richieste pervenute dai cittadini e dalle associazioni dei commercianti,permettendo la sperimentazione di soluzioni che agevolino un più ampio utilizzo degli spazi pubblici in condizioni di sicurezza e tutela della salute”. Vedi comunicato stampa sul sito del comune:

http://www.comune.torino.it/ucstampa/comunicati/article_500.shtml?fbclid=IwAR1Azum5umpvxollYvH_QqBQezF_t3GeFssOOk5wR0of9SkE1Cp0C3iSKns

Per quanto riguarda la circoscrizione otto il comunicato riporta:  “dei controviali corso Marconi, nel tratto tra le vie Madama Cristina e Ormea, e del viale centrale, tra via Madama Cristina e corso Massimo D’Azeglio (con interruzione del flusso veicolare); di via Principe Tommaso, nel tratto tra le vie Silvio Pellico e Baretti, nella Circoscrizione 8.”

PERTANTO

A fronte della dichiarazione dell’assessora e delle commissioni congiunte in cui si illustrava il percorso partecipato che avrebbe accompagnato la decisione di istituire le pedonalizzazioni, chiediamo, al momento senza entrare nel merito delle decisioni, alcuni chiarimenti sul percorso decisionale e sull’attuazione di quanto deliberato.

A fronte della dichiarazione dell’assessora e delle commissioni congiunte in cui si illustrava il percorso partecipato che avrebbe accompagnato la decisione di istituire le pedonalizzazioni, chiediamo, al momento senza entrare nel merito delle decisioni, alcuni chiarimenti sul percorso decisionale e sull’attuazione di quanto deliberato.

A fronte del fatto che “La sperimentazione durerà fino al termine di quest’anno, poi, alla luce dei risultati raggiunti, si valuterà se e per quali aree confermare la pedonalizzazione.”

SI INTERPELLA

L’assessora Maria La Pietra sui seguenti punti:

  1. Quali associazioni di commercianti e di cittadine/i sono state coinvolte nel processo partecipativo
  2. Quanti cittadine/i sono state/i coinvolti
  3. Quali erano le suggestioni arrivate da associazioni e cittadine/i
  4. Perché nel percorso partecipato non è stata coinvolta la circoscrizione e i cittadini/e iscritti alle commissioni
  5. Perché non sono state accolte le richieste della circoscrizione otto
  6. Come si monitorerà la sperimentazione e quali strumenti saranno utilizzati
  7. Se nel lavoro di monitoraggio della sperimentazione ci saranno fasi informative e come saranno svolte
  8. Come si arriverà a decidere quali sperimentazioni passeranno dallo stato temporaneo a quello definitivo

Primo firmatario: Augusto Montaruli

Un Sacco bellum

Il più grande assessore al commercio della storia repubblicana, ma anche del regno, è riuscito a compiere un capolavoro politico e strategico. In San Salvario dopo un periodo di forte contrapposizione tra locali e residenti si respirava un’aria di collaborazione, il merito forse è della riconversione di alcuni o del bisogno di selezionare la clientela, anche se restano locali che offrono chupito a prezzi da discount. La questione malamovida è essenzialmente legata agli schiamazzi e al bere per strada. 

La possibilità di estendere con una pec il dehors o di installarne uno nuovo senza una concertazione anche con i residenti, senza tenere conto della cancellazione di moltissimi parcheggi e dell’aumento della insostenibilità legata al rumore ha riportato i residenti sul sentiero di guerra. 

La malamovida, se ricordate, fu oggetto di promesse elettorali, ma l’assessore lo ha dimenticato.

Bastava poco per fare meglio. Bastava ascoltare i residenti, la circoscrizione. Bastava una mappatura delle aree più critiche: qui sì, qui no. 

Bastava provare (almeno) a trasformare l’emergenza in opportunità con idee condivise.

L’assessore invece farnetica di trasformare San Salvario nel distretto del bere di qualità mortificando la storia di questo quartiere. Io ho un amico che la conosce bene, se vuole assessore, glielo presento. Forse prima della fine del suo mandato riesce a comprenderla insieme alle grandi opportunità che ci sono. Intanto si prenda una vacanza, possibilmente fino alle prossime elezioni.  

I numeri dei dehors

Leggo su Repubblica che le richieste di ampliamento dei dehors (è sufficiente inviare la domanda) a giovedì scorso 4 giugno sono state 2.286 di cui il 34% (777) in circoscrizione 1 (centro), a ruota la circoscrizione 8 (dove c’è San Salvario) con il 15% (343) insieme alla circoscrizione 3 (Borgo San Paolo e Cit Turin…), le circoscrizioni 2, 3, 5 e 7 (183) e infine la 6 (include Barriera di Milano) con il 4% (91).

Forse è un po’ forzato ma secondo me questi numeri dimostrano, se non bastasse, che le periferie rimangono tali, se non peggio, nonostante le promesse della campagna elettorale.

Ma questa è un’altra storia… 

Gaetano e il suo amico

  • Ieri sera il “Rapper di San Salvario” mi ha mandato questo Whatsapp. Io lo pubblico nelle storie e in una sezione del sito a lui dedicata,  per lasciare traccia, perché è anche questo un modo per raccontare il quartiere in cui vivo.

Venerdì, 22 maggio, sera


Comincio a mettere un po’ di ordine.

E il segno di questa sera è chiaro.

Finito di lavorare, son tornato a San Salvario.

Sono andato alla CDQ, cominciava a mancarmi, non ci andavo da due giorni.

Per fortuna c’è tanto da distribuire, ho fatto quattro viaggi con la macchina.

Al Cenacolo c’è Gaetano.

Tutte le volte a ripetermi: “Grazie Michele, grazie, grazie, grazie”.

Il tono della sua voce ti fa pensare che tu sia importante, più importante di lui.

Mentre aspettavo che scaricassero le cipolle si è avvicinato un uomo, un ragazzo, non si capiva.

Scuro di pelle, sporco, i pantaloni gli stavano su a fatica, anche la cerniera era aperta.

Mi chiede se poteva avere un po’ di pane, come sempre faccio fatica a reagire, il mio sguardo va altrove, chiedo a Gaetano di dargli qualcosa, lui chiudendo gli occhi, assente,  rientra a preparargli una busta.

Resto con lui sul marciapiede, comincia a raccontarmi le sue difficoltà, vive per strada, non sta bene.

E poi quella frase: “Mi fa male….”, finalmente riesco a guardarlo negli occhi, sono profondi e lucidi di pianto.

Gaetano arriva e gli consegna una busta, lui si allontana, ci lascia soli, ma non va via.

Gaetano comincia a raccontarmi qualcosa ma non sto a sentirlo, guardo al di là della strada, lui si avvicina e gli dice: “Ogni tanto ci arrabbiamo e ti insulto, ma ci vogliamo bene”.

Ora si allontana, penso che sia venuto solo per dire quelle ultime parole.

Torno ad ascoltare Gaetano, mi sta raccontando che una sera gli aveva chiesto pochi soldi e aveva deciso di non dargli nulla.

Tornato a casa non ha dormito, per tutta la notte.

Poco fa ho risposto al suo saluto di tutte le sere: “Gaetano sei un grande uomo”.

Anche il mio tono non ammette dubbi.

L’ultima cosa prima di salutarci, entro lunedì potrà darmi un centinaio di barattoli. Le marmellate ne hanno bisogno.


Note:

CDQ è la casa del quartiere di via Morgari dove, con l’aiuto di volontari (giovani!), si raccolgono e distribuiscono pacchi di generi alimentari per chi ne ha bisogno: oltre 500 famiglie e più di duemila consegna in pochissime settimane

Il Cenacolo è un luogo in San Salvario in via Belfiore dove un prete che sembra Bruno Lauzi e volontari come Gaetano da anni distribuiscono cibo agli ultimi. 

Due piccioni con una piazza



Di seguito l’ordine del giorno che chiede di utilizzare le piazze mercatali anche per dare più spazi agli esercizi commerciali e alle attività culturali.

L’ordine del giorno è stato scritto da Massimiliano Miano e da chi vi scrive qui oltre ad essere controfirmato dalla giunta.

L’ordine del giorno è stato approvato. Ora speriamo ci ascoltino.

 

Torino, data del protocollo

Ordine del giorno: Due piccioni con una piazza 

PREMESSA

Il consiglio della circoscrizione otto ha recentemente approvato un ordine del giorno che chiedeva  l’attivazione di un gruppo di lavoro comunale e circoscrizionale allargato agli operatori della cultura che individuasse spazi da destinare all’attività culturale definendone le modalità di utilizzo.

Questo per sostenere gli operatori della cultura e garantire maggiori momenti di intrattenimento culturale ai cittadini a causa delle modalità legate alla sicurezza con cui si potranno usufruire gli eventi e perché molti non lasceranno la città per le vacanze.

Il tema spazio da usufruire sarà anche vitale per ristoranti ed esercizi di somministrazione bevande, infatti l’amministrazione sta valutando sgravi per i dehors oltre a consentirne di maggiori dimensioni.

Noi riteniamo che le piazze possano essere destinate sia all’intrattenimento sia agli esserci commerciali di cui si fa rifermento sopra.

In San Salvario, Nizza Millefonti e Lingotto insistono quattr aree mercatali, Madama Cristina , Nizza, Spezia e Guala che potrebbero essere destinate, fuori orario commerciale, ad ospitare spazi aggiuntivi per ristoranti ed esercizi di somministrazione oltre che eventi culturali e sportivi. 

Aggiungiamo che quanto sopra andrebbe, soprattutto per quanto riguarda l’area mercatale di piazza Madama Cristina e Spezia, a risolvere, almeno nel periodo estivo, l’annoso problema del parcheggio selvaggio e abusivo.

PERTANTO CHIEDIAMO

Agli assessori competenti 

che le aree mercatali Nizza. Madama Cristina, Spezia e Guala siano destinate ad ospitare eventi culturali e all’estensione dell’attività di ristorazione e somministrazione per gli esercizi prospicienti;

che la suddivisione degli spazi e le modalità di utilizzo siano concordate preventivamente con l’ottava circoscrizione.

Matteo

Matteo tutte le mattine, tutte, mi manda un whatsapp. A volte due se non tre. A volte di stupidaggini, spesso di cose serie. Ci sono dei giorni che continua a mandarne: in tarda mattinata, al pomeriggio e alla sera. Anche tardi.

Questi sono giorni in cui i whatsapp arrivano ad ogni ora perché Matteo è lì dove serve e ti racconta: dove si distribuisce il cibo, dove gli ultimi sono “accolti” o accampati. Dove c’è un presidio. Dove ci sono ragazzi di ogni colore. Dove c’è un problema. Per non parlar di Carlo che questa è un’altra storia.

Con Matteo spesso ci sentiamo e parliamo, parla lui a dir la verità, di cose serie. Ma non manca mai la sua risata, che un po’ la provoco perché la sua sua risata è travolgente e contagiosa.

Ridi perché ride lui. Ridi perché ti liberi e ti rende complice. Non puoi solo piangere o incazzarti.

Matteo è una bella persona (bella dentro eh) e vi consiglio di ascoltarlo, di farvi raccontare. Di ridere con lui. Fa bene al cuore e all’anima.

Matteo ti voglio bene… e non cominciare a ridere.

ps: che poi a pensarci i Matteo non son mica tutti uguali (ridi Mattè)

Il “rapper di San Salvario” va in moschea

Il rapper di San Salvario è andato in moschea, quella vicino a casa sua: tra la scuola la chiesa e la casa del quartiere. Ecco il pezzo ritmato che ne è venuto fuori.

Mercoledì ero con Said Imam della moschea di via Baretti: 

“Cos’è questa storia delle marmellate“.

Gli raccontò tutto. Che ne dici se proviamo a farle insieme?

“Devo parlarne con mio fratello, ci vediamo domani”.

Il giorno dopo capisco che è un altro tipo di fratello.

Amhed, il fratello, è l’Imam della moschea di corso Regina, spiego tutto anche a lui, è contento, deve parlarne con la signora.

“Vieni a trovarci”.

Mi saluta mettendo una mano sul cuore. Bello.

E questa signora chi sarà?

Oggi lo sento, potrei portarti della frutta, dove sei?

“Sono a casa, possiamo cominciare a fare le marmellate anche noi”.

Lo raggiungo e scopro che la “Signora” è sua moglie, Rachida.

Sapendo che sarei arrivato, mi hanno preparato dei barattoli da portare a casa. 

Aprono uno scrigno di marmellate fatte da lei: buccia di cocomero, fichi, mela-pera, succo di pesca e un po’ fuori tema un barattolo di conserva di pomodoro in pezzi.

Emozione pura. 

Domattina le assaggerò. 

Forse è meglio domenica, devo assaggiarle con cura. 

Oggi ho capito che coinvolgere è, in fondo, una cosa semplice, basta chiedere.

La foto è un podio: primo il cocomero, seconda mela-pera, terzo il fico.

Vediamo se il podio resta tale dopo l’assaggio.

Naturalmente questa storia non finisce qui…