Una storia d’amore e di passione
Questa che condivido con voi è una storia d’amore e di passione che mi hanno raccontato qualche giorno fa. Una storia di quartiere. No, non è la storia di una coppia e della passione che la tiene insieme. E’ la storia di un signore che allena una squadra di calcio composta da ragazzini.
L’allenatore, mi han detto che non sta bene ed esce pochissimo di casa. Avendo assistito ai suoi allenamenti, ho chiesto se avesse perso la voglia di stare con i ragazzi, di insegnare loro i fondamentali del calcio, essere squadra e bravi ragazzi. Quella voglia che lo portava tutti i giorni a mettere la tuta, brutto o bel tempo, per i ragazzini del quartiere, ad insegnare, urlare, strepitare, indicare, abbracciare, esultare.
“Quando si sente va e sta lì con i ragazzi ma si ferma poco. Giusto il tempo di vederli e salutarli, per ricevere il loro abbraccio, ma ci siamo organizzati.” Mi dicono. Gli allenamenti e le partite lui le segue da casa: i genitori, invece di litigare e insultare da bordo campo come spesso purtroppo capita, lo aggiornano con whatsapp: gli mandano la formazione, la disposizione in campo, foto e filmati. Lui da casa suggerisce, impreca, propone cambi, esulta. E lì, con loro. Sempre.
Guarisci in fretta mio caro e torna lì, sul campo. A fare il maestro, ad abbracciarli quei ragazzini che sono il futuro del nostro meraviglioso e colorato quartiere. Hanno bisogno di te e tu di loro. Genitori compresi.
Grazie per quel che fai e che farai ancora. Ne sono certo.










Sono 28 le cartoline, compreso un “bugiardino” che indica il luogo in cui sono state fotografate. Trovate la bottega di un giovane liutaio che ha scelto San Salvario come luogo dove creare i suoi strumenti musicali. L’atelier di un artista. Un’insegna di un ristorante che ora non c’è più. Personaggi del quartiere. Balconi improbabili. Cene all’aperto con commensali di tutto il mondo. Studenti di un’università americana in biblioteca. Luoghi, persone. Ci sono murales, uno credo sia il più piccolo del mondo. Un dehor improvvisato. Insomma in quelle cartoline c’è la presunzione di raccontare ciò che vedo “camminandolo” il mio quartiere, quello che vorrei venisse raccontato al resto del mondo. Oltre quelli articoli che dicevo prima.
Le cartoline sono all’interno di una scatolina di cartone, chiusa con un cordino e con uno strano francobollo.







